giovedì 31 dicembre 2009

Matroneo sud del duomo di Fidenza

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Breve visita al matroneo sud del Duomo di Fidenza 
a restauri praticamente conclusi


Matroneo sud del duomo di Fidenza

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Breve visita al matroneo sud del Duomo di Fidenza a restauri praticamente conclusi

Alienazione del Palazzo Littorio

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Il bilancio di previsione approvato dal Consiglio Comunale si caratterizza per l'assenza di un chiaro indirizzo programmatico che, a quel che è dato di capire, sarà forse affidato ad altri strumenti. Le critiche della minoranza si sono soffermate su molti aspetti del bilancio, ma senza affondare più di tanto, unica eccezione per completezza, preparazione ed un velo di nostalgia l'intervento del consigliere Rita Sartori. Ma non sono i tagli apportati qua e là o i maggiori oneri per servizi o plateatici che caratterizzano questo documento amministrativo che ci interessano.
Rilevante invece l'inserimento in bilancio delle alienazioni di beni comunali, si tratta della Scuola Verde, che verrebbe poi ricostruita altrove e dell’edificio di Piazza Matteotti ex-Casa del Littorio ex  casa del "popolo" ed ex-Liceo Classico. Nelle intenzioni della vecchia Amministrazione quest'ultimo immobile doveva diventare la sede del Tribunale di Fidenza, ipotesi possibile ma tutt'altro che certa. 
Per l'immobile scolastico si avrà probabilmente la demolizione e la costruzione di altro o altri edifici, questa soluzione non penalizza certamente una parte importante del patrimonio artistico o storico di Fidenza. Questo edificio non ha mai perso quell'aspetto di provvisorietà che caratterizza molta architettura di costruzioni pubbliche e scolastiche del dopoguerra. 
Diverso è il discorso sull'altro edificio, Palazzo Littorio, che è ormai elemento consolidato del paesaggio urbano.
Sottoposto dal 2004 a vincolo di tutela dalla Sopraintendenza ai Beni Culturali è ormai da anni abbandonato ed i portici sono una delle zone più tristi e degradate della città. Non è compreso inspiegabilmente nel programma di "riqualificazione" di Piazza Verdi e Piazza Pontida pur costituendo un tutt'uno con gli edifici destinati appunto alla riqualificazione. Parliamo di una zona altimetricamente elevata di Fidenza la cui importanza storica può ritenersi seconda solo al Duomo e che probabilmente riserverà sorprese durante gli scavi di fondazione delle nuove costruzioni.
L'alienazione di questo cespite è dal punto di vista della tutela addirittura auspicabile per toglierlo dal degrado a condizione la cessione avvenga con un capitolato di vendita chiaro e conservativo dell'aspetto esteriore dell'edificio, pretendere di più è pura demagogia. 
Questo episodio d'altra parte è solo l'ultimo di una serie di cessioni a privati di immobili comunali con vincoli di tutela. Tra i casi più recenti troviamo la vendita del Collegio dell'Angelo cioè del complesso dell'ex ospedale di Via Berzieri, edificio questo veramente di importanza storica anche se ha subito rilevanti alterazioni nella struttura architettonica. 
Ricordiamo poi che è in fase di alienazione il complesso della palazzine dei bagni pubblici di largo Cesare Battisti la cui costruzione risale al primo novecento. In precedenza abbiamo avuto la cessione del complesso di Via Bacchini ex caserma dei carabinieri. Oltre agli edifici scolastici ed ai cimiteri il patrimonio storico ed artistico della città che si pensava tutelato dal fatto di essere proprietà comunale si limita ormai a: casa Cremonini con la torre medievale, complesso ex-convento delle Madri Orsoline, il Casermone in via Musini, il Palazzo Comunale, il Teatro Magnani, l'ex Collegio dei Gesuiti, l'edificio dell'ex macello, la torre piezometrica (fungo dell'acquedotto) ed il complesso della Lodesana. Rimane nel patrimonio comunale una quota millesimale dell'ex caserma di carabinieri.
La povertà di iniziative locali per la valorizzazione dei complessi monumentali e la politica di procedere per stralci negli interventi di restauro e riqualificazione è il vero handicap della gestione di questo patrimonio, ciò porta a concludere che in futuro si avranno altre cessioni eccellenti indipendentemente dal colore dell'amministrazione comunale. A rischio alcune dei casi sopraelencati, ma anche (e perché no?) Palazzo Porcellini e qualche edificio scolastico cittadino. 


sabato 19 dicembre 2009

La malurbanizzazione del piazzale della stazione di Fidenza

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Una città che oggi ricopre una superficie dieci volte maggiore di quella occupata dal vecchio borgo ha mantenuto intatto lo spazio frequentato e vissuto collettivamente. In pratica il discorso della vasca o dello "shopping" si limita ad un nreve tratto di Via Cavour e Via Berenini che parte dall'incrocio di via Vito Aimi all'ex-cinema Corso trasformanto in "bingo". L'importanza dalla stazione ferroviaria, la presenza di uno sfogo di verde facevano del piazzale della stazione e del primo tratto di via Gramsci un luogo alternativo, particolarmente apprezzato nei mesi estivi. La costruzione dei Nuovi Terragli ed i connessi lavori hanno praticamente cancellato ogni attività in quest'area diventata unicamente un percorso verso la stazione e come tale è destinata a rimanere non presentando che forme in cemento di varia volumetria ma costante freddezza.

mercoledì 16 dicembre 2009

Il palazzo di San Michele Campagna

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L'imponente palazzo della foto, che ci accoglie usciti dal casello dell'autostrada in direzione di Fidenza e  dopo un paio di monumentali rotonde, non rispetta i parametri originariamente previsti dal piano regolatore. Non può sfuggire anche ai meno attenti che il complesso è fuori scala con quel poco che resta del paesaggio circostante ed con lo standard della costruzioni vicine che non sono cosa da poco: Outlet, Fidenza Village e, domani, Città del Gusto. Anche la vicinanza  del torrente Stirone avrebbe consigliato di mantenere una adeguata zona di rispetto dal torrente stesso.


lunedì 14 dicembre 2009

Medaglia commemorativa e biografica di Umberto I° Re d'Italia

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Casualmente ritrovata una vecchia medaglia firmata Ettore Ponzi e relativa alla commemorazione di Re Umberto I assassinato a Monza il 29 luglio 1900 ad opera dell'anarchico Gaetano Bresci.
Dal proprietario apprendo che "il pittore Ettore Ponzi in giovane età si è dilettato anche a creare modelli per alcune medaglie come per quella presentata...". Molto probabilmente la medaglia fu coniata nel 1930, trentennale dell'evento.

