Che i festosi coriandoli di carnevale allietino un festa di sposi non è certo la novità che il sagrato del duomo di Fidenza ci restituiva in questa mattina d'estate.
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mercoledì 18 luglio 2018
mercoledì 13 settembre 2017
martedì 4 luglio 2017
Il degrado delle "terre di mezzo”
Nel suo sviluppo Fidenza ha scelto la strada dei grandi quartieri verso la zona precollinare organizzati con progetto unitario. Un grosso impegno che ha catturato molte risorse e che talvolta, come nel caso del quartiere "i Gigliati" si è dovuto riprendere e stravolgere. In altri casi, come nel caso del quartiere Europa, anche i soggetti attuatori sono andati in crisi nera.
domenica 25 dicembre 2016
Il palazzo municipale è lo specchio della città civile
Specchio della città, custode di storia, il Municipio si presenta oggi in stato miserevole. Lo stesso stemma della città si sfalda e sbriciola come la memoria di un orgoglio cittadino ormai solo declamato.
venerdì 25 novembre 2016
I bidoni abbandonati
Vivo interesse suscitano ai pellegrini diretti al Duomo di Fidenza questi due bidoni che impreziosiscono la zona "archeologia" di Piazza Grandi.
lunedì 5 settembre 2016
Torre "medievale" o vespasiano.
Si presenta così l'angolo della torre "medievale" rivolto verso la facciata del Duomo di Fidenza. Una volta luogo privilegiato per godere di una visione complessiva della cattedrale e di uno scorcio della piazza prospiciente ora è luogo privilegiato di estemporanee minzioni.
giovedì 4 agosto 2016
I Gigliati, ultima tranche di un piano che mirava ad attirare investimenti sulla città.
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Questa immagine, che il Sindaco ha diffuso oggi sul
web mostra come un intero quartiere possa diventare
un parcheggio al servizio di un supermercato.
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Nel 2005 ancora si parlava di "città baricentro di un più vasto territorio" di 100.000 abitanti, oggi delle strutture "baricentriche" siamo riusciti a salvare solo l'Ufficio delle Entrate. Le cose sono cambiate, il fallimento dei Nuovi Terragli è sotto ai nostri occhi, anzi meglio dire sopra le nostre testa.
giovedì 28 luglio 2016
giovedì 7 luglio 2016
Segnalo un degrado tra Via Fratelli Pincolini e Via Giacomo Pablo
Ricevo e doverosamente pubblico
Camminando per le vie di Fidenza si nota il degrado urbano in cui si trova, a volte, la nostra cittadina. Tra Via Fratelli Pincolini e Via Giacomo Pablo c’è una stradina che consente un passaggio veloce e sicuro perché interdetto al passaggio di auto, quest’area però è stata dimenticata come si evince dalle foto.
martedì 17 maggio 2016
Scannerizzate le "rovine archeologiche"
Un drone questa mattina ha scannerizzato le "rovine archeologiche" di piazza Grandi. L'operazione, accuratamente preparata ieri, è durata circa un'ora. L'operazione si inserisce in un progetto di "recupero puntuale e duraturo di tutta l'area, vista la precarietà delle strutture murarie medioevali di scavo, è necessario affrontare in maniera organica e completa le problematiche presenti" come meglio spiegato alla pagina: La zona "archeologica" di Piazza Grandi "dronata".
martedì 3 maggio 2016
La zona "archeologica" di Piazza Grandi "dronata"
Anche in Comune si sono accorti del degrado decennale, progressivo e, in alcuni casi, inarrestabile che ha fatto dell'area di Piazza Grandi chiamata "archeologica" uno dei luoghi più tristi della città. Questo blog ha via via segnalato, a partire dal 2008, questa situazione chiedendo provvedimenti almeno per il al Ponte Romano che presentava il progressivo distacco delle pietre.
venerdì 25 marzo 2016
Degradi vecchi e nuovi
Come se non bastasse lo sgretolamento delle rovine, archeologiche o semplicemente antiche, esposte ai capricci del tempo anche le lastre di pietra di ben più recente posa presentano segni di degrado.
sabato 9 gennaio 2016
Il duomo, che farne?
