venerdì 30 novembre 2012

Girolamo Cenatiempo: il “Martirio di S. Andrea"

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Immagine dall'archivio del Museo del Duomo di Fidenza. Girolamo Cenatiempo  è stato un pittore italiano napoletano  del XVIII secolo, della scuola di Luca Giordano, attivo fra il 1705 ed il 1742.
Una composizione originalissima, con grande affollamento in terra ed in cielo: davvero notevole questo "Martirio di S. Andrea", di proprietà della Cattedrale, stabilmente entrato a far parte delle collezioni del Museo del Duomo. Fratello di s. Pietro e pescatore insieme a lui, Andrea fu il primo degli apostoli a seguire Gesù.
I Vangeli canonici forniscono scarsi elementi relativi alla sua iconografia, che ha come fonte principale di ispirazione per gli artisti la Leggenda Aurea. Al testo duecentesco di Jacopo da Varazze si rifà anche il nostro pittore che raffigura s. Andrea come un vecchio vigoroso dalla lunga barba bianca issato su una croce a forma di X o decussata, diventata poi emblema e suo principale attributo identificativo: è la fase culminante del martirio, che la tradizione colloca nell'antica Patrasso. Come si può vedere, l'avvenimento è attualizzato dagli abiti e dai copricapi turchi del variopinto popolino che assiste all'esecuzione mentre sulla destra, nel punto solitamente destinato ai committenti, risalta la figura di un notabile orientale con barba, manto e turbante. L'imponente personaggio sembra appoggiarsi al bastone; davanti a lui, due donne con un bambino, come improbabili concubini senza il velo e dai tipici tratti mediterranei. Egea, lo spietato proconsole romano di cui parlano gli Atti degli Apostoli è invece riconoscibile in primo piano, sulla sinistra, in groppa a un focoso destriero. Indossa elmo e corazza e tiene saldamente impugnato nella mano destra il bastone del comando.

Fra i suoi attendenti, un alfiere con il gonfalone rosso e altri soldati, che sembrano guardare con indifferenza i carnefici mentre legano il santo (fu legato, non inchiodato alla croce) e si apprestano a trafiggerlo con la spada. Altri giannizzeri, mischiati tra la gente, mostrano minacciosi le lance o le frecce acuminate, sotto lo sguardo severo di un uomo sulle cui spalle pende un cappuccio lungo e aguzzo, che lo fa sembrare un frate. Intanto nel cielo, solcato da nubi corrusche, compaiono in gran numero gli angeli, che si apprestano a porgere al martire la palma della vittoria.

Le mura come i bastoni del Maschio Angioino 
Colpisce in questa piccola tela, ritrovata nell'ultimo dopoguerra in un ripostiglio della sagrestia e fino a qualche anno fa esposta nell'aula capitolare della Cattedrale, la straordinaria vivacità della rappresentazione. Essa è ambientata nei pressi di una città fortificata le cui mura, come è stato a suo tempo acutamente osservato, ricordano i bastioni del Maschio Angioino e quindi piazza Castello, luogo "dove per spontanea conduzione da secoli si localizzavano fatti veri o leggendari di Napoli" (A.C. Quintavalle, 1948). Anche la segnatura, G.mo Cenatiempo, apposta in basso sopra un sasso, a destra, non lascia adito a dubbi sull'origine partenopea del quadro: si tratta infatti di Girolamo Cenatempo o Cenatiempo (attivo a Napoli tra 1705 e il 1744), come veniva abitualmente chiamato questo illustre seguace di Luca Giordano e di Francesco Solimena, che la storia dell'arte colloca tra gli artisti più rappresentativi del Settecento napoletano.
Non esistono notizie precise sul come il vivacissimo dipinto, dal "colore succoso ed intenso che ne fa interessanti anche le convenzionali figurine da presepe" (1948 cit.), sia pervenuto alla Chiesa di S. Donnino, ma non va sottovalutato il legame che intercorre tra il soggetto della tela e il titolo di un beneficio dedicato a s. Andrea che, come riferisce Dario Soresina (1976), risulta fondato in Cattedrale fin dal 1341.
D'altra parte, il culto dell'apostolo ha radici profonde nella chiesa di Borgo se, sui finire del Cinquecento, più precisamente nel luglio 1595 il canonico Alfonso Trecasali lamentava la scomparsa di un'antica chiesa campestre ad esso dedicata: ".. una nova qual mi dispiacque molto è che la notte... passata era cascato in terra tutto il tecchio della chiesa campestre di S.to Andrea posta et situata sopra il territorio di borgo posto nel quartiere di Lodispago con parte delle muraglie di detta chiesa posta presso la casa della possessione di detto messere Don Josepho, della qual chiesa è rettore uno D.o Andrea de Calandri: qual chiesa è andata a terra per puoca cura di chi gli doveva provvedere; nelli altri luoghi si fabbricano chiese et a casa nostra quelle che vi sono si lasciano andare a male, mai più si rifarà detta chiesa. Iddio ci aiuti" (cit. da P. Zani).

