Lo sgretolamento di una parte del cornicione sul lato meridionale del Duomo è un episodio che richiama la necessità di una continua attenzione all'edificio più importante della città. Particolarmente precario è lo stato attuale della cattedrale nella parte absidale dove altre "fatalità" possono accadere e non solo a motivo della fragilità del materiale utilizzato ma anche per nostra colpa. Le foto anche in questo caso ci documentano più di ogni altra descrizione.
Cerca nel blog e nelle pagine collegate
sabato 24 aprile 2010
venerdì 23 aprile 2010
Ex forno comunale: punto e a capo!
Sulla destinazione dell'area dell'ex forno comunale, dopo l'incontro in Comune d'inizio mese, poco o nulla si sa ancora di preciso e l'ordine del giorno del Consiglio Comunale del 29 aprile 2010 non fa menzione di comunicazioni od altro in merito. Insomma tutto fa pensare a cose lunghe.
Le informazioni che si hanno sono comunque queste: la procedura seguita non è regolare, manca il parere scritto della Soprintendenza che era dato per scontato, l'interesse del soggetto attuatore precedentemente individuato si è affievolito, l'amministrazione è stata mal informata sullo stato della proprietà dell'area, l'unico progetto possibile è a giardino, un giardino è fuori luogo, le alette saranno ridimensionate ma restano, la galleria permetterà una visuale panoramica oltre la ferrovia per il concatenarsi di soluzioni architettoniche adottate nei secoli in attesa dell'evento.
martedì 20 aprile 2010
Il Duomo si sgretola sotto i nostri occhi
Alla pagina http://fidenza.ponziettore.it/palazzi_storici.html#duomo le prime immagini dello sgretolamento di un cornicione del Duomo sul lato sud. In attesa delle dotte dissertazioni degli esperti vi mostro le foto scattate questa mattina 20 aprile 2010 alle ore 8.15.
sabato 17 aprile 2010
venerdì 16 aprile 2010
16 Aprile 1945: la doppia liberazione del campo di Wietzendorf
| In questo acquerello di Ettore Ponzi. internato nel campo di Wietzendorf, l'immagine di un carro armato e di una provvisoria tomba. |
La testimonianza di un protagonista
(Luigi Goisis) Wietzendorf, 13/4/1945
… Mi sveglio (sono le 7,45) quando Mosetti colla faccia protesa dentro la finestra annuncia:
“i tedeschi non ci sono più”.Non gli credo e come me molti a questo primo annuncio rimangono increduli, perplessi.
martedì 13 aprile 2010
Sistemazione idraulica dell'alveo Stirone in zona urbana
La necessità di intervenire sul tratto urbano dello Stirone era stata da noi più volte segnalata da questa pagina e con interventi su altri blog locali.
Avevamo anche evidenziato che le operazioni di sistemazione degli argini iniziate nel dicembre scorso in realtà trascuravano tratti del fiume più disastrati richiamando più volte anche con immagini l'attenzione sul tratto urbano del torrente parallelo a Via Illica dopo il quale il fiume prosegue oltre il ponte stradale della via Emilia. Ebbene ora l'attenzione dell'amministrazione, anche a motivo di situazioni di degrado ancora più a monte, ha deciso d'intervenire. In questo cogliamo tutto l'aspetto positivo di un intervento che non era affatto scontato visto che la situazione perdurava ormai da parecchi anni. Come dovrebbe avvenire di routine, ma anche questo non è sempre scontato, il progetto è stato presentato alla Commissione per la Qualità Urbana e il paesaggio. Commissione che dobbiamo ricordare non è più diretta dal Sindaco o da un suo delegato come in precedenza e quindi con maggior possibilità di indipendenza di giudizio.
Di lato troviamo riprodotto il documento stilato da una dei membri della commissione che, per quanto è dato di sapere, ne condivide il contenuto. La lettura del documento e il riscontro positivo che, ci auguriamo, verrà dato è di importanza non secondaria. Apparentemente quel che si chiede può sembrare un atto dovuto ma di atti dovuti trascurati ed atti non dovuti portati a termine abbiamo già fatto il pieno. (A. P)
venerdì 9 aprile 2010
Walter Madoi - Crocifissione, Fidenza, Palazzo Vescovile.
Un altro protagonista dell’arte del Novecento emiliano legato, per ragioni familiari, a Pieveottoville è il pittore e scultore Walter Madoi (1925 – 1976).
Ad esso si deve il quadro con la Crocifissione (100x70, tecnica mista su cartone) esposto sulla parete di fondo della sala delle conferenze del Palazzo Vescovile.
In questo dipinto datato 1968, la rappresentazione del dramma della croce è resa con un linguaggio moderno, quasi frammentario, che semplifica l’aspetto narrativo per dare da spazio al mondo interiore dell’artista. La Crocifissione richiama in particolare il ciclo di affreschi sullo stesso tema realizzati tra gli anni Sessanta e Settanta sulle pareti e nell’abside della chiesa di Sesta di Corniglio, la piccola frazione dell’appennino parmense nota anche per le pitture, realizzate sui muri esterni delle case e dei rustici dallo stesso Madoi che aveva eletto Sesta come sede ideale per il proprio lavoro.
Guglielmo Ponzi
(Dal settimanale diocesano il Risveglio 2 aprile 2010)
martedì 6 aprile 2010
Torrente Stirone: interrogazione in Consiglio Comunale
«Lo Stirone con riferimento alla sponda sinistra, nei pressi della strada comunale del Carretto, ha eroso circa 200 metri di argine e di terreno agricolo non golenale per circa tremila metri quadrati».
«l'azione erosiva delle acque minaccia ormai un traliccio dell'alta tensione e che, sulla sponda destra del fiume, in corrispondenza di via lllica, ha eroso la golena dove sorgono gli opifici».
Queste in sintesi le segnalazioni che il consigliere Toscani nel testo dell'interrogazione, si ricorderà che con molta pubblicità alla fine dello scorso anno la Provincia aveva dato il via ad opere di consolidamento degli argini dello Stirone a valle di Fidenza in una zona che non presentava, diversamente da quella indicata da Toscani, particolari problematiche di criticità.
