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lunedì 9 maggio 2016

"13 maggio 1944" Una composizione di Don Lino Cassi

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13 maggio 1944
Una composizione di Don Lino Cassi (1929-2014)

"Il  bombardamento di Fidenza, qui evocato, e nel quale morì mio Padre, avvenne il 13 maggio 1944. Fu il più devastante per l’elevato numero di morti e centinaia di case distrutte.
Pochi giorni prima, e precisamente il 2 maggio 1944, c’era stato il primo bombardamento, meno devastante del secondo.
Fu appunto a seguito di quel primo bombardamento che i  miei genitori decisero di portarmi a Brunelli di Borgotaro,  presso i miei  nonni materni (famiglia Coffrini). Fu mio Padre ad accompagnarmi, il 5 maggio. 
Fu il nostro ”Ad Dio”. Seppi della sua morte solo a fin agosto perché nel frattempo l’Appennino  era diventato terreno di guerriglia."
Don Lino Cassi


Prologo

Magma sangue e fuoco  è il sole,
tra le nebbie del mattino,
irretito nell’intrico verdecupo del pioppeto.

Ora  è globo, che avvampa
ed esplode, bruciando
 ogni sospeso vapore.

Pura luce, alta, nel cielo,
finalmente splende
e trionfa.

Nasce nel travaglio il giorno.

Dialogo
                       I

L'aria detersa dal  vento
lascia libero il sole.
Rincuora l’improvviso  tepore
uomini e cose.
Su siepi, orti e prati la vita esplode.
 E’ primavera !

 Improvviso e pur temuto
il lacerante  urlo della sirena.
«Via ! Via! Presto, andiamo!»

 Anche tu, Padre, sei fuggito
 nel luogo più protetto (tu pensavi)
dove già in passato
tu ed io rifugio cercavamo.
Stavolta. eri solo:
mia madre legata al suo lavoro,
ed io, per scelta tua, “altrove”.
  
                       II

E ormai mezzogiorno passato,
ma  nessuno riposa.
A un tratto l’orecchio teso avverte
un cupo rombo lontano:
«Saranno di passaggio!»
«Speriamo !»
Il rombo sempre più si accosta.
Ora, assordante, incombe.
«Forse passano oltre!».
Un sibilo !
Il tempo di udirlo appena
e subito fumo scoppi e grida.
Buio su tutta la terra.

 Padre, lì, nel posto più sicuro,
un'ondata di terriccio ti coperse.
Mani coraggiose s'affannarono
a liberarti volto e respiro.
Eri ancora vivo...
Ma  un'altra ondata sigillò
crudele il tuo “destino.”

                       III

S'allontana il rombo. Tace.
 
Per un istante gelido silenzio di morte
sotto il greve incombere del fumo.
Ma d’istinto si rianimano le strade
si cerca e si scava.
Qualcuno chiama. Grida flebili, soffocate.
Urla. Sgomento.
Raccolta e conta di feriti e morti.
Riconoscerli e la forza di chiamare
chi forse ancora non sa
o teme solo o spera.

Ti vide Lei, mia Madre, senza lacrime
per incredulo strazio.
Non ti vidi io,  quel giorno,
né  dopo.
Più.
Mai.
                       IV

E tuttavia non immagine di morte
 di te  mi  resta, Padre,
ma della tua presenza amica
l’incancellabile sapore:
il disteso tuo silenzio
colmo, a tavola,  di pace;
l’approdo rassicurante
delle tue ginocchia
quando dal lavoro rientravi, stanco;
 lo stupore per nuovi, piccoli, lembi di mondo
scoperti dalla canna della tua bicicletta;
 e l'odore lieve della calce fresca (il tuo lavoro !)
che, ogni volta, mi lasciavi addosso.

L’improvvisa tempesta,
che violenta distaccò
dal tronco il ramo,
intatti lasciò
questi lontani  segni
nella mia carne ormai
per sempre incisi.

Epilogo

Ora che il tumulto degli affetti si è placato
torna la mente mia sempre più spesso,
a quella sera, quando
mio padre ed io, lasciandoci,
ignari ci abbracciammo.
            Ripensando a quel momento,
e alla storia che ne seguì
e al suo intreccio,
avverto la presenza del “Mistero“,
che nel silenzio tesse i suoi ricami,
come  il sole
nel fitto oscuro intrico del pioppeto.