Evangelizzatore in Grecia e Vescovo di Patrasso 
Nominata negli atti ecclesiastici parmensi già a partire dal sec. XII, l'ecclesia S. Andrea de Vadum Spagorum (di etimologia incerta: forse Guado degli Spaghi, dal nome di una famiglia borghigiana proprietaria di vasti insediamenti lungo lo Stirone) è ricordata anche dallo storico locale Stanislao Ferloni (sec. XVIII) che, nel rammentare la scomparsa, dà notizia del trasferito in Duomo degli obblighi relativi. Forse è troppo azzardato pensare alla piccola tela come a un bozzetto per una pala d'altare, ma non si può certo escludere la volontà del canonico prebendario di riproporre in chiave anti-turca (per l'evidente parallelo allegorico con il "martirio" dei cristiani sottoposti all'Impero Ottomano) e a distanza di oltre un secolo dal crollo della chiesa di s. Andrea, l'antica devozione all'apostolo della croce la cui festa liturgica è fissata, come è noto, il 30 novembre.


Bartolomé Esteban Murillo, Martirio di sant'Andrea, Madrid, Museo del Prado
Altri canonicati della Cattedrale traevano le loro rendite dai possedimenti situati nella vasta zona di Lodispago, come sembrano testimoniare i toponimi tuttora esistenti di "Prevostura" e "Santo Stefano", allineati con quello di "Sant' Andrea", a nord di Fidenza. Al canonicato di Santo Stefano, in particolare, è possibile riferire gli "antichissimi" affreschi ritrovati e poi subito distrutti durante i lavoro di riattamento della cripta effettuati nel 1853 (cfr. A. Aimi, 2003). Ma per tornare al martirio di s. Andrea firmato da Girolamo Cenatiempo, pittore probabilmente mai uscito dai confini del Regno di Napoli, va rimarcato ancora l'incredibile turbinio di angeli e la colorita moltitudine dei curiosi attorno al patibolo su cui è innalzato l'apostolo che fu evangelizzatore del mondo greco e primo vescovo di Patrasso. Da tanta ricchezza e varietà di personaggi emerge un sorprendente campionario di umanità (anacronistici notabili orientali e popolani, donne e bambini, soldati e truci carnefici, proprio come in un autentico presepe napoletano). Ma anche il linguaggio sciolto e avveduto di un pittore formatosi all'ombra del Vesuvio, che ai tradizionali soggetti devozionali sapeva affiancare, come ha documentato Federico Zeri, spettacolari rappresentazioni di scontri e battaglie.


Guglielmo Ponzi
Pubblicato su “Il Risveglio” il 27 novembre 2009


giovedì 29 novembre 2012

Fidenza sito inquinato di interesse nazionale

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18 12 1954 - La Cledca compie cinquantanni 

Desta interesse a Fidenza l'iniziativa organizzata dal Movimento 5 Stelle per giovedì 29 novembre. L'incontro si ripromette di informare i cittadini circa i rischi alla salute, passati ed attuali, per il semplice fatto di risiedere in un comune a "rischio salute superiore alla norma". Ci aspettiamo anche chiarimenti circa quanto finora fatto, quanto ancora da fare e lo stallo che sembra avere l'erogazione dei mezzi finanziari promessi per le bonifiche. Quello che è certo è che Marino Ruzzenenti, autore insieme con Pier Paolo Poggio, presidente della fondazione di ricerca Micheletti di Brescia, presenterà il suo volume "Il caso italiano: industria, chimica e ambiente". 

martedì 27 novembre 2012

Italia Nostra e la guerra del chiosco a Salsomaggiore

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Italia Nostra nazionale riprende un articolo apparso oggi sulla Gazzetta di Parma relativo all'intimazione di sgombero dell'area occupata dallo storico Chiosco di Parco Mazzini a Salsomaggiore Terme.

lunedì 26 novembre 2012

I colori dell'Avvento

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Fidenza, il viale d'ingresso
 del Seminario Vescovile

Nuovi scenari: la via del "riformismo popolare e democratico"

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Verso la Terza Repubblica


Pubblichiamo l'editoriale del settimanale "il Risveglio" del 23 novembre 2012

Si va verso la Terza Repubblica:
 pronta l’agenda per “Monti 2”

Né con il centro-destra né con il centro-sinistra: lo scontro tra i due schieramenti ha paralizzato la scena politica italiana impedendo di fatto quel cambiamento, sempre più urgente, che i cittadini auspicano da tempo. Ora le energie migliori del Paese sono chiamate ad assumersi le loro responsabilità e a scendere in campo sulla base di un programma che si ponga in continuità con ciò che in gran parte il Governo guidato da Mario Monti ha fatto in un anno di vita.

