martedì 12 agosto 2014

Di Vittorio: " ...i soci negli ultimi anni hanno sbagliato ..." parola di Marco Gallicani

Se non toccasse così da vicino gli interessi di tanti concittadini si potrebbe liquidare questo articolo di Marco Gallicani come "demenziale". Non possiamo farlo, non possiamo passare sotto silenzio le offese che questo pittoresco personaggio rifila ai soci che " “si fidavano troppo di un legame che era stato creato in anni di militanza” .
Commentarlo ulteriormente è inutile invito tutti a leggerlo.

Di quel sta accadendo alla Coop Di Vittorio
Comizio2 CoopDiVittorio
Me lo han chiesto un paio di amici, e persino mia suocera, quindi ne scrivo; la questione merita attenzione perché il problema è serio e c’è gente che sta seriamente subendo grosse ripercussioni sulla sua vita reale per colpa di quel che è successo. Ma non adesso, negli ultimi 10 anni.
D’altro canto fu una delle prime questioni affrontate dalla mia segreteria quando fummo eletti alla direzione del Partito Democratico, l’autunno scorso. E non eravamo i primi a farlo perché ricordo bene una riunione nella quale il segretario cittadino della Cgil ci venne a raccontare cosa stava succedendo, ed era l’inizio del 2013, non ricordo con precisione. Mi ricordo però il clima che si respirava, una specie di gigantesco senso di colpa collettivo per quanto non si era fatto e un altrettanto fortissimo senso del dovere per quanto ora si poteva fare; in ogni caso mai ci venne in mente di “smobilitare”, anche se alcuni lo suggerivano, perché andarsene in quel momento avrebbe significato abbandonare i soci in un momento in cui avevano davvero bisogno di noi, perché il futuro della Cooperativa era quantomeno tutto da scrivere.
Ecco allora, a farne un’abbozzata sintesi, io penso:
– che la vicinanza (subalternità, scriverebbe Repubblica) della cooperazione alla politica ha creato dei mostri, ma non solo, anche parecchie eccellenze. Al netto delle ideologie che possiamo denunciare a prescindere (e chissà perché, ma vabbè) i sentieri della sinistra e della cooperazione in Emilia Romagna sono stati vicinissimi per tutto il secolo scorso, ed era normale che si sarebbero incontrati una volta che la cooperazione avesse raggiunto dimensioni “notevoli”. È accaduto grossomodo sul finire degli anni ’70 e ancora oggi è una comunione innegabile;
- che la Cooperativa Di Vittorio e la sinistra fidentina sono stati parenti strettissimi per anni, ma non per via di un segreto patto criminale, semplicemente perché venivano dallo stesso paese, un paese piccolo e dai confini molto più netti di oggi, con nemici fuori dalle mura contro cui difendersi e altri parenti dentro le mura con cui lavorare per obiettivi largamente condivisi (e condivisibili);
- che certo il fenomeno andava governato diversamente e molto si potrebbe fare anche adesso, ma il contesto non può essere ignorato e quel che è successo non può essere dimenticato. Ora e qui c’è bisogno di un aiuto per recuperare i danni di una gestione che ha fatto tutto tranne quello che era importante. Farlo ora con questo CdA eletto con una maggioranza così consapevole ha il valore della denuncia. Di cosa?
- di quel che la vecchia gestione della cooperativa ha fatto, enormi ed incredibili errori che la gente (i soci) non hanno visto o se li han visti non li han combattuti come avrebbero dovuto (ritirando pian piano il proprio capitale, manifestando la propria disapprovazione). Perché non lo han fatto? Per loro stessa ammissione “si fidavano troppo di un legame che era stato creato in anni di militanza”;
- che quindi i soci negli ultimi anni hanno sbagliato, ma non nella scelta dello strumento del risparmio cooperativo (di cui ho scritto anche in alcuni libri), ma nel non esercitare il secondo pezzo della faccenda, la vigilanza critica nei confronti degli eletti. Il CdA del 2012 fu rinnovato da 80 soci, con un tasso di partecipazione risibile;
che i soci stiano abbondantemente pagando l’errore compiuto, quindi eviterei di rompergli troppo i maglioni. Dubito lo faranno ancora. L’importante è che non perdano fiducia nello strumento cooperativo, che è ancora oggi rivoluzionario e non solo nel settore dell’edilizia. Se ci sono cooperative che si comportano da multinazionali la colpa è dei dirigenti o del sistema di leggi che glielo permette, non dello strumento cooperativo. E questo vale anche nel settore economico che conosco meglio, quello sociale;
- che in questo momento il nuovo CdA stia lavorando per terminare il percorso e relazionarsi con il comitato dei creditori (di tutti i creditori) e il tribunale. Le amministrazioni comunali potranno dare supporto dopo, ma sul piano e sull’eventuale omologazione non possono giuridicamente metterci il becco. Non come istituzioni, per lo meno. Perché se la Coop fosse fallita i soci non sarebbero stati chirografari e non avrebbero preso il becco di un quattrino;
- che come già detto in campagna elettorale l’ideale sarebbe di evitare di fare del circo su aspetti della vita delle persone che non sono mica degli spettacolini per gente col pelo sullo stomaco. Perché alimentare false speranze significa portare avanti gli errori, e non correggerli. Correggere gli errori significa agire con lucidità, competenza e serenità. Punto.
- che prendersela con il Pd e con il sottoscritto discutendo di cementificazione appare utile solo a far vendere qualche copia in più al giornale locale. Non abbiamo – non ho – mai detto scemenze del tipo “la Di Vittorio è nostra”, non ho mai sbeffeggiato nessuno e se esiste un comitato difesa soci farebbe bene a partecipare ai tavoli previsti dalla legge per accompagnare il concordato, non insistere a questa maniera per entrare in un ipotetico tavolo comunale o per apparire sulla stampa;
che stare sulla stampa non serve a nulla, se non al proprio ego o a quello di chi ti appoggia strumentalmente. E lo capisci che la loro vicinanza è tutta finalizzata al momento elettorale (o ai momenti immediatamente conseguenti) perché se no li avresti visti qualche anno fa se gli interessava la cooperazione di abitazione. Sarebbero soci, lo sarebbero stati. E invece niente, come per le torri: tutti ad applaudire quando le presentarono al pubblico di un San Donnino d’inizio secolo e tutti a criticarle quando non han funzionato come dovevano e potevano essere usate in campagna elettorale;
- che comunque è facile facile sapere cosa è stato veramente detto in Consiglio. Tutti i video sono sul sito del consiglio, serve solo un po’ di pazienza. Abbiamo votato contro un Odg (che è vincolante per la giunta, se approvato) che chiedeva una cosa irrealizzabile e istituzionalmente zoppicante. Non significa che non vogliamo affrontare il problema, ma che lo vogliamo fare “senza buttar merda nel ventilatore” (cit. detto popolare brasiliano);
- che se si vorrà fare un consiglio monotematico per parlare di cementificazione, di politica urbanistica, di cooperazione e di salvaguardia del paesaggio siamo pronti a farlo, ma quelle cose non erano nell’Odg e io non posso votare le affermazioni verbali di un consigliere, io voto un documento scritto e depositato. Sul tema della salvaguardia del paesaggio, mi spiace, ma non temo il confronto con politicanti che non sanno di cosa parlano e che quando l’edilizia tirava come un treno erano “del tutto contrari a limitare l’espansione naturale delle nostre città” (cit.) mentre io ero in piazza a manifestare;
- che i Comuni di Fidenza, Salso e Fontanellato si sono già trovati e han già messo per iscritto l’impegno pronunciato in campagna elettorale (“come primo atto inviterò il CDA eletto dai soci della storica Coop Di Vittorio, per dare pieno supporto alla ricerca di una soluzione che tuteli il più possibile il patrimonio dei soci, oggi alle prese con una grave crisi. È in corso una procedura di concordato delicatissima su cui sarebbe bene non fare speculazioni politiche” A. Massari). E dopo nemmeno 15 giorni dall’insediamento, giovedì 3 luglio, il presidente della cooperativa Ermanno Ianelli, accompagnato da numerosi membri del Consiglio, ha spiegato nel dettaglio il piano di risanamento approvato dal Tribunale, le scadenze legali e le azioni che il gruppo dovrà intraprendere negli anni futuri per garantire i creditori. Lo trovate sul sito del Comune.
Marco Gallicani

