Il 29 settembre 2026, con il corteo "Luci a San Donnino dal Borgo e dalle sue terre" inizia la Gran Fiera di Borgo San Donnino.
Introduzione al corteo storico che si terrà il 29 settembre 2026
Nel Medioevo, la luce non era un semplice gesto quotidiano o un automatismo: era una conquista, un valore economico e un potentissimo linguaggio simbolico.
Come ricorda la storiografia medievale - e come ben illustra la narrazione de L’età del lume - la candela rappresentava un bene di primaria importanza, capace di scandire l’ordine politico e la vita civile.
Senza la fiamma dei ceri, tutto si interrompeva al tramonto e l’oscurità riprendeva il sopravvento sulle città. Ma oltre alla dimensione pratica, la cera possedeva un profondo valore spirituale e identitario.
Accendere una candela significava spezzare le tenebre, invocare la protezione divina e affermare la presenza vigile di una comunità.
Nel contesto cittadino di Borgo San Donnino, l’offerta dei ceri al Santo Patrono trascendeva la pura devozione individuale per farsi atto pubblico e corale. Non era soltanto un rito religioso, ma il fulcro solenne dell’identità civica e del legame politico tra la città, le corporazioni delle arti e i territori circostanti.
La lettura degli Statuta e il significato dell'Offerta
Il corteo «Luci a San Donnino dal Borgo e dalle sue terre» prende il via proprio richiamando la legge fondamentale che reggeva la vita della comunità: la lettura degli antichi Statuta.
Nelle norme statutarie, l’obbligo di recare in processione ceri e candele di peso e fattura stabiliti non era una formalità amministrativa, ma il segno tangibile di un patto d’alleanza:
* Il valore della Cera: A differenza del più comune sevo (grasso animale), la cera d'api era un materiale nobile, puro e costoso. Offrirla al Patrono San Donnino significava donare alla comunità e alla Chiesa il frutto del lavoro e del sacrificio delle terre del Borgo.
* L'Unione del Territorio: Ogni comunità del contado, ogni vicinia e ogni arte e mestiere partecipava recando la propria luce, riaffermando l'appartenenza a un'unica storia e a una medesima protezione.
Rileggere oggi quelle disposizioni statutarie prima dell'avvio del corteo significa riannodare i fili del tempo. Le luci che sfileranno lungo le vie di Fidenza non sono semplici rievocazioni d'epoca: sono il simbolo vivo di una comunità che riconosce nelle proprie radici, nella propria storia e nella luce di San Donnino la guida del proprio cammino comune.
MP
Programma
Ore 20:00 – Piazza Garibaldi
* Raduno delle frazioni con i labari.
* Esecuzioni della Banda "Città di Fidenza"
Ore 20:15 – Piazza Garibaldi
* Distribuzione dei ceri e sfilata dei labari
* Presentazione dei labari devozionali delle frazioni : Cattedrale, Bastelli (Sant'Anna), Castione (Santa Maria Assunta in cielo), Chiusa Ferranda e Viarola (San Giovanni apostolo), Cogolonchio (San Giorgio), Fornio (San Lorenzo), Pieve Cusignano (San Giovanni Battista), Rimale nuovo (San Giacomo maggiore), Santa Margherita (Santa Margherita), Siccomonte (Martirio di San Giovanni Battista).
Ore 20:30 – Piazza Garibaldi
* Saluto del Sindaco, lettura degli Statuta.
Ore 20:45 – Partenza del Corteo
* Itinerario: Via Bacchini, Piazza Verdi, Via Bacchini, Piazza Gioberti, Vicolo Frate Gherardo, Piazza Duomo.
Ore 21:45 – Piazza Duomo (Accoglienza solenne)
* Ingresso in Cattedrale, saluto del Vescovo S.E. Mons. O. Vezzoli, preghiere a San Donnino, omaggio del Sindaco e consegna del Cero e dei doni.
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(*) CHE I PARROCHIANI DOVESSERO ANDARE CON LE LORO LUCI ALLA FESTA DEL BEATO DONNINO
Decretarono e ordinarono inoltre che tutti i parrocchiani dovessero andare con le loro luci e i loro consoli di persona alla suddetta festa del beato Donin, pena una sanzione di venti soldi imperiali.

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