domenica 6 dicembre 2009

L'urbanizzazione della costa di Siccomonte

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Dopo aver cambiato volto alla campagna attorno alla città ormai diventata periferia della periferia o villaggio commerciale l'edilizia si spinge sulle prime colline. L'episodio più recente è la costruzione di una serie di edifici sulla costa che porta a Siccomonte in posizione dominante dal punto di vista panoramico. Si tratta di una forzatura del Prg e del regolamento edilizio certamente ben congegnata in un ambito di intervento in cui la funzione pubblica di controllo è inesistente per un motivo molto semplice: l'operazione è stata condotta senza delibera della Giunta Comunale ma sulla base di atti gestiti dall'Ufficio Tecnico in completa autonomia. La presentazione dei progetti è avvenuta nel periodo in cui la Commissione per la Tutela del Paesaggio era direttamente presieduta dal responsabile dell'Ufficio Tecnico Comunale che rivestiva pertanto la duplice figure di controllato e controllante!
Sia tratta di quattro edifici sul crinale della collina che porta a Siccomonte di tipologia costruttiva dubbia in quanto non riconducibile ad una finalità strettamente legata all'uso agricolo. Abbiamo appurato che in data 5 maggio 2009 è stata presentata denuncia inizio attività per installazione recinzione e cancelli mentre in precedenza il 21 aprile 2009 era stata presentata pratica di restauro e risanamento conservativo di tipo B di fabbricato accessorio a servizio dell'azienda agricola. I lavori sono praticamente finiti, totalmente per quel che riguarda fondazioni e murature, in corso risulta la coibentazione delle coperture. Le evidenti difformità tra il costruito e le precedenti motivazioni dei lavori hanno poi portato alla richiesta di variante al progetto di costruzione 101/2008 per realizzazione fabbricato accessorio. Leggendo le licenze edilizie risulta che il responsabile UTC del provvedimento è Frazzi Luigi e che, attenzione, l'abitabilità risulta necessaria. Quest'ultimo requisito a mio avviso non è in linea con una motivazione dei lavori di "restauro risanamento conservativo di tipo B di fabbricato accessorio a servizio dell'azienda agricola.".
Le istruttorie di competenza di UTC sono tuttora in corso e non poteva essere altrimenti per vari motivi: non c'era l'urgenza come nel caso della demolizione di Villa Panini, non è il caso di prendersi troppe responsabilità.
Dalla normativa urbanistica vigente l'intervento non si configura come "restauro risanamento conservativo di tipo B" ma si tratta a mio parere di un intervento di nuova costruzione. Stabilire poi che questo sia corretto o meno sulla base delle leggi e dei regolamenti comunali non è certo di mia competenza e mi limito pertanto ad evidenziare la precarietà dei regolamenti stessi e delle procedure a garantire la tutela del territorio.
L'alterazione del paesaggio è evidente dall'esame del materiale fotografico prodotto.
A titolo di curiosità e non solo, propongo anche la foto delle costruzioni del cosiddettoo Villaggio del Sole in costruzione in Via Togliatti prima della rotonda di Lodesana/Vaio, le dimensioni della costruzioni sono le stesse dei quattro edifici di Siccomonte. Mi attendo che per questi ultimi prima o poi siano richieste ulteriori varianti con cambiamenti d'uso.

sabato 28 novembre 2009

Vicolo Zuccheri e la "galleria"

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Lasciamo alla cronaca dei giornali la descrizione dei fatti che hanno interessato Vicolo Zuccheri in queste notti di novembre 2009, possiamo trovarli sui quotidiani, sul web sia la notizia che il commento de "Il Giornale di Fidenza" . Vicolo Zuccheri, l'antico Borgo degli Ebrei oggi è un corto vicolo da una parte chiuso dai muri anonimi della Cassa di Risparmio e delle rimesse di Palazzo Gonzaga, dall'altra da un paio di edifici. Sbuca nel vicolo la galleria che parte da Via Berenini ed è incorporata nel grosso palazzo che ha rotto il fronte degli edifici che caratterizzavano appunto la centralissima via Berenini. Vittima anche la sala da ballo de "Il Moderno", ritrovo storico domenicale sino agli anni cinquanta. La costruzione ha interessato anche parte di Via Gramsci creandovi un altro accesso alla galleria ed  in poco tempo è stata   completata la massificazione dell'intero isolato. La galleria pensata come opportunità di tipo commerciale in realtà non è decollata come tale e si è dimostrata inutile nella sua funzione di passaggio, il altre parole un luogo brutto, galleria lunga e bassa priva di una illuminazione decente, e in gran parte degradato. E' il destino delle gallerie, frutto di speculazioni spesso sbagliate, quando non assumono una separata identità architettonica. Il posizionamento di gallerie urbane in luoghi di limitata o nulla frequentazione presenta inoltre problemi di sicurezza da non sottovalutare, problemi che potranno anche emergere nella zona pedonale dei Nuovi Terragli in relazione ai vari passaggi  interni ed ai tortuosi percorsi esterni. Altra galleria, ancora non agibile, è stata prevista in Piazza Duomo incorporata nel palazzo che ha rimpiazzato Palazzo Bellotti. 

mercoledì 25 novembre 2009

Solveko: un incontro a Fornio

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Una opportunità imperdibile (per "voltare pagina")

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In merito al precedente post del 18 novembre credo di dover precisare:
- l’approvazione del progetto è di competenza comunale ancorché sia l’ACER l’ente operativo che ha ricevuto l’incarico della redazione del progetto, delle attività connesse alle procedure di gara e di direzione lavori,
- nell’edificio verrebbero realizzati 23 appartamenti per anziani ed un appartamento assegnato a personale incaricato all’assistenza, sono poi previsti spazi per il centro di socializzazione attualmente presso altra struttura pubblica e la sede locale dell’ACER stessa,
- dal progetto originale sono stati stralciati in “giardini pensili” previsti sul tetto dell’edificio, questo anche per evidenti successivi e eccessivi oneri di manutenzione,
- sono ancora possibili ed auspicabili altri interventi migliorativi sull’aspetto dell’edificio quali: la limitazione o, meglio, l’abolizione delle strutture esterne che creano un effetto “paravento” abbastanza banale; meglio prevedere eventualmente appropriate alberature.

- è auspicabile che l’intero progetto venga esaminato dalla Commissione per la qualità architettonica e per il paesaggio recentemente costituita. Potrebbe essere un modo di marcare la differenza con la precedente Commissione, che era del tutto inadeguata ad esprimere pareri indipendenti dall’apparato tecnico del comune.

venerdì 20 novembre 2009

Il nuovo grattacielo di Fidenza

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La notizia è circolata in questi giorni. Il progetto di un nuovo grattacielo in Via Croce Rossa esiste ed è arrivato oltre un mese fa sul  tavolo  della giunta, presentato dal responsabile Ufficio Tecnico Comunale, ma è stato rispedito al mittente. Insomma, niente grattacielo e la giunta, nel negare  persino la discussione del progetto, è stata compatta.

mercoledì 18 novembre 2009

Una opportunità imperdibile (per "voltare pagina")

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La demolizione delle case popolari di via Ariosto, via Barabaschi e via Porro ha lasciato un'ampia area vuota, facilmente raggiungibile, centrale ed utilizzabile senza particolari vincoli di utilizzo in superficie e nel sottosuolo. Non esistono quindi possibili impedimenti per un utilizzo al servizio dell'intera città. L'attuale progetto prevede la costruzione di un palazzo che già è stato oggetto di critiche dal punto di vista architettonico, la costruzione del potenziale mostro è oggetto di un accordo tra Amministrazione Comunale e l'ACER, l'ente che gestisce l'edilizia residenziale degli enti comunali della provincia e che, per sua natura, rientra in quella categoria di ente e partecipate a rischio di clientelismo. La definizione degli accordi con ACER avvenuta con delibere degli anni 2007 e 2008 e conclusa con Deliberazione della Giunta Comunale N. 20 del 31 gennaio 2088.
Le principali critiche che possono essere fatte al progetto riguardano sia l'aspetto architettonico, l'edificio presenta delle soluzioni a rischio di rapido degrado e di onerosa manutenzione, sia quello urbanistico, vi verrebbero realizzati un numero modesto di alloggi residenziali protetti e alcune strutture di servizio probabilmente inutili lasciando inalterati i problemi di viabilità della zona tra cui primaria la questione parcheggi. Occorre pertanto che il progetto sia rivisto nella sua globalità e definito in modo non banale del tipo abbatto un edificio e al suo posto costruisco un edificio. L'ampiezza dell'area, la sua collocazione in posizione strategica a servizio del centro e delle sue attività commerciali e di servizio giustificano un attimo di riflessione ed un coinvolgimento partecipativo della città. Coinvolgimento che oltre ai cittadini deve comprendere le associazioni di categoria e quelle ambientaliste senza escludere, se necessario, la ricerca di eventuali cointeressenze private.  
Questo credo si perfettamente in linea con il "voltare pagina" che tutte le liste che compongono l'attuale maggioranza hanno sottoscritto ed proposto come loro motto elettorale ed i cittadini hanno manifestato di approvare.

