giovedì 28 agosto 2008

Malurbanismi

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Via Gramizzi Via IV novembre Ex-Esso

Questo edificio di 7 piani che altera significativamente l'assetto urbano di via IV novembre caratterizzato in questa parte da villette a due piani con antistante area verde o cortilizia è reso possibile a seguito della  DELIBERAZIONE DEL CONSIGLIO COMUNALE del 15/09/2005 (Delibera N.: 74 avente per oggetto:"PRG. MODIFICA DI ASSETTI FISICO MORFOLOGICI DELLA SCHEDA 2.6 "EX DISTRIBUTORE ESSO" (ART. 23.6 N.T.A.).")
Punti qualificanti della variante al Prg: 

"La modifica riguarda sostanzialmente il carattere urbano ed edilizio da conferire al fabbricato passando da una soluzione più compatta ma di minor altezza ad un fabbricato maggiormente sagomato e che riduce progressivamente la propria pianta ma raggiunge quote di maggior altezza (la parte più alta prevede di arrivare fino a 7 piani)."
"La soluzione definitiva che viene oggi sottoposta al Consiglio Comunale prevede, inoltre una limitata occupazione di suolo pubblico (13,80 mq) da parte della costruzione su via IV Novembre; di tale superficie è necessario prevedere la cessione contestualmente alla sottoscrizione della convenzione urbanistica e l'istituzione di uso pubblico in quanto la stessa al piano terra è destinata alla formazione del porticato che caratterizza il fronte di via IV Novembre."
"Allo stesso modo la modifica oggetto di approvazione prevede l'istituzione di servitù di sottosuolo per autorimesse a favore del complesso su una superficie di 67,37 mq destinata a rimanere invece di proprietà pubblica."



domenica 24 agosto 2008

Aggiornamento Palazzo Panini

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Lettera aperta dell'architetto Gabrielli al sindaco di Fidenza, alla giunta comunale, al consiglio comunale, al Soprintendente per i beni architettonici della Provincia di Parma Luciano Serchia e a tutti i fidentini.


"Ho appreso dell'ampio dibattito che si è sviluppato in ordine alla demolizione del fabbricato denominato "Panini", prevista fra gli interventi ammissibili dalle norme del Prg del comune di Fidenza, da me redatto nei primi anni '90 e adottato dal consiglio comunale nel marzo 1995. Sento perciò di dover dare un contributo per provare ad imprimere una linea di corretta valutazione. Chi oggi grida allo scandalo di una demolizione annunciata è bene che consideri in primo luogo i fatti e le circostanze che l'hanno resa possibile. Noto nel dibattito in corso la consueta sceneggiatura cui molti contribuiscono in modo inconsapevole delle condizioni reali in cui agisce una pubblica amministrazione e la ricerca, ad ogni costo, del colpevole". "Dato che il fatto è dovuto a una norma del Prg di cui sono autore, me ne assumo la responsabilità. Si cerca il colpevole? Eccomi, sono io. Ma insieme a me la responsabilità ricade su tutti i soggetti in indirizzo, nessuno escluso, presenti nella fase di formazione del piano nel 1995 e nelle fasi che hanno condotto alla definitiva approvazione. Perché nel 1995 fu adottato il Prg, che è atto complesso, che chiama in causa tutti i predetti soggetti, in quanto ognuno di essi, in diversi modi, aveva facoltà di intervenire sulle scelte di Prg, così come la legge urbanistica dispone. Se dunque nessuno intervenne per la tutela di palazzo Panini, vuol dire che il giudizio di valore che la comunità fidentina e gli organi di tutela gli attribuirono allora non era tale da promuoverne la tutela. Se oggi, viceversa, il giudizio di valore è mutato, spettava in primis agli organi di tutela agli altri organi provvedere. E' desolante assistere a tante prese di posizione tardive che hanno ignorato sino ad oggi lo stato giuridico del bene. Perchè le di stato giuridico si tratta e appare la assai disinvolta la posizione di chi il vuole ignorare tale circostanza"
"Si dirà ecco cosa fare. Variare il piano per meglio identificare gli oggetti della tutela in tempo utile. In primo luogo vorrei affermare, e non temo di essere smentito, che il Prg non solo fu redatto con la pena consapevolezza, già allora, della tutela, ma anche forzando la mano in tale direzione e così anticipando una tutela del patrimonio che non riscuoteva allora un così ampio consenso. L'indagine sul ' patrimonio architettonico fu svolta ad ampio raggio, e senza preclusioni di sorta. Riguardò in sostanza ogni epoca di costruzione compresa quella moderna e diede luogo ad una apposizione di vincoli ben più numerosi di quelli posti in essere dalla Soprintendenza allora e oggi"."Se dunque l'edificio Panini fu escluso, mentre nel contesto urbano, di cui fa parte, sono numerosi gli edifici sottoposti a tutela con il Prg, è perchè il giudizio di valore ad esso attribuito dall'èquipe tecnica che elaborava il Prg, non ebbe smentite da parte di chicchessia e neanche della Soprintendenza, cui il Prg fu sottoposto per parere. Non converrebbe allora rivolgere l'attenzione al futuro prossimo immediato? Va esclusa intanto la ricostruzione dell'edificio come era e dove era. Non si può ridicolizzare l'architettura fino a fame un clone, che a differenza di quelli prodotti scientificamente, non potrà più essere uguale all'originale, perdendone irrimediabilmente ogni qualità. Non aggiungiamo quindi ad un sospetto supposto inesistente delitto, un delitto certo.."



sabato 23 agosto 2008

Aggiornamento Palazzo Panini

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23 agosto 2008 - Luciano Serchia, soprintendente beni culturali Parma e Piacenza, sulla Gazzetta di Parma alla rubrica Argomenti a pag. 45

martedì 5 agosto 2008

La demolizione di Palazzo Panini

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"Si tratta di una palazzina di inizio Novecento pregevole esempio di architettura signorile dell'epoca, inserita in un contesto caratterizzato dalla presenza di altre costruzioni analoghe, significative, di questo periodo storico e la cui ben definita identità architettonica e urbanistica. va assolutamente garantita. Questa villa, insieme alle altre cui si è accennato, e al cosiddetto "casermone" (edificio di edilizia popolare risalente al 1911) è parte integrante di un ben equilibrato sistema di verde, pubblico e privato,incentrato attorno al parco delle Rimembranze inaugurato nel 1925 dal Re Vittorio Emanuele III. Temiamo che il ventilato intervento si aggiunga alla lunga serie di manomissioni che ha talvolta,più o meno gravemente, alterato la fisionomia dell'intero comparto, con ristrutturazioni in contrasto con le architetture originali
Comunicato Italia Nostra