Visualizzazione post con etichetta pittura. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta pittura. Mostra tutti i post

domenica 12 aprile 2026

Mostra Giò Testi, un commento di Mirella Capretti

2 commenti:


Mostra Giò Testi


Non mi è facile ridurre ad un commento la mostra "Il mondo di Giò Testi" che ho visto con vero piacere il giorno dell'inaugurazione.
Avevo conosciuto Giò - anch'io, un tempo, raccoglievo francobolli - un fidentino amante della sua Città, ricambiato con grande stima, un personaggio con i baffi, che a suo modo ha lasciato il segno.
Avevo apprezzato la sua indole umana e artistica e il suo estro creativo, in particolare nelle caricature e nei collages di francobolli, credo una sua invenzione.
Ora la mostra mi ha dato la bella occasione di rivedere alcune sue opere e anche i dipinti che non ricordavo.
Così mi è sembrato chiaro che in Giò convivessero tre espressioni artistiche personali, ben distinte e di carattere:

mercoledì 1 aprile 2026

Oli, collages, caricature di Giò Testi a Fidenza

Nessun commento:

Negli spazi della Sala Mostre di Via Costa 8 di Fidenza, è ospitata l'esposizione “Oli, Collages e Caricature, il mondo di Giò Testi” inaugurata sabato 28 marzo, presentata dalla prof.ssa Maria Pia Bariggi, vicesindaco e assessore alla cultura del comune di Fidenza e curata dall'Associazione Lepidus.

La mostra, che consiglio di visitare (o rivisitare), è aperta fino al 12 aprile ed è aperta, ad ingresso libero, nel giorni di sabato e in quelli festivi nei seguenti orari: 11.00–12.30 / 17.00–19.00.


sabato 21 marzo 2026

Personale a Bologna dell'artista Simone Ponzi

1 commento:
Oggi, 21 marzo, alle 17, l'inaugurazione della personale dell'artista Simone Ponzi alla galleria L'ARIETE ARTECONTEMPORANEA di Bologna. L'esposizione è corredata da catalogo monografico con testi di Pasquale Fameli e Chiara Cardini. Curatore Pasquale Fameli.
In mostra troviamo l’ultima serie di opere a tecnica mista realizzate nel 2025 e dedicate al tema del paesaggio, costante oggetto della ricerca dell’artista.


Informazioni Evento

"il Mondo di Giò Testi", esposizione a Fidenza nella Sala Mostre di Via Costa 8

Nessun commento:

 


Giorgio Testi è un fidentino che, nel 2000 a Vercelli, si classificò 1° alla 12^ biennale di caricatura. Ebbe la meglio quella volta su altri 313 artisti di 46 diverse nazioni con una sbalorditiva caricatura di Dario Fo eseguita nel 1999.

venerdì 22 marzo 2024

"Come l'aria", mostra personale di Elisa Faroldi presso la "Celestina art gallery"

Nessun commento:

 
Elisa Faroldi espone le sue opere a Fidenza presso la "Celestina art gallery" di piazza Duomo.
L’inaugurazione avverrà alle ore 17 di sabato 13 aprile e la mostra resterà aperta sino a domenica 21 aprile osservando questi orari di apertura: sabato e domenica 10-12 e 16.30-19 , mercoledi mattina 10-12.

venerdì 18 settembre 2020

La mostra personale "Foglie di Carne" dell'artista Marilena Sassi a Casa Cremonini

Nessun commento:

Nello spazio espositivo di Casa Cremonini è allestita la mostra personale "Foglie di Carne" dell'artista Marilena Sassi che vive e lavora a Varano dei Marchesi (Parma) ed ha partecipato a numerose mostre collettive e personali in Italia e all'estero. 

sabato 8 dicembre 2018

“COLLEZIONE AUTUNNO-INVERNO” Mostra della pittrice fidentina Ivana Bianchi

Nessun commento:

Inaugurata oggi, 8 dicembre, a Casa Cremonini la personale della pittrice fidentina Ivana Bianchi dal titolo “COLLEZIONE AUTUNNO -INVERNO” che si protrarrà sino al 6 gennaio ed è visitabile da mercoledì a domenica dalle 9 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 17.30. 
Il tradizionale taglio del nastro è stato preceduto dall'intervento dell'assessore alla Cultura del Comune di Fidenza Maria Pia Bariggi. 
Sono state presentate alcune creazioni tratte dai dipinti delle pittrici Ivana Bianchi e Raffaella Bellani.

domenica 2 dicembre 2018

Rino Sgavetta, mostra personale di dipinti e sculture a Parma

Nessun commento:


