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domenica 2 agosto 2026

1976: l'Anno della Torre e del Ponte Romano

6 commenti:
La Porta Ovest di Borgo San Donnino ripresa dalla Torre del Folletto

Cinquanta anni fa, nel 1976, il torrione della Porta Ovest di Borgo San Donnino veniva finalmente recuperato ed il rischio di crollo scongiurato. 
Che sarebbe Fidenza oggi senza questo storico edificio, dopo che tutto il resto è stato cancellato dal piccone fascista prima, democratico dopo, senza soluzione di continuità urbanistica?

venerdì 9 dicembre 2022

Italia Nostra interviene: rischio di abbattimento per l’ex mulino degli Umiliati di Fidenza

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Rischio di abbattimento per il mulino degli Umiliati (poi mulino Chierici) di via Croce Rossa a Fidenza, la denuncia-appello di Italia Nostra in un Comunicato Stampa, che sotto riprendo nella sua interezza. Ritengo che la denuncia copra un aspetto importante di tutela e conservazione delle memorie cittadine in quella parte suburbana, storicamente e geograficamente, più legata a Borgo san Donnino.
In questa stessa area insiste la parte ancora parzialmente recuperabile del Canale Otto Mulini per otto secoli importante "presidio" alimentare del borgo e del suo circondario.    A.P.



 A Fidenza l’antico mulino degli Umiliati rischia di essere distrutto.
A dare l’allarme sono le Sezioni di Italia Nostra di Fiorenzuola, che per prima è venuta a conoscenza di questo pericolo, e di Parma, che lo ha segnalato al Comune di Fidenza e alla Soprintendenza chiedendo l’interessamento di entrambi per scongiurare questa demolizione.

lunedì 1 marzo 2021

Italia Nostra a Fidenza: una serata irripetibile in Piazza Duomo

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Il 22 giugno 1969 la città si riversò tutta davanti al Duomo.
Fu una sera memorabile.

Nel 1969 nasceva ufficialmente la Sezione fidentina di Italia Nostra.
Il verità il gruppo promotore da tempo operava sul territorio e raccoglieva assensi. La città era allora attenta ai valori di conservazione e tutela dei beni culturali compromessi dai bombardamenti bellici, penalizzate scelte urbanistiche successive dettate in parte da emergenze abitative ma anche da incoscienti ottusità.

lunedì 23 maggio 2016

Il "Palazzo Velato": alla scuola Primaria Ongaro il Primo Premio del concorso “60° anniversario di Italia Nostra”

4 commenti:
Martedì 24 maggio alle ore 10.30 presso il Castello di S. Pietro in Cerro in provincia di Piacenza la classe 4H della scuola Primaria Ongaro verrà premiata col Primo Premio del concorso “60° anniversario di Italia Nostra” che la sezione di Italia Nostra di Fiorenzuola d'Arda ha a lei assegnato. 

lunedì 1 settembre 2014

La planimetria del Duomo di Fidenza

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La planimetria del nostro Duomo ed il commento sono ripresi dalla rivista della Sezione di Fidenza di Italia Nostra "Proposta" del maggio 1973. "Proposta" raccoglieva i contributi di alcuni studiosi tra i quali ricordiamo Don Amos Aimi, Mino Ponzi, Marzio dall'Acqua, Bruno Colombi, Arturo Carlo Quintavalle ed altri.

giovedì 28 novembre 2013

Lo scempio di Castell'Arquato: alcune doverose precisazioni

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In merito all'intervento del Movimento 5 Stelle di Castell'Arquato sostenuto dagli esponenti fidentini del movimento medesimo ho segnalato il tutto al responsabile della Sezione di Fiorenzuola d'Arda e prontamente ho ricevuto alcune note che ridimensionano la portata del problema. 

martedì 9 aprile 2013

I teli di Palazzo Arzaghi: cosa lasciano intravedere. Ma cosa nascondono?