Giornata internazionale contro la violenza sulle donne. Intervista al Ministro Cancellieri

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domenica 25 novembre 2012

"Il terremoto visto da noi"

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La Sacra Famiglia di A. C. Dal Verme

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All'interno della chiesa dell'ospedale di Vaio si conserva una antica tela proveniente dalla cappella del vecchia sede di via Borghesi.
Il dipinto, collocato sopra la porta d'ingresso, raffigura la Sacra Famiglia ed è additato dalle fonti come opera del pittore fidentino Angelo Carlo Dal Verme (1748-1825) che lo eseguì nell 'anno 1798. Lo rammentano in particolare la scritta nel retro della tela e il diario di lavoro del pittore, che registra l'effettuato pagamento di otto zecchini da parte del committente Giovanni Croci (A. Leandri, Il pittore Angelo Carlo Ambrogio Dal Verme, 2007, p.198).
Dalle stesse note si desume che la piccola pala era destinata ali 'altare dell 'oratorio .. dell'Ospedale di Borgo San Donnino, eretto venti anni prima sotto il titolo: "Invocazione di Gesù, Giuseppe e Maria ", secondo le disposizioni testamentarie dei fondatori Cornini Malpeli, accolte dal vescovo Girolamo Bajardi e dal suo successore Alessandro Garimberti.
Con questa tela, che segna gli anni della raggiunta maturità artistica, il pittore ci introduce ali 'interno della casa di Nazareth, in una dimensione di intimità domestica, accentuata dalla culla disfatta in basso a destra.
La commovente figura del piccolo Gesù che si aggrappa al velo della Mamma ci obbliga però a riconsiderare più attentamente l'iconografia del dipinto, che non è per nulla scontata e va ben oltre gli aspetti idilliaci sentimentali che solitamente caratterizzano questo diffusissimo soggetto religioso. Ogni personaggio della composizione guarda infatti in direzioni diverse come se ognuno fosse toccato da un malinconico presentimento per la tragica fine destinata al Bambino: è il drammatico "Presagio della Passione ", un preciso tema iconografico di antica origine bizantina, ripreso con particolare risalto dalle immagini devozionali del XVII - XIX secolo per meglio simbolizzare il rapporto fra l'infanzia del Salvatore e la sua gloriosa Passione redentrice (su questo soggetto e sulle sue molteplici varianti: cfr. A. Loda "Il Bambin Gesù portacroce con gli strumenti del suo martirio, una proposta di indagine conoscitiva", in "Fare storia dell'arte", Milano, 2000).
Come possiamo vedere, il rapporto fra il Bambin Gesù (ma anche di Maria e Giuseppe) e la sua futura Passione è chiaramente evidenziato, al centro del quadro, dalla piccola croce di legno che il pittore ha posto nella mano destra del divino Infante, una sorta quasi di "riduzione infantile del tema comunissimo del "Cristo portacroce ", (A.Loda) che trova riscontro anche nell 'insolito atteggiamento del Bambino (mediato forse da una famosa Sacra Famiglia di Raffaello), da interpretare come un moto di smarrimento o di paura del piccolo Gesù che, alla vista della croce, sembra quasi voler cercare rifugio tra le braccia della Mamma.
Al suo destino di vittima, prefigurato dalla croce e dalla sua stessa nudità, si collega in funzione allegorica anche il canestro carico di frutta matura portato da Giuseppe, su cui spiccano alcuni grappoli d'uva, un chiaro riferimento al sacrificio eucaristico, mentre la mela, che compare nella mano della Vergine sottolinea simbolicamente il ruolo essenziale di Maria, nuova Eva, come co-redentrice nel piano di salvezza voluto da Dio.
Se si pensa al luogo in cui l'immagine era esposta, luogo di cura e di tribolazioni e ultimo asilo dell 'infanzia abbandonata (all'ospedale era in origine annesso un orfanotrofio femminile), non si può fare a meno di sottolineare il e contrasto tra il carico di passione che il Bambino sopporta e la dolcezza del piccolo Cl Redentore ma anche l'invito al cristiano di prendere su di sé la propria croce e di imitare Cristo nella vita e nelle opere.
Purtroppo la tonalità brunastra delle vernici alterate impedisce di apprezzare la policromia e gli interessanti spunti realistici del dipinto, opera preziosa che segnala l'attività di uno dei maggiori artisti del Settecento borghigiano, ma anche singolare testimonianza iconografica che ci riporta agli albori del nostro sistema sanitario e assistenziale.
Tra le altre immagini di culto, custodite all 'interno dell 'odierna chiesetta dell'ospedale affidata alle cure del diacono don Gabriele Boselli, va segnalato il gruppo statuario con Sant 'Anna e la Madonna Bambina, o l'Educazione della Vergine, di probabile fattura tardo ottocentesca, che ricorda la presenza tra le corsie del vecchio ospedale delle Figlie di Sant'Anna. Dalle stesse suore, che fino agli ultimi anni Settanta si dedicarono ~jl1stancabilmente all 'assistenza dei malati, proviene infine la statua della Madonna della Medaglia Miracolosa, la cui ricorrenza del 27 novembre era celebrata con particolare intensità dal compianto cappellano dell'ospedale mons. Lodovico Bonini.