L'Isola del Vescovo di Fidenza nei dipinti di Ettore Ponzi
La mostra ricostruisce, attraverso 36 opere pittoriche e grafiche - molte delle quali inedite - del pittore fidentino Ettore Ponzi (1908 – 1992), la forma e gli aspetti urbanistici dell’antico isolato urbano della Cattedrale e del vecchio Vescovado di Fidenza che, giunto intatto sino alla seconda guerra mondiale ma colpito dai bombardamenti alleati del 1944, è stato profondamente trasformato all'epoca della "ricostruzione".
Realizzata con i patrocini della Provincia di Parma e del Comune di Fidenza (determinante il contributo del Comune), la mostra è corredata da un catalogo che esalta il valore documentario dell'opera di Ponzi, in quanto è grazie al lavoro artistico di tutta la sua vita che è possibile oggi rammentare ai cittadini di Fidenza, e ai forestieri, quale era la conformazione del quartiere della Cattedrale che, miracolosamente scampata agli eventi bellici, ha però perduto il suo contesto originario.
Luogo Museo del Duomo-Museo diocesano di Fidenza
18 Aprile - 16 maggio 2010
venerdì 19 marzo 2010
Ex-forno comunale e piazza Verdi: incontro pubblico
L’intervento di recupero dell’area dell’ex Forno Comunale, posta tra le piazze Verdi e Pontida è stato illustrato dall'arch. Antonio Monestiroli di Milano, estensore del piano di intervento sull’area, nell'incontro sollecitato da Italia Nostra che si è tenuto nella sala consigliare del municipio, presenti il Sindaco ed alcuni assessori e consiglieri. Alcuni disegni di dettaglio e il modellino tridimensionale hanno permesso una miglior comprensione del progetto stesso.
mercoledì 10 febbraio 2010
Settant'anni di riqualificazioni in Piazza Verdi e piazza Pontida
La locandina pubblicata nel 1937 sul foglio satirico Il Numero Unico già poneva in evidenza la necessità di armonizzare stili diversi nelle piazze cittadine da sempre palestra di sperimentazioni architettoniche. Allora il Palazzo Littorio era in via di completamento, tutto il resto rimaneva e rimarrà tal quale o quasi per settant'anni. Nel 1952 abbiamo la costruzione di un moderno edificio su Piazza Verdi, doveva essere la mensa municipale, ma, in omaggio alle origini ed al potere, venne chiamato Sala Rossa. Vent'anni dopo un intervento mirato bonificò i portici dell'ex convento creando un passaggio tra Piazza Verdi e Piazza Pontida, dopo pochi anni tutto è stato abbandonato ed oggi anche blindato. Il palazzo SS. Giovanni intanto mutava d'uso, non più sede delle Carceri mandamentali, ma qualcosa di simile all'uso residenziale protetto. La svolta vera viene ora col progetto di cessione a privati di parte degli edifici per la creazione di spazi commerciali e residenze. Il progetto è del 1988, le delibere del 2003 e il 2010 l'inizio dei lavori.
Data invece febbraio 2010 la presa di posizione di Italia Nostra che così recita:
"Abbiamo notato che la sua giunta tende a portare a compimento, in maniera spesso acritica, progetti e interventi elaborati dalla precedente amministrazione.
Pur nel rispetto della legge e degli impegni assunti dalla precedente amministrazione, riteniamo possano esistere margini di manovra per correggere, modificare, rivedere o addirittura sospendere progetti adottati in maniera frettolosa e discutibile dai suoi predecessori o rimasti troppo a lungo «in sonno» mentre mutavano radicalmente i contesti urbanistico, sociale ed economico in cui tali progetti erano stati messi a punto."
"Nulla vieta che tale delibera possa essere rivista insieme al progetto e possano essere conclusi altri patti con enti e privati al fine di dare una risposta più adeguata ai tempi e a una città che sono nel frattempo profondamente cambiati."
La nota di Italia Nostra termina chiedendo una ridiscussione del progetto ritenuto obsoleto.
mercoledì 3 febbraio 2010
L'inganno del fotovoltaico.
«Con questo progetto è come se ogni abitante del territorio avesse in testa un cappello di un mq di fotovoltaico. L’obiettivo è di concludere gli allacci entro il 2010». Con questa terrificante immagine l’assessore provinciale all’Ambiente Giancarlo Castellani presenta il nuovo assalto al territorio ed all’ambiente. Si tratta del progetto per realizzare campi fotovoltaici in ogni comune con l’obiettivo di coprire circa il 10% del fabbisogno elettrico del Parmense, lanciato ieri 3 febbraio dalla Provincia di Parma, e denominato «Fotovoltaico insieme».
Il presidente della Provincia Vincenzo Bernazzoli calca la mano: «Produrre energia elettrica dal sole è un impegno importante verso il futuro». E continua: «Se non ci fosse la Provincia a tirare le fila, questo progetto non sarebbe possibile. Siamo i primi in Italia a realizzare un’iniziativa di questo genere coinvolgendo i comuni che in questo modo riducono i costi. È un’iniziativa grazie alla quale si attivano investimenti e che avrà un significativo impatto in opportunità di lavoro. Qui si capisce l’utilità delle Province per un territorio».
Nell’immediato, il progetto prevede quattro progetti che riguardano i comuni di Solignano, Busseto, Medesano e Sala Baganza, ma il numero è destinato rapidamente a crescere per coprire le aree individuate o da individuarsi dalle amministrazioni comunali.
In questa prima fase gli impianti saranno realizzati a terra. La giustificazione è che questi interventi sono meno costosi in termini d’investimento. Non è invece stata presa in considerazione, per ora, l’installazione di impianti sui tetti degli edifici pubblici.
Si afferma che sarà privilegiato l’utilizzo di aree marginali quali discariche e aree produttive ma questo è puro marketing (chiamiamolo così). Di fatto sarà utilizzato suolo agricolo con la promessa che le aree agricole dovranno poi tornare all’uso originario una volta esaurito il ciclo di vita dell’impianto, vale a dire nel giro di 25-30 anni.
L’iniziativa della nostra Provincia è coerente con quanto sta avvenendo in ogni angolo d’Italia: utilizzare terreni agricoli per realizzare impianti fotovoltaici, il che colloca l’iniziativa in un contesto generale di assalto generalizzato all’ambiente col pretesto di salvaguardarlo.