lunedì 16 novembre 2009

Gli argini dello Stirone

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Sono iniziati in questi giorni i lavori relativi ad un intervento di difesa del suolo che interessa il torrente Stirone nel tratto a valle del ponte ferroviario della linea Milano- Bologna. Il costo complessivo ammonta a  un milione e 150mila euro ed è finanziato dal Ministero per l’Ambiente. Obiettivo dichiarato "è quello di mettere in sicurezza gli argini con azioni di consolidamento delle sponde minacciate dalla continua erosione in diversi punti nel tratto a nord di Fidenza fino all’abitato di Soragna.

I graffiti di Via Marconi

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Una mitragliata di immagini di Marco Cavallini ci portano alla galleria a cielo aperto di Via Marconi. I murales, che in altre situazioni, possono sembrare atto vandalico e deturpante qui trovano una dimensione diversa. Possono essere letti come la prima risposta emotiva ad una situazione degradata che prima l'industria ha creato e che poi la burocrazia non riesce a risolvere con stanziamenti che vanno e vengono. 
La qualità dei graffiti o murales non è sempre buona e le impressioni non sono sempre gradevoli, ma sotto c'è una volontà di comunicare non inquinata dalla monetizzazione del prodotto come avviene invece alle aste milionarie. 
A differenza del prodotto dell'arte moderna sempre più alla ricerca dell'effetto che può stupire ma non comunicare, dello scandalo o dell'apparente trasgressione ma non della bellezza, qui almeno c'è spontaneità e gratuità.  

sabato 14 novembre 2009

Il tratto urbano dello dello Stirone

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Oggi la situazione del tratto urbano dello Stirone necessità di un intervento consistente principalmente in una risistemazione delle sponde pesantemente compromesse dall’incuria che ha provocato la distruzione di oltre 250 metri di arginature.  Il carico delle attività produttive insediate ai limiti dell'alveo del torrente contribuiscono pesantemente al degrado, questo rende ancor più ingiustificata l'inclusione dell'area nella zona protetta del Parco.

venerdì 13 novembre 2009

Il pioppo bianco dello Stirone e la tutela del patrimonio arboreo

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Chi vuole raggiungere il Parco dello Stirone direttamente da Fidenza può farlo da Via Tagliamento nel quartiere Luce passando il breve tunnel della massicciata della feroovia per Salsomaggiore. Superato il basso argine vediamo subito il maestoso Pioppo Bianco isolato in un rustico recinto. Il cartello posto sotto l'albero non si dilunga molto a parlare della pianta che abbiamo di fronte ma rinvia ai tre pioppi di Scipione, sempre dentro al parco, informando che questi ultimi son tutelati. Questo vuol dire che questo non è tutelato. In effetti quest'albero non è incluso nell'albo regionale delle piante presso l'ISTITUTO PER I BENI ARTISTICI CULTURALI E NATURALI DELLA REGIONE EMILIA-ROMAGNA.
La Regione Emilia-Romagna ha regolato la materia con la legge regionale n. 2/1977 che prevede una particolare tutela ad "esemplari arborei singoli in gruppi o in filari di notevole pregio scientifico o monumentale vegetanti nel territorio regionale" e la promozione di progetti ed azioni per la loro migliore conservazione. In effetti il decreto è disatteso dagli enti locali che devono segnalare appunto le situazioni meritevoli di tutela sul proprio territorio, Fidenza è presente in questo registro con un solo caso peraltro identificato in modo generico come: Genere: Quercus, Specie: robur, Comune di Fidenza (PR) Località Canale Rovacchiotto (Crocetta), altezza non indicata e diametro non indicato; il provvedimento di tutela data l'anno 1990. E' inclusa anche una foto del tutto inadeguata. Miglior sorte, ma non di tanto, gli alberi inclusi nel territorio di Salsomaggiore, le segnalazioni sono solo tre. Se teniamo conto della presenza nel territorio dei due comuni di un parco tutelato l'incuria nell'attivazione della procedura di tutela riguarda anche l'Ente del Parco. Restando a Fidenza questo episodio di mancata tutela si presta alle solite amare considerazioni, abbiamo visto quello che è successo ai platani di Via Carducci ed alle querce del quartiere "I Gigliati", conosciamo altre situazioni in cui piante o filari di piante sono minacciati dalla implacabile speculazione edilizia. In effetti il vero motivo degli enti locali comunali a non tutelare nelle forme previste non solo le piante ma anche i luoghi meritevoli di tutela è quello di non aver vincoli vincoli urbanistici. I comuni, il nostro Comune si preoccupa addirittura di salvaguardare il futuro della speculazione edilizia, la suddittanza quindi agli interessi dei "poteri forti" è completa.

martedì 10 novembre 2009

Il mulino di Scipione Ponte

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Situato nella frazione di Scipione Ponte nel comune di Salsomaggiore il mulino è oggi un rudere e pronto alla totale demolizione. Indiscutibilmente storico sia come data di costruzione che come fattura. E' parte del paesaggio in uno snodo stradale che, da Salsomaggiore, conduce a Castelnuovo Fogliani o a Vigoleno ed incluso nella zona del Parco dello Stirone. Oggi il mulino è in vendita e, stando all'annuncio dell'agenzia unico vincolo il rispetto delle metratura originali. Le immagini sono riprese dai siti delle agenzie immobiliari.

domenica 8 novembre 2009

Fidenza: oltre la ferrovia

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La vasta area tra il terrapieno ferroviario e la tangenziale non rappresenta più il tradizionale raccordo tra città e campagna. Pur permanendo alcuni campi coltivati ormai prevalgono le zone abbandonate, in ogni modo dal punto di vista paesaggistico la zona è completamente persa. A questo ha principalmente contribuito la costruzione della tangenziale ed il progressivo abbandono di parte dei terreni  prima coltivati. 
Via Marconi divideva nettamente una zona industriale verso la ferrovia e la campagna verso nord. Ora al posto delle industrie troviamo aree in corso di bonifica ed alcune strutture rioccupate da artigiani in ordine caotico. Questo dal lato rivolto alla ferrovia, sull'altro lato, passato il cimitero e la fabbrica conserviera, troviamo alcuni campi e quindi nuovi capannoni e costruzioni nel disordine regolato dal PRG e dalle varianti. Insomma semplicemente una strada di transito  dalla città verso il casello autostradale.
Via Croce Rossa non è meglio, conserva il viale alberato lungo il terrapieno ferroviario, le strutture e le pertinenze delle storiche officine Costa, i resti del mulino Chierici, un canile ed il tira-segno. Più in la la strada arriva al guado del torrente Stirone, la sovrastante campata stradale e la realizzazione di una guado di cemento sempre in situazione precaria  ha deturpato irrimediabilmente questo tratto di torrente interessato anche da episodi di discarica abusiva.
Sulla tranquillità del degrado pende tuttavia il progetto del tunnel che dovrebbe collegare Via Croce Rossa e Via Mascagni in corrispondenza dell'ex passaggio a livello. Su questa realizzazione si gioca il futuro dell'area, al tunnel seguiranno infatti interventi sulla viabilità: collegamento con la tangenziale, collegamento più immediato con l'autostrada e con i centri commerciali,  l'outlet, città del gusto e Village. E così il nostro Cimitero sarà al centro del sistema  stradale nord della Fidenza del futuro, più brutta sicuramente ma  questo l'abbiamo voluto noi.