Guglielmo Ponzi        (Dal settimanale diocesano  il Risveglio del 9 luglio 2010)

sabato 24 novembre 2012

I cent'anni di Emilia Ponzi

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Ritratto di Emilia Ponzi eseguito dal fratello Ettore nel 1927

Compie oggi 100 anni la fidentina Emilia Ponzi nata nel lontano 24 novembre dell'anno 1912. Sorella del pittore Ponzi Ettore è stata da lui ritratta in questo dipinto del 1927 quando aveva l'età di quindici anni, abitava allora nel popolare quartiere Oriola insieme ai fratelli Aurelio, Ettore e Sperino, alle sorelle Aldina, Adele ed Ebe, ancora vivente, e ai genitori Guglielmo e Ester Morini.

La Città di Montescaglioso a Fidenza, per Verdi (e per noi)

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La comunità lucana di Fidenza, in collaborazione con il Gran Concerto Bandistico "Città di Montescaglioso" e la fattiva partecipazione delle Amministrazioni Comunali di Fidenza e Montescaglioso, offrono alle Terre Verdiane il concerto di inaugurazione del bicentenario della nascita del Maestro Giuseppe Verdi. Domenica 16 dicembre 2012 ore 10,45- Teatro Magnani-Fidenza (PR). Il concerto sarà ad ingresso libero con offerte volontarie che saranno devolute per la ricostruzione delle zone danneggiate dal sisma del 20 maggio u.s. in Emilia Romagna

venerdì 23 novembre 2012

Via Romagnosi: altro passo verso la normalità

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La rimozione della gru che faceva ombra alla cattedrale è stata rimossa con un lavoro delicato che si è concluso poche ore fa. Il lungo braccio posizionato in Via Porro ha "estratto" pezzo per pezzo della struttura fissa, un evento che promette il ripristino della normalità in Via Romagnosi dopo dieci anni di disagi. Al posto dei vecchi fabbricati e del Palazzo Bellotti, di cui non rimane nemmeno l'idea, un fabbricato tecnologico dalle ampie vetrate, movimentato da un inconsueto gioco di volumi, segno di un rinnovamento architettonico destinato a marcare in futuro il centro cittadino. Il Duomo ne esce un po' umiliato, non è più così evidente il suo profilo per chi lo guarda da ovest (Via Porro).

giovedì 22 novembre 2012

L'area inquinata di Fidenza, una storia di salute, soldi e promesse

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A vederli i capannoni sfondati, le tubazioni, le lamiere ed i serbatoi sembrano gli stessi di otto, quattro anni fa. Ma hanno inghiottito 10 milioni di euro, il 70% dello stanziamento previsto e qualcuno lavora per ottenere il restante 30% (4 milioni di euro): l'impressione è che non basteranno o non saranno fatti bastare. Ma è un'impressione.

Parco divertimenti nella Bassa?

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http://www.italianostra.org/?p=26596

martedì 20 novembre 2012

Il sottopasso pedonale tra la piazza della stazione ferroviaria e Via Marconi

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E' in uno stadio di avanzata costruzione il tunnel pedonale che, come prolungamento del sottopassaggio della stazione, porterà direttamente in Via Marconi in prossimità del cimitero urbano e del parcheggio a servizio del centro. Il nuovo manufatto permetterà di evitare ai pedoni il percorso attuale che prevede l'utilizzo del poco salubre tunnel utilizzato dalle automobili. Previsto da più di dieci anni è rimasto per lungo tempo un progetto, la fase esecutiva ha avuto solo recentemente inizio e, a quanto pare, dovrebbe essere portata a termine celermente. Le foto documentano lo stato dei lavori dal lato di Via Marconi.

sabato 17 novembre 2012

Contro il disimpegno politico e civile

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L'invito che l'Associazione Nazionale Partigiani Cristiani rivolge alle associazioni cattoliche è quello di combattere l'astensionismo che sembra avere intaccato il mondo cattolico che così grande parte ebbe nel dopoguerra alla ricostruzione materiale, politica e morale della nostra nazione. Impegno assicurato poi negli anni dello sviluppo economico e dell'ammodernamento del paese. L'associazione stessa ci dice che l'appello non vuole essere una indicazione di voto ma un richiamo all'impegno civile e di partecipazione. Questo invito oggi è estensibile a tutti i cittadini, si professino essi cattolici o no.

Oggi a Borgotaro alla cantina Manfredi: "Mostri Normali"

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Tre scrittori a "Mangia come scrivi"

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Ieri venerdì 16 novembre la cena di "Mangia come scrivi", al ristorante Ca' Pina di via Traversetolo a Parma, è stata animata da tre "Scrittori da prima pagina", erano infatti ospiti Luca Ponzi, Alessandro Mischi e Daniela Grandi, insieme a loro il fotogiornalista Marco Gualazzini, autore di reportage per testate come l’”Herald Tribune” e il “New York Times”.

Tre firme quindi del giornalismo televisivo di Rai, Mediaset, La 7 ed i loro nuovi libri: Ponzi con “Mostri normali – Storie di morte e altri misteri” (Mursia), Mischi con “Il battito nelle corde” (Minerva, con prefazione di Arrigo Sacchi), la Grandi con “Cose da salvare prima di innamorarsi” (Newton Compton). 
La serata è stata condotta dal giornalista Gianluigi Negri.