Non è da tutti compiere novantun anni, in forma, dopo vari problemi di salute, e il giorno dopo… inaugurare una mostra personale di dipinti e sculture!
Il personaggio è Rino Sgavetta, un vecchio solo per l’anagrafe, con l’entusiasmo di un ragazzino e tanta voglia di fare e mettersi in gioco, tra la meraviglia di chi lo conosce bene.
Il titolo della mostra è “ENERGIA VITALE”, titolo appropriato per una considerevole esposizione di opere, molte delle quali mai esposte (pochi conoscono la vasta produzione dell’Autore) ora letteralmente messe in luce - la luce ideale, quella radente - nella splendida, bianca e spaziosa “CHAOS ART GALLERY” di Vicolo Leon d’Oro, 8, a Parma.

lunedì 15 ottobre 2018

Personale dell'artista Pino Chiari

Nessun commento:

Verrà inaugurata venerdì 19 ottobre alle ore 17, a Fidenza presso gli spazi espositivi del Palazzo delle Orsoline di via Costa, 8 la "Personale di Pino Chiari".

La mostra nasce dalla collaborazione del MIM — Museum in Motion del castello di San Pietro in Cerro con il Comune di Fidenza ed è finalizzata a valorizzare un artista del territorio che ha al suo attivo diverse esposizioni in musei e istituzione pubbliche d'eccellenza.

sabato 3 marzo 2018

A Fidenza l’arte emergente è donna

3 commenti:

L’arte emergente e innovativa spesso guarda al mondo con occhi femminili. Non è raro fra gli stand accorgersi che più del cinquanta per cento delle opere esposte sono firmate da donne e che alcune gallerie puntano addirittura solo su nomi femminili. 

venerdì 2 marzo 2018

Gillo Dorfles: critico e pittore.

Nessun commento:
Milano, 2 marzo 2018 - Si è spento all'età di 107 anni Angelo Dorfles, detto Gillo. Nato a Trieste il 12 aprile nel 1910 è stato un importante critico d'arte, pittore e filosofo. A renderlo noto è stato il nipote spiegando che le condizioni fisiche dell'artista erano peggiorate nelle ultime 24 ore. 
Gillo Dorfles era nato a Trieste nel 1910. Un pittore che ha anche scritto numerosi saggi di estetica. Nel 1948 fonda il MAC (Movimento Arte Concreta, o Movimento Arte Concreta) insieme con Monnet, Soldati e Munari.
Lo ricordiamo con questo articolo che avevamo pubblicato il 16 maggio 2011 e che ora abbiamo dovuto aggiornare.

https://qnvideo.mp4
Gillo Dorfles "L'arte è l'unica passione alla quale sono rimasto fedele. Saba era un vero presuntuoso, Svevo sempre adorabile"

sabato 17 febbraio 2018

"Espressione Donna", una mostra al femminile

Nessun commento:
PERIODO MOSTRA: 3 – 11 MARZO
ORARI : venerdì 16-18,30 sabato e domenica 10-12 16-18,30

ESPRESSIONE DONNA”, la mostra pittorica organizzata dal Comune in occasione della manifestazione della “Festa della Donna”, prende forma presso i locali di OF ORSOLINE e sarà inaugurata il 3 marzo alle ore 10

martedì 31 luglio 2012

Johannes Ferdinand Khien (Neusohl 1656 - Vienna 1723) a Zibello

Nessun commento:


All’interno della quattrocentesca chiesa di Zibello di fondazione pallaviciniana si possono ammirare numerose opere di pregio, tra cui questa affollata scena biblica, collocata sulla parete di destra del presbiterio,  che  però non è  “La raccolta della manna” come si è  solitamente ritenuto, bensì  “Mosè che fa scaturire le acque dalla roccia del monte Horeb” (Es. 17,3-7):  solo così, infatti, si  possono spiegare la verga impugnata dall’accigliato profeta,  l’atteggiamento dei personaggi affaccendati con brocche e bacili in rame, ma anche in prezioso argento sbalzato, i bambini che si dissetano prendendo l’acqua dalle mani della mamma e infine il cagnolino che si abbevera alla corrente del ruscello.Nessun dubbio invece per quanto riguarda l’autore, grazie alla scritta  in basso a sinistra, dove, accanto alla data 1699, compare in evidenza  il nome di Ferdinando Chieni (“Pingente Ferdinando Chieni Ungaro”): nome italianizzato di Johannes  Ferdinand Khien (Neusohl 1656 - Vienna 1723), valente  pittore battaglista, di origine ungherese,  la cui vicenda biografica e artistica, fino a ieri del tutto sconosciuta,  è stata  da poco ricostruita con grande accuratezza  da  Klara Garas (Lubiana, 2000). 
Di incerta formazione, ma figlio del pittore Johann Christoph, Ferdinando Chieni, citato dallo Zani come Chier o Chierici (il suo cognome,“scritto sbagliato o letto sbagliato, capito sbagliato, interpretato secondo gli usi locali” è citato anche come Kien, Kuhn, Chien, Khuen, Tieni, Chiari ecc) appartiene a un’antica famiglia di artisti, pittori e scultori,  attivi nel XVII secolo, tra cui abbastanza famoso Hans Jakob Khien (Khirn), pittore operante al servizio dell’arcivescovo di Bratislava e della famiglia  Esterhazy a Eisenstadt (1669).
Tema ricorrente della maggior parte delle  sue opere, a partire dalle prime tele datate al 1682, è la battaglia, con furibondi scontri tra cavalieri,  chiaramente ispirati    all’epica delle continue  guerre contro i Turchi: circa una decina di dipinti finora individuati nelle principali collezioni di  Salisburgo Vienna e Sibiu. Klara Garas, che  ritiene probabile   un viaggio in Italia di Khien  negli anni Novanta, ignora tuttavia  l’esistenza del quadro  autografo della chiesa Zibello, la cui marcata impronta “battaglista”, è evidenziata  dal cielo tempestoso, dal paesaggio scuro e tormentato e dagli accampamenti israeliti brulicanti di figure in movimento.

Sempre nella stessa chiesa parrocchiale, le guide locali  attribuiscono a Chieni pure i tre quadri del coro: “La Madonna col Bambino e Santa Teresa d’Avila”, “Il miracolo di San Benedetto” e il “Martirio dei SS.Gervasio e  Protasio”, ma solo quest’ultimo, composto in modo non del tutto convenzionale e con qualche richiamo  alla cultura veneta e emiliana,    può essere sicuramente assegnato al pittore ungherese.  La sua sistemazione  del tutto  posticcia come pala d’altare fa inoltre dubitare che si tratti proprio  dell’originario  pendant del Mosè, la cui esistenza, sul lato opposto del santuario (attualmente occupato dalla “Gloria” domenicana del bavarese Ignaz Stern) è confermata dai documenti dell’archivio parrocchiale, in  particolare dalle “Memorie Gardini”, che danno   notizia del doppio incarico affidato dalla locale  Confraternita del Santissimo Sacramento al poco più che trentenne artista  ungherese, dimorante a Parma e forse in attesa di riprendere il suo viaggio di formazione alla volta di Firenze, Roma e  Napoli: “La Venerabile Confraternita del Santissimo Sacramento della priorale Chiesa di Zibello ha fatto fare a sue spese sotto il priorato del Signor Giovan Battista Boni li doi quadri che sono nel Coro dalle parti dell’Altar maggiore per il quale ha dato lire 1400, cioè 700 per quadro; qual pittore è stato un tal signor Ferdinando Chieni, ongaro, di presente abitante in Parma et a di 14 agosto 1699 sono stati attaccati al muro di questa Chiesa da mastro Giovanni Biazzi, marangone, quale ha fatto le cornici”.


In questo secondo dipinto, che ci sembra largamente  sottovalutato,  Chieni ambienta l’episodio del martirio dei santi patroni in uno spazio aperto, proprio nell’attimo in cui il carnefice sta per sferrare il colpo fatale alla testa di Protasio, mentre in primo piano giace riverso in diagonale il corpo privo di vita  di Gervasio, sul quale gli aguzzini hanno crudelmente  infierito con i flagelli, rimasti abbandonati a terra vicino alla colonna del supplizio.
All’esecuzione  dei due fratelli gemelli milanesi, figli di Vitale e Valeria pure essi martiri cristiani, assiste dall’alto del suo trono il crudele Astasio, la cui figura inturbantata è avvolta in un cono d’ombra, mentre dal lato opposto si affaccia  il vecchio sacerdote pagano che  tenta  di indurre il giovane ad abiurare la fede cristiana e a rendere omaggio all’idolo in bronzo ( un Giove fulminante, ma la  nudità lo rende molto improbabile), davanti al quale è collocata una sottilissima anfora da cui si espandono  fumi  d’incenso.