Tra la energie rinnovabili, la conversione dei raggi solari in energia elettrica deve considerarsi positiva, ma tale soluzione non è condivisibile se viene realizzata mediante impianti di pannelli fotovoltaici a terra. Non è sostenibile sia per gli effetti sul suolo agricolo sia sull’ambiente in generale.
Queste conclusioni hanno già portato altri enti locali a riconsiderare le soluzioni che la nostra provincia propone con uno sforzo pubblicitario puramente finalizzato ad accreditare gli aspetti positivi, cioè il risparmio energetico e la creazione di posti di lavoro, senza nulla dire di altre e migliori soluzioni in grado di garantire la preservazione dell’ambiente.
In alcuni casi si è arrivati a sospensive dei lavori in quanto questo tipo di attività, non rientrando tra quelle previste nell’ambito agricolo, necessita di variante urbanistica, questo tuttavia è solo un intralcio burocratico facilmente superabile.
lunedì 1 febbraio 2010
Il guado Granella
L'amministrazione di Fidenza sembra intenzionata al ripristino del guado Granella sul torrente Stirone, perlomeno questo è quello che è stato promesso dai tecnici comunali nell'assemblea pubblica di giovedì 28 gennaio nel salone parrocchiale di Bastelli, la vicina frazione diventata "un unico e grande cantiere" permanente. La necessità del ripristino è tanto più sentita in quanto in questi anni la frazione è stata penalizzata dai cantieri dell'alta velocità "TAV" e dal connesso stravolgimento della viabilità verso il capoluogo. Il beneficio del conclamato ponte Sigerico è per ora ridotto dalla strozzatura viaria nell'ultimo tratto verso il cimitero di Fidenza. In assenza di una previdente programmazione dei lavori non resta quindi che ripristinare lo storico percorso naturale a dispetto della visione di città-territorio così cara agli improvvisati pianificatori del recente passato.
giovedì 21 gennaio 2010
Giorno della Memoria: medaglia d'Onore
Mercoledì prossimo 27 gennaio 2010, in coincidenza con la Giornata della Memoria, presso la Prefettura di Parma si terrà la cerimonia di consegna della Medaglia d'Onore alla memoria di Ettore Ponzi per il periodo d'internamento trascorso nei campi di Semlin (Belgrado), Vienna e Wietzendorf dal 1 gennaio 1944 al 15 aprile 1945.
http://www.ponziettore.it/lager.html
http://www.ponziettore.it/lager.html
martedì 19 gennaio 2010
Duomo di Fidenza: matronei
In architettura il matroneo è un normalmente un loggiato posto all'interno di un edificio e destinato, secondo alcuni, ad accogliere le donne in occasione ad esempio di funzioni religiose. Nelle chiese medievali i matronei persero la funzione di accoglienza e divennero elementi architettonici che, posti sopra le navate laterali, avevano la funzione strutturale di contenere la spinta della navata centrale. Erano formati solitamente da campate sovrapposte a quelle delle navate laterali.
l matronei di Fidenza prospettano sulla navata centrale con colonne che poggiano su un grosso muro che funge anche da parapetto.
Il recupero del matroneo di destra del Duomo di Fidenza è in fase di ultimazione ma già è possibile ammirarne le sobrie architetture romano-gotiche. I lavori di recupero, particolarmente seguiti dall'architetto Franco Pattini, hanno dovuto risolvere non pochi problemi derivanti da antichi e nuovi impropri utlizzi. Un paio di locali erano privi di pavimentazione sul sottofondo di terriccio e sabbia a vista, la pulitura di pareti e anche di alcune colonne e capitelli ha comportato la rimozione di materiali oleosi e di strati di materiale di dubbia composizione con presenza di cemento. L'impiantistica sommariamente installata in anni anche recenti è stata rimossa e meglio sistemata, questo ha riguardato anche l'inpiantistica connessa alla recentissima illuminazione esterna della cattedrale vanto dell'amministrazione di allora e tanto lodata nei suoi effetti scenici.
Al matroneo si potrà accedere dalla scala interna della torre di destra.
sabato 16 gennaio 2010
Palazzo Arzaghi: stato di conservazione anno 2010
La foto, scattata dalla torre di destra della facciata del Duomo, mostra lo stato attuale del tetto di Palazzo Arzaghi. E' ben visibile la rilevante parte di tetto mancante per il colore verde della copertura precaria di protezione la cui installazione data da almeno un decennio. Le puntellature del pavimento del sottostante locale sono state rinforzate nel 2008, segno che la copertura non ha nel tempo protetto in modo adeguato l'edificio dallo stillicidio. Per quel che riguarda la restante parte del Palazzo il permanere delle situazioni di degrado, segnalate negli anni scorsi, è visibile dall'esterno. Le piante infestanti sono ritornate nell'area cortilizia già dallo scorso anno.
Ricordo che gli ultimi interventi sono stati effettuati nel 1996 e nel 2008.
giovedì 14 gennaio 2010
L'assedio delle lottizzazioni al parco dello Stirone
L'urbanizzazione della prima campagna a sud di Fidenza sta proseguendo compromettendo il fragile equilibrio di canali, alberi e campi che caratterizzava questa parte del territorio pedecollinare. A contraddire la filosofia urbanistica che prevedeva che lo sviluppo avvenisse in quartieri distinti concepiti come i nuovi capisaldi urbani, trasposizione moderna delle antiche mura farnesiane, nascono in ordine sparso nella campagna agglomerati di case frutto di lottizzazioni non riferibili ad alcun razionale disegno urbanistico. Un primo intervento ha interessato la frazione di Vaio dove una villa settecentesca è stata ristrutturata a mono-bilocali e i contigui fabbricati agricoli, in precedenza costruzioni precarie, si sono trasformati in villette e schiera e piccoli condomini per un insieme di rispettabili dimensioni. Siamo ai confini di quello che insistiamo a chiamare Parco Naturale dello Stirone. L'assalto alle rive dello Stirone caratterizza ormai il territorio che dal Quartier Luce si spinge verso la confluenza del Torrente Ghiara nel Torrente Stirone. Poco prima di raggiungere la rotatoria di smistamento verso l'ospedale è prevista una nuova lottizzazione. Il pannello dichiara in modo esplicito che la lottizzazione riguarda la costruzione e vendita nel parco dello Stirone di villette a schiera, appartamenti e mansarde. Più avanti praticamente ai piedi dell'argine risulta già realizzato un condominio che, data la vicinanza con alcune costruzioni preesistenti, sarà la premessa per la realizzazione di un complesso di abitazioni. La saldature tra nuove e vecchie costruzioni azzererà tra non molto la fascia agricola di rispetto che ogni parco dovrebbe avere.
lunedì 4 gennaio 2010
Lager di Wietzendorf 1945: il ritratto di un compagno
Ritratto del Tenente Marino C. gentilmente inviato dal nipote ad arricchire le testimonianze in mio possesso.