mercoledì 4 novembre 2009

Commissione per la qualità architettonica e per il paesaggio

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Con deliberazione della Giunta Comunale numero 119 del 30 ottobre 2009 sono stati nominati i componenti la Commissione per la qualità architettonica e per il paesaggio per il prossimo triennio. La commissione sarà composta dai signori: arch. Gian Luca Mora, arch- Franco Pattini, prof. Guglielmo Ponzi ed ing. Gian Franco Uni. In precedenza la commissione era composta da: arch. Alberto Gilioli, arch. Umberto Faroldi, geom. Alessandro Cappa, arch. luca Boccacci e dr.essa Daniela Cavazzuti.

sabato 31 ottobre 2009

Fidenza ovest: espansione senza quartiere

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L’urbanizzazione di Fidenza verso ovest, oltre il torrente Stirone, ha avuto un’accelerazione indotta dalla nuova viabilità che ha liberato dal traffico pesante un lungo tratto della via Emilia. Ai primi insediamenti di natura artigianale e produttiva nella zona di Fornio e di Rimale si aggiungono ora costruzioni residenziali già in fase di avanzata realizzazione e aree abbandonate dalle coltivazioni pronte per nuovi insediamenti.
L’area su cui si concentra attualmente l’attività edificatoria, è quella dell’ex albergo Pinguino: il vecchio stabile è stato letteralmente ingoiato dai nuovi mastodontici edifici. Difficile intravedere un assetto organico del comparto che possa qualificarlo come quartiere, la chiusura poi del passaggio a livello ferroviario ha tolto ogni collegamento con l’area a nord della ferrovia già da tempo urbanizzata e ora abbandonata a se stessa.
La mancanza di un sottopasso che ricucisse Fidenza alla Bassa, a cominciare da Castione e Busseto, si aggiunge alle fastidiose complicazioni che si sono create in direzione di Bastelli e Chiusa.
È la conseguenza di una pianificazione territoriale carente, in linea con la cronica disattenzione del Comune verso le frazioni e gli agglomerati più periferici. Non bastano le sparate propagandistiche sui comprensori (ieri) e le terre verdiane (oggi) se non si sa tenere unito neppure il proprio territorio.
Gli interessi ormai sono tutti concentrati su San Michele Campagna con il suo outlet, il suo Village, la sua Città del Gusto, il prossimo Iper, e la fase due e tre e quattro dell’Unieco. D’altra parte non è qui, a San Michele Campagna, che nascono le sponsorizzazioni? Non ci sono che vantaggi ai singoli, i soliti pochi, e qualcosa per  la comunità.

lunedì 12 ottobre 2009

San Donnino oltre la tradizione

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Prima della provvidenziale scoperta di Louis Pasteur l'antica scienza medica non disponeva di rimedi efficaci da contrapporre alla rabbia, la temibile malattia che, come è noto, viene trasmessa all'uomo dal morso di animali infetti. Si può pertanto comprendere come, nei non infrequenti casi di idrofobia, gli ammalati anziché affidarsi alle cure dei medici preferissero ricorrere direttamente all'intercessione di San Donnino. Era infatti opinione diffusa che il santo taumaturgo di Lombardia e Toscana (così viene definito il nostro patrono nelle antiche immagini devozionali) potesse garantire una sicura guarigione, sconfiggendo, con la santità del suo martirio, il "crudele morbo", causa di gravi sofferenze e dall'esito quasi sempre letale.
 Lo confermano una tradizione quasi millenaria e, soprattutto, le numerose testimonianze puntualmente registrate presso gli antichi santuari. Di questa antica pratica si ha memoria anche nei diari e nelle lettere di alcuni illustri viaggiatori di passaggio a Borgo, come Madame De Stael (1766-1817) che, in una lettera a Vincenzo Monti, riferisce di essere stata testimone oculare di un episodio in cui le persone afflitte dal morbo si sarebbero recate in chiesa per ricevere la benedizione del prete.

San Donnino e la medicina antirabbica

La "medicina" antirabbica di san Donnino, di cui si fa cenno anche nei trattati medici come il celebre "Discorsiii sopra Dioscoride" del senese Andrea Mattioli (1544), era abitualmente praticata presso la chiesa di Borgo e nelle numerose altre chiese e oratori a lui dedicati nel nord e centro Italia. Essa consisteva in un rito per molti aspetti simile all'esorcismo, nel corso del quale il sacerdote porgeva all'ammalato, che spesso si dimenava in preda a terribili convulsioni, il calice o coppa di San Donnino contenente vino e acqua benedetti. Il calice o coppa di san Donnino, attualmente esposto presso il Museo del Duomo, reca incastonato nel pomo un dente del santo (in significativa contrapposizione con il dente che ha procurato la malattia) ed è ritenuto dagli studiosi uno splendido esemplare di oreficeria renana della fine del sec. XII. Una tradizione leggendaria fa risalire l'origine del prezioso calice addirittura all'imperatore Carlo Magno che, secondo il Passionario Fiorentino, l'avrebbe personalmente donato alla chiesa di San Donnino.
L'usanza di dare da bere agli ammalati il vino e l'acqua benedetti è documentata in particolare a Pisa, Verrucchio e a Bergamo, precisamente nella chiesa di san Michele al Pozzo Bianco, uno dei luoghi di più antica tradizione per il culto del nostro patrono e della sua infallibile medicina. Tra le varie immagini di san Donnino che si conservano nella storica chiesa bergamasca proponiamo all'attenzione dei nostri lettori l'eccezionale dipinto del primo Seicento attribuito a Leandro da Ponte detto il Bassano. Il santo martire vi è raffigurato nel pieno dei suoi poteri di guarigione, intento a soccorrere un ammalato. E' un san Donnino che indossa abiti di alto rango, come d'altra parte si richiede a un funzionario imperiale, ma in una versione decisamente attualizzata e con una muta di magnifici cani al guinzaglio: non più il soldato romano con la lorica e i gambali, come è sempre stato rappresentato nella sua città, ma un giovane elegantemente vestito e dai tratti aristocratici. Egli si rivolge con fare sicuro al povero supplicante, mentre l'avvenuto prodigio di guarigione (da notare il cane ringhioso, simbolo del maligno, alle spalle dell'uomo miracolato) è reso manifesto dall'atteggiamento di San Giovanni Battista, che alza le braccia verso il cielo in segno di preghiera e di ringraziamento.

