venerdì 18 settembre 2026

Luci a San Donnino dal Borgo e dalle sue terre

QUOD PARATI[CI] IRE DEBEANT CUM LUMINARIBUS AD FESTUM BEATI DONINI - C54
Item statuerunt et ordinaverunt quod omnes parati[ci] ire debeant cum suis luminaribus cum eorum consulibus per se ad dictum festum beati Donini sub pena soldorum viginti imperialium. (*)

Il 29 settembre 2026, con il corteo "Luci a San Donnino dal Borgo e dalle sue terre" inizia la Gran Fiera di Borgo San Donnino.

​Introduzione al corteo storico che si terrà il 29 settembre 2026
​Nel Medioevo, la luce non era un semplice gesto quotidiano o un automatismo: era una conquista, un valore economico e un potentissimo linguaggio simbolico.
​Come ricorda la storiografia medievale - e come ben illustra la narrazione de L’età del lume - la candela rappresentava un bene di primaria importanza, capace di scandire l’ordine politico e la vita civile.
​Senza la fiamma dei ceri, tutto si interrompeva al tramonto e l’oscurità riprendeva il sopravvento sulle città. ​Ma oltre alla dimensione pratica, la cera possedeva un profondo valore spirituale e identitario.
​Accendere una candela significava spezzare le tenebre, invocare la protezione divina e affermare la presenza vigile di una comunità. 
​Nel contesto cittadino di Borgo San Donnino, l’offerta dei ceri al Santo Patrono trascendeva la pura devozione individuale per farsi atto pubblico e corale. ​Non era soltanto un rito religioso, ma il fulcro solenne dell’identità civica e del legame politico tra la città, le corporazioni delle arti e i territori circostanti. 

​La lettura degli Statuta e il significato dell'Offerta
Il corteo «Luci a San Donnino dal Borgo e dalle sue terre» prende il via proprio richiamando la legge fondamentale che reggeva la vita della comunità: la lettura degli antichi Statuta.
​Nelle norme statutarie, l’obbligo di recare in processione ceri e candele di peso e fattura stabiliti non era una formalità amministrativa, ma il segno tangibile di un patto d’alleanza:
* ​Il valore della Cera: A differenza del più comune sevo (grasso animale), la cera d'api era un materiale nobile, puro e costoso. Offrirla al Patrono San Donnino significava donare alla comunità e alla Chiesa il frutto del lavoro e del sacrificio delle terre del Borgo. 
* ​L'Unione del Territorio: Ogni comunità del contado, ogni vicinia e ogni arte e mestiere partecipava recando la propria luce, riaffermando l'appartenenza a un'unica storia e a una medesima protezione. 

​Rileggere oggi quelle disposizioni statutarie prima dell'avvio del corteo significa riannodare i fili del tempo. ​Le luci che sfileranno lungo le vie di Fidenza non sono semplici rievocazioni d'epoca: sono il simbolo vivo di una comunità che riconosce nelle proprie radici, nella propria storia e nella luce di San Donnino la guida del proprio cammino comune.     
MP

​Programma
​Ore 20:00 – Piazza Garibaldi 
* ​Raduno delle frazioni con i labari. 
* ​Esecuzioni della Banda "Città di Fidenza" 

​Ore 20:15 – Piazza Garibaldi 
* ​Distribuzione dei ceri e sfilata dei labari 
* ​Presentazione dei labari devozionali delle frazioni : Cattedrale, Bastelli (Sant'Anna), Castione (Santa Maria Assunta in cielo), Chiusa Ferranda e Viarola (San Giovanni apostolo), Cogolonchio (San Giorgio), Fornio (San Lorenzo), Pieve Cusignano (San Giovanni Battista), Rimale nuovo (San Giacomo maggiore), Santa Margherita (Santa Margherita), Siccomonte (Martirio di San Giovanni Battista).

​Ore 20:30 – Piazza Garibaldi
* ​Saluto del Sindaco, lettura degli Statuta.

​Ore 20:45 – Partenza del Corteo
* ​Itinerario: Via Bacchini, Piazza Verdi, Via Bacchini, Piazza Gioberti, Vicolo Frate Gherardo, Piazza Duomo.

​Ore 21:45 – Piazza Duomo (Accoglienza solenne)
* ​Ingresso in Cattedrale, saluto del Vescovo S.E. Mons. O. Vezzoli, preghiere a San Donnino, omaggio del Sindaco e consegna del Cero e dei doni.

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(*) CHE I PARROCHIANI DOVESSERO ANDARE CON LE LORO LUCI ALLA FESTA DEL BEATO DONNINO
Decretarono e ordinarono inoltre che tutti i parrocchiani dovessero andare con le loro luci e i loro consoli di persona alla suddetta festa del beato Donin, pena una sanzione di venti soldi imperiali.

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