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mercoledì 4 maggio 2022

Le opere di Alberto Allegri, scultore, al Labirinto della Masone

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Alla presentazione sono intervenuti il Sindaco di Fontanellato Luigi Pinazzi e, per il comune di Fidenza, l'Assessore alla Cultura Maria Pia Bariggi, il significato artistico delle opere è stato illustrato dal critico d'arte Marzio Dall'Acqua. Le opere resteranno ad arricchire il cortile della struttura museale posta al centro del parco di bambù del Labirinto della Masone, creato da Franco Maria Ricci.  

lunedì 1 marzo 2021

Italia Nostra a Fidenza: una serata irripetibile in Piazza Duomo

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Il 22 giugno 1969 la città si riversò tutta davanti al Duomo.
Fu una sera memorabile.

Nel 1969 nasceva ufficialmente la Sezione fidentina di Italia Nostra.
Il verità il gruppo promotore da tempo operava sul territorio e raccoglieva assensi. La città era allora attenta ai valori di conservazione e tutela dei beni culturali compromessi dai bombardamenti bellici, penalizzate scelte urbanistiche successive dettate in parte da emergenze abitative ma anche da incoscienti ottusità.

sabato 20 ottobre 2018

Pino Chiari e le sue opere in mostra

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Nell'ordine da sinistra: Maria Pia Bariggi, Simone Ponzi,
 Pino Chiari, Stefania Provinciali e Marzio Dall'Acqua
Dopo la presentazione dell'evento della Prof.ssa Maria Pia Bariggi, Assessore alla Cultura del Comune di Fidenza, tre interventi hanno salutato l'inaugurazione della Mostra personale del pittore Pino Chiari negli spazi di Via Andrea Costa del palazzo delle Orsoline di Fidenza.
Simone Ponzi, artista, Stefania Provinciali e Marzio Dall'Acqua hanno proposto riflessioni sulla mostra, le opere ed il Pittore Pino Chiari. 

lunedì 15 ottobre 2018

Personale dell'artista Pino Chiari

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Verrà inaugurata venerdì 19 ottobre alle ore 17, a Fidenza presso gli spazi espositivi del Palazzo delle Orsoline di via Costa, 8 la "Personale di Pino Chiari".

La mostra nasce dalla collaborazione del MIM — Museum in Motion del castello di San Pietro in Cerro con il Comune di Fidenza ed è finalizzata a valorizzare un artista del territorio che ha al suo attivo diverse esposizioni in musei e istituzione pubbliche d'eccellenza.

domenica 14 febbraio 2016

Percorso d'arte e di fede in una mostra nella chiesa di San Giorgio

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Inaugurata ieri la mostra "La Via Francigena nell'anno di Giubileo" nella ex chiesa di San Giorgio a Fidenza. La Diocesi di Fidenza è tra i soggetti patrocinatori insieme all'istituto d'arte Toschi di Parma e al Museo Pier Maria Rossi di Berceto.
La mostra rimane allestita in San Giorgio fino al 28 febbraio ed è liberamente visitabile sabato e domenica dalle 15.30 alle 18.30.

martedì 9 febbraio 2016

"La via Francigena nell'anno del Giubileo", 12 opere in mostra

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Nella mostra si potrà ammirare il quadro dedicato  alla Cattedrale del pittore Mario Schifano (1934-1998), un artista fondamentale della Pop Art italiana ed europea. 

Sabato, 13.02.2016, alle ore 11.00, inaugurazione della mostra: "La via Francigena nell'anno del Giubileo" a cura di Marzio Dall'AcquaPatrocinata dal Liceo Artistico Toschi di Parma, dalla Diocesi Di Fidenza e dal Museo Pier Maria Rossi di Berceto  è un viaggio lungo il tempo scandito dai mesi e un percorso di immagini lungo la via Francigena.

lunedì 30 novembre 2015

"PARMALAT. 1961-2015"

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Giovedì 3 dicembre 2015 ne discutono con l’autore, Enrico Patroni:

Roberto Delsignore Presidente Fondazione Monteparma
Paolo Bianchi Sindaco Comune di Collecchio
Giorgio Triani Sociologo della Comunicazione
Marzio Dall’Acqua Presidente MUP Editore
Modera l’incontro il giornalista Luca Ponzi
Una narrazione per immagini di ciò che ha significato il nome Parmalat nella storia della tecnologia, del marketing e della pubblicità in Italia e non solo. 
L’azienda di Collecchio, nata nell'aprile del 1961, ha presto conquistato la leadership mondiale grazie alla qualità del prodotto e alle grandi innovazioni tecniche e di marketing che ha saputo apportare nel settore.

