sabato 12 gennaio 2013

La calunnia è tra "i peggiori costumi di borgo"?


Parrebbe di sì se si legge il post pubblicato oggi dal blog locale Nave Corsara (che proponiamo in immagine più sotto). Meno male che a mettere a posto le cose segue il commento di Claretta che conclude "riguardo il suo appunto, Ivano, circa l’adattamento del soggetto in questione, ai peggiori costumi di Borgo, äm nin sum vida un pò pra-mäl e sono convinta che se si fosse stabilito a pochi chilometri di distanza, cioè a Salso, tanto per citare un paese a caso, ne avrebbe assorbiti di peggiori tra i peggiori.". E visto che Claretta oltre che vestale del dialetto è anche la miglior conoscitrice della natura e della psiche del borghigiano DOC (e lo dico perché penso proprio sia così) non mi resta che applaudire (a Claretta e solo a Claretta).
Per il resto e per lenire i pruriti che già circolano nei commenti dirò che una risposta ai quesiti la troviamo alla pagina "Il quizzone borghigiano: chi è la malalingua che calunnia un noto blog cittadino?" 
Riguardo poi ai personaggi rappresentati nell'immagine di copertina del post di NC dirò che, non conosco la bionda (e se lo sapessi non lo direi per non invadere la privacy di Tonino), ma gli altri due non somigliano affatto né a Tonino né all'ultima intermediaria che per ora non mi risulta sia intervenuta nel dibattito. 




Post scriptum
Detti e motti dialettali applicabili

Tör-žu 'd birla = non gradire mai più una persona
La gata intla cardensa, cme 'l la fà äl la pensa = la persona disonesta pensa lo stesso degli altri
Sarchèr èl pêl intl'öv = essere molto pignoli
Äverägh la pèlla sütila äbòtta = essere molto permalosi
L'é von da ciäpèr cul mujötti = idem come sopra
Ciäpèr èl muschi cum èl ciapi del cül = idem come sopra
Tütti i g'han èl cül e änsón äs la vöda = tutti vedono i difetti degli altri e non i propri.
Per gentile concessione di Claretta Ferrarini 

Nota bene: l'applicazione di questi detti o motti dialettali alle situazioni o alle persone indicate nell'articolo non è casuale ma è di mia completa responsabilità.
Ambrogio











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