Il tenente Marino G. era nato nel 1911 ed aveva vissuto a Jesi (AN), fu catturato nei balcani in Albania il 14 settembre 1943, fece due o tre campi ed internato a Sandbostel per poi finire a Wietzendorf dove passò la maggior parte del tempo e dove rimase fino alla liberazione- Il ritratto del compagno di prigiomia è successivo alla liberazione. Fu poi promosso capitano al ritorno.
http://www.ponziettore.it/lager.html
http://www.ponziettore.it/lager.html
giovedì 31 dicembre 2009
Matroneo sud del duomo di Fidenza
Breve visita al matroneo sud del Duomo di Fidenza a restauri praticamente conclusi
Alienazione del Palazzo Littorio
Il bilancio di previsione approvato dal Consiglio Comunale si caratterizza per l'assenza di un chiaro indirizzo programmatico che, a quel che è dato di capire, sarà forse affidato ad altri strumenti. Le critiche della minoranza si sono soffermate su molti aspetti del bilancio, ma senza affondare più di tanto, unica eccezione per completezza, preparazione ed un velo di nostalgia l'intervento del consigliere Rita Sartori. Ma non sono i tagli apportati qua e là o i maggiori oneri per servizi o plateatici che caratterizzano questo documento amministrativo che ci interessano.
Rilevante invece l'inserimento in bilancio delle alienazioni di beni comunali, si tratta della Scuola Verde, che verrebbe poi ricostruita altrove e dell’edificio di Piazza Matteotti ex-Casa del Littorio ex casa del "popolo" ed ex-Liceo Classico. Nelle intenzioni della vecchia Amministrazione quest'ultimo immobile doveva diventare la sede del Tribunale di Fidenza, ipotesi possibile ma tutt'altro che certa.
Per l'immobile scolastico si avrà probabilmente la demolizione e la costruzione di altro o altri edifici, questa soluzione non penalizza certamente una parte importante del patrimonio artistico o storico di Fidenza. Questo edificio non ha mai perso quell'aspetto di provvisorietà che caratterizza molta architettura di costruzioni pubbliche e scolastiche del dopoguerra.
Diverso è il discorso sull'altro edificio, Palazzo Littorio, che è ormai elemento consolidato del paesaggio urbano.
Per l'immobile scolastico si avrà probabilmente la demolizione e la costruzione di altro o altri edifici, questa soluzione non penalizza certamente una parte importante del patrimonio artistico o storico di Fidenza. Questo edificio non ha mai perso quell'aspetto di provvisorietà che caratterizza molta architettura di costruzioni pubbliche e scolastiche del dopoguerra.
Diverso è il discorso sull'altro edificio, Palazzo Littorio, che è ormai elemento consolidato del paesaggio urbano.
Sottoposto dal 2004 a vincolo di tutela dalla Sopraintendenza ai Beni Culturali è ormai da anni abbandonato ed i portici sono una delle zone più tristi e degradate della città. Non è compreso inspiegabilmente nel programma di "riqualificazione" di Piazza Verdi e Piazza Pontida pur costituendo un tutt'uno con gli edifici destinati appunto alla riqualificazione. Parliamo di una zona altimetricamente elevata di Fidenza la cui importanza storica può ritenersi seconda solo al Duomo e che probabilmente riserverà sorprese durante gli scavi di fondazione delle nuove costruzioni.
L'alienazione di questo cespite è dal punto di vista della tutela addirittura auspicabile per toglierlo dal degrado a condizione la cessione avvenga con un capitolato di vendita chiaro e conservativo dell'aspetto esteriore dell'edificio, pretendere di più è pura demagogia.
Questo episodio d'altra parte è solo l'ultimo di una serie di cessioni a privati di immobili comunali con vincoli di tutela. Tra i casi più recenti troviamo la vendita del Collegio dell'Angelo cioè del complesso dell'ex ospedale di Via Berzieri, edificio questo veramente di importanza storica anche se ha subito rilevanti alterazioni nella struttura architettonica.
Ricordiamo poi che è in fase di alienazione il complesso della palazzine dei bagni pubblici di largo Cesare Battisti la cui costruzione risale al primo novecento. In precedenza abbiamo avuto la cessione del complesso di Via Bacchini ex caserma dei carabinieri. Oltre agli edifici scolastici ed ai cimiteri il patrimonio storico ed artistico della città che si pensava tutelato dal fatto di essere proprietà comunale si limita ormai a: casa Cremonini con la torre medievale, complesso ex-convento delle Madri Orsoline, il Casermone in via Musini, il Palazzo Comunale, il Teatro Magnani, l'ex Collegio dei Gesuiti, l'edificio dell'ex macello, la torre piezometrica (fungo dell'acquedotto) ed il complesso della Lodesana. Rimane nel patrimonio comunale una quota millesimale dell'ex caserma di carabinieri.
Questo episodio d'altra parte è solo l'ultimo di una serie di cessioni a privati di immobili comunali con vincoli di tutela. Tra i casi più recenti troviamo la vendita del Collegio dell'Angelo cioè del complesso dell'ex ospedale di Via Berzieri, edificio questo veramente di importanza storica anche se ha subito rilevanti alterazioni nella struttura architettonica.
