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| (Fotografia di Luigi Barilli) |
Dal restauro di un frammento di affresco, situato sul terzo pilastro della navata di destra (di fronte alla cinquecentesca cappella della Ferrata), è riemerso inaspettato il volto di una Madonna tre-quattrocentesca, ritratta quasi a tre quarti, con dettagli evidenziati da una sottile linea di contorno: gli occhi grandi, il naso sottile e dritto e le labbra piccole e delicate disegnate con particolare cura; da notare inoltre le pieghe parallele e appena vibranti del velo che incornicia l’ovale del volto.
Lo sguardo, che trasmette intimità e dolcezza e che doveva essere rivolto verso il Figliolo, ci ricorda che il frammento, finora dimenticato perché quasi illeggibile a causa di pesanti ridipinture, faceva parte di una composizione più ampia da mettere relazione con l’altare di Santo Stefano appoggiato allo stesso pilastro, come risulta da un documento del 1580 che ne ricorda la distruzione avvenuta sei anni prima: “Prope scalas, per quas ad locum Confessionis descenditur, situm erat altare unus sub titulo S. Stephani, quod cum ecclesiam occuparet, dirutum fuit ad sex annis citra..." (1)
E’ molto probabile che a destra della Vergine col Bambino, nel posto d’onore, fosse raffigurato Santo Stefano titolare del beneficio legato all'altare.