Quei due rilievi nella Cripta della Cattedrale

Per quanto riguarda la Cattedrale di Fidenza, che da sempre custodisce i resti del martire e che costituisce il principale punto. di irradiazione del culto, non si conoscono invece immagini scolpite o dipinte che mostrano il santo patrono nell'esercizio della sua funzione antirabbica. L'unica eccezione è data da due piccoli, quasi sconosciuti, rilievi incastonati nello sguancio della finestrella al centro dell'abside della cripta.
Da un lato, vediamo un uomo aggredito da un cane ringhioso e dall'altro lo stesso malcapitato che prega in ginocchio dinanzi a una immagine del santo patrono. Si tratta tuttavia di una testimonianza molto tarda, in quanto le sculture risalgono (come la finestra) agli inizi dello scorso secolo, essendo state realizzate durante uno degli ultimi rifacimenti dell'interno della cripta.
Ancor più interessante dal punto di vista iconografico e documentario è una rara immagine tratta da una litografia ottocentesca, a sua volta derivata da altre più antiche stampe, incise a partire dal Seicento. 
Tra le colonne della cripta, davanti all'altare del santo, vediamo un sacerdote vestito con la cotta e la stola liturgica che si appresta a dar da bere il vino e l'acqua benedetti a un ammalato assistito dai familiari. "Gente arrabbiata si risana bevendo nel Calice nel cui piede è incastonato un dente del Santo": così è succintamente descritta questa suggestiva rappresentazione che riassume idealmente tutti i miracoli di guarigione che avvenivano quasi quotidianamente sulla tomba del martire fidentino.
La "medicina" del santo era dunque ampiamente riconosciuta e finì per abbracciare ogni situazione critica, come testimoniano le duecentesche sculture della facciata. In particolare i rilievi del portale di sinistra che celebrano la storia e le prerogative della chiesa di Borgo, con Papa Adriano Il che conferisce mitria e pastorale all'Arciprete e l'imperatore Carlo Magno, cui si deve la generosa donazione dei boschi di Fornio. Nella rappresentazione stilizzata della Chiesa di San Donnino compare infatti la figura di un malato (aegrotus) che si inchina in segno di supplica inaugurando così, come in una sorta di ex voto, la lunga sequela dei miracoli attestati dalle Passiones e dalle antiche Vite del Santo.
Il potere intercessorio attribuito a san Donnino, ritenuto uno dei santi ausiliatori (insieme agli altri patroni “antirabbici” tra cui san Vito e a sant'Uberto) e oggetto di grande venerazione nell'Occidente cristiano durante tutto l'arco del Medioevo, era tale per cui vi si faceva ricorso anche per prevenire i mali e soprattutto per scongiurare il pericolo di siccità, guerre, pestilenze, fame, calamità naturali.

La donna gravida e il crollo del ponte

Non deve pertanto sorprendere che il martire Donnino. invocato nei secoli quale taumaturgo e patrono della comunità fidentina, mostrasse una particolare premura verso la fase delicata dell'esistenza umana: la gravidanza e i primi mesi di vita del bambino, soggetto questo certamente non estraneo alle sculture romaniche della facciata. Prendiamo come esempio il capitello di sinistra del protiro mediano, dedicato alla vita della Vergine. della Vergine. Qui l'ignoto scultore ci offre, con la visita a santa Elisabetta, una rappresentazione molto realistica della gravidanza divina di Maria. Il grembo della Vergine appare rigonfio, come di rado si riscontra nei testi figurativi dell'epoca medioevale: un'appariscente sottolineatura, che richiama il tema fondamentale dell'Incarnazione e che va forse intesa anche come risposta alle eresie del tempo.
Ma sulla facciata istoriata del nostro Duomo l'iconografia della vita nascente riaffiora anche fuori dal contesto biblico, proprio nel ciclo di san Donnino, che si basa come principale fonte letteraria sulla Passio Parmense redatta nell'XI secolo.
Dopo la miracolosa guarigione dello storpio che, grazie all'intercessione del santo, vede ritornare il cavallo che gli era stato rubato mentre si trovava in chiesa a pregare, l'ultimo episodio (che chiude la straordinaria sequenza dei rilievi dedicati al martire) gravita attorno alla figura di una donna incinta. La donna, "mulier gravida", come recita l'iscrizione, è coinvolta insieme a molti altri nell'improvviso cedimento del ponte sullo Stirone, avvenuto mentre si stava svolgendo, tra la chiesa di san Dalmazio e il Duomo, una solenne processione per celebrare il secondo ritrovamento delle reliquie del santo martire.
Come si può vedere, la scena caotica è incentrata sulla figura della donna prossima al parto.
Imperturbabile nella sua rigida compostezza, quasi un'antica dea della fertilità, con la sua figura di madre essa sovrasta le rovine del ponte e mostra chiaramente di non aver subito alcun danno dal disastroso incidente.
Il riconoscimento del miracolo della "mulier gravida" scampata dal crollo del ponte tende ad assimilare simbolicamente lo stadio iniziale della vita umana al periglioso attraversamento di un fiume, ma soprattutto sembra voler sottolineare con la forza delle immagini un atteggiamento di grande attenzione nei confronti della donna e della vita prenatale da parte della Chiesa fidentina. Il racconto, fissato sulla pietra, dimostra infatti come anticamente in Borgo San Donnino il ricorso al martire venisse incoraggiato anche a protezione della vita nascente e non solo in o rapporto al suo indiscusso potere antirabbico.

Guglielmo Ponzi

Il Risveglio 9 ottobre 2009

mercoledì 7 ottobre 2009

1946 - Borgofidentini in posa

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Una foto del 1946 scattata alla base dello scalone che, sul lato sinistro del duomo, portava al loggiato del vecchio seminario demolito l’anno successivo.

martedì 6 ottobre 2009

Il quartiere di Villa Ferro

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Il progetto del quartiere di Villa Ferro nasce come "naturale conseguenza" della concessione in uso, più che decennale, del podere di Villa Ferro al partito comunista per l'annuale evento della festa dell'Unità. Tanto tempo non è bastato alle amministrazioni cittadine che si sono succedute, senza soluzione di continuità politica, per progettare il quartiere che, per mancanza di servizi e discutibili soluzioni abitative, rischia di restare un quartiere dormitorio.

giovedì 1 ottobre 2009

Viabilità urbana: il caso di Via Gramsci

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In questi due mesi l'Amministrazione ha cercato alcune soluzioni minimali, discutibili, ma indicative di una volontà di intervenire. Abbiamo l'intervento, molto discusso, volto a creare zone di parcheggio sul tratto esterno di via Gramsci e su Via Vittoria, abbiamo la sistemazione di via Berenini a tempo di record, performance consentita dall'utilizzo di mano d'opera volenterosa e con poche pretese sindacali, l'impresa comunque era di quelle canoniche cui molto è concesso. Dimenticavo l'apertura del tratto di via Mazzini lungo la salita verso la stazione che quando la percorri credi di arrivare a Manhattan, comunque poteva andare peggio ed a questo qualcuno starà già lavorando. Non molto quindi riguardo ai bisogni abbastanza per i cento giorni che Montanari ha concesso.
C'è chi dice che l'intervento prossimo venturo sarà la riapertura al traffico di Via Gramsci, stavolta sono i commercianti che si vedono minacciati e la cosa penso vada preventivamente valutata, come si dice quando non si sa cosa dire, nelle "sedi opportune".
Io che non sono commerciante, ho solo un piccolo appunto, grande come una strada, da fare: il progetto era quello di rendere via Gramsci un salotto in continuità non solo ideale con la piazza, per cui via i marciapiedi non servivano, bene a meno di due anni servono.

mercoledì 30 settembre 2009

Villa Panini: la storia si ripete, da un'altra parte

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Il caso "villa Bianchi" capolavoro a rischio

Succede a "Morazzone, borgo industrioso e ordinato di quattromila lombardi doc, a nord del profondo nord, a un passo da Varese e a due dal confine svizzero, dove batte il cuore arcaico e protostorico della Lega: comùn da Murazùm."