1 commento:

"Lasciamo che i topi facciano il loro lavoro" così si esprimeva un noto architetto aspettando il completo degrado della struttura per dare il via ad un "intervento conservativo". Da quando il Palazzo Arzaghi è stato sigillato da teloni coprendone le vergogne i topi possono averne fatto di lavoro. Sicuramente umidità ed acqua piovana la loro parte l'hanno comunque fatta. Le foto sono eloquenti, ma a quanto pari a Fidenza si cammina a testa bassa.
Per conoscere palazzo Arzaghi leggi sotto la Relazione Storico Artistica.







LA RELAZIONE STORICO - ARTISTICA

Palazzo Arzaghi , cosiddetto dal nome dell'antica e nobile famiglia fidentina che lo abitò per più di 300 anni - dalla sua fondazione nel sec. XVI fino all'800 - costituisce una delle ultime sopravvivenze di edilizia storico-monumentale della città di Fidenza (come noto, gravemente danneggiata dai bombardamenti dell'ultima guerra),' e sicuramente uno dei più rari esempi anche in ambito parmense di architettura cinquecentesca, tutt'ora conservato nell'integrità della sua struttura originaria sebbene sia disabitato da molto tempo.
Il palazzo sorge all'inizio di Via Frate Gherardo, nel punto in cui la stretta strada sbocca su Piazza del Duomo e quindi a pochi passi dall'eccezionale monumento romanico-antelamico, e ai sviluppa per tutta la larghezza dell'isolato nel quale è inserito, prospettando con il suo fronte posteriore su Via Romagnosi, ovvero su quella direttrice viaria che oggi corrisponde alla linea degli antichi "terragli", le fortificazioni medioevali di Borgo San Donnino (antica denominazione di Fidenza) costituita da mura e terrapieni, le quali perdurarono fino al 1575, quando i Farnese  dotarono la città di un nuovo e più ampio sistema difensivo.
L' impianto plani-volumetrico del Palazzo Arzaqhi riflette i caratteri tipici dell'edilizia civile del sec. XVI. La pianta, compatta, ha forma pressoché quadrata; ad essa, sul fronte posteriore è aggregata una torretta angolare coronata da robuste mensole in cotto, la quale pare costituire la rielaborazione di una più antica torre appartenente alle fortificazioni medioevali. Inoltre, il palazzo si sviluppa su due piani fuori terra, oltre il sottotetto e lo scantinato, il quale occupa tutta l'area dell'edificio e che parrebbe essere stato ricavato scavando nel massiccio basamento delle mura urbane medioevali, a testimonianza anche di un magistero costruttivo tipico dell'epoca rinascimentale.
La facciata principale su Via Frate Gherardo, oggi in mattoni faccia-vista, ma fino a non molto  tempo fa intonacata, come mostrano i lacerti di intonaco ancora visibili, si presenta come una sobria quinta continua appena interrotta dalla bucature delle finestre rettangolari, disposte su  quattro assi, e dal portone d'ingresso, centinato. Nessuna decorazione particolare, ad eccezione delle due terminazioni a bugnato che "chiudono" da un lato e dall'altro la facciata,e  di una cornice che corre sopra i finestrini del sottotetto.
Il fronte posteriore, invece, appare più ricco e articolato, sebbene le originarie caratteristiche architettoniche siano state in parte modificate nelle epoche successive. Nella sua primogenia  configurazione, infatti, esso presentava per tutta la sua lunghezza al piano terra un portico ad archi a tutto sesto e coperto con una serie di volte a crociera su pianta pressoché quadrata, e,  al primo piano, un loggiato, anch'esso ad archi a pieno centro sorretti da pilastri in mattoni. Sia la loggia che il portico (ad eccezione delle ultime due campate) risultano oggi tamponati con muri, al centro dei quali si aprono semplici finestre o porte, ma di entrambi sono ancora perfettamente leggibili la struttura e gli elementi formali.
Infine, completano la parte posteriore la già citata torre d'angolo, che al suo interno contiene la scala a due rampe del palazzo, e una piccola area verde, oggi incolta ma un tempo certo un grazioso giardino, la quale è separata dalla Via Romagnosi da un alto muro in mattoni interrotto da una cancellata affiancata da pilastrini.
L'interno del palazzo, organizzato distributivamente sull'asse del lungo corridoio che dal portone d'ingresso conduce al portico posteriore, conserva ambienti di grande interesse, ancora sufficientemente integri. Secondo la classica disposizione costruttivo-tipologica dell'edilizia civile dei sec. XVI-XVII, le sale al piano terreno si presentano prevalentemente coperte con le tipiche volte a crociera o a padiglione unghiato dalla forma assai armoniosa, mentre al piano primo si riscontrano sale con soffitti lignei a cassettoni con travi, travetti e assito, la cui tipologia e i cui modi costruttivi si apparentano strettamente ad analoghi esempi in alcuni palazzi di Parma caratterizzati da  decorazioni dipinte di grandissimo pregio (Palazzo Tirelli di Borgo San Vitale, Palazzo Borri in Borgo delle Colonne) .
E' da notare che nelle attuali sue condizioni il palazzo non mostra apparati ornamentali visibili; tuttavia, proprio per la sua sostanziale integrità e le caratteristiche formali e tipologiche può  fare legittimamente sospettare la presenza di decorazioni dipinte su pareti, volta e soffitti. Ne una conferma il ritrovamento casuale, avvenuto in tempi recenti, di un tondo ad affresco al centro di una volta, forse raffigurante un angelo o un putto, ma ancora di incompleta decifrazione, perché tuttora non pulito né restaurato, già attribuibile, tuttavia, alla cultura tardo-rinascimentale.
Per i suoi caratteri storici e architettonici, dunque, e per la necessità di tutelarne al meglio l'integrità, il Palazzo Arzaghi viene sottoposto alla Legge 1/6/1939. n. 1089.