Questa è l'ultima e abbastanza emblematica mutilazione sul lato sud della cattedrale, l'ipotesi di non accidentalità può anche trovare conferma dal fatto che proprio nella stessa nicchia sul lato opposto un mattone è stato rimosso o, più probabilmente spinto all'interno con un calcio (vedi la foto sotto). Ma le ipotesi lasciamole ai detective curiali, quel che ci preoccupa è la fragilità del nostro Duomo (non chiamiamolo ancora monumento).
venerdì 1 maggio 2015
L'Unesco in Piazza Grandi: bocciati o promossi?
Lo si trova nei luoghi più intimi e non risparmia nemmeno le costruzioni verticali scalcinate in tutti i sensi.
martedì 9 aprile 2013
I teli di Palazzo Arzaghi: cosa lasciano intravedere. Ma cosa nascondono?
"Lasciamo che i topi facciano il loro lavoro" così si esprimeva un noto architetto aspettando il completo degrado della struttura per dare il via ad un "intervento conservativo". Da quando il Palazzo Arzaghi è stato sigillato da teloni coprendone le vergogne i topi possono averne fatto di lavoro. Sicuramente umidità ed acqua piovana la loro parte l'hanno comunque fatta. Le foto sono eloquenti, ma a quanto pari a Fidenza si cammina a testa bassa.
Per conoscere palazzo Arzaghi leggi sotto la Relazione Storico Artistica.
LA RELAZIONE STORICO - ARTISTICA
Palazzo Arzaghi , cosiddetto dal nome dell'antica e nobile famiglia fidentina che lo abitò per più di 300 anni - dalla sua fondazione nel sec. XVI fino all'800 - costituisce una delle ultime sopravvivenze di edilizia storico-monumentale della città di Fidenza (come noto, gravemente danneggiata dai bombardamenti dell'ultima guerra),' e sicuramente uno dei più rari esempi anche in ambito parmense di architettura cinquecentesca, tutt'ora conservato nell'integrità della sua struttura originaria sebbene sia disabitato da molto tempo.
Il palazzo sorge all'inizio di Via Frate Gherardo, nel punto in cui la stretta strada sbocca su Piazza del Duomo e quindi a pochi passi dall'eccezionale monumento romanico-antelamico, e ai sviluppa per tutta la larghezza dell'isolato nel quale è inserito, prospettando con il suo fronte posteriore su Via Romagnosi, ovvero su quella direttrice viaria che oggi corrisponde alla linea degli antichi "terragli", le fortificazioni medioevali di Borgo San Donnino (antica denominazione di Fidenza) costituita da mura e terrapieni, le quali perdurarono fino al 1575, quando i Farnese dotarono la città di un nuovo e più ampio sistema difensivo.
L' impianto plani-volumetrico del Palazzo Arzaqhi riflette i caratteri tipici dell'edilizia civile del sec. XVI. La pianta, compatta, ha forma pressoché quadrata; ad essa, sul fronte posteriore è aggregata una torretta angolare coronata da robuste mensole in cotto, la quale pare costituire la rielaborazione di una più antica torre appartenente alle fortificazioni medioevali. Inoltre, il palazzo si sviluppa su due piani fuori terra, oltre il sottotetto e lo scantinato, il quale occupa tutta l'area dell'edificio e che parrebbe essere stato ricavato scavando nel massiccio basamento delle mura urbane medioevali, a testimonianza anche di un magistero costruttivo tipico dell'epoca rinascimentale.
La facciata principale su Via Frate Gherardo, oggi in mattoni faccia-vista, ma fino a non molto tempo fa intonacata, come mostrano i lacerti di intonaco ancora visibili, si presenta come una sobria quinta continua appena interrotta dalla bucature delle finestre rettangolari, disposte su quattro assi, e dal portone d'ingresso, centinato. Nessuna decorazione particolare, ad eccezione delle due terminazioni a bugnato che "chiudono" da un lato e dall'altro la facciata,e di una cornice che corre sopra i finestrini del sottotetto.
Il fronte posteriore, invece, appare più ricco e articolato, sebbene le originarie caratteristiche architettoniche siano state in parte modificate nelle epoche successive. Nella sua primogenia configurazione, infatti, esso presentava per tutta la sua lunghezza al piano terra un portico ad archi a tutto sesto e coperto con una serie di volte a crociera su pianta pressoché quadrata, e, al primo piano, un loggiato, anch'esso ad archi a pieno centro sorretti da pilastri in mattoni. Sia la loggia che il portico (ad eccezione delle ultime due campate) risultano oggi tamponati con muri, al centro dei quali si aprono semplici finestre o porte, ma di entrambi sono ancora perfettamente leggibili la struttura e gli elementi formali.