Composizione dalla raccolta: "Come in trasparenza"

Immagine: Ettore Ponzi - "Il ritorno"

sabato 26 marzo 2016

Pasqua

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...il primo giorno della settimana, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di mattino,
 quando era ancora buio, e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro...(Gv 20,1)

PASQUA 2003 (*)

Chi ci rotolerà via
il masso dal sepolcro?
Mc 16,3


giovedì 24 marzo 2016

L’enigma di quella notte

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  • Il Triduo pasquale è il tempo liturgico centrale, più forte dell’Anno. Si celebrano la Passione e morte di Cristo, la sua discesa agli inferi e la sua Risurrezione. 
  • Il Triduo inizia con la Messa vespertina del Giovedì Santo e si conclude con l’analoga celebrazione della Domenica di Pasqua.
  • Qui rileggiamo una composizione che il compianto Don Lino Cassi ci ha lasciato.   


Vasilij Grigor'evič Perov (1833–1882)


venerdì 17 ottobre 2014

Don Lino Cassi, diario di un malato di Parkinson

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Come abbiamo accennato in un precedente post, Don Lino Cassi ha pubblicato un diario, quello di un parroco colpito dal morbo di Parkison dove annota l'evoluzione spirituale che accompagna questa malattia. Nella seconda parte del libro compaiono le sue composizioni che traducono in versi la dinamiche interiori più profonde. 
Il volume "COME IN TRASPARENZA", questo è il titolo, è edito da EFFETA-EDITORE Torino 2005.
Il libro è introvabile in commercio e, per questo, Don Lino ha voluto la sua pubblicazione telematica, il testo è disponibile alla lettura alla pagina: http://lino-trasparenza.blogspot.it/p/diario.html.
Un ampio stralcio del volume è anche nell'archivio Google. 
Se andiamo poi al sito web "Come in trasparenza ..." è possibile leggere alcune delle sue composizioni. Letture domenicali e suoi commenti sono pubblicati al sito web "Riflessioni"

COME IN TRASPARENZA
Diario di un malato di Parkinson

venerdì 21 settembre 2012

I sessanta anni di Sacerdozio di Don Lino Cassi

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Ricorre oggi il sessantesimo anno dall'ordinazione di Lino Cassi sacerdote della Diocesi di Fidenza dove ha ricoperto per lunghi anni l'incarico di parroco, finché la malattia glielo ha consentito. Vive oggi a Fidenza presso il Seminario Vescovile. Di lui diamo un breve profilo biografico.

giovedì 24 novembre 2011

Avvento: una raccolta di composizioni di Don Lino Cassi

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Fidenza, il viale d'ingresso del Seminario Vescovile
"L'Avvento pone in questione la disponibilità ad aprirsi a un Altro, che il linguaggio delle profezie annuncia come il dono promesso da Dio all'uomo. E' punto cruciale, questo, oggi: ciò che rende spesso impossibile la fede è l'autosufficienza, l'incapacità a guardare oltre se stessi, l'indisponibilità a ridiscutere l'affermazione che siamo noi stessi al centro della vita e della storia. Chi proclama il venire di un Altro nella storia degli uomini, interpella a questo livello di profondità l'interlocutore d'oggi immerso in un clima culturale e di costume che fa riferimento ai problemi sopra evocati. L'anno liturgico si snoda, a partire dall'Avvento, in continua dialettica con il problema della fede: conduce a interrogarsi sulla possibilità e sul senso del vivere in maniera autenticamente religiosa. Porta cioè alle questioni decisive che originano poi la possibilità di una vita cristiana."
Dalla lettera pastorale 1988-89 del Cardinale Carlo Maria Martini 



" ... come in trasparenza ..." pubblica alcune composizioni di Don Lino Cassi, Sacerdote in Fidenza, raccolte sotto il titolo di "Avvento".  Il brano del Cardinal Carlo Maria Martini riportato all'inizio è una possibile chiave di lettura delle composizioni che potrete trovare alla pagina:
  http://lino-trasparenza.blogspot.it/2012/12/avvento-composizioni.html

Fidenza, il viale d'ingresso del Seminario Vescovile