venerdì 28 settembre 2012

Iscrizione in pietra arenaria dell’Ordine di S. Bernardo de Tolomei

3 commenti:
"Mons Olivetorum" è l’iscrizione in pietra arenaria ritrovata a Fidenza che rimanda all’ordine di S. Bernardo de Tolomei. La presenza dei monaci viene segnalata già nel 1485 quando subentrarono ai benedettini di Castione Marchesi.

sabato 7 aprile 2012

Il decalogo per la tutela del patrimonio storico e artistico

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Con Calamandrei potremmo dire che anche l’articolo 9 della Costituzione è un articolo polemico: “la Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione”. Anzi, forse esso appare ancor più polemico oggi di quanto non avrebbe potuto apparire allo stesso Calamandrei, il quale scriveva nel 1955. E questo non solo perché oggi è evidente che la Repubblica, di fatto, non promuove lo sviluppo della cultura e della ricerca, e non tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico. L’articolo 9 oggi appare polemico addirittura strutturalmente: giacché – nel senso comune, ma anche nella consapevolezza della stragrande maggioranza dei cosiddetti operatori dei ‘beni culturali’ - i due commi che lo compongono sembrano non avere più nulla in comune. Cosa c’entrano, infatti, la cultura, o addirittura la ricerca, con il patrimonio, meglio noto come il “petrolio d’Italia”? E si badi – lo si dice con parole dell’allora (2003) capo dello Stato Carlo Azeglio Ciampi – che “la stessa connessione tra i due commi dell’articolo 9 è un tratto peculiare: sviluppo, ricerca, cultura, patrimonio formano un tutto inscindibile”.

mercoledì 12 ottobre 2011

Italia Nostra - Settimana dei paesaggi agrari

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RIPRENDIAMOCI LA TERRA!

17-23 OTTOBRE 2011

SETTIMANA DEI PAESAGGI AGRARI

Visite guidate, degustazioni, escursioni, incontri da Nord a Sud del Paese per riscoprire il valore della terra e del nostro paesaggio tanto prezioso ma altrettanto devastato

venerdì 16 settembre 2011

Fidenza delle meraviglie: in soffitta

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Suggerimento per una caccia al tesoro:
dov'è oggi questo portale?