Il gruppo Parmalat è il primo al mondo nel settore lattiero-caseario e questo volume ripercorre, attraverso un ampio apparato iconografico, i momenti più alti nella storia dell’azienda, per farne memoria e, come ci invita a riflettere l’autore Enrico Patroni, risvegliare l’orgoglio di tutti noi verso un’impresa di grande eccellenza che ha visto le sue origini proprio nel nostro territorio. 

PARMA - PRESENTAZIONE DEL LIBRO
"PARMALAT. 1961-2015

di Enrico Patroni

Giovedì 3 dicembre 2015, ore 17.45 
Sala delle Feste di Palazzo Sanvitale Intesa Sanpaolo 
(P.le J. Sanvitale 1 - Parma)



venerdì 12 aprile 2013

La “Pietà" scolpita nell'ulivo di Rino Sgavetta

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La Pietà di Sgavetta nel commento del critico d’arte Marzio Dall’Acqua: 
“Il nodo del dolore si scioglie nell’Eterno”


Nonostante la pioggia, la sera della vigilia delle Palme, in molti si sono riuniti nella chiesa di San Giuseppe per rendere omaggio a Rino Sgavetta che donava la sua “Pietà” intagliata in una radice di ulivo. Il parroco don Felice Castellani ha fatto con la sua tipica gioiosità gli onori di casa (pardon di chiesa). Scusandosi dell’assenza del Vescovo, impegnato fuori Diocesi, ha riferito che Sua Eccellenza ha onorato comunque lo scultore con una visita molto cordiale nella sua casa ed è venuto due volte in chiesa a vedere la sistemazione dell’opera.

giovedì 18 ottobre 2012

La Rocca di Borgo: un'eredità rifiutata

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Da sinistra:  Carlo Giavarini, Graziano Tonelli,
Ambrogio Ponzi ed il Sindaco Mario Cantini

Nella splendida cornice del Ridotto del Teatro Magnani si è tenuto il convegno, organizzato dall'associazione “le Vie del Sale” e dedicato alla storia ed alla cronaca della nostra “cara vecchia Rocca”. Già mezz'ora prima dell'inizio le poltroncine della sala cominciavano a riempirsi a dimostrare l'interesse dei fidentini per l'argomento in proposito. Oltre al ricco materiale fotografico erano esposti nella sala alcuni disegni, carboncini o cartoni dipinti del pittore Ettore Ponzi che visivamente introducevano l'argomento che letteralmente suonava così “C'era una volta … la rocca di Borgo san Donnino”.

sabato 6 ottobre 2012

"C'era una volta la Rocca ..." convegno a Fidenza

4 commenti:

Sabato 13 ottobre alle ore 16 presso il Ridotto del teatro Magnani l'Associazione culturale “Le Vie del Sale” organizza un convegno pubblico “c'era una volta … La Rocca di Borgo San Donnino”. Il programma prevede, dopo i saluti dell'Amministrazione comunale e l'introduzione di Benvenuto Uni Presidente dell'associazione la seguente articolazione degli interventi: Carlo Giavarini “La Rocca e il Borgo”, Marzio Dall’Acqua “Appunti sulle fortificazioni di Borgo”, Ambrogio Ponzi “La Rocca nelle immagini del pittore Ettore Ponzi” e, per finire, Claudio Saporetti “Un ricordo della Rocca”.

mercoledì 4 gennaio 2012

Notte e alba d'una Cattedrale: cronaca di un evento

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L'intervento in apertura della dottoressa Lina Callegari
Un innegabile successo di pubblico e di copie vendute ha coronato la presentazione del volume di Umberto Primo Censi e Gianandrea Allegri "Notte e alba d'una Cattedrale" sottotitolato "La Pieve-santuario di Borgo San Donnino nei secoli IX-XII". Dissipati quindi i timori degli autori e del responsabile della collana "Il Trabucco" Guglielmo Ponzi che ritorna quindi sulla scena della cultura fidentina con questo saggio che, come dirà poi il relatore prof. Marzio Dall'Acqua, fa rivivere altri felici momenti di elaborazione culturale in una città che, a questo proposito, si muove "a corrente alternata". Ricorda infatti Marzio Dall'Acqua che circa cinquant'anni fa, a Fidenza, lui ed altri stessi protagonisti di oggi avevano vissuto un momento analogo che si era concretizzato in alcune notevoli iniziative quali l'uscita della rivista d'arte e cultura "Proposta" e la nascita della sezione locale di Italia Nostra cui il nome di Guglielmo Ponzi è indissolubilmente legato.