Le foto sono di Marco Vasini per: parma.repubblica.it/cronaca.penne_a_mangia_come_scrivi

venerdì 16 novembre 2012

I cinquantanni del Cinema Cristallo a Fidenza

1 commento:

Gli anni passano in fretta e noi, più "vecchi" che ricordiamo il vecchio Cinema San Donnino, quasi ci stupiamo a ritrovarci a festeggiare il cinquantesimo della sala del Cinema Cristallo, ma è proprio così e non potevamo mancare. D'altra parte c'era anche lui, il mitico gestore Corrado Castagnola ieri sera insieme ai nuovi "giovani" anfitrioni e c'era anche il Vescovo di Fidenza Mons. Carlo Mazza, la cui presenza ci rimanda a Mons. Guglielmo Bosetti, Vescovo di Fidenza nei primi anni 60 che aveva voluto questa sala. 

I dipinti di Ettore Ponzi raccontano il "paese delle aquile"

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Ettore Ponzi - Moschea di Disniska 1941
I quadri di Ettore Ponzi realizzati in Albania negli anni '40 hanno animato la serata di martedì 13 nell'incontro  intitolato "TRID C’ME L’ALBANIA – il paese delle aquile raccontato dai parmigiani”

Intervista a Claretta: la Bibbia in borghigiano

3 commenti:

Il Risveglio in distribuzione oggi, venerdì 16 novembre, pubblica una parte importante dell'intervista a Claretta Ferrarini effettuata dopo la presentazione del suo libro “Genesi” nel Ridotto del Teatro Magnani di Fidenza di venerdì 12 ottobre. Il libro è il risultato di un lavoro impegnativo, come si può capire dal titolo del libro stesso “Genesi”. Si tratta della trasposizione nell'idioma, parlare di dialetto può sembrare riduttivo, fidentino o meglio borghigiano del primo libro della Bibbia. 

giovedì 15 novembre 2012

In Consiglio Comunale urbanizzazione area agricola in zona Cabriolo

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Al punto cinque dell'ODG del Consiglio Comunale del 20-21 novembre 2012 troviamo:
5. PRG. Piano particolareggiato di iniziativa privata relativo a “Edifici speciali in zona agricola” contraddistinti con il n. 20 ”Complessi in località Cabriolo” .(art. 42 N.T.A). Proroga dei termini di validità con ridefinizione meccanismi attuativi e convenzionali. (Relatore Sindaco).

mercoledì 14 novembre 2012

Affidamento dei lavori per il nuovo Istituto Scolastico I.P.S.A.A. in via Croce Rossa.

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L'accattivante panoramica dell'intero complesso,
 sullo sfondo a destra il cimitero cittadino.

Il Comune ha pubblicato il bando che avvia la procedura per la costruzione del nuovo complesso scolastico che dovrà ospitare la scuola Solari. Le perplessità iniziali circa l'opportunità di questa localizzazione che avevamo condiviso hanno poi trovato sponda in una parte, limitata, del Consiglio Comunale. Il proseguo della vicenda ha visto coinvolti in prima persona esponenti politici locali legati a gruppi politici che sostenevano l'attuale amministrazione e dalla quale si sono poi dissociati. Una manifestazione pubblica di simbolica occupazione dei terreni è stato il momento culminante di questa tensione.  Legato a questo progetto è il piano di riqualificazione dell'intera area di via Cornini Malpeli attualmente adibita a parcheggio e dell'area sulla quale oggi troviamo gli edifici occupati dell'istituto agrario Solari.

martedì 13 novembre 2012

"busillis" e "pusillis"

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Tra "busillis" e "pusillis" dopo due ore si è votato per decidere se si doveva votare o no, attraverso il voto si è deciso di votare e allora, per non votare, 9 consiglieri sono usciti. I restanti hanno deciso di decidere da soli, unico problema trovare un Presidente visto che in quattro vi hanno rinunciato, alla fine è stato trovato, siamo a Cavalli. 

lunedì 12 novembre 2012

Il cogeneratore del Quartiere Europa a Fidenza: l'approssimazione non serve

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6 luglio 2010

Avevamo ripreso questo breve post dell'Associazione Gestione Corretta Rifiuti, supportato da documentazione fotografica e pubblicato da ParmaToday Cronaca, che, ad una prima lettura, presentava a nostro avviso alcune vistose imprecisioni,  ora registriamo la risposta di San Donnino Multiservizi, gestore dell'impianto in costruzione, che conferma le nostre impressioni.
Pur non avendo condiviso fin dall'inizio questo impianto riteniamo che lo sforzo dell'Amministrazione attuale per arrivare ad una soluzione, diversa da quella improponibile contenuta nel progetto iniziale, venga incontro alle legittime aspettative dei cittadini del quartiere. 

