Lettera aperta del comitato “Per il Futuro di Fidenza”
-ai consiglieri comunali di Fidenza,
-ai sindaci dei comuni verdiani
-alla Provincia di Parma
-ai partiti politici
-ai consiglieri regionali
-alle associazioni
-ambientaliste
-agricole
-di categoria
-ai cittadini tutti.
LEGGETE LE CARTE, PER FAVORE.
L’unica cosa certa al momento è la cementificazione di 200.000 mq di pregiato terreno agricolo, tutto il resto sono promesse che nelle carte, se le si legge, si contraddicono e smentiscono da sole.
A Fidenza a Chiusa Ferranda si vuole costruire un magazzino di prodotti chimici in regime Seveso high level da 82.307 mq. Molte carte sono pubbliche su Amministrazione Trasparente del Comune di Fidenza. Chiediamo una cosa sola. Leggetele. Molti di voi non lo hanno ancora fatto è evidente. Ci sembra non le abbiano lette bene neanche Davide Malvisi e Franco Amigoni.
Molti di voi non si sono accorti che nei documenti dell’investitore il valore dei terreni è indicato superiore a 19 milioni di euro oltre 300 mila euro a biolca. 19 milioni di euro sono molto maggiori dei 7 previsti dalla delibera. Sapete cosa comporta per voi se questo fosse confermato?
Vi siete chiesti davvero, che cosa si sta autorizzando?
Un magazzino il più grande di tutta la provincia di Parma, dentro NON ci vanno farmaci, ci vanno liquidi infiammabili, chimici, vernici e aerosol, “sostanze che danneggiano organi con una sola esposizione.” Letteralmente. Non lo diciamo noi è scritto nelle carte!
Il proponente scrive anche che l'attività ricade "nella categoria delle industrie chimiche", ed hanno richiesto la procedura degli stabilimenti a rischio di incidente rilevante a 50 anni dall’incidente di Seveso.
Il torrente Stirone passa a cento metri e l’area è collegata ad un sito Rete Natura 2000 dal Rovacchiotto.
Nell’attuale PSC quell’area è esclusa da ogni possibile ampliamento anche per ragioni ambientali. Amigoni l'attuale PSC lo avrà studiato?
Il capannone, oggi già in essere, da cui parte la procedura, è in “affitto” dallo stesso gruppo. Oggi è occupato "circa al 25%" è VUOTO al 75%: lo scrive H. Essers nelle carte che dovreste leggere. Un magazzino più vuoto che pieno fa partire una procedura per costruire un nuovo mega-magazzino per la chimica di oltre 82.000 mq. Venti ettari di buona terra? Addio.
Parlate di lavoro. Ma leggete le carte prima. Di che lavoro parlate?
Il Sindaco ha dichiarato e scritto testualmente: "l'azienda punta a superare rapidamente i 300 dipendenti. Circa il 40% sarà costituito da figure altamente qualificate – ingegneri, tecnici, specialisti della qualità, commerciali e personale amministrativo – mentre il restante 60% sarà composto da personale operativo."
Siate seri per piacere. Il 40% di 300 fa 120. Siate seri. 120 ingegneri e tecnici. Non prendiamo in giro i cittadini con numeri farlocchi.
Il progetto è un grandissimo capannone e il lavoro li previsto consiste nello spostare bidoni di prodotti chimici da un camion a uno scaffale e dallo scaffale a un altro camion come dichiarato nelle carte che non leggete.
Non c'è alcuna linea di produzione, non c'è un laboratorio, non c'è un ufficio tecnico: c'è un capannone, degli scaffali, ottanta baie di carico. Zero valore aggiunto. Zero.
Centoventi laureati come scrive Davide Malvisi (introvabili a Parma e forse in tutta la Regione) lì dentro cosa andrebbero a fare? Ve lo siete chiesti? 120 dottori e ingegneri farebbero i turni?
In logistica, a livello mondiale, i rapporti sono noti: ogni cento facchini per turno, otto impiegati e un responsabile. Con 120 facchini per turno fanno undici persone, ventidue su due turni. Sopra a questi, ma non in turno, sei quadri, due dirigenti, un direttore. Trentuno, e le figure davvero alte (come le chiama Malvisi) sono nove.
Ora guardate le carte dell'azienda. Nello studio acustico: indicano 32 impiegati. Nello studio del traffico indicano 43. Nella relazione sui reflui indicano 64 impiegati su 306 persone in tutto, di cui 240 facchini in magazzino. Parliamo solo di facchinaggio e poco altro.
Chiedete ai sindacati come funzionano questi magazzini. Lo conoscono i sindacati il facchinaggio della logistica. Lo conoscono bene.
Trentuno, trentadue, quarantatré, sessantaquattro. Il Sindaco dice centoventi.
Ma si può ragionare seriamente su una proposta del genere con numeri tirati ad indovinare?
I 300 dipendenti erano la “promessa” di H. Essers quando ha inaugurato il primo deposito (questo si farmaceutico). Per questa prima attività il loro manager aveva promesso 300 assunzioni.
Ma oggi, a 15 mesi dall’apertura, davanti allo stabilimento H. Essers, in un giorno feriale, ci sono quattro/cinque macchine. E l'azienda ha un bel bando aperto per assumere una persona.
Una persona!
Aggiungiamo che H.essers ha in tasca un bell’accordo sulla robotica.