15 commenti:

  1. Si, un articolo schizzofrenico che però mette in luce il modo di pensare di chi governa la città, al di là di ogni intenzione o singolo provvedimento.

    Un operazione di potere fine a se stessa, senza alcun substrato ideologico o di bene comune collettivo e per ciò impermeabile alle critiche e disposto ad utilizzare qualsiasi argomento, anche morale per raggiungere i propri fini.

    Questa ragione spiega semplicemente il perchè viene negato il fatto che il PRG e l'espansionismo edilizio è stato progettato ed attuato dal PD con il suo soggetto attuatore, Coop Divittorio. divenuto fulcro delle relazioni economiche che tra l'altro ha gestito la vicenda Torri della Stazione insieme ai più noti imprenditori locali.

    Tutta una classe dirigente del PD ha lavorato per la Divittorio costruendosi carriere personali e propria solidità economica; che ha fatto fallire la cooperativa depredando i risparmi degli ignari soci che, si in questo Gallicani ha ragione, si sono fidati di compagni " dirigenti ed autorevoli ".
    Proprio su questo Gallicani avrebbe avuto la possibilità di dare un segno di discontinuità; non facendolo, consapevolmente, dichiara la sua approvazione su come è stata trattata complessivamente la vicenda, così chiedendo di potersi inserire anche lui nel "sistema".