Medaglia Spadolini: l'articolo della Gazzetta di Parma di oggi

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"Il giornalista fidentino Luca Ponzi, inviato Rai, è stato premiato a Trento, col prestigioso riconoscimento «Eco and the City Giovanni Spadolini», assegnato dalla Fondazione Spadolini Nuova Antologia. La Medaglia Spadolini gli è stata conferita sabato. 
Questa la motivazione del riconoscimento, speciale e fuori concorso, conferito a Luca Ponzi: «Per il garbo e la passione profusa nello svolgimento del suo delicato e complesso lavoro, per aver saputo raccontare il territorio, anche quando risultava irrimediabilmente ferito, sempre rispettando la memoria e l’identità delle popolazioni. I suoi reportage trasmessi dalla Rai nei vari collegamenti in diretta, dopo il devastante sisma che ha colpito l’Emilia, nei mesi scorsi, sono risultati sempre particolarmente efficaci, con l’obiettivo di incentivare la riscoperta dei luoghi, l’approfondimento e il reimpiego nel tessuto economico locale delle specificità della cultura materiale e immateriale che caratterizza il territorio emiliano». 

Articolo completo e altre notizie di Fidenza sulla Gazzetta di Parma in edicola"


Il Premio Eco and the City Giovanni Spadolini conferito a Luca Ponzi

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Il nostro concittadino Luca Ponzi, giornalista RAI, ha ottenuto il premio "Eco and the City Giovanni Spadolini", assegnato dalla Fondazione Spadolini Nuova Antologia. La Medaglia Spadolini è stata conferita oggi sabato 10 novembre a Trento. 

Questa la motivazione del riconoscimento, speciale e fuori concorso,  conferito a Luca Ponzi:
"per il garbo e la passione profusa nello svolgimento del Suo delicato e complesso lavoro, per aver saputo raccontare il territorio, anche quando risultava irrimediabilmente ferito, sempre rispettando la memoria e l'identità delle popolazioni. I suoi reportage trasmessi dalla Rai nei vari collegamenti in diretta, dopo il devastante sisma che ha colpito l'Emilia, nei mesi scorsi, sono risultati sempre particolarmente efficaci, con l'obiettivo di incentivare la riscoperta dei luoghi, l'approfondimento e il reimpiego nel tessuto economico locale delle specificità della cultura materiale e immateriale che caratterizza il territorio emiliano."


Nella stessa cerimonia, ospitata nel palazzo della Provincia Autonoma di Trento nella sala Depero, hanno ricevuto la Medaglia Spadolini anche i 40 sindaci dei Comuni terremotati dell’Emilia e dell’Oltrepò mantovano. 
Il riconoscimento è andato infatti ai Comuni e alle comunità locali che, con la loro composta capacità di reazione e di autorganizzazione sono stati protagonisti assoluti dell'emergenza terremoto.
 Giunta alla seconda edizione, la Medaglia Spadolini è già un riconoscimento prestigioso nel settore ambientale. Il premio non vuole essere solo un evento celebrativo, ma propositivo e di riflessione sull’impossibilità di proteggere il territorio separatamente dall’ambiente e ignorando i saperi e le pratiche che lo hanno generato. In quest'ambito, la Fondazione Spadolini Nuova Antologia ha già svolto un ruolo strategico di coordinamento di iniziative locali, come la Rete delle Reti Angelo Vassallo e la sottoscrizione di una Patto per una nuova Costituente del paesaggio, attività propedeutiche e di sostegno alle iniziative dell’Unesco.

Vedi anche: 

Il Premio Eco and the City Giovanni Spadolini Ponzi


Tavolo a tre gambe per Palazzo Arzaghi

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Tavolo a tre gambe per Palazzo Arzaghi
Fidenza, 12 novembre 2010. Si è svolto stamani un sopralluogo a Palazzo Arzaghi, alla presenza dell’architetto Madoni, in rappresentanza della Soprintendenza per i Beni culturali e il Paesaggio, dell’architetto Alberto Gilioli, dirigente del Settore Assetto del territorio del Comune di Fidenza, e della proprietà, Cooperativa di Costruzioni con sede a Modena, affiancata da tecnici strutturisti e dal rappresentante dell’impresa incaricata di eseguire gli interventi urgenti di messa in sicurezza del fabbricato.
"Pur prendendo atto che rispetto all’ultimo sopralluogo non vi è stato un evidente peggioramento delle strutture, peraltro monitorate mensilmente dalla Cooperativa di Costruzioni, si è ritenuto opportuno procedere al potenziamento della puntellatura nei punti di maggior criticità. Allo scopo la Cooperativa produrrà alla Soprintendenza la comunicazione di intervento urgente, indicando le modalità di messa in sicurezza e la data di possibile termine dei lavori.""La Soprintendenza si è dichiarata disponibile ad effettuare i propri adempimenti in tempi stretti, mentre la società ha richiamato la necessità di procedere celermente alla definizione di un progetto di recupero dell’immobile che sia il risultato di un giusto contemperamento tra l’esigenza di salvaguardia del bene protetto e l’aspetto altrettanto importante e concreto della sua sostenibilità economica."
"È prevista, già da lunedì prossimo, 15 novembre, la costituzione di un tavolo di lavoro coordinato dal Comune, con la proprietà e la Soprintendenza".
Questo il comunicato emesso dalle autorità competenti al termine del sopralluogo di Palazzo Arzaghi, svoltosi oggi attorno alle 11.
Nonostante il tono cautamente rassicurante dei tecnici, le perplessità circa lo stato di salute dell’edificio restano. Sono perplessità rilevabili ed evidenti anche da una sommaria ispezione esterna. Un effettivo recupero è comunque legato alla celerità nel predisporre un progetto fattibile e sostenibile. L’istituzione di un tavolo di lavoro e la disponibilità della proprietà sono elementi che possono accelerare la ricerca di una non facile soluzione. Altro, e forse più importante, fattore positivo in questa faccenda è la dimostrazione d’interesse del sindaco Mario Cantini.
Ambrogio Ponzi