H.Essers ha stipulato un accordo per robotizzare i propri magazzini con la società americana Spider Robotics. È noto ed è pubblico. In questa pratica però non compare da nessuna parte: non negli elaborati, non in delibera, non è stato chiesto in Conferenza di servizi. Un magazzino grande come questo e automatizzato non impiegherà MAI 240 facchini. Nessuno ha scritto quanti ne resteranno. Nessuno ha escluso l’automazione e la robotizzazione.
Una riga che dice tutto. Nessun lavoro per chi vive questo territorio.
Nello schema di convenzione allegato alla delibera il Comune si impegna a valutare "un'adeguata offerta abitativa destinata ai dipendenti impiegati presso l'insediamento produttivo". Ma vi rendete conto? Se i posti fossero per chi vive qui, non servirebbero le case che il comune si impegna a cercare. Non è lavoro per chi vive in questo territorio. Sanno benissimo che tipo di lavoro è e da dove arriverà chi lo farà.
È questa la domanda di lavoro che manca a Fidenza e nel parmense?
Avremo sicuramente centinai di mezzi pesanti ADR al giorno in più e un enorme aumento del traffico sulla SP12.
Lo studio del traffico (fatto dall’azienda, nelle carte che non leggete) dichiara 80 baie e due movimenti al giorno per baia: 160 mezzi pesanti.
Dichiarano anche 1,5 addetti per baia per turno, cioè 120 persone per turno.
Ma non prendiamo in giro le persone.
Centoventi persone che in otto ore scaricano ottanta camion.
Una baia, un camion per turno.
Nessun magazzino al mondo lavora così.
Se 1 baia di carico scarica 1 camion ogni 8 ore il fallimento è garantito.
Lo studio acustico (nelle carte che non leggete) conferma da un altro lato la stessa previsione: 45 minuti per ciclo di baia, quindi ogni baia sarebbe operativa 45 minuti a turno e ferma per 7 ore e 15 minuti.
Ipotizziamo invece che lavori quattro ore su sedici (siamo stati buoni): i camion diventano 400, ma saranno anche di più.
Sulla SP12 già oggi ne passano 1.186 (400 mezzi in più sono un +35% mezzi pesanti ADR)
O i mezzi saranno molti più dei 160 dichiarati 6/8/10 volte di più, e quindi i calcoli ambientali, di traffico, di rumore e polveri non valgono niente; oppure i 240 addetti non ci saranno mai. MAI.
La sicurezza, e come ci si è arrivati Le mappe delle aree di danno depositate erano calcolate sulla trietilammina pura. Il 22 luglio, in Conferenza di servizi, l'azienda si è impegnata a non stoccarla pura. Quell'impegno è una semplice lettera un (giurin giuretto). Nelle otto pagine della proposta portata in Consiglio la parola "chimica" non compare mai, e la sostanza non è nominata. Ma chi mai controllerà? Non leggete le carte prima! Controllerete dopo?
Nella stessa seduta le vasche per raccogliere l'acqua usata a spegnere un incendio sono state chieste come prescrizione: nel progetto depositato non ci sono. Servono ad evitare che gli inquinanti per spegnere gli incendi o sversamenti accidentali finiscano nel Rovacchiotto e da qui nel sito Rete Natura 2000 oltre che nel reticolo idraulico.
ARPAE ha dichiarato di avere bisogno di ulteriori chiarimenti prima di esprimersi. I Vigili del Fuoco non erano presenti. La Provincia non ha inviato nulla. Ma cinque giorni dopo, la delibera pronta per il Consiglio Comunale era scritta comunque senza tener conto di quelle richieste.
Ai Sindaci dei comuni vicini
Il PTCP della Provincia e il PSC di Fidenza trattano quest'area come polo produttivo di rilievo sovracomunale, e a quella classificazione è legato l'obbligo di un accordo con gli altri comuni prima di svilupparla. Quell'accordo non c'è. Nessuno vi ha convocati. Fatevi sentire a tutela dei vostri cittadini e di questa terra.
Ai consiglieri di maggioranza che voteranno
(La giunta, che vi spinge a votare, non solo non legge ma non avranno alcuna responsabilità non votando. Amigoni non voterà, Bernazzoli non voterà, Illica Magrini non voterà, Bariggi non voterà, Tedeschi non voterà)
Due anni fa vi siete presentati agli elettori con un programma che diceva no al consumo di suolo, con un'unica deroga: quello che era già previsto e autorizzato. Qui non c'è niente di già previsto e niente di autorizzato: la previsione si crea adesso, su terreni dove — lo scrive il tecnico dell'azienda — "non è ammesso l'insediamento di attività produttive non agricole".
Lo stesso programma prende l'impegno esplicito a ridurre il traffico pesante sulla SP12. Qui se ne aggiunge talmente tanto che non si riesce a quantificarlo.
Sig.ri Consiglieri, quanto vale la vostra parola? Avete promesso zero consumo di suolo. Lo avete letto il vostro programma elettorale?
Fermatevi. Leggete. Chiedete che questo progetto passi da una valutazione ambientale vera. Se regge, non lo fermerà certo. Se non regge, non è un progetto che possiamo permetterci.
Fidenza, 31/08/2026
Per il Comitato «Per il futuro di Fidenza»
Decaneto Lidia — Scita Michele

Nessun commento:
Posta un commento