Ricordiamo poi che è in fase di alienazione il complesso della palazzine dei bagni pubblici di largo Cesare Battisti la cui costruzione risale al primo novecento. In precedenza abbiamo avuto la cessione del complesso di Via Bacchini ex caserma dei carabinieri. Oltre agli edifici scolastici ed ai cimiteri il patrimonio storico ed artistico della città che si pensava tutelato dal fatto di essere proprietà comunale si limita ormai a: casa Cremonini con la torre medievale, complesso ex-convento delle Madri Orsoline, il Casermone in via Musini, il Palazzo Comunale, il Teatro Magnani, l'ex Collegio dei Gesuiti, l'edificio dell'ex macello, la torre piezometrica (fungo dell'acquedotto) ed il complesso della Lodesana. Rimane nel patrimonio comunale una quota millesimale dell'ex caserma di carabinieri.
La povertà di iniziative locali per la valorizzazione dei complessi monumentali e la politica di procedere per stralci negli interventi di restauro e riqualificazione è il vero handicap della gestione di questo patrimonio, ciò porta a concludere che in futuro si avranno altre cessioni eccellenti indipendentemente dal colore dell'amministrazione comunale. A rischio alcune dei casi sopraelencati, ma anche (e perché no?) Palazzo Porcellini e qualche edificio scolastico cittadino.
sabato 19 dicembre 2009
La malurbanizzazione del piazzale della stazione di Fidenza
Una città che oggi ricopre una superficie dieci volte maggiore di quella occupata dal vecchio borgo ha mantenuto intatto lo spazio frequentato e vissuto collettivamente. In pratica il discorso della vasca o dello "shopping" si limita ad un nreve tratto di Via Cavour e Via Berenini che parte dall'incrocio di via Vito Aimi all'ex-cinema Corso trasformanto in "bingo". L'importanza dalla stazione ferroviaria, la presenza di uno sfogo di verde facevano del piazzale della stazione e del primo tratto di via Gramsci un luogo alternativo, particolarmente apprezzato nei mesi estivi. La costruzione dei Nuovi Terragli ed i connessi lavori hanno praticamente cancellato ogni attività in quest'area diventata unicamente un percorso verso la stazione e come tale è destinata a rimanere non presentando che forme in cemento di varia volumetria ma costante freddezza.
mercoledì 16 dicembre 2009
Il palazzo di San Michele Campagna
L'imponente palazzo della foto, che ci accoglie usciti dal casello dell'autostrada in direzione di Fidenza e dopo un paio di monumentali rotonde, non rispetta i parametri originariamente previsti dal piano regolatore. Non può sfuggire anche ai meno attenti che il complesso è fuori scala con quel poco che resta del paesaggio circostante ed con lo standard della costruzioni vicine che non sono cosa da poco: Outlet, Fidenza Village e, domani, Città del Gusto. Anche la vicinanza del torrente Stirone avrebbe consigliato di mantenere una adeguata zona di rispetto dal torrente stesso.
lunedì 14 dicembre 2009
Medaglia commemorativa e biografica di Umberto I° Re d'Italia
Casualmente ritrovata una vecchia medaglia firmata Ettore Ponzi e relativa alla commemorazione di Re Umberto I assassinato a Monza il 29 luglio 1900 ad opera dell'anarchico Gaetano Bresci.
Dal proprietario apprendo che "il pittore Ettore Ponzi in giovane età si è dilettato anche a creare modelli per alcune medaglie come per quella presentata...". Molto probabilmente la medaglia fu coniata nel 1930, trentennale dell'evento.
domenica 6 dicembre 2009
L'urbanizzazione della costa di Siccomonte
Dopo aver cambiato volto alla campagna attorno alla città ormai diventata periferia della periferia o villaggio commerciale l'edilizia si spinge sulle prime colline. L'episodio più recente è la costruzione di una serie di edifici sulla costa che porta a Siccomonte in posizione dominante dal punto di vista panoramico. Si tratta di una forzatura del Prg e del regolamento edilizio certamente ben congegnata in un ambito di intervento in cui la funzione pubblica di controllo è inesistente per un motivo molto semplice: l'operazione è stata condotta senza delibera della Giunta Comunale ma sulla base di atti gestiti dall'Ufficio Tecnico in completa autonomia. La presentazione dei progetti è avvenuta nel periodo in cui la Commissione per la Tutela del Paesaggio era direttamente presieduta dal responsabile dell'Ufficio Tecnico Comunale che rivestiva pertanto la duplice figure di controllato e controllante!
Sia tratta di quattro edifici sul crinale della collina che porta a Siccomonte di tipologia costruttiva dubbia in quanto non riconducibile ad una finalità strettamente legata all'uso agricolo. Abbiamo appurato che in data 5 maggio 2009 è stata presentata denuncia inizio attività per installazione recinzione e cancelli mentre in precedenza il 21 aprile 2009 era stata presentata pratica di restauro e risanamento conservativo di tipo B di fabbricato accessorio a servizio dell'azienda agricola. I lavori sono praticamente finiti, totalmente per quel che riguarda fondazioni e murature, in corso risulta la coibentazione delle coperture. Le evidenti difformità tra il costruito e le precedenti motivazioni dei lavori hanno poi portato alla richiesta di variante al progetto di costruzione 101/2008 per realizzazione fabbricato accessorio. Leggendo le licenze edilizie risulta che il responsabile UTC del provvedimento è Frazzi Luigi e che, attenzione, l'abitabilità risulta necessaria. Quest'ultimo requisito a mio avviso non è in linea con una motivazione dei lavori di "restauro risanamento conservativo di tipo B di fabbricato accessorio a servizio dell'azienda agricola.".
Le istruttorie di competenza di UTC sono tuttora in corso e non poteva essere altrimenti per vari motivi: non c'era l'urgenza come nel caso della demolizione di Villa Panini, non è il caso di prendersi troppe responsabilità.
Dalla normativa urbanistica vigente l'intervento non si configura come "restauro risanamento conservativo di tipo B" ma si tratta a mio parere di un intervento di nuova costruzione. Stabilire poi che questo sia corretto o meno sulla base delle leggi e dei regolamenti comunali non è certo di mia competenza e mi limito pertanto ad evidenziare la precarietà dei regolamenti stessi e delle procedure a garantire la tutela del territorio.