La composizione che si snoda con manieristica facilità tra le architetture del fondo, dove si intravedono un anfiteatro e le statue degli dei che evocano la Roma dei Cesari ( anche se la struttura dell’anfiteatro sembra piuttosto ricordare l’arena di Verona, forse la prima tappa italiana del suo viaggio), si avvale come quinta prospettica sul lato sinistro della sinuosa figura di un soldato romano,  che si incrocia con quella di un innocente fanciullo dallo sguardo smarrito e col dito puntato verso il corpo livido e piagato di Gervasio. Non si conoscono di questo pittore altri  quadri a soggetto devozionale.
Dopo le vigorose prove di Zibello, sull’attività di Chieni  nell’ambito del Ducato le  fonti locali offrono ben poche notizie. Esse sono  sostanzialmente riconducibili all‘elenco dei quadri di Clara Zimmarani, redatto nel 1713 a Parma da L. Tremonti e I. Spolverini e riportato da Scarabelli-Zunti, dove l’artista ungherese  figura come autore di due battaglie, e a un’ incisione di analogo soggetto,  segnalata da Patrizia Consigli (”La battaglia nella pittura del XVII e XVIII secolo”, 1990) tra le stampe della Raccolta Ortalli della Biblioteca Palatina. (n. 8219).
Nuove   tracce, molto interessanti anche se  solo epistolari, portano invece   a Venezia,  dove il valente  pittore risulta “commorante” tra il 1706-7. La sua presenza nella città lagunare è  confermata da alcune lettere pubblicate da Franca Zava Boccacci in uno studio del 1996 dedicato alle origini della collezione Conti di Lucca, formata inizialmente  da autori in prevalenza veneti, tra cui Carnevalis e Canaletto,  ma anche da petits maitres di stanza nella città lagunare, pittori di genere  più o meno conosciuti, come appunto il nostro Chieni   (“I veneti nella Galleria Conti di Lucca”, in “Saggi e memorie di storia dell’arte”, v. 17, 1990).
Con  una lettera inviata a  Stefano Conti  il 29 giugno 1707, Chieni, che si sottoscrive  “ungaro pitore in Venetia” specificando ancora una volta   la propria patria ungherese,  dichiara di essere autore di quattro piccole tele, consegnate  nel maggio dell’anno precedente. Di questi dipinti, difficilmente rintracciabili dopo la dispersione ottocentesca, egli  fornisce, su richiesta dello stesso collezionista  lucchese, una dettagliata descrizione, una sorta di “autentica”, nella quale sono indicati con precisione  i soggetti e le misure: 
“due quadretti di battaglie di quarte 3 e 5 per traverso  il mese di Magio 1706. E gli altri due di quarte 5 e 7 per traverso  di figure piccole esprimente uno il diluvio universale e l’altro quadro Noè entro nell’arca con molti animali e volatili, quali sono originali et depinti di mia propria mano”. Se si considera che la “quarta” corrisponde a un terzo di “braccio” veneziano, cioè 17 centimetri,  le due  battaglie dovrebbero misurare circa 59x85, mentre le scene bibliche 85x110. Dal tono della lettera, che accompagna l’attestato,  si direbbe che il pittore  non stia attraversando un buon momento, per cui  non esita a sollecitare nuovi incarichi da parte del suo   facoltoso committente: ”Sto aspetando qualche altro suo comando che mi faria gratia particolare, stante che io al presente ho pocho da fare promitendo con qualche vantaggio di farlo star ben servito suplicandola degli suoi stimatissimi comandi et …”
Ed è proprio nel solco delle ricerche veneziane di Franca Zava Boccacci, che si colloca l’illuminante contributo di Klara Garas, per cui da oggi possiamo guardare ai quadri di Zibello con un occhio diverso,  meno  condizionato dagli  sbrigativi giudizi espressi in passato.

Guglielmo Ponzi            
(Pubblicato dal settimanale diocesano  il Risveglio 10 dicembre 2010)

mercoledì 30 novembre 2011

Il martirio di S. Andrea nell'arte

Nessun commento:


Andrea, già discepolo di Giovanni Battista, comunicò al fratello Pietro di aver incontrato il Messia. Entrambi furono chiamati dal Maestro sulle rive del lago per diventare "pescatori di uomini". Crocifisso a Patrasso é particolarmente venerato nella Chiesa greca.
Nel giorno a lui dedicato proponiamo alcuni importanti dipinti relativi al suo martirio. Ricordiamo che un bel dipinto di Girolamo Cenatiempio di proprietà della Cattedrale di Fidenza è conservato nel Museo del Duomo della nostra città.
Girolamo Cenatiempo è stato un pittore italiano napoletano del XVIII secolo, della scuola di Luca Giordano, attivo fra il 1705 ed il 1742.

