martedì 30 agosto 2011

Napalm su Fidenza?

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La recensione di Roberto Beretta che riportiamo sotto riguarda il libro di Andrea Villa "Guerra aerea sull’Italia(1943-1945)"  recentemente pubblicato da "Guerini e associati". Si tratta di una ricerca sull'ultimo conflitto che fornisce dati interessanti sulle scelte militari che gli "alleati" attuarono anche nei riguardi del nostro paese. L'utilizzo del nostro paese come cavia per sperimentazioni tattiche relativamente all'utilizzo dell'aviazione contro obiettivi civili ha interessato anche Fidenza che come ben sappiamo è stata semidistrutta dai bombardamenti principalmente nel maggio 1944.

L'Alleluya Band del Malawi in una danza della tribù Yao

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lunedì 29 agosto 2011

Paesaggi schipetari da Faik Skopeci

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Faik Skopeci è un pittore albanese che ama e dipinge il paesaggio del suo paese con vivacità di colore e precisione di disegno. Ammirato dalle vedute albanesi che Ettore Ponzi dipinse nei lontani anni quaranta ha recentemente pubblicato su una rivista albanese un profilo del pittore fidentino. In questa pagina oltre ad alcune opere del pittore anche la sua biografia ed un recentissimo filmato in cui  vengono presentate altre sue opere.






Biografia breve
Faik Skopeci è nato il 5 aprile 1967 nel villaggio Rashtan, Prrenjas (Albania). Dopo la maturità nel 1987 ha iniziato gli studi presso l'Accademia Militare di Tirana. Nel 1991 terminati gli studi e ha iniziato la sua carriera come ufficiale delle Forze Armate di Albania.
Nel 1997 era in servizio nella città di Laç (piccola città, circa 45 km a nord di Tirana). Un giorno di luglio di quell'anno ha acquistato un pacchetto di colori ad olio, alcuni pennelli ed ha cominciato a realizzare un dipinto, dando spazio al suo sogno infantile di diventare un pittore. 
Sostenuto da alcuni amici artisti a Lac nell'ottobre del 2000 ha aperto la prima mostra, un mese dopo esponeva al Centro Culturale delle Forze Armate a Tirana e nel 2001 espose 15 dipinti alla Scuola di Ingegneria di Izmir, in Turchia, dove ha frequentato 8 mesi di studio in questa scuola. Ha inoltre partecipato alle manifestazioni artistiche organizzate dalle Forze Armate della Repubblica di Albania.

Il Sindaco Mario Cantini espugna la Torre medievale e la riconsegna alla città

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Disegno realizzato dal prof. Ettore Ponzi 
La struttura burocratica che nel tempo si era via via totalmente impadronita di Casa Cremonini e della torre della Porta di San Donnino trasloca liberando i locali al primo e secondo piano della casa. Il comunicato che preannuncia l'avvenimento è ripresa sotto. Rimane il centro accoglienza ed informazione al piano terra cui sarà affidato il presidio ordinario della struttura.

domenica 28 agosto 2011

sabato 27 agosto 2011

Padre Mario Pacifici presenta il gruppo Alleluya Band del Malawi

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In questo primo video Padre Mario Pacifici presenta il gruppo Alleluya Band del Malawi ed introduce la prima parte dello spettacolo. Siamo a Fidenza ed il gruppo è appena giunto da Madrid dove ha tenuto due rappresentazioni nell'ambito delle manifestazioni della XXVI Giornata Mondiale della Gioventù 2011.

