domenica 31 agosto 2014

Di Vittorio, sussurri e grida


Sulla vicenda della Cooperativa Di Vittorio  sembra si siano un poco spenti i fuochi d'artificio che hanno animato la campagna elettorale e ripresi in Consiglio Comunale a fine luglio con richiesta di un tavolo istituzionale da parte dei consiglieri di Rete Civica Fidenza

Approfittando della calma, che potrebbe finire presto visto che il 7 ottobre 2014 la cooperativa sarà probabilmente definitivamente ammessa alla procedura di Amministrazione Controllata, riprendiamo l'argomento ritornando un attimo al periodo chiave della vicenda.
La crisi Di Vittorio risale infatti al 2008, ultimo anno di una lunga fase di crescita del mercato immobiliare che ha trovato la cooperativa sbilanciata avendo esteso il proprio campo degli affari.
Alla tradizionale attività di gestione di immobili in proprietà "indivisa" assegnati in godimento ai soci alla costruzione di immobili per il mercato. Sempre nel 2008 confluirono nella Di Vittorio con fusione per incorporazione le cooperative "Casa del Lavoratore Giuseppe Di Vittorio" che ha portato in dote rimanenze immobiliari per euro 23,2 milioni con il conseguente aumento degli impegni finanziari della Di Vittorio. 
Cooperativa Airone: piscina
L'altra cooperativa incorporata è la Cooperativa Sociale Airone che ha apportato solo perdite. 
I complessi rapporti con Polis Spa hanno ulteriormente aggravato la situazione della Di Vittorio che si è vista rifilare dalla Polis per 5.060.000 euro una porzione di fabbricato in Via Carducci a Fidenza. 
Il rogito è stato sottoscritto il 15.07.2011 ed ha riguardato tutto l'immobile ad esclusione di un appartamento rimasto in capo a Polis. I proventi su base annua derivanti da questo immobile ammontavano ed ammontano attualmente a poco più di 13 mila euro! 
Parte a sé riveste la vicenda della partecipata Atto Primo s.r.l. dedita alla ristorazione, non si sa di chi. Si sa invece che Atto Primo ha assorbito importanti risorse finanziarie senza contropartita. Su questo discorso non mi dilungo oltre, spetterà ai soci chiedere chiarimenti.
Allo stesso modo non ritorniamo per ora all'altrettanto complessa storia dei soci prestatori che sono aumentati sino al 2012 pur in presenza di una significativa contrazione del prestito sociale.
Questi sono solo alcuni elementi di una storia più complessa ed articolata che introduce un discorso di responsabilità verso gli amministratori che tuttavia stenta a farsi strada in un concordato che promette agli istituti bancari il rientro graduale della loro esposizione.

Un momento dell'assemblea 2012

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