Ricevo, condivido e rilancio:
"Come sai, sia il Comune sia la Soprintendenza sembrano intenzionati a creare in Palazzo Orsoline un Museo Archeologico, con l'ingresso da via Berenini, che diventerebbe anche l'ingresso prestigioso e principale di tutte le realtà culturali di OF Fidenza.
Allora quale migliore occasione per ripristinare integralmente il portale come era in origine?

martedì 7 giugno 2011

In difesa dell’architettura del secondo Novecento

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Il palazzo più imponente degli anni cinquanta è il Seminario vescovile iniziato nel 1949 ed inaugurato qualche anno dopo. L'immagine mostra il disegno del progetto complessivo del pregevole edificio che, con le disposizioni del decreto legge 70/2011, perderebbe ogni forma di protezione.

L'appello di Italia Nostra e di altre associazioni

venerdì 6 maggio 2011

martedì 26 aprile 2011

I ragazzi raccontano Cortemaggiore

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Sez. Fiorenzuola e Valdarda

In collaborazione con
Istituto Comprensivo di Cortemaggiore

Domenica 1 maggio

I ragazzi raccontano Cortemaggiore

sabato 12 marzo 2011

Duomo di Fidenza: succede anche questo, da anni.

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Non sono certo un'attrazione turistica i cavi esterni che sono alla base dell'abside e ne seguono il contorno partendo da una centralina, sempre esterna, ma alla base della torre campanaria.

giovedì 11 novembre 2010

Il crollo di Palazzo Arzaghi: sopralluogo

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Il sopralluogo: effetto Pompei? No effetto Cantini.

Convocazione da parte del Comune di Fidenza per domani 12 novembre di un incontro-sopralluogo per verificare lo stato di Palazzo Arzaghi a seguito della denuncia partita da queste pagine e ripresa dalla stampa locale e da Italia Nostra nazionale.
"Al sopralluogo parteciperanno, oltre al personale incaricato dell'amministrazione comunale, i rappresentanti della proprietà e della competente Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il paesaggio delle Provincie di Parma e Piacenza, al fine di valutare la situazione in atto e l'evoluzione della stessa rispetto ai sopralluoghi precedenti e disporre l'esecuzione delle operazioni di messa in sicurezza che si mostrassero effettivamente necessarie".
Permane una certa ambiguità burocratica nell'ultima parte del comunicato quando si dice "messa in sicurezza che si mostrassero effettivamente necessarie", ma confidiamo che serietà e competenza facciano la loro parte.



venerdì 5 novembre 2010

Il crollo di Palazzo Arzaghi

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La rimozione delle piante infestanti che da tempo coprivano l'intera struttura ha permesso di accertare l'accelerazione del processo di degrado originato dallo stato di precarietà delle coperture provvisorie che via via hanno sostituito il tetto dell'edificio. La parte maggiormente interessata al crollo prevedibile per i prossimi giorni è quello del lato ovest dove due archi sono impregnati d'acqua e di muffe.

domenica 31 ottobre 2010

Ti piace Fidenza?

1 commento:

Nata per avvicinare i fidentini di nascita o di elezione a “vedere” la propria città l'iniziativa di Italia Nostra di fotografare il bello ed il brutto della città ha suscitato interesse e curiosità. La locandina poneva una domando diretta: “Ti piace Fidenza?” , ma di era coscienti che la conclusione non sarebbe stato un giudizio, la propria città in genere piace comunque, forse non può piacere l'oggi di fronte al ieri, ma è questione di anagrafe. Piacciono i luoghi che nel tempo sono diventati familiari e che in qualche modo si sono legati ai nostri ricordi. Ed allora “piace” il Palazzo Littorio per chi non ha avuto modo di conoscere il palazzo che prima insisteva sulla stessa area, e così sarà per Palazzo Bellotti o per il distributore della Esso.