Dieci anni di riqualificazioni: la piazza della stazione di Fidenza

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Se in altre parti di Fidenza abbiamo visto ed elogiato il lavoro delle formiche, qui, nel piazzale della stazione, sono ancora le cicale a cantare, e queste cicale hanno già cantato per dieci inverni!


mercoledì 24 agosto 2011

La bella estate del prete precario

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Alcune notizie sulla Band:
"Siamo dieci ragazzi e tre ragazze che continuano un’avventura iniziata trent’anni fa nel Sud del Malawi. Il nostri gruppo è nato alla fine degli anni 70 fra i villaggi del distretto di Balaka.. Nel corso del tempo l’Alleluya, grazie a tutti gli artisti che ne hanno fatto parte fin dalle sue origini, è diventato uno dei gruppi leader del panorama musicale nazionale. Le nostre canzoni parlano di amore, HIV AIDS, corruzione, fede, magia, della quotidianità del nostro paese, dei nostri amici e dei nostri villaggi.
Reggae e rumba africana sono i generi predominanti del nostro sound ma forte è il legame con la nostra tradizione e l’influenza dei ritmi incalzanti tipici delle nostre tribù pre-coloniali, ‘Ngoni, Chewa e Yaho.
L’Alleluya Band aggiunge con questo nostro viaggio in Italia un nuovo capitolo alla lunga storia di tour internazionali.
"Wawa" il nostro saluto al bel paese!
Il “ciao”, saluto informale, di chi sa di incontrare nuovi amici ma anche, secondo la tribù degli ‘Ngoni, il saluto di chi torna a casa, di chi è colmo di gratitudine e rispetto verso persone care che da sempre apprezzano e sostengono le loro iniziative. A venerdì!"
Accompagnati da Padre Mario Pacifici, missionario in Malawi ed anche fratello di Don Paolo Pacifici, che attualmente è reggente della Parrocchia della Cattedrale di Fidenza, questi ragazzi saranno tra di noi venerdì 26 agosto presso il Campo dell'Ausiliatrice, comunemente chiamato "Campetto dello Stirone" in quanto limitrofo al torrente Stirone nel pressi del ponte della Via Emilia in direzione di Piacenza.

martedì 23 agosto 2011

Quel mese di agosto del 1945: il ritorno dei reduci

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Dentro e fuori dai campi, speranze, intralci burocratici e difficoltà di trasporti condizionarono il rientro dei militari e civili internati nei lager nazisti. Bruciava il desiderio di tornare ed il timore di quello che si sarebbe trovato al rientro. Erano i sentimenti di tutti: di chi aveva collaborato (pochi), di chi aveva accettato di lavorare o era stato costretto a farlo, di quelli che avevano rifiutato ogni forma di ricatto ed anche di quelli, troppo deboli, che non ce l'avrebbero fatta a tornare. Ma se dura fu la prigionia non facile fu il rientro, non sempre furono accolti ma guardati con interessato e gratuito sospetto. Fu così anche da noi, a sinistra un articolo del settembre 1945 del nostro settimale "Il Risveglio" che all'argomento del rientro dei reduci dedicò attenzione.
Fu l'ultima settimana di agosto che la maggior parte dei reduci fidentini tornò a casa, e non sempre, come nel caso di mio padre, la trovarono.
Ecco una breve nota di mia madre:
"  Dovendo sfollare sulle colline del piacentino per i continui bombardamenti la nostra corrispondenza s’interruppe e cominciarono le preoccupazioni per entrambi.
Poi venne la spiegazione di questa interruzione.
Io ero entrata sfollando nella zona occupata da partigiani ed allora la posta non arrivava.
Trovai il rimedio e così riprese la corrispondenza.
Arriva Aprile liberazione.  La radio da i nomi dei prigionieri liberati.
Tutte le mattine ascolto con tanta apprensione e finalmente Ten. Ponzi Ettore.Un grido e tanta gioia.
Poi il ritorno il 21 Agosto 1945 compleanno di Ambrogino."
In realtà fu una settimana dopo ma le date a quel tempo poteva assumere un significato simbolico.





Ecco come nei campi si scherzava sul sospirato rientro con alcune vignette sopra e, sotto, un pastello di Ettore Ponzi, l'I.M.I. (internato militare Italiano) raffigurato è il pittore parmigiano Arnaldo Spagnoli.