Del prof. Marzio Dall'Acqua riportiamo sotto la prefazione al libro titolata "Come un corpo santo divenne città e cattedrale scolpita", nel titolo possiamo già intuire una delle possibili chiavi di lettura del libro. Altri stimoli di approfondimento storico e di "uso" del libro le troviamo negli interventi di Lina Callegari, assessore alla cultura del Comune di Fidenza, e  del Vescovo Carlo Mazza, presenti insieme agli autori nella sala del ridotto del Teatro Magnani dove è avvenuta la presentazione del pubblico.
Comprensibilmente più stringati gli interventi degli autori cui siamo debitori delle oltre duecentocinquanta pagine del libro.
Premettiamo alla prefazione del libro del prof. Marzio Dall'Acqua alcune foto dell'evento partendo, per partigianeria di nonno, dal banchetto allestito all'ingresso del Ridotto per la prevendita del volume.


Anna ed Elisa P. che hanno curato l'accoglienza e la prevendita del catalogo 

Veduta parziale del pubblico presente in sala

L'intervento in apertura della dottoressa Lina Callegari

Guglielmo Ponzi curatore della collana "Il Trabucco" nel suo intervento. 

L'intervento del prof- Marzio Dall'Acqua, sovrintendente
degli Archivi di Stato dell'Emilia Romagna 
 

Umberto Primo Censi, studioso e coautore  del libro 

Gianandrea Allegri, studioso e altro coautore del libro 
S.E. Carlo Mazza Vescovo di Fidenza che, col suo ricco e
stimolante intervento, conclude i lavori
 