L'alterazione del paesaggio è evidente dall'esame del materiale fotografico prodotto.
A titolo di curiosità e non solo, propongo anche la foto delle costruzioni del cosiddettoo Villaggio del Sole in costruzione in Via Togliatti prima della rotonda di Lodesana/Vaio, le dimensioni della costruzioni sono le stesse dei quattro edifici di Siccomonte. Mi attendo che per questi ultimi prima o poi siano richieste ulteriori varianti con cambiamenti d'uso.
sabato 28 novembre 2009
Vicolo Zuccheri e la "galleria"
Lasciamo alla cronaca dei giornali la descrizione dei fatti che hanno interessato Vicolo Zuccheri in queste notti di novembre 2009, possiamo trovarli sui quotidiani, sul web sia la notizia che il commento de "Il Giornale di Fidenza" . Vicolo Zuccheri, l'antico Borgo degli Ebrei oggi è un corto vicolo da una parte chiuso dai muri anonimi della Cassa di Risparmio e delle rimesse di Palazzo Gonzaga, dall'altra da un paio di edifici. Sbuca nel vicolo la galleria che parte da Via Berenini ed è incorporata nel grosso palazzo che ha rotto il fronte degli edifici che caratterizzavano appunto la centralissima via Berenini. Vittima anche la sala da ballo de "Il Moderno", ritrovo storico domenicale sino agli anni cinquanta. La costruzione ha interessato anche parte di Via Gramsci creandovi un altro accesso alla galleria ed in poco tempo è stata completata la massificazione dell'intero isolato. La galleria pensata come opportunità di tipo commerciale in realtà non è decollata come tale e si è dimostrata inutile nella sua funzione di passaggio, il altre parole un luogo brutto, galleria lunga e bassa priva di una illuminazione decente, e in gran parte degradato. E' il destino delle gallerie, frutto di speculazioni spesso sbagliate, quando non assumono una separata identità architettonica. Il posizionamento di gallerie urbane in luoghi di limitata o nulla frequentazione presenta inoltre problemi di sicurezza da non sottovalutare, problemi che potranno anche emergere nella zona pedonale dei Nuovi Terragli in relazione ai vari passaggi interni ed ai tortuosi percorsi esterni. Altra galleria, ancora non agibile, è stata prevista in Piazza Duomo incorporata nel palazzo che ha rimpiazzato Palazzo Bellotti.
mercoledì 25 novembre 2009
Una opportunità imperdibile (per "voltare pagina")
In merito al precedente post del 18 novembre credo di dover precisare:
- l’approvazione del progetto è di competenza comunale ancorché sia l’ACER l’ente operativo che ha ricevuto l’incarico della redazione del progetto, delle attività connesse alle procedure di gara e di direzione lavori,
- nell’edificio verrebbero realizzati 23 appartamenti per anziani ed un appartamento assegnato a personale incaricato all’assistenza, sono poi previsti spazi per il centro di socializzazione attualmente presso altra struttura pubblica e la sede locale dell’ACER stessa,
- dal progetto originale sono stati stralciati in “giardini pensili” previsti sul tetto dell’edificio, questo anche per evidenti successivi e eccessivi oneri di manutenzione,
- sono ancora possibili ed auspicabili altri interventi migliorativi sull’aspetto dell’edificio quali: la limitazione o, meglio, l’abolizione delle strutture esterne che creano un effetto “paravento” abbastanza banale; meglio prevedere eventualmente appropriate alberature.
- è auspicabile che l’intero progetto venga esaminato dalla Commissione per la qualità architettonica e per il paesaggio recentemente costituita. Potrebbe essere un modo di marcare la differenza con la precedente Commissione, che era del tutto inadeguata ad esprimere pareri indipendenti dall’apparato tecnico del comune.
venerdì 20 novembre 2009
Il nuovo grattacielo di Fidenza
La notizia è circolata in questi giorni. Il progetto di un nuovo grattacielo in Via Croce Rossa esiste ed è arrivato oltre un mese fa sul tavolo della giunta, presentato dal responsabile Ufficio Tecnico Comunale, ma è stato rispedito al mittente. Insomma, niente grattacielo e la giunta, nel negare persino la discussione del progetto, è stata compatta.
mercoledì 18 novembre 2009
Una opportunità imperdibile (per "voltare pagina")
La demolizione delle case popolari di via Ariosto, via Barabaschi e via Porro ha lasciato un'ampia area vuota, facilmente raggiungibile, centrale ed utilizzabile senza particolari vincoli di utilizzo in superficie e nel sottosuolo. Non esistono quindi possibili impedimenti per un utilizzo al servizio dell'intera città. L'attuale progetto prevede la costruzione di un palazzo che già è stato oggetto di critiche dal punto di vista architettonico, la costruzione del potenziale mostro è oggetto di un accordo tra Amministrazione Comunale e l'ACER, l'ente che gestisce l'edilizia residenziale degli enti comunali della provincia e che, per sua natura, rientra in quella categoria di ente e partecipate a rischio di clientelismo. La definizione degli accordi con ACER avvenuta con delibere degli anni 2007 e 2008 e conclusa con Deliberazione della Giunta Comunale N. 20 del 31 gennaio 2088.
Le principali critiche che possono essere fatte al progetto riguardano sia l'aspetto architettonico, l'edificio presenta delle soluzioni a rischio di rapido degrado e di onerosa manutenzione, sia quello urbanistico, vi verrebbero realizzati un numero modesto di alloggi residenziali protetti e alcune strutture di servizio probabilmente inutili lasciando inalterati i problemi di viabilità della zona tra cui primaria la questione parcheggi. Occorre pertanto che il progetto sia rivisto nella sua globalità e definito in modo non banale del tipo abbatto un edificio e al suo posto costruisco un edificio. L'ampiezza dell'area, la sua collocazione in posizione strategica a servizio del centro e delle sue attività commerciali e di servizio giustificano un attimo di riflessione ed un coinvolgimento partecipativo della città. Coinvolgimento che oltre ai cittadini deve comprendere le associazioni di categoria e quelle ambientaliste senza escludere, se necessario, la ricerca di eventuali cointeressenze private.