La centralità (perduta) della stazione di Fidenza

2 commenti:
Attorno alla stazione c'era una parte brutta che 
nasceva dal disordine urbanistico di Via Carducci ...

lunedì 22 agosto 2011

Tra abbandono e memoria storica

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E' il tempo a creare la memoria e a trasformarla nello spazio di una generazione in memoria storica. Ecco a proposito un luogo che ha fatto storia, della box, ma che ormai è un luogo che per molti è sempre esistito così come è rappezzi compresi. L'edificio in cui è ritagliato è per altri motivi  altrettanto storico ed oggi è il polo culturale della città più attivo con la biblioteca, il museo Musini   ed altro. D'altra parte anche la box è cultura, sportiva ma cultura non solo nasi schiacciati. A questo proposito visto il clima di revival che si respira in città perché non fare un film-documentario sulla box a Fidenza tipo "Jukebox Generation" lavoro nato appunto dalla collaborazione (con delibera) tra Assessorato alla Cultura e casa cinematografica Nave Corsara?

Le foto di Mario Cavallini: Nord Vietnam

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"Viaggio in Nord Vietnam" 
Ho appena pubblicato le foto del viaggio di febbraio in Vietnam:http://www.marcocavallini.it/nordvietgall.html 

Fidenza ex-Forno Comunale: lo stato dei lavori

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L'abbattimento dell'ex-forno, della ex-Sala Rossa e delle superfetazioni (parte costruita successivamente al completamento di un edificio che modifichi l'assetto originario della struttura e ne deturpi l'estetica) del Palazzo Littorio hanno lasciato un'area scoperta ed segni evidenti sugli edifici rimasti. E' comunque possibile osservare le strutture rimaste e valutarne l'impatto estetico. Già oggetto in anni ormai lontani di recupero ritornano visibili sia il porticato delle ex-carceri che le due luci di porticato, di più modeste dimensioni, perpendicolare al precedente. 

domenica 21 agosto 2011

Una fonte miracolosa sgorga dal cemento ed innaffia i ruderi

1 commento:
A poca distanza dai reperti archeologici e dal vecchio "pozzone" acqua trasparente e limpida sgorga spontanea appena sotto il livello stradale dove il cemento comincia a farla da padrone.

sabato 20 agosto 2011

La tangenziale sud ed il "ponte sullo stretto" a Coduro di Fidenza

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Alla base dell'annosa controversia con gli abitanti c'è una rotonda enorme che non si è voluto ridimensionare come richiesto fin dall'aprile 2009 dalla sezione locale di Italia Nostra. 

martedì 16 agosto 2011

La tradizionale gita fuori porta

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Oltre la ferrovia, lungo lo stradello a fianco del cimitero è ancora possibile trovare qualcosa che assomigli ad un prato verde. Ma la campagna qui è sempre più precaria, su di essa ormai si allungano gli appetiti dei costruttori di quella che sarà Fidenza Due. Ma andiamo con ordine e partiamo dal parcheggio di Via Marconi in via di raddoppio, almeno così dicevano e dicono. 

lunedì 15 agosto 2011

Albania il Paese delle aquile (Shqipëria)