Architetture da salvare: viale Vittoria-Via Gramsci

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Le ville che insistono sul Parco delle Rimembranze o poste nelle immediate vicinanze sono edifici novecenteschi di diverso stile inseriti in contesto arboreo. Nell'insieme alleggeriscono l'effetto austero del parco chiuso da un lato dall'imponente fabbricato delle "case operaie" chiamato propriamente "Casermone".
Il Decreto del Ministero per i Beni e le Attività Culturali - Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell'Emilia Romagna del 3 luglio 2009 pone sotto tutela indiretta degli immobili posti tra via Gramsci e Viale Vittoria

giovedì 17 settembre 2009

Le querce del quartiere "I Gigliati"

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Altre due querce secolari sacrificate alla colonizzazione della campagna fidentina. In località La Bionda ai margini del nuovo quartiere Gigliati ad una ventina di metri dai palazzi residenziali in costruzione due querce imponenti del diametro superiore al metro attendono di essere tagliate. Gli interventi sull'habitat, che comprendeva anche un modesto rivo ora cancellato, hanno determinato il loro rapido declino. Una delle due piante è ormai completamente secca, l'altra presenta ancora foglie verdi sui rami ma in quantità modesta come si può vedere dalle foto scattate il 17 ottobre 2009. Le loro chiome imponenti hanno una storia, durante gli anni della guerra erano un punto di riferimento verso il quale andare in caso di allarme aereo, ma questo può dir poco ai barbari.

lunedì 7 settembre 2009

Fidenza: Monumento ai Caduti e Parco delle Rimembranze

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Il Monumento ai Caduti è opera dello scultore salsese Alberto Bazzoni nato a san Nicomede di Salsomaggiore il 24 marzo 1989. Il poco più che trentenne scultore ottenne l'incarico risultando vincitore del concorso tra 34 artisti. 
Il monumento, inaugurato da Re Vittorio Emanuele III il 25 aprile del 1925, è a perenne memoria dei Caduti borghigiani nella prima Guerra Mondiale.
La composizione è classica, particolarmente curate le quattro figure della vedova, della madre, dell'eroe e del lavoratore.

mercoledì 2 settembre 2009

Fidenza città virtuale: il quartiere I Gigliati

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Ricevo e pubblico con alcune foto

E’ passato ormai più di un anno dal 1° agosto 2008, quando sui diversi quotidiani di Parma e provincia veniva pubblicato, con tanto di foto dei sorridenti Cerri e assessori dell’allora giunta comunale, l’articolo sull’inizio dei cantieri del nuovo quartiere “I Gigliati”, ovvero la nuova porta di Fidenza verso Parma, un progetto urbano ambizioso dove dovrebbero convivere insieme residenziale, commerciale e aree verdi.
E a proposito di quest’ultime, la prima opera che doveva essere realizzata e pronta per la primavera 2009 (quella appena trascorsa) era il grande parco pubblico inserito nel progetto e che a Fidenza manca.
Ebbene: oggi è il 1° settembre 2009, del parco nemmeno l’ombra!
Negli ultimi mesi ho provato a raccogliere informazioni, via e-mail, da varie parti ed ecco le risposte:
Tecton, ovvero il soggetto attuatore: nessuna risposta;
Città Aperta, ovvero uno dei partiti della maggioranza della vecchia amministrazione: da una mail (adeguatamente conservata nel mio archivio e disponibile come riscontro) ricevuta da un loro rappresentante, risultano grossi problemi nello sviluppo dei Gigliati e, testuali parole, si tratta di un progetto “lungi dall’essere terminato”.
Cantini-Montanari-Cerri (durante il periodo delle elezioni): i portavoce delle relative liste, hanno tutti risposto che dietro ai Gigliati c’è una situazione delicata ed ingarbugliata. Insomma sembra che tutti sappiano delle cose che noi comuni cittadini non siamo tenuti a sapere.
Chi scrive è un cittadino che ha acquistato casa in costruzione in questo nuovo quartiere, spinto anche da tutta la serie di servizi a disposizione dei futuri abitanti della zona…non mi aspettavo certo di finire in un nuovo quartiere residenziale-dormitorio.
In tanti hanno detto che il blocco o il rallentamento dei lavori è dovuto alla crisi edilizia. Allora la mia domanda, ingenua ma diretta, è: “come mai i lavori nel nuovo Quartiere Europa proseguono a ritmi spediti? La crisi non vale per tutti? O forse li ci sono interessi più forti?”
Chiedo a voi utenti del web e maggiori blog fidentini di far luce e raccogliere informazioni su questa vicenda. Spero non vi siano competizioni o appartenenze politiche che possano pregiudicare la ricerca della verità.
Vi ringrazio dell’attenzione riservatami.
Cordiali saluti,
segue firma
1 settembre 2009

mercoledì 5 agosto 2009

Fidenza: 4 agosto 2009 nella chiesa di San Giorgio

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La conferenza stampa del 4 Agosto 2009, organizzata dal Comune di Fidenza, ha presentato alcune iniziative che sono state riprese dalla stampa locale.
La prima iniziativa di cui ci occupiamo consiste nella mappatura dei monumenti, delle memorie urbane e dei luoghi della città con il duplice intento di divulgazione e di tutela. Un primo obiettivo di natura divulgativa e didattica sarà ottenuto attraverso la predisposizione di un elaborato che, su supporto informatico, verrà messo a disposizione dei cittadini e distribuito nelle scuole. Come secondo obiettivo è prevista la redazione di un documento finalizzato ad essere ripreso nella redazione tecnica del PSC. E' indubbio che quest'ultimo documento dovrà essere il frutto di un lavoro che coinvolga anche persone od organizzazioni esterne all'amministrazione. Certamente l'idea non può sembrare nuova, quello che interessa è che sia fatta, le idee non bastano a fermare la distruzione del patrimonio storico ed urbano, a Palazzo Porcellini hanno contato le idee o gli interessi?
La necessità di una ricognizione del patrimonio urbano è stata ripresa in modo più o meno accentuato nei programmi elettorali dei candidati alla carica di Sindaco anche per la pressione che associazioni e cittadini, memori di errori recenti e meno recenti, hanno saputo esercitare sull'Amministrazione uscente e sulle forze politiche impegnate nella campagna elettorale.
Su questi argomenti questo blog è tornato più volte così come Italia Nostra è intervenuta in varie occasioni con lettere aperte indirizzate all'Amministrazione di Fidenza ed a quella provinciale.
Abbiamo peraltro indicato chiaramente alcune priorità che a nostro avviso dovranno essere affrontate dalla nuova Amministrazione


sabato 1 agosto 2009

Appuntamento a Villa Panini

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Martedì 4 agosto Italia Nostra tornerà sul luogo della contestata demolizione: in via Gramsci, dove fino ad un anno fa sorgeva la palazzina liberty. Obiettivo "non perdere la memoria di ciò che è accaduto ed evitare che si ripetano episodi simili". Verrà inoltre proposta ai cittadini la loro personale adesione all'associazione.

http://fidenza.ponziettore.it/PalazzoPanini.html

giovedì 30 luglio 2009

Nuove architetture per una Fidenza targata 2000

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Sarà cosi il nuovo fabbricato nell'area tra via Ariosto e via Porro sgombrata dalle vecchie case popolari.