Come un corpo santo divenne città e cattedrale scolpita

In un paesaggio d'acque e di verdi terre emerse, tra folte foreste ed acquitrini, nei quali talora si nasconde il Po, vastità deforme, dopo il crollo degli argini, nelle notti senza luna si alzano i fuochi fatui dagli stagni e non meno misteriose fiammelle da tumuli enigmatici a segnalare presenze di corpi santi, di confessori della fede e martiri nascosti e abbandonati, ma non dimenticati da chi li sogna e seguendo la visione onirica ne ritrova le reliquie, in una epifania che diventa riconoscimento di una comunità che sta lottando contro questa natura selvaggia. Così nei martirologi e nei leggendari di molti santi di cui si racconta l'inventio, avviene la scoperta dei corpi.
E in mezzo a boschi fitti, al limite del ritorno alla preistoria, viene alla luce anche il corpo di san Donnino, che giace, come è rappresentato in scultura sulla facciata del Duomo di Fidenza, con la propria testa tra le mani poste sul petto.
Che cosa abbia rappresentato la presenza di questo corpo e il suo rinvenimento e riconoscimento, attraverso i miracoli, è il tema di questo originale e denso saggio di Umberto Primo Censi e Gianadrea Allegri sulla pieve-santuario di Borgo San Donnino, che ricostruisce e sintetizza la storia di una reliquia intorno alla quale inizia il riscatto di un territorio che ha dimenticato d’essere stato città, al punto di smemorare il proprio stesso nome, che ha seguito le sorti dell'urbe morta. In questa terra sommersa da alluvioni e inondazioni, da un grigiore di fango dal quale raramente emergono frammenti e reperti, incapaci però di comunicare alcuna vibrazione, alcuna nostalgia per un passato glorioso ed eroico, nell'incertezza del riscatto di questo mondo selvaggio, attraversato da strade che portano e vengono da lontano, nella fatica della sopravvivenza, nell'incertezza del vivere, vi furono l’inventio e l’identificazione.
Se il passato è muto e silenzioso, il corpo santo apre e scandisce il nuovo evo, riattiva lo scorrere del tempo, diventa il catalizzatore di un aggregarsi d'uomini, d’emozioni e di fede che, senza saperlo, senza progettarlo, tra eventi e contraddizioni, casualità e ambizioni, contribuisce alla nascita del santuario - borgo.
Ecco questo libro ricostruisce la storia, come facendo emergere le immagini da un caleidoscopio, data la frammentarietà dei documenti e delle informazioni sicure sulle quali lo storico può sostenere la sua navigazione nel tempo, con una ricchezza di ipotesi, di nuovi dati ed informazioni, di tesi e piste interpretative che scaturiscono dall'acribia nell'esame dei dati locali, ma anche interpretando questa dimensione con quella sempre più vasta dei territori intorno, interagenti, e con i modelli che realtà consimili propongono.
Quello che colpisce di più in questo ottimo e ricco saggio è l'adesione alle fonti documentarie ed il rigore, privo di prevenzioni ideologiche e culturali, con l'applicazione rigorosa di un metodo storiografico, che non cede certo alla facile esaltazione del localismo e della sua tradizione storicistica. La propria storia, i documenti delle proprie identità sono esaminati con il giusto distacco nella luce della storia medievale generale, ma in serrati confronti, in disamine che spaziano tra le fonti con rigore e puntualità, consultando e compulsando testi e pergamene, con attenzione alla cronologia, alla coerenza della ricostruzione, al non cedere a facili formule o soluzioni preconfezionate. Mai proiettando sul passato le ideologie o i processi mentali ed interpretativi dell'oggi, non rinunciando per questo ad accettare e a comprendere quanto di numinoso ha fatto e fa parte della devozione a San Donnino e del suo culto nei secoli, per cui nelle vicende storiche esaminate, attraverso la liturgia, il diritto canonico e quello civile, l'economia, la politica e le istituzioni nel loro farsi e mutare e quant'altre discipline possano agevolare la ricerca e fornire risultati, non si è mai dimenticato che la spinta progressiva venne dalla convinzione profonda e radicata negli uomini all'intorno "che il carisma delle guarigioni fosse operante là dove giacevano le reliquie".
Da qui la ricostruzione del primitivo originario santuario che si trasforma in pieve, in una struttura ecclesiastica collegata e sostenuta dal potere diocesano del vescovo di Parma, per cui il vicus, nato sui resti della necropoli romana, favorì la creazione della pieve-santuario e questa "contribuì in modo decisivo all'affermazione del borgo". Le diffusione di passionari e leggendari, ma anche di momenti di preghiera e liturgia particolari, fecero sì che la pieve di Borgo San Donnino, dopo la Cattedrale di Parma, divenisse la più importante e la più ricca della diocesi. Da quella stessa ricchezza e per la sua difesa nascono i movimenti interni alla Chiesa, i "partiti" della Riforma, mentre tutt’attorno la rinascita economico - demografica, espressa nella creazione del mercato di Borgo prima del 1044, l’aggressività delle aristocrazie con la creazione di castelli e di chiese private cominciano a stringere da vicino la Pieve. L’istituzione del Monastero di Castione egemonizzato dai Pallavicino assurge al ruolo di antagonista religioso del centro plebano di Borgo. Da qui ancora la crisi nei rapporti fra la Pieve ed i vescovi parmensi, antichi fautori e protettori. Lo sviluppo dei commerci, di nuove vie di comunicazione, passi sul Po e centri alternativi, contribuiranno a separare la Pieve dal Borgo che, espandendosi ulteriormente, ne oltrepassa la cinta muraria dilatandosi nel Borgo Novo,
Nello scontro tra Impero e Papato, nel nascere ed affermarsi dei Comuni, quelli contrastanti di Piacenza, Parma e Cremona, che di volta in volta passano dal partito imperiale a quello papale, Borgo San Donnino cercherà di sviluppare una propria autonomia comunale, di cui gli Autori definiscono bene i limiti e la natura, le difficoltà di definirsi giuridicamente tra vicini troppo potenti, ma che in nuce si esprime come parziale affrancamento di cui, anche quelli cittadini, non potranno non tenere conto.
La nascita della Cattedrale, il ciclopico sforzo, sotto tutti gli aspetti, anche economici e finanziari, che questo comportò è il capitolo più bello, in un certo senso, più mosso ed articolato del libro, con la Santa Sede che trova il modo di riconquistare un territorio che sembrava esserle sfuggito e dà più vigore ad un progetto architettonico e simbolico nato da altri, in un compromesso precario e delicato di inespresse discordanti finalità di supremazia che si fa pietra, architettura e scultura. Un monumento che ricongiunge la città con le vicende del culto del santo. E per sempre.
Un unico rimpianto che l'amico Carlo Soliani, al quale il volume è dedicato, che dal 1976 ha collaborato con Censi e Allegri a rinnovare la storia delle "Terre Pallavicine" non possa leggere queste pagine, non essendo più con noi.

Marzio Dall'Acqua