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La rivista Mbrojtja del Ministero della Difesa dell'Albania dedica un articolo al pittore fidentino Ettore Ponzi, che in quel paese visse tre anni, dal 1941 al 1943, durante l'ultimo conflitto  mondiale. Subì Ettore il fascino di quel paese ed i suoi quadri che ha dipinto in quegli anni sono per noi una cosa preziosa. Dei tre anni passati Ettore oltre a quadri e guerra conservò altri ricordi di quella terra, ricordi di umanità e di ospitalità, ma anche di povertà e fierezza, ricordi di costumi che quasi ha tentato di introdurre, senza successo in verità, in famiglia. Abbiamo poi foto, cartoline, corrispondenza che conserviamo gelosamente. come conserviamo quel che resta di quelle coperte di lana grezza albanese preziose durante gli inverni del dopoguerra. Di lana grezza albanese anche le maglie e le calze invernali di mio padre quando dipingeva lo Stirone innevato o le colline. 
Ora l'amico Faik Skopeci rende omaggio alla memoria di mio padre questo articolo il cui titolo stesso da la misura di quanto abbia capito di mio padre. Il titolo grosso modo dice ETTORE PONZI Il pittore che trasformava i coperchi di legno delle cassette per le munizioni in tavolozze” . Dall'incerta mia traduzione penso di capire che, dopo un preambolo, viene presentata l'opera pittorica di Ettore seguendo quanto da me pubblicato o in altro modo comunicato a Faik. Alla fine qualche riferimento alla recente reciproca corrispondenza.







Nell'inviarmi la rivista Faik così scrive nel suo italiano incerto:
 Caro amico,
In allegato troverete la rivista (magazine) militare MBROJTJA (LA DIFESA). Articolo è pubblicato sulle pagine 46-49 Quelli che ho scritto per l'artista Ettore per voi sono noti. Ho scoperto la storia e l'opera di Ettore Ponzi per l'opinione pubblica albanese.
Titolo del lavoro piu o meno  è “ETTORE PONZI Il pittore che trasformata su coperchi di legno delle cassette per le munizioni in tavolozze”
Per me è difficile fare la traduzione in italiano, per questo motivo ho  ritardato alcuni giorni. Per curiosità vi dico che l'articolo è una "scoperta" al pubblico in Albania,  Ettore Ponzi e le sue opere meritano di più. Continuerò a svolgere questo compito.
Un saluto
Faik Skopeci


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Faik SKOPECI vive a Tirana in Albania ed è un ufficiale delle Forze Armate di Albania. La pittura è hobby e passione ed ha iniziato a dipingere ad olio nel 1997.

L'ispirazione per la pittura proviene direttamente dalla natura albanese con montagne, fiumi e valli interessanti.
Nel settembre 2000, la sua prima personale mostra a Laç (Albania),  nello stesso mese
presenta 30 opere nel Centro Culturale delle Forze Armate a Tirana. 

Nel maggio 2001 la seconda mostra personale presso la Scuola di Gennio a  Izmir
 Turchia.
Alcune sue opere sono visibili all'indirizzo: http://www.ioarte.org/artisti/Pitura/


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Le opere di Ettore Ponzi in terra albanese e macedone sono visibili alla pagina:

Le responsabilità dei comuni nella cementificazione del territorio in aree agricole

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La Città del Freddo nelle campagne di Fidenza in un'immagine
 del 2008. Evidente l'impatto sul territorio agricolo. 


Pubblichiamo una sentenza del Consiglio di Stato che conferma la liceità del comportamento del Comune nel negare richieste di costruzione, non connesse con la coltivazione dei suoli e/o alla vocazione naturalistica degli stessi, in aree classificate come agricole. 

domenica 14 agosto 2011

Alleluya Band

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Anche a Fidenza l'Alleluya Band





Venerdì 26 agosto 2011
Padre Mario e l'Alleluya Band sono già in Italia. La sera di 

venerdì 26 Agosto 2011

saranno ad  Fidenza  presso il Campo dell'Ausiliatrice 

(Campetto dello Stirone).