Infine, completano la parte posteriore la già citata torre d'angolo, che al suo interno contiene la scala a due rampe del palazzo, e una piccola area verde, oggi incolta ma un tempo certo un grazioso giardino, la quale è separata dalla Via Romagnosi da un alto muro in mattoni interrotto da una cancellata affiancata da pilastrini.
L'interno del palazzo, organizzato distributivamente sull'asse del lungo corridoio che dal portone d'ingresso conduce al portico posteriore, conserva ambienti di grande interesse, ancora sufficientemente integri. Secondo la classica disposizione costruttivo-tipologica dell'edilizia civile dei sec. XVI-XVII, le sale al piano terreno si presentano prevalentemente coperte con le tipiche volte a crociera o a padiglione unghiato dalla forma assai armoniosa, mentre al piano primo si riscontrano sale con soffitti lignei a cassettoni con travi, travetti e assito, la cui tipologia e i cui modi costruttivi si apparentano strettamente ad analoghi esempi in alcuni palazzi di Parma caratterizzati da decorazioni dipinte di grandissimo pregio (Palazzo Tirelli di Borgo San Vitale, Palazzo Borri in Borgo delle Colonne) .
E' da notare che nelle attuali sue condizioni il palazzo non mostra apparati ornamentali visibili; tuttavia, proprio per la sua sostanziale integrità e le caratteristiche formali e tipologiche può fare legittimamente sospettare la presenza di decorazioni dipinte su pareti, volta e soffitti. Ne una conferma il ritrovamento casuale, avvenuto in tempi recenti, di un tondo ad affresco al centro di una volta, forse raffigurante un angelo o un putto, ma ancora di incompleta decifrazione, perché tuttora non pulito né restaurato, già attribuibile, tuttavia, alla cultura tardo-rinascimentale.
Per i suoi caratteri storici e architettonici, dunque, e per la necessità di tutelarne al meglio l'integrità, il Palazzo Arzaghi viene sottoposto alla Legge 1/6/1939. n. 1089.
martedì 17 gennaio 2012
Palazzi storici: i fidentini non li amano, li abitano
E' di oggi la notizia che il Comune, supportato dall'Acer, ripristinerà l'agibilità dei sei alloggi "per anziani" a suo tempo ricavati dal palazzo delle ex carceri mandamentali che fa parte di quel complesso di edifici, in parte demoliti nel 2011, che insiste nell'area tra Via Bacchini e le piazze Verdi, Pontida e Matteotti.
martedì 10 gennaio 2012
Ex-ospedale: partono le demolizioni.
Poco è rimasto di antico nell'area del vecchio ospedale che attende il braccio meccanico del demolitore. L'intervento è imminente, ne da informazione la Gazzetta di Parma in edicola oggi con un ampio articolo dedicato ai cantieri fidentini.
Il complesso originario sorse alla fine dell'ottocento come Collegio dell'Angelo per iniziativa delle madri Orsoline e fu via via affogato da aggiunte, sopraelevazioni e modifiche dopo che, nel 1920, vi fu trasferito l'ospedale civile che vi rimase per più di ottant'anni.
mercoledì 26 ottobre 2011
Passeggiata tra i Nuovi Terragli di Fidenza
Costruzioni fuori scala con l'assetto urbanistico della città hanno creato spazi di degrado. Quello che presentiamo è solo l'evidenza visiva del degrado urbano delle superfici e degli spazi, altri aspetti di degrado sono facilmente ipotizzabili.
venerdì 2 settembre 2011
... ma guarda un po' qui che roba!
Succede a Fidenza, città che si definisce europea, oggi.
Una denuncia con allegate anche diverse firme da parte di residenti ha posto evidenzia i problemi di ordine pubblico nella zona attorno Via Trento, nel recente si sono aggiunti atti vandalici che aggravano la situazione. Dalla documentazione fotografica si puo' notare che sono state divelte alcune barriere ed in particolare quella del vialetto pedonale sta causando seri problemi di sicurezza per diversi motivi.
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