Immagine dall'archivio del Museo del Duomo di Fidenza.
"Una composizione originalissima, con grande affollamento in terra ed in cielo: davvero notevole questo "Martirio di S. Andrea", di proprietà della Cattedrale di Fidenza, e stabilmente entrato a far parte delle collezioni del Museo del Duomo."

mercoledì 14 settembre 2011

Nicola Di Roberto pittore: alcuni nuovi lavori.

2 commenti:
Nicola Di Roberto in divisa militare

Il nostro post 2011/08/nicola-di-roberto-pittore.html, ripreso da TWIMC ha raggiunto il pronipote del pittore negli Stati Uniti dove vive e risiede. Ci ha inviato una nota che riportiamo e alcune immagini di altri lavori conservati a Popoli, bellissima cittadina Abruzzese

lunedì 29 agosto 2011

Paesaggi schipetari da Faik Skopeci

Nessun commento:

Faik Skopeci è un pittore albanese che ama e dipinge il paesaggio del suo paese con vivacità di colore e precisione di disegno. Ammirato dalle vedute albanesi che Ettore Ponzi dipinse nei lontani anni quaranta ha recentemente pubblicato su una rivista albanese un profilo del pittore fidentino. In questa pagina oltre ad alcune opere del pittore anche la sua biografia ed un recentissimo filmato in cui  vengono presentate altre sue opere.






Biografia breve
Faik Skopeci è nato il 5 aprile 1967 nel villaggio Rashtan, Prrenjas (Albania). Dopo la maturità nel 1987 ha iniziato gli studi presso l'Accademia Militare di Tirana. Nel 1991 terminati gli studi e ha iniziato la sua carriera come ufficiale delle Forze Armate di Albania.
Nel 1997 era in servizio nella città di Laç (piccola città, circa 45 km a nord di Tirana). Un giorno di luglio di quell'anno ha acquistato un pacchetto di colori ad olio, alcuni pennelli ed ha cominciato a realizzare un dipinto, dando spazio al suo sogno infantile di diventare un pittore. 
Sostenuto da alcuni amici artisti a Lac nell'ottobre del 2000 ha aperto la prima mostra, un mese dopo esponeva al Centro Culturale delle Forze Armate a Tirana e nel 2001 espose 15 dipinti alla Scuola di Ingegneria di Izmir, in Turchia, dove ha frequentato 8 mesi di studio in questa scuola. Ha inoltre partecipato alle manifestazioni artistiche organizzate dalle Forze Armate della Repubblica di Albania.

lunedì 15 agosto 2011

Albania il Paese delle aquile (Shqipëria)

Nessun commento:
La rivista Mbrojtja del Ministero della Difesa dell'Albania dedica un articolo al pittore fidentino Ettore Ponzi, che in quel paese visse tre anni, dal 1941 al 1943, durante l'ultimo conflitto  mondiale. Subì Ettore il fascino di quel paese ed i suoi quadri che ha dipinto in quegli anni sono per noi una cosa preziosa. Dei tre anni passati Ettore oltre a quadri e guerra conservò altri ricordi di quella terra, ricordi di umanità e di ospitalità, ma anche di povertà e fierezza, ricordi di costumi che quasi ha tentato di introdurre, senza successo in verità, in famiglia. Abbiamo poi foto, cartoline, corrispondenza che conserviamo gelosamente. come conserviamo quel che resta di quelle coperte di lana grezza albanese preziose durante gli inverni del dopoguerra. Di lana grezza albanese anche le maglie e le calze invernali di mio padre quando dipingeva lo Stirone innevato o le colline. 
Ora l'amico Faik Skopeci rende omaggio alla memoria di mio padre questo articolo il cui titolo stesso da la misura di quanto abbia capito di mio padre. Il titolo grosso modo dice ETTORE PONZI Il pittore che trasformava i coperchi di legno delle cassette per le munizioni in tavolozze” . Dall'incerta mia traduzione penso di capire che, dopo un preambolo, viene presentata l'opera pittorica di Ettore seguendo quanto da me pubblicato o in altro modo comunicato a Faik. Alla fine qualche riferimento alla recente reciproca corrispondenza.







Nell'inviarmi la rivista Faik così scrive nel suo italiano incerto:
 Caro amico,
In allegato troverete la rivista (magazine) militare MBROJTJA (LA DIFESA). Articolo è pubblicato sulle pagine 46-49 Quelli che ho scritto per l'artista Ettore per voi sono noti. Ho scoperto la storia e l'opera di Ettore Ponzi per l'opinione pubblica albanese.
Titolo del lavoro piu o meno  è “ETTORE PONZI Il pittore che trasformata su coperchi di legno delle cassette per le munizioni in tavolozze”
Per me è difficile fare