Il comunicato del Comune di Fidenza

AL VIA GLI INTERVENTI DI DEMOLIZIONE IN VIA PORRO
Da lunedì 3 agosto l’avvio operativo del progetto di riqualificazione dell’area
e di realizzazione di nuova edilizia residenziale pubblica

Fidenza, 30 luglio 2009 - Dopo Telecom e San Donnino Multiservizi, anche Enel ha ultimato gli interventi di sua competenza per lo spostamento della rete elettrica attraversante l'area delle vecchie case popolari di via Porro/Barabaschi. Poiché nelle scorse settimane sono stati realizzati anche gli interventi per l'allontanamento delle parti contenenti amianto, dal pomeriggio di oggi, giovedì 30 luglio, avranno inizio, come da programmi, i lavori preparatori e da lunedì 3 agosto prenderanno il via gli interventi di demolizione dei fabbricati, secondo il progetto approvato e le modalità operative concordate con gli organi di controllo.
Gli interventi non prevedono, per questa settimana, interdizioni al traffico lungo via Porro o le strade adiacenti, mentre da lunedì prossimo potranno essere introdotte limitate modifiche alla viabilità, tese a salvaguardare la sicurezza nella fase di demolizione di quelle parti di fabbricati più vicine alle strade, garantendo comunque, attraverso percorsi alternativi, l'accessibilità ai fabbricati della zona e non prevedendo chiusure nei momenti principali di uscita e ritorno dal lavoro.
La demolizione, che segna concretamente l'avvio operativo del progetto, è la prima fase dell'intervento di ristrutturazione urbanistica sull'area, compreso nel Programma di Riqualificazione Urbana "Contratti di Quartiere II. Fidenza: unica Grande Quartiere". L'intervento, realizzato dal Comune di Fidenza e da ACER Parma, vedrà la realizzazione di un complesso che ospiterà 25 nuovi alloggi di Edilizia Residenziale Pubblica, la sede del Centro Anziani, la sede di zona di ACER Parma, una zona a parcheggi e verde pubblico.
Le risorse finanziarie per l'esecuzione del progetto sono garantite da contributi statali e regionali, da fondi di Acer Parma e del Comune di Fidenza e da risorse di privati.

lunedì 13 luglio 2009

Tangenziale sud di Fidenza

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Il territorio interessato al secondo lotto di lavori non presenta particolare interesse paesaggistico essendo già da tempo oggetto di interventi urbanistici e comprende un'ampia adibita ad insediamenti artigianali. Da rimarcare invece la conferma della rotatoria del quartiere artigianale La Bionda di interesse del tutto secondario per la viabilità ordinaria, la sua realizzazione è un regalo ad alcuni privati pagato con soldi pubblici. Da notare che diventano cinque le rotatorie in un percorso di mille metri! Il disegno del nuovo ponte si presenta gradevole, necessaria la rotonda del bivio per la frazione di S. Margherita, resta l'eccesso dimensionale.

Riguardo alla gara ed al suo esito: è risultata aggiudicataria la Cooperativa CCC (Consorzio Cooperative Costruttori) di Bologna che ha presentato un'offerta al ribasso superiore, abbiamo tentato un esame sommario sulla base delle notizie pubblicate. I conteggi dovrebbero essere i seguenti:

Opere stradali 3.377.167
Carpenteria metallica 1.543.936
Reti di deflusso acque 1.080.704
Impianti di illuminazione 213.648
Barriere di sicurezza 233.876
Palificazioni 351.087
Totale lavori 6.800.416
Ribasso -800.049
Importo al netto del ribasso 6.000.367
Lavori a prezzo zero -960.000
Netto per impresa 5.040.367

Potenza degli appalti, i lavori stimati in 6,8 milioni vengono aggiudicati per 6 milioni, non solo, l'impresa farà ulteriori lavori per 960.000 Euro, quali lavori? non viene indicato; a favore di chi? si può pensare al Comune di Fidenza, probabile; come verranno valutati questi lavori? come è possibile che l'impresa effettui lavori stimati 6,8 milioni di euro per poco più di 5 milioni di Euro? A questo punto sono possibili altri interrogativi, ma siamo ormai troppo lontani da urbanistica e territorio se non da un punto di vista etico.

venerdì 10 luglio 2009

La zona precollinare di Fidenza

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Partendo dalla collinetta di Cabriolo e dai filari di gelsi che la contornano si prosegue per la strada che porta alla piccola frazione di Vaio ai piedi delle prime colline. La realizzazione della Tangenziale Sud di Fidenza rischia di alterare l'assetto di questa zona che tradizionalmente costituiva l'armonico passaggio dalla città alla zona collinare a sud. L'assetto viario caratteristico erano le strade che partendo dalla città seguivano poi il percorso dei rivi diventando strade di penetrazione collinare.
La tangenziale realizzerà invece un asse di scorrimento che costituirà il limite meridionale della prossima speculazione edilizia.



giovedì 2 luglio 2009

Il Nuovo Quartiere Europa

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Il nuovo quartiere, che si aggiunge alla straordinaria offerta residenziale cittadina, prevede una popolazione residente di circa milleduecento persone e si localizza nella zona sud-ovest di Fidenza, tra il quartiere Frati e gli ultimi campi prima dell'ospedale di Vaio quasi a bilanciare il peso urbanistico rappresentato dal quartiere di Villa Ferro a sud-est della città. Caratteristica di questo insediamento, perlomeno in sede deliberativa, è l'attenzione all'ecologia che raggiunge il culmine nella Centrale di cogenerazione definita nella delibera comunale il "vero cuore energetico del comparto".
L'alimentazione della centrale previede l’utilizzo di combustibili di materiali legnosi vergini e viene così spiegata nella deliber: "In tal modo l’impianto potrà dare risposta alle raccolte di potature ed agli abbattimenti arborei sul patrimonio pubblico comunale di Fidenza ma anche di altri Comuni, a partire dalle “Terre Verdiane”, ma rappresenterà soprattutto la possibilità di nuove produzioni agricole legate alla piantumazione di nuovi boschi in pianura per la produzione di biomassa che consentirebbero tra l’altro la creazione di nuovi corridoi ambientali, il miglioramento architettonico del paesaggio rurale, l’attivazione della filiera Legno – Energia ed il miglioramento della qualità dell’aria e del suolo oltre a nuove opportunità produttive e di lavoro per il settore agricolo." Come si vede una riserva di combustibile è stata anticipata dalla potatura integrale di alberi anche secolari attuata in questi ultimi anni ma alla fine il bilancio sarà in attivo secondo l'equazione "un taglio oggi una pianta domani. Ma le cose possono non essere così semplici e mettiamo a confronto i diversi pareri.

martedì 23 giugno 2009

Fidenza provvisoria: l'urbanistica.