domenica 11 novembre 2012

Fidenza tra i siti italiani a rischio (2)

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Articoli precedenti
http://fidenza-luoghi.blogspot.it/2011/03/fidenza-tra-i-siti-italiani-rischio.html

Il 29 novembre un incontro per capire

Si svolgerà il prossimo 29 novembre, alle 20,30, presso il centro giovanile ex macello di via Mazzini 4 a Fidenza, l'incontro “Fidenza S.I.N., il sito inquinato di interesse nazionale”.
Alla serata, organizzata dal Movimento 5 Stelle di Fidenza, parteciperanno Edoardo Bai, del comitato scientifico di Legambiente, Pier Paolo Poggio, direttore della fondazione Micheletti di Brescia, Marino Ruzzenenti, collaboratore della stessa fondazione.

Modena - Operazione camici sporchi

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venerdì 9 novembre 2012

Pjetër Marubi, piacentino d'Albania

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Il patriota albanese Hamzë Kazazi
in una foto di Pietro Marrubi 
1858
Nato a Piacenza nel 1834 è stato un patriota italiano poi fotografo e pittore italiano, naturalizzato albanese. Noto anche come Pjetër Marubi, la storia di questo personaggio italo albanese è molto interessante. Sostenitore di Garibaldi fu coinvolto nei moti risorgimentali e nell'omicidio del sindaco di Piacenza, fu perciò costretto nel 1856 a riparare in Albania, allora territorio ottomano. Trasferitosi a Scutari aprì il primo laboratorio fotografico albanese, l'Atelier Marubi, che in breve tempo divenne uno dei più importanti dell'area. Marubi morì a Scutari nel 1903 ma l'Atelier proseguì l'attività sino al 1944 grazie ai suo collaboratori Rrok Kodheli e Kel Kodheli, ed in seguito al figlio di lui Gegë, documentando le vicende storiche dell'Albania e la vita quotidiana dei suoi abitanti. I negativi originali, riconosciuti patrimonio internazionale dall'UNESCO, che rappresentano un patrimonio storico-culturale per il paese balcanico, sono conservati nell'Archivio Fotografico Marubi presso il Museo Storico di Scutari. Le più antiche foto della collezione sono datate intorno al 1858-1859. Alcune di queste foto furono pubblicate da The Illustrated London News, La Guerra d'Oriente e L'Illustration.



I Gigliati, il deserto dei Tartari e Matteo Renzi

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Addossate l'una all'altra le case creano un effetto compatto e facilmente distinguibile per chi proviene da Parma. E' la parte residenziale del Quartiere "I Gigliati" il quartiere che insieme a tutto quello (parco con laghetto, albergo, strutture commerciali) doveva costituire l'ingresso di eccellenza della Fidenza di levante. In effetti l'ingresso è oggi rappresentato dall'insieme delle eterogenee costruzioni, costruite secondo un concetto urbanistico coreano, della vecchia frazione di Coduro, e non è un belvedere.  
A completare il quartiere oggi come un anno fa, come qualche anno fa, un deserto incolto interrotto da strisce di asfalto a completare la desolazione della landa. I tartari non arrivano come non arrivano le maestranze delle imprese a finire quanto mai seriamente iniziato. Dell'allegra compagnia, foto sotto, che ha posato la prima pietra del quartiere qualcuno è rimasto, altri studiano di rientrare (bec ad fér, direbbe il Sindaco). Pensate che pur di rientrare nei giochi della politica qualcuno di loro da rottamato diventa rottamatore e, animato da spirito di servizio, sogna di essere il Matteo Renzi di borgo.

giovedì 8 novembre 2012

Mons. Luigi Bettazzi a Fidenza: “Il Concilio comincia da noi”