    Non è il primo e non sarà l'ultimo; Per la Divittorio dipende dai soci se vogliono portare fino in fondo una battaglia per la loro tutela e chiedere conto a chi li ha portati al fallimento.

    Fidenza con questa classe dirigente avrà molto da faticare se non vengono messe in campo soluzioni incisive che mettano al centro le responsabilità amministrative sul governo del territorio..

    RispondiElimina
  2. Io Gallicani l'ho votato. Lo dico subito perchè è giusto. Ma a me sembra che questo blog se la prenda con Gallicani perchè allla fine è il meno protetto di tutti quelli con cui il Pd governa Fidenza. Io ho letto l'articolo e l'ho letto per quello che è. Una dura presa di posizione verso quello che è successo in DI Vittorio e quindi anche nei confronti di un modo di fare politica a Fidenza da parte del suo partito. E una esplicita richiesta alla politica di fare un passo indietro anche adesso che il CdA sta lavorando per risolvere la situazione. Se criticate l'intervento della politica nella cooperativa non capisco perchè adesso lo volete, anche se diverso. Se no, se non ce l'avete tanto con Gallicani solo perchè fa comodo, non capisco perchè non lo intervistate e non gli chiedete cosa pensa di quello che vi interessa. Che mi sembra tanto visto che ne scrivete quasi tutti i giorni

    Grazie
    Giorgia

    RispondiElimina
    Risposte
    1. La tua chiave di lettura mal si adatta al testo, forse questo era l'intento ma il risultato non lo è ed anche adottando la tua chiave di lettura ci sono contraddizioni. Dire che i soci non dovevano concedere fiducia agli amministratori e poi chiedere che l'accordino ai liquidatori è un po' infantile o peggio ed è solo un aspetto. Che il CdA voglia risolvere la situazione è ovvio, ma come? L'articolo è comunque infarcito di sciocchezze. Un ultima annotazione l'uso del plurale nel finale del tuo commento è improprio. Che poi la faccenda mi faccia personalmente comodo non vedo proprio come tu (o altri) possa dirlo.

      Elimina
    2. Io non trovo scritto da nessuna parte che la fiducia che non dovevano accordare ai consiglieri la debbano riservare ora agli attuali. Chiedo scusa Ambrogio, ma lei mi deve dimostrare dove sono le sciocchezze che continuamente cita nei suoi articoli. Gallicani dice che i soci devono continuare a tenere alta la guardia sulle azioni del CdA sempre, quindi anche ora. Che è lo stesso che dice quando chiede di verificare sempre quel che accade in Consiglio Comunale guardando i video delle sedute. E infatti scrive che i soci del comitato difesa soci devono contestare o approvare le azioni del CdA dentro l'assemblea perchè quello è il luogo dentro cui si sbrigano le questioni tra soci.

      Ancora grazie dell'attenzione,
      Giorgia

      Elimina
  3. Cara Giorgia, mi spieghi come mai qualche socio sapeva che era meglio ritirare i propri soldi prima del patatrac mentre la quasi totalità ne era all'oscuro? Se Gallicani ha voluto prendersela (?) col suo partito per come ha fatto politica negli ultimi 10 anni addirittura scaricando colpe che non hanno sui soci perchè nel suo lungo intervento non arriva mai a sollecitare una "seria azione di responsabilità" da parte dei soci verso tutti gli amministratori della Di Vittorio degli ultimi 10 anni?
    Condivido l'aggettivo "demenziale" riferito a questa presa di posizione, in questi casi il bel tacere non fu mai scritto. Ma Gallicani scrive, scrive, scrive....

    RispondiElimina
  4. Germano Meletti12 agosto 2014 16:34

    Tutto questo, pari pari, lo andrei a dire a chi ci ha rimesso decine di migliaia di euro, sarei curioso di vedere come la prende e come reagisce