Tutti sono invitati venerdì 26 agosto a Fidenza



Ecco tutto il programma del Tour 2011 dell'Alleluya Band, che dall'Italia si trasferirà poi in Spagna, a Madrid, per partecipare alla Giornata Mondiale della Gioventù.


venerdì 12 agosto 2011

Gian Domenico Romagnosi, artefice dell'Italia Unita

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giovedì 11 agosto 2011

Il mosaico di Carlo Mattioli

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L’opera realizzata da Carlo Mattioli, fu commissionata per ricordare gli storici fondatori del nosocomio fidentino.
Ospedale, nel mosaico dedicato ai coniugi Cornini-Malpeli c’era anche il vescovo Garimberti che poi venne cancellato

Ai conoscitori d'arte e agli appassionati cultori di storia locale non è certamente sfuggita la recente iniziativa di collocare nell'atrio del nuovo ospedale di Vai o il grande pannello musivo di Carlo Mattioli (Modena 1911-Parma 1994), proveniente dalla vecchia sede di via Borghesi.

Commissionato nel 1964 all'artista parmense per celebrare il compimento di importanti opere di ristrutturazione, il mosaico è in realtà dedicato ai coniugi Giuseppe Comini (1676-1745) e Maria Maddalena Malpeli (1674-1759), presentati quali storici fondatori dell'ospedale fidentino. I due nobili personaggi abbigliati in abito rigorosamente settecentesco assistono, con in mano il cartiglio del progetto, allo svolgimento dei lavori mentre tra le tavole e le impalcature del cantiere si intravede l'ingresso del nuovo ospedale di via Borghesi. Il mosaico, realizzato con il concorso del Gruppo Mosaicisti Ravennati, comprende inoltre lo stemma comunale e un sintetico profilo della città, con le case e le mura di Borgo sopra le quali emergono simbolicamente il palazzo municipale e la Cattedrale. Senza troppo concedere alla retorica. la composizione si presenta nel complesso assai ricca e vivace, caratterizzata da tonalità ocracee sapientemente contrastate da improvvisi guizzi di luce.
M è soprattutto nelle figure che si rivela lo stile di un artista tra i più amati dell’ultimo Novecento italiano. L'accentuata impronta grafica, che caratterizza le immagini dei benemeriti fondatori, richiama infatti quella tipica capacità di invenzione e di poesia che proprio in quegli stessi anni Mattioli riversava sui fogli di pregiatissime edizioni d'arte. Non si può fare a meno infatti di notare nella foggia degli abiti antichi, nell'espressività dei volti e nell'eleganza degli atteggiamenti, una certa analogia con i misteriosi personaggi che popolano le pagine stendhaliane, ma anche con alcuni rari bozzetti teatrali, appartenuti all'indimenticato Pippo Campanini, già in collezione a Fidenza. Di questa esperienza fidentina di Mattioli esiste una prima versione in un inedito bozzetto con dedica al prof. Ettore Ponzi (1901-1971), illustre ginecologo di Parma, bibliofilo, amico del pittore e a quel tempo primario a Fidenza. Ed è interessante notare come nel disegno a penna ed acquarello, fosse prevista in origine la presenza di un terzo personaggio. Accanto ai due fondatori, il pittore aveva infatti inserito la solenne figura di un nuovo vescovo, con indosso gli abiti e le insegne pontificali.
Si tratta presumibilmente di Alessandro Garimberti, il vescovo diocesano che nel 1778 diede attuazione al lascito testamentario dei Cornini-Malpeli integrandolo con i beni provenienti dalla soppressione di antichi ospedali e di confraternite, tra cui quella dei Disciplinati. Il nosocomio di Borgo nasce dunque come opera pia nell'ambito della Chiesa fidentina: "Ospedale dei Poveri Infermi a favore degli ammalati bisognosi di tutto il territorio di Borgo San Donnina" (cfr. A. Aimi, "Storia di Fidenza", 2003, p. 126).
Ma la contrapposizione ideologica, ancora accesa in quegli anni, portò ad offuscare il ruolo del vescovo la cui immagine, come ci spiegava il prof. Ponzi, venne rimossa per espressa volontà del consiglio di amministrazione dell' ospedale. Del palazzo Cornini-Malpeli, fino al 1920 sede dell'ospedale e in seguito trasformato in sala cinematografica, oggi sopravvive quasi intatta la sola facciata tardo-barocca di via Berenini. All'interno della storica dimora, ricordata dai borghigiani come "l'ospedale vecchio", era stata allestita una cappella per le funzioni religiose, dotata di un altare con una "Sacra Famiglia" appositamente dipinta da Angelo Carlo Dal Verme. L'opera, di indubbio pregio, ora fa bella mostra di se nella cappella del complesso ospedaliero di Vaio.
Ben altro destino hanno avuto invece due tele settecentesche, tra cui il ritratto di Giuseppe Cornini, al quale molto probabilmente Mattioli si è ispirato per il mosaico. Questo pregevole dipinto settecentesco, insieme ad un altro più antico che ritrae un altro non identificato personaggio della famiglia Cornini, era infatti esposto presso la sala del consiglio di amministrazione dell'ospedale.
Incredibile a dirsi: negli anni '80 entrambe le tele vennero cedute, sia pur in deposito, alla Provincia di Parma, per arredare alla stregua di anonimi oggetti di antiquariato una sala di rappresentanza nella sede di piazzale della Pace.
Guglielmo Ponzi
Pubblicato sul settimanale diocesano "Il Risveglio" del 13 marzo 2009