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La nuova Amministrazione Comunale uscita dalle elezioni del giugno 2009 nasce dalla spinta al rinnovamento, al cambiamento che molti ormai auspicavano come necessaria. Questi ultimi anni hanno visto in concretizzarsi di una "spinta del nuovo ad ogni costo è diventata insostenibile ed ha determinato situazioni critiche" sul tessuto urbano della città, sulle testimonianze storiche, sul verde pubblico e sulla viabilità. Gli episodi che più hanno fatto riflettere i fidentini, Villa panini, il degrado di Palazzo Arzaghi, l'insensato tunnel sotto il piazzale della stazione, la distruzione del verde urbano, non sono che la punta di un assalto al territorio che ha portato alla città la perdita di quell'armonia tra città e campagna che si era mantenuta per secoli. La creazione di interi quartieri residenziali periferici senza adeguati servizi e la destinazione di spazi a vocazione agricola per strutture commerciali sono ormai una realtà, meno note sono le iniziative poste in essere e da completare o comunque già decise. Iniziative decise, senza partecipazione, nelle chiuse stanze della politica sotto la regia della speculazione privata e della spinta imprenditoriale delle grosse organizzazioni cooperative. L'attivismo dell'UTC durante l'Amministrazione commissariale del Comune ha compromesso ulteriormente un quadro già ampiamente dissastrato, questo anche per responsabilità del commissario stesso che ha svolto con la cecità del burocrate il suo lavoro salvo ad intervenire poi politicamente a sostegno dell'UTC.
Gli appelli di Italia Nostra, spesso irrisi da chi riteneva di poter gestire nella continuità dell'indifferenza dei cittadini il potere, hanno contribuito alla presa di coscienza della necessità di cambiare. Significativo il fatto che il partito che ha gestito di fatto la politica fidentina è l'unico ha non aver accettato un confronto con Italia Nostra.


Riprendendo una espressione del comunicato di Italia Nostra del 7 marzo 2009 ritengo "che una corretta politica di tutela dell’ambiente, dei monumenti e della memoria storia rappresenti una delle priorità per rendere più vivibile la città" così come condivido quanto nello stesso documento si indica come emergenza: il recupero di Palazzo Arzaghi, la tutela del ville attorno al perimetro del parco delle Rimembranze, un progetto ragionevole per l'ex-oratorio Don Bosco e l'ex-ospedale, una nuova progettazione per piazza Grandi e la miglior tutela del Ponte Romano ed altri.



Pur stabilendo una scala di priorità ragionevole la nuova Amministrazione dovrà comunque:

  • -verificare che gli interventi già programmati ancora in corso o previsti siano compatibili con l'ordinato sviluppo della città utilizzando eventualmente tutti gli strumenti giuridici per limitarne l'impatto indesiderato, in particolare il Quartiere Europa deve essere rivisto nelle sue implicazioni ecologiche;
  • -pretendere dagli assegnatari di privilegi sul territorio la pronta esecuzione delle opere ad uso pubblico promesse (quartiere Gigliati, Città del freddo ed altre);
  • -avviare un'opera di censimento del patrimonio edilizio esistente da utilizzare come base per ogni tipo di pianificazione futura;
  • -avviare, per lo stesso motivo, un censimento a tappeto dei monumenti, dei luoghi e delle memorie storiche da porre sotto stretta tutela;
  • -avviare un progetto di tutela del patrimonio arboreo di Fidenza pesantemente compromesso in questi ultimi anni;
  • -rivedere la progettazione del tratto tra Cabriolo e la rotonda dell'ospedale di Vaio della circonvallazione Sud con particolare rifrimento alla collina di Cabriolo ed al tratto della strada attuale ai piedi delle colline;
  • -riprendere l'accordo con le Ferrovie per il sottopasso di via Mascagni in considerazione dell'impatto urbanistico che potrebbe avere, oltre che all'assetto del quartiere, per la zona limitrofa a piazza Grandi Piazza Duomo;
  • -elaborare un progetto complessivo da attuarsi eventualmente a stralci per l'ex-collegio dei Gesuiti e l'ex-Collegio delle Orsoline, rivedendo in tale occasione la prassi di ricavare dai palazzi storici spazi per appartamenti privati in regime protetto;
  • -nell'ambito del nuovo progetto di viabilità urbana prevedere la conversione della vecchia via Emilia da via di scorrimento in viali urbani;
  • -confermare l'adozione di un comportamento trasparente anche attraverso l’adozione di un “codice etico per l’urbanistica”.

venerdì 19 giugno 2009

I platani del DLF e la morale del candidato Sindaco

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Il Male ed il Bene secondo Enrico Montanari

Siamo alle solite: la partecipazione dei cittadini alle decisioni (passata amministrazione) o la volontà di ascolto della gente (promessa elettorale) sembrano destinate ad essere sempre e solo promesse elettorali.
Emblematica la risposta del candidato sindaco Enrico Montanari alla domanda :
Quale è il suo giudizio in merito al taglio dei 2 platani secolari nell'area dell'ex Dopolavoro ferroviario?

Risponde:
“Tagliare un albero secolare è male, ma realizzare un'infrastruttura - in questo caso un sottopasso - utile a tutti è un bene. Bisogna chiedersi se è più consistente il male o il bene, rispetto a quella scelta. Per questo penso sia stato giusto tagliarli. Governare in modo responsabile è questo, il resto è demagogia. Ma, se posso, penso anche qualcosa della domanda: in questa campagna si è parlato troppo di buche, o di platani, e poco di persone, che invece dovrebbero essere la nostra preoccupazione principale. Dobbiamo riparare le buche, ma tenendo al centro le persone”

Pur dando atto al prof. Enrico Montanari che, fino ad ora, non era tenuto a conoscere personalmente la nostra città, ritengo che prima di rispondere avrebbe dovuto minimamente consultarsi con la cittadinanza e non semplicemente affidarsi alle informazioni fornite da chi ha deciso l'intervento. Avrebbe forse capito che il sottopasso non c'entra niente con i platani, anche Giuseppe Cerri lo sa, il sottopasso risulta già realizzato per quanto riguarda il “buco” e soprattutto le strutture laterali in cemento. Il sottopasso di fatto da un anno manca solo delle rifiniture, del sottofondo stradale e della pavimentazione, in parte poi il sottopasso è da tempo già agibile verso aree private. Una ricca documentazione fotografica può essere prodotta. Il problema che Montanari non sa o finge di non sapere (ma se così fosse siamo ancora alla vecchia politica) è che il famoso sottopasso è d'interesse principalmente privato, e che di fatto verrà ripristinata la precedente viabilità a servizio del piazzale della stazione e per lo scorrimento da Ovest as Est. La risposta di Enrico Montanari è pertanto supportata da dati non veri ed applica a questi considerazioni abbastanza banali di stampo moralistico confondendo il bene con l'utile.
No, non ci siamo, le piante, non solo queste piante, sono state sacrificate, presto altre piante seguiranno ed insieme a loro luoghi caratteristici della città, della gente che poi sono le persone con cui Montanari auspica di dialogare. Ebbene a due giorni dalla possibile elezione a Sindaco della città forse è il caso di non fidarsi di chi ha la responsabilità dei misfatti in materia urbanistica a Fidenza. Il suo compagno d'avventura Giuseppe Cerri ha dichiarato più volte di dissentire “personalmente” da queste scelte urbanistiche attribuendole ad una precedente Amministrazione e lasciando poi man libera all'Ufficio Tecnico Comunale per la difesa d'ufficio!
Affinché la proposta politica della Sinistra a Fidenza diventi o ridiventi credibile, ed io sono certamente interessato a che questo succeda come lei o più di lei, occorre veramente che lei si confronti con i cittadini, le persone, anche su questi temi di cui le piante sono solo un episodio e non il peggiore. Altrimenti la Sinistra a Fidenza resterà quella di sempre, due partiti, quello degli affari che decide con/ed attraverso le cooperative ed i privati. Gli Amministratori, nolenti o volenti si adeguano. L'altro partito resta quello della Tortafritta per quelli che, semplici cittadini, votano.

Ambrogio Ponzi
Il mio commento è stato postato sul bog Diario di Fidenza