Questo credo si perfettamente in linea con il "voltare pagina" che tutte le liste che compongono l'attuale maggioranza hanno sottoscritto ed proposto come loro motto elettorale ed i cittadini hanno manifestato di approvare.
lunedì 16 novembre 2009
Gli argini dello Stirone
Sono iniziati in questi giorni i lavori relativi ad un intervento di difesa del suolo che interessa il torrente Stirone nel tratto a valle del ponte ferroviario della linea Milano- Bologna. Il costo complessivo ammonta a un milione e 150mila euro ed è finanziato dal Ministero per l’Ambiente. Obiettivo dichiarato "è quello di mettere in sicurezza gli argini con azioni di consolidamento delle sponde minacciate dalla continua erosione in diversi punti nel tratto a nord di Fidenza fino all’abitato di Soragna.
I graffiti di Via Marconi
Una mitragliata di immagini di Marco Cavallini ci portano alla galleria a cielo aperto di Via Marconi. I murales, che in altre situazioni, possono sembrare atto vandalico e deturpante qui trovano una dimensione diversa. Possono essere letti come la prima risposta emotiva ad una situazione degradata che prima l'industria ha creato e che poi la burocrazia non riesce a risolvere con stanziamenti che vanno e vengono.
La qualità dei graffiti o murales non è sempre buona e le impressioni non sono sempre gradevoli, ma sotto c'è una volontà di comunicare non inquinata dalla monetizzazione del prodotto come avviene invece alle aste milionarie.
A differenza del prodotto dell'arte moderna sempre più alla ricerca dell'effetto che può stupire ma non comunicare, dello scandalo o dell'apparente trasgressione ma non della bellezza, qui almeno c'è spontaneità e gratuità.
sabato 14 novembre 2009
Il tratto urbano dello dello Stirone
Oggi la situazione del tratto urbano dello Stirone necessità di un intervento consistente principalmente in una risistemazione delle sponde pesantemente compromesse dall’incuria che ha provocato la distruzione di oltre 250 metri di arginature. Il carico delle attività produttive insediate ai limiti dell'alveo del torrente contribuiscono pesantemente al degrado, questo rende ancor più ingiustificata l'inclusione dell'area nella zona protetta del Parco.
venerdì 13 novembre 2009
Il pioppo bianco dello Stirone e la tutela del patrimonio arboreo
Chi vuole raggiungere il Parco dello Stirone direttamente da Fidenza può farlo da Via Tagliamento nel quartiere Luce passando il breve tunnel della massicciata della feroovia per Salsomaggiore. Superato il basso argine vediamo subito il maestoso Pioppo Bianco isolato in un rustico recinto. Il cartello posto sotto l'albero non si dilunga molto a parlare della pianta che abbiamo di fronte ma rinvia ai tre pioppi di Scipione, sempre dentro al parco, informando che questi ultimi son tutelati. Questo vuol dire che questo non è tutelato. In effetti quest'albero non è incluso nell'albo regionale delle piante presso l'ISTITUTO PER I BENI ARTISTICI CULTURALI E NATURALI DELLA REGIONE EMILIA-ROMAGNA.
La Regione Emilia-Romagna ha regolato la materia con la legge regionale n. 2/1977 che prevede una particolare tutela ad "esemplari arborei singoli in gruppi o in filari di notevole pregio scientifico o monumentale vegetanti nel territorio regionale" e la promozione di progetti ed azioni per la loro migliore conservazione. In effetti il decreto è disatteso dagli enti locali che devono segnalare appunto le situazioni meritevoli di tutela sul proprio territorio, Fidenza è presente in questo registro con un solo caso peraltro identificato in modo generico come: Genere: Quercus, Specie: robur, Comune di Fidenza (PR) Località Canale Rovacchiotto (Crocetta), altezza non indicata e diametro non indicato; il provvedimento di tutela data l'anno 1990. E' inclusa anche una foto del tutto inadeguata. Miglior sorte, ma non di tanto, gli alberi inclusi nel territorio di Salsomaggiore, le segnalazioni sono solo tre. Se teniamo conto della presenza nel territorio dei due comuni di un parco tutelato l'incuria nell'attivazione della procedura di tutela riguarda anche l'Ente del Parco. Restando a Fidenza questo episodio di mancata tutela si presta alle solite amare considerazioni, abbiamo visto quello che è successo ai platani di Via Carducci ed alle querce del quartiere "I Gigliati", conosciamo altre situazioni in cui piante o filari di piante sono minacciati dalla implacabile speculazione edilizia. In effetti il vero motivo degli enti locali comunali a non tutelare nelle forme previste non solo le piante ma anche i luoghi meritevoli di tutela è quello di non aver vincoli vincoli urbanistici. I comuni, il nostro Comune si preoccupa addirittura di salvaguardare il futuro della speculazione edilizia, la suddittanza quindi agli interessi dei "poteri forti" è completa.
martedì 10 novembre 2009
Il mulino di Scipione Ponte
Situato nella frazione di Scipione Ponte nel comune di Salsomaggiore il mulino è oggi un rudere e pronto alla totale demolizione. Indiscutibilmente storico sia come data di costruzione che come fattura. E' parte del paesaggio in uno snodo stradale che, da Salsomaggiore, conduce a Castelnuovo Fogliani o a Vigoleno ed incluso nella zona del Parco dello Stirone. Oggi il mulino è in vendita e, stando all'annuncio dell'agenzia unico vincolo il rispetto delle metratura originali. Le immagini sono riprese dai siti delle agenzie immobiliari.
domenica 8 novembre 2009
Fidenza: oltre la ferrovia
La vasta area tra il terrapieno ferroviario e la tangenziale non rappresenta più il tradizionale raccordo tra città e campagna. Pur permanendo alcuni campi coltivati ormai prevalgono le zone abbandonate, in ogni modo dal punto di vista paesaggistico la zona è completamente persa. A questo ha principalmente contribuito la costruzione della tangenziale ed il progressivo abbandono di parte dei terreni prima coltivati.