    RispondiElimina
  5. A me Gallicani non piace, ma ricoinsco che posso anche essere prevenuto, per il fatto che proviene da un brodo culturale e colturale che io giudico deleterio, quello del cattolicesimo di modello scoutistico-AGESCI, forse venato di CL, che, come nel film "Society-The Horrorr", si compenetra con il marxismo-leninismo nostrano- E' dai tempi in cui frequentavo la Cattolica, a Milano, che mi ci sono scontrato, sempre rappresentato da personaggi ipocriti, saccenti e autoreferenziali, quali portatori, solo loro, della Via, della Verità e della Vita. Erano, di solito, adorati e viziati dai vari parroci, come ora, del resto. Detto ciò, dico la verità che non riesco a smentire, in toto, quanto redatto da Gallicani; ho l'impressione che contenga anche delle verità, viste le conseguenze disastrose in cui è precipitata la DiVittorio. Riguardo all'apologia ed al martirologio di Gallicani, condotta dalla sua fan Giorgia, mi azzardo a dire che, secondo me, non è che costui sia diventato il capro espiatorio della situazione solo perché costituisce l'anello più debole della catena, ma solo l'elemento meno competente, per coprire la carica di segretario del PD. Forse non possiede tutte le doti., specie quelle negative, che sono indispensabili per portare avanti certe funzioni di partito. In lui forse il Vangelo è ancora più forte che non il Verbo marxista, e, nella sua coscienza, sta lottando duramente per prevalere e non farsi sormontare dalla montante marea rossa. Beh rossa, diciamo color rosa pallido, anche se di una nuance molto tenace. Pax tibi,Marce, Evangelista meus! RILEGGI BENE LE BEATITUDiNI, COME HA CoNSIGLIATO di fare, RECENTEMENTE, ANCHE PAPA BERGOGLIO; possono parere UTOPICHE ED UCRONICHE, riSPETTO AGLI SCRITTI DI LEnIN, MA DURANO DA DUE MILLENNI: SU DI ESSE LE PORTE DELL'INFERNO NON PREVALEBUNT, NO PASARàN! Amen tibi dico.

    RispondiElimina
  6. Da cittadino , mi chiedo : se il Sig. Gallicani era in Piazza a manifestare (Sua affermazione), perchè con gli stessi, che hanno "cementificato" ha semplicemente prorogato la data delle osservazioni al PSC, anzichè DIRE ed APPROVARE : NUOVA ESPANSIONE ZERO! Se dà un occhiata alle tavole, l'espansione c'è. Quindi, invece di tante chiacchiere, cominci a prendersi le RESPONSABILITA'. Il Suo partito ha la maggioranza da solo, non ha bisogno di "puntelli" della controparte .

    RispondiElimina
  7. Ho fatto talmente fatica a capire quello che c'era scritto che a un certo punto ho lasciato lì...ma il sindaco chi è? Massari dov'è? Non lo sento più...

    RispondiElimina
  8. Ambrogio mi dispiace, ma non leggerò questo articolo. Sono già abbastanza indisposta (invèrsa) di mio,

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Non preoccuparti. Dividerci le miserie alleggerisce.

      Elimina
  9. Germano Meletti12 agosto 2014 18:39

    Io mi chiedo anche dov'è il vicesindaco, nominata in base a patti di non belligeranza e trattato di pace dopo le primarie. Alessia Gruzza, persona che stimo ed ammiro ha dovuto sottostare a diktat della perestroika uscita vincitrice dal consulto elettorale interno. Ha ingannato i suoi elettori Massari, che al suo interno ha combattuto Renzi, lui bersaniano convinto, al punto da farsi ritrarre abbracciato al neo presidente del consiglio, ma in commercio questa la si potrebbe chiamare frode? Cioè io ti propongo un prodotto (Renzi, con il quale mi sono fatto fotografare) per poi sbolognarti uno sdoganato Bersani, quando invece era Alessia Gruzza la sostenitrice e portabandiera del (nuovo) renzismo. Oggi lasciar parlare in questo modo il segretario di un partito che ha vinto le elezioni (più per merito degli 80 € a marchio Renzi che per meriti propri) credo sia controproducente. Credo che ammettere i propri errori passati come urbanizzazione (Massari c'era, Alessia Gruzza no) e come gestione di una cooperativa che oggi sta facendo piangere tanti fidentini, più o meno come successe con la Parmalat alcuni anni fa, anche in questo caso Massari c'era, Alessia Gruzza no. Ma sopratutto non c'erano rappresentanti di altri partiti, quindi "chi è causa del suo mal pianga se stesso" e per restare nei detti popolari, diretto a Gallicani e soci, "non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire".

    RispondiElimina
  10. Dalle parole del Sig. Gallicani è come che chi subisce un furto in casa propria ne è in parte responsabile perché non era in casa o non aveva l'allarme. Veramente un concetto demenziale. Mettiamola così, la prossima volta che tutti i soci si riuniranno a centinaia al Palazzetto dello Sport in assemblea vediamo se il Sig. Gallicani avrà il coraggio di presentarsi e leggere esattamente parola per parola il suo scritto. Dubito abbia questo coraggio. Ma mi faccia il piacere!

    RispondiElimina
  11. Gallicani l'hanno visto in pochi a manifestare in piazza per almeno una delle decine di nefandezze urbanistiche volute dal suo partito negli ultimi 15 anni. Ma dove manifestava? Forse da solo in casa sua?

    RispondiElimina
  12. Interessante rileggere questi scritti 3 anni e mezzo dopo e dopo l approvazione di un psc ancora espansivo come residenziale...

    RispondiElimina

Ädèssa a vüätar . Adesso a voi