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Mons. Luigi Bettazzi
Mons. Luigi Bettazzi, che abbiamo avuto la possibilità di ascoltare lunedì 5 novembre presso l'auditorio di San Michele a Fidenza, è stato uno dei protagonisti del Concilio Vaticano Secondo che si svolse in quattro sessioni, dal 1962 al 1965, sotto i pontificati di Giovanni XXIII e Paolo VI.
La figura di Mons. Luigi Bettazzi si qualifica non solo in questo come possiamo vedere dalla scheda che riportiamo in calce a fondo pagina. Rimarchiamo la sua attività come presidente nazionale di Pax Christi, movimento cattolico internazionale pacifista di ispirazione cristiana. Partecipe agli accadimenti, nel 1978 chiese alla Curia Vaticana di potersi offrire prigioniero in cambio del presidente della Democrazia Cristiana Aldo Moro. Nel 1992 è alla marcia pacifista organizzata da Pax Christi insieme a Mons. Antonio Bello nel mezzo della guerra civile in Bosnia ed Erzegovina. Più recentemente nel 2007 dichiarò pubblicamente che la sua coscienza gli imponeva di disobbedire e che era favorevole al riconoscimento delle unioni civili  e non ebbe esitazione nel riconoscere alle coppie omosessuali un fondamento d'amore equiparato a quelle eterosessuali.

martedì 6 novembre 2012

La Conferenza dei Servizi di lunedì 12

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"In ragione dei benefici economici ed occupazionali che potrebbero derivare dalla loro realizzazione" con questa formula sono stati autorizzati progetti in contrasto con il vigente piano regolatore. In molti casi i benefici occupazionali non si sono realizzati e quelli economici, se in quanto si realizzeranno, riferiranno solo all'investitore che ha promosso l'iniziativa. Ovvio citare il caso della Città del Freddo, l'enorme e surreale struttura a nord del casello autostradale, che non ha portato significative opportunità lavorative. In altri casi i benefici occupazionali sono risultati una vuota formula che ha "convinto" anche i più navigati consiglieri comunali.

domenica 4 novembre 2012

Premio "Eco and the City" 2012 a Trento

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SABATO 10 NOVEMBRE A TRENTO

Il Premio Eco and the City Giovanni Spadolini è strutturato in quattro Categorie (Sezioni), che costituiscono la base storica del Premio. Il bando è stato compilato da un apposito Comitato Scientifico che ha coinvolto accademici, opinionisti e tecnici di alto livello e che fungerà anche da Giuria del Premio. La Giuria si avvale inoltre del supporto di un rappresentante dell’ANCI - Associazione Nazionale Comuni d’Italia. 

Sezione 1 - Politiche territoriali integrate e sostenibili.
Sezione 2 - Valorizzazione dei patrimoni paesaggistici e culturali.
Sezione 3 – Riqualificazione dei territori agricoli.
Sezione 4 – Il settore privato e le imprese virtuose e innovative.

SEZIONI SPECIALI
Sezione speciale - Focus del Premio
               In occasione del 40° Anniversario World Heritage List dell’UNESCO
Sezione speciale - Padre Eusebio Chini 
              Il religioso trentino pioniere della cultura della sostenibilità,
Sezione speciale - Gestione Forestale Sostenibile 
Sezione Speciale - Gestione sostenibile degli acquedotti 
Sezione speciale - Città del Vino 
Sezione speciale fuori concorso 
             Dedicata ai protagonisti della Comunicazione e dei Media

logo SmartTerritory
Il Premio Eco and the City Giovanni Spadolini, promosso dalla Fondazione Spadolini Nuova Antologia, è l'oscar delle best practices della tutela del territorio e del paesaggio e della salvaguardia dei Beni Culturali e Ambientali. In piena sinergia con la Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO, partner dell'edizione 2012 che proprio quest'anno festeggerà il 40° anniversario della nota World Heritage List, è finalizzato a promuovere la sostenibilità ambientale e la valorizzazione delle peculiarità culturali del territorio.Il progetto è stato ideato da Energeo Magazine ed è promosso dalla Fondazione Spadolini Nuova Antologia, che si onora dell’Alto Patronato Permanente del Presidente della Repubblica. E' patrocinato, anche per l'edizione 2012, dalle più prestigiose istituzioni: Senato della Repubblica, Presidenza del Consiglio dei Ministri, Ministero per i Beni Culturali, Ministero dell’Ambiente, della Tutela del Territorio e del Mare e, non ultima, l'Associazione Nazionale dei Comuni Italiani (A.N.C.I.). 

Immagine decorativa
Il Premio vuole ricordare l’opera di Giovanni Spadolini, uno dei più insigni uomini politici italiani del XX secolo che fu, nei fatti, fondatore del Ministero per i Beni Culturali e Ambientali. Eletto senatore nel 1974 come indipendente nelle file del Partito Repubblicano Italiano, Giovanni Spadolini venne chiamato da Aldo Moro a far parte del suo governo; gli fu affidato un Ministero istituito pressoché “su misura”, per cui lo statista toscano divenne precursore di un confronto concreto sui grandi temi del nostro tempo. Spadolini inserì la salvaguardia dei beni culturali e ambientali (all’epoca considerate istanze pressoché secondarie) nell’Agenda di Governo, dando inizio a un percorso innovativo per la cultura politica italiana. Da allora l’educazione ambientale è divenuta uno strumento fondamentale per sensibilizzare i cittadini nei confronti di una maggiore responsabilità per i problemi ambientali, unitamente alla consapevolezza di essere maggiormente coinvolti nelle politiche di governo del territorio.