Via Marconi divideva nettamente una zona industriale verso la ferrovia e la campagna verso nord. Ora al posto delle industrie troviamo aree in corso di bonifica ed alcune strutture rioccupate da artigiani in ordine caotico. Questo dal lato rivolto alla ferrovia, sull'altro lato, passato il cimitero e la fabbrica conserviera, troviamo alcuni campi e quindi nuovi capannoni e costruzioni nel disordine regolato dal PRG e dalle varianti. Insomma semplicemente una strada di transito dalla città verso il casello autostradale.
Via Croce Rossa non è meglio, conserva il viale alberato lungo il terrapieno ferroviario, le strutture e le pertinenze delle storiche officine Costa, i resti del mulino Chierici, un canile ed il tira-segno. Più in la la strada arriva al guado del torrente Stirone, la sovrastante campata stradale e la realizzazione di una guado di cemento sempre in situazione precaria ha deturpato irrimediabilmente questo tratto di torrente interessato anche da episodi di discarica abusiva.
Sulla tranquillità del degrado pende tuttavia il progetto del tunnel che dovrebbe collegare Via Croce Rossa e Via Mascagni in corrispondenza dell'ex passaggio a livello. Su questa realizzazione si gioca il futuro dell'area, al tunnel seguiranno infatti interventi sulla viabilità: collegamento con la tangenziale, collegamento più immediato con l'autostrada e con i centri commerciali, l'outlet, città del gusto e Village. E così il nostro Cimitero sarà al centro del sistema stradale nord della Fidenza del futuro, più brutta sicuramente ma questo l'abbiamo voluto noi.
mercoledì 4 novembre 2009
Commissione per la qualità architettonica e per il paesaggio
Con deliberazione della Giunta Comunale numero 119 del 30 ottobre 2009 sono stati nominati i componenti la Commissione per la qualità architettonica e per il paesaggio per il prossimo triennio.
La commissione sarà composta dai signori: arch. Gian Luca Mora, arch- Franco Pattini, prof. Guglielmo Ponzi ed ing. Gian Franco Uni. In precedenza la commissione era composta da: arch. Alberto Gilioli, arch. Umberto Faroldi, geom. Alessandro Cappa, arch. luca Boccacci e dr.essa Daniela Cavazzuti.
sabato 31 ottobre 2009
Fidenza ovest: espansione senza quartiere
L’urbanizzazione di Fidenza verso ovest, oltre il torrente Stirone, ha avuto un’accelerazione indotta dalla nuova viabilità che ha liberato dal traffico pesante un lungo tratto della via Emilia. Ai primi insediamenti di natura artigianale e produttiva nella zona di Fornio e di Rimale si aggiungono ora costruzioni residenziali già in fase di avanzata realizzazione e aree abbandonate dalle coltivazioni pronte per nuovi insediamenti.
lunedì 12 ottobre 2009
San Donnino oltre la tradizione
Prima della provvidenziale scoperta di Louis Pasteur l'antica scienza medica non disponeva di rimedi efficaci da contrapporre alla rabbia, la temibile malattia che, come è noto, viene trasmessa all'uomo dal morso di animali infetti. Si può pertanto comprendere come, nei non infrequenti casi di idrofobia, gli ammalati anziché affidarsi alle cure dei medici preferissero ricorrere direttamente all'intercessione di San Donnino. Era infatti opinione diffusa che il santo taumaturgo di Lombardia e Toscana (così viene definito il nostro patrono nelle antiche immagini devozionali) potesse garantire una sicura guarigione, sconfiggendo, con la santità del suo martirio, il "crudele morbo", causa di gravi sofferenze e dall'esito quasi sempre letale.
Lo confermano una tradizione quasi millenaria e, soprattutto, le numerose testimonianze puntualmente registrate presso gli antichi santuari. Di questa antica pratica si ha memoria anche nei diari e nelle lettere di alcuni illustri viaggiatori di passaggio a Borgo, come Madame De Stael (1766-1817) che, in una lettera a Vincenzo Monti, riferisce di essere stata testimone oculare di un episodio in cui le persone afflitte dal morbo si sarebbero recate in chiesa per ricevere la benedizione del prete.
mercoledì 7 ottobre 2009
1946 - Borgofidentini in posa
Una foto del 1946 scattata alla base dello scalone che, sul lato sinistro del duomo, portava al loggiato del vecchio seminario demolito l’anno successivo.
martedì 6 ottobre 2009
Il quartiere di Villa Ferro
Il progetto del quartiere di Villa Ferro nasce come "naturale conseguenza" della concessione in uso, più che decennale, del podere di Villa Ferro al partito comunista per l'annuale evento della festa dell'Unità. Tanto tempo non è bastato alle amministrazioni cittadine che si sono succedute, senza soluzione di continuità politica, per progettare il quartiere che, per mancanza di servizi e discutibili soluzioni abitative, rischia di restare un quartiere dormitorio.
sabato 3 ottobre 2009
giovedì 1 ottobre 2009
Viabilità urbana: il caso di Via Gramsci
In questi due mesi l'Amministrazione ha cercato alcune soluzioni minimali, discutibili, ma indicative di una volontà di intervenire. Abbiamo l'intervento, molto discusso, volto a creare zone di parcheggio sul tratto esterno di via Gramsci e su Via Vittoria, abbiamo la sistemazione di via Berenini a tempo di record, performance consentita dall'utilizzo di mano d'opera volenterosa e con poche pretese sindacali, l'impresa comunque era di quelle canoniche cui molto è concesso. Dimenticavo l'apertura del tratto di via Mazzini lungo la salita verso la stazione che quando la percorri credi di arrivare a Manhattan, comunque poteva andare peggio ed a questo qualcuno starà già lavorando. Non molto quindi riguardo ai bisogni abbastanza per i cento giorni che Montanari ha concesso.
C'è chi dice che l'intervento prossimo venturo sarà la riapertura al traffico di Via Gramsci, stavolta sono i commercianti che si vedono minacciati e la cosa penso vada preventivamente valutata, come si dice quando non si sa cosa dire, nelle "sedi opportune".
Io che non sono commerciante, ho solo un piccolo appunto, grande come una strada, da fare: il progetto era quello di rendere via Gramsci un salotto in continuità non solo ideale con la piazza, per cui via i marciapiedi non servivano, bene a meno di due anni servono.
mercoledì 30 settembre 2009
Villa Panini: la storia si ripete, da un'altra parte
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