domenica 12 luglio 2026

50 anni dopo la catastrofe: a Seveso si fa memoria, a Fidenza si progetta



Il 6 maggio 2026 è stato avviato il procedimento per l'approvazione dell'ampliamento dell'insediamento produttivo logistico della società Essers Italia S.r.l., progetto che comporterebbe la distruzione di altri 20 ettari di campagna per un nuovo polo logistico con attività legate allo stoccaggio di prodotti chimici soggetti alla normativa “Seveso” nel cuore di un'area ad altissima frequentazione umana, la nostra.

Cinquant'anni fa, il 10 luglio 1976 una nube tossica fu il primo segnale della catastrofe. Il triste anniversario è stato ricordato dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella al Bosco delle Querce di Seveso accompagnato dal Presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana.

Riprendiamo questo ricordo storico dall'articolo di di Pierfranco Redaelli, Seveso (Monza e Brianza) pubblicato giovedì 9 luglio 2026 su quotidiano Avvenire:

"Aveva colto tutti di sorpresa la catastrofe ecologica che il 10 luglio 1976 avvenne a Seveso, anche se la brezza, che nel caldo mezzogiorno di quel giorno soffiava da Meda verso Seveso e la sua frazione di Baruccana, aveva l'aroma dolce delle essenze che l’Icmesa (Industrie Chimiche – Meda – Società Azionaria) produceva accanto al mortale Tcf Tc nel reparto “A101” dello stabilimento. Alcuni anziani ricordano ancora che «spesso l’aria sapeva di questi profumi, per questo nessuno ci aveva fatto caso». L’esplosione passò quasi sotto silenzio: qualche automezzo dei pompieri e poi la calma sembrò ritornare. La tragedia si manifestò fra il 14 e il 15 luglio quando le analisi interne di Givaudan, la multinazionale svizzera controllata dalla Hoffman La Roche, confermarono l’uscita e la dispersione nell’atmosfera di una nube di diossina Tcdd, sostanza estremamente tossica, che in poche ore investì una vasta area di comuni confinanti con lo stabilimento."





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