Cartolina da Fidenza futura

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Proseguono i lavori che porteranno alla completa liberazione della zona degradata tra le piazze Pontida e Verdi. Finito il lavoro del demolitore sono iniziate le operazioni manuali sulle parti più delicate. Ecco come apparirà alla fine il porticato delle ex-carceri. 


http://fidenza.ponziettore.it/Piazzaverdi.html

mercoledì 10 agosto 2011

La frana di Cogolonchio: chi paga?

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Come si può leggere nel comunicato del Comune, riportato più sotto, a Cogolonchio è stata ripristinata la strada interessata da una frana. Il comunicato tiene a precisare che la frana risale all'aprile 2009 cioè poco prima del cambio di guardia nel Palazzo Comunale. Tanta precisione è probabilmente dovuta al fatto che la frana non era una frana qualsiasi, l'ipotesi più accreditata è che sia stata provocata dai lavori di posa delle condutture del gas metano.
Posare una conduttura rimuovendo la vegetazione arbustiva lunga una strada di costa non è certo la cosa più assennata anche se può far risparmiare qualche lira all'impresa e spendere 130mila euro ai cittadini.

Roncole Verdi: una tela di Pietro Balestra

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Santa Margherita da Cortona in una tela nella chiesa parrocchiale di Roncole Verdi
Alla regola di san Francesco, che celebra quest’anno il suo ottavo centenario, ci colleghiamo  ancora idealmente con un  quadro parrocchiale di Roncole Verdi, dipinto nel 1757 dal pittore bussetano Pietro Balestra (1711-1789). L’impronta francescana delle origini  è data  dalla presenza di sant’Antonio di Padova, santo popolarissimo anche dalle nostre parti, che  san Francesco ammirava per la sua dottrina al punto di chiamarlo scherzosamente “mio vescovo”.  Accanto a sant’Antonio, rappresentato come vuole la tradizione  con il giglio della purezza e i lineamenti delicati quasi femminei, è  facilmente riconoscibile santa Margherita da Cortona (1247-1297).

 Lo sguardo della giovane santa è rivolto al cielo ove compare l’ Immacolata. Ai lati della Vergine, le figure di san Rocco (con la pellegrina, il bordone, la piaga sulla gamba, ma non  il cane, forse perché ritenuto incompatibile con le nuvole del paradiso) e san Sebastiano (con la palma del martirio e le frecce) ripropongono lo stesso  schema devozionale che ritroviamo negli affreschi cinquecenteschi della parete di fondo della navata di destra.
Sul piano, tra i  due  seguaci di san Francesco, si distende l’orizzonte  piatto della campagna, ove spicca in bella evidenza la sobria architettura seicentesca della antica chiesa di Roncole. Come si può vedere, essa non ha subito da allora alcun sostanziale mutamento. 


Chiesa parrocchiale di Roncole Verdi (Diocesi di Fidenza)
Margherita indossa il saio marrone, cintato dal cordone a tre nodi, che richiama il suo status di terziaria francescana. Le tiene compagnia un piccolo spaniel, il fedele cagnolino costantemente ritratto nelle immagini  della patrona di Cortona, figura di primissimo piano nella storia del francescanesimo. Se pensiamo a san Rocco, san Domenico, san Bernardo e ad altri santi agostani, ma  anche a sant’Uberto e al nostro san Donnino, dobbiamo riconoscere  che  il cane compare spesso a fianco dei santi. Nel caso di Margherita, esso  ricorda il drammatico epilogo di una travolgente passione amorosa e l’inizio della radicale conversione che ha portato la giovane donna  alla gloria degli altari.   Il suo  confessore e primo biografo, fra Giunta  Bevagnate, racconta di lei, ancora  giovanissima, che abbandona la casa paterna;   della lunga convivenza  con Arsenio di Montepulciano e la tragica fine di  quest’ultimo, probabilmente assassinato durante una battuta di caccia. Fu il cagnolino a condurre Margherita alla scoperta del cadavere dell’amato. Cacciata impietosamente dalla casa del convivente  insieme al bambino nato dalla relazione con Arsenio, rifiutata dalla propria famiglia,  Margherita pur trovandosi in grave difficoltà, provvede  a crescere ed educare il figlio (che si farà poi francescano) e a dedicarsi al servizio del prossimo. Respinta in un primo tempo  dal convento dei frati perché giudicata troppo bella e giovane, e ritenuta quindi incostante, verrà in seguito accolta fra i terziari dando vita, con l’aiuto di nobili famiglie cortonesi, ad un piccolo ospedale per assistere le partorienti e le donne bisognose.  Ma è soprattutto, la sua straordinaria esperienza spirituale di convertita a rendere esemplare la figura di Margherita, definita “Terza luce dell’Ordine Francescano” da Gesù stesso che la privilegiava con visioni e frequenti dialoghi interiori: “…Francesco è la prima luce nell’Ordine dei Minori, Chiara la seconda luce nell’Ordine delle Monache, e tu la terza luce nell’Ordine dei Penitenti”.
L’immagine che ci fornisce Pietro Balestra è improntata a una grazia di  luminosa dolcezza, frutto di effetti lampeggianti e ben calibrati.  Ma al di la dell’affettato linguaggio tardo barocco e delle convenzioni simboliche, ciò che emerge dalla storia di Margherita  è l’ estrema attualità di una testimonianza non estranea alle problematiche e agli stili di  vita dei nostri giorni. Penitente per antonomasia, è ancora Gesù che, dopo averle concesso l’esperienza mistica, ma reale, della passione, le dice: “Io ti ho fatto specchio per i peccatori, anche se ostinati,  perché per mezzo tuo conoscano quanto volentieri io concedo loro la mia misericordia perché si salvino”.
Definita come una seconda Maria Maddalena, condivide con essa il grande trasporto  amoroso verso il crocifisso, per cui spesso, come nella vicina chiesa dei frati di Busseto, è effigiata in atteggiamento devoto con la croce in mano.  
Elegantissimo, ma decisamente irreale nel suo procedere quasi a passo di danza, è invece l’Arcangelo san Michele, patrono della chiesa di Roncole, che lo stesso Balestra ha rappresentato nel quadro del coro, nell’atto di calpestare  il demonio. Anche quest’opera, datata 1741, si impone per l’inconfondibile stile guizzante e vaporoso, sapientemente distillato dal fidentino Giovanbattista Tagliasacchi e dal nordico Ignazio  Stern,  di cui il pittore bussetano  era ritenuto convinto ammiratore.

Guglielmo Ponzi        
(Dal settimanale diocesano  il Risveglio)

domenica 7 agosto 2011

Ex-Forno Comunale: la sindrome del vuoto

1 commento:
E se lo lasciassimo vuoto?
‎...o magari così...

Un inizio di dibattito sulla destinazione del "grande spazio vuoto" si è acceso su FaceBook a seguito della provocazione di Romano. Tralasciamo una completa identificazione degli intervenuti per questioni di privacy tra iscritti a FB.

sabato 6 agosto 2011

Quel mese di agosto del 1945: Hiroshima

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"Washington, 6 agosto - Il presidente Truman ha annunciato oggi che sedici ore fa aerei americani hanno sganciato sulla base giapponese di Hiroshima il più grande tipo di bombe finora usate nella guerra, la "bomba atomica", più potente di ventimila tonnellate di alto esplosivo. Truman ha aggiunto: "Con questa bomba noi abbiamo ora raggiunto una gigantesca forza di distruzione, che servirà ad aumentare la crescente potenza delle forze armate. Stiamo ora producendo bombe di questo tipo, e produrremo in seguito bombe anche più potenti"
(Comunic.Ansa, 6 agosto 1945, ore 20,45)





venerdì 5 agosto 2011

Il grande spazio vuoto

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Il grande spazio occupato dal complesso conventuale dei Santi Giovanni ancora nell'ottocento si estendeva tra le attuali Via Bacchini e Via Gramsci e che prospettava da una parte su Piazza della Posta, oggi Piazza Pontida, e Strada S. Giovanni ora Piazza Verdi e lato nord di Piazza Matteotti. Gli spazi occupati dal convento sono tuttavia destinati a ridursi; già alla fine dell'ottocento troviamo la grande Piazza del Mercato che in pratica sottrae al convento l'attuale Piazza Matteotti. Nel novecento importanti lavori interessano gli edifici rimasti che, in gran parte, sono rimpiazzati da altre costruzioni. Gli ultimi episodi datano 1937, costruzione dell Casa del Fascio e 1951 costruzione dell'edificio inizialmente adibito a mensa popolare poi a sala civica su Piazza Verdi. 

mercoledì 3 agosto 2011

La demolizione dell'ex-forno comunale di Borgo

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Il filmato di alcune fasi della demolizione

Vai alla galleria foto

Addio all'ex-forno comunale

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Avviati oggi i lavori di demolizione del fabbricato

Con l’avvio della demolizione dell’ex forno comunale, l’area centrale della città si libera dell’ingombrante presenza del fatiscente complesso, posto fra le centralissime piazze Verdi e Pontida.

martedì 2 agosto 2011

La passerella di Piazza Grandi ed il Ponte Romano

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Riattivata la passerella ferro-legno chiusa dall'autunno scorso.
Il rafforzamento della struttura metallica e l'utilizzo di una diversa
 essenza per la parte lignea dovrebbero limitarne l'usura. 

Al via la demolizione dell'ex forno comunale

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Prenderanno il via mercoledì 3 agosto alle ore 8.00 i lavori di demolizione dell’ex forno comunale, situato tra le piazze Verdi e Pontida. I lavori costituiscono il primo intervento urbanizzativo della riqualificazione dell’intera area.

lunedì 1 agosto 2011

Il verde spontaneo a Fidenza

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Durante la precedente amministrazione Fidenza si comprò materialmente il riconoscimento di Comune Fiorito, oggi finalmente lo siamo, o no?


Le foto sono eloquenti, la centralissima area già occupata dalle Case Nuove dopo più di sessanta anni di onorato servizio si trova nel più completo abbandono. Quattro anni fa il Sindaco Cerri ebbe il suo da fare a spiegare ai cittadini del quartiere la necessità di eliminare il patrimonio arboreo. Li convinse e siglò un compromesso, segò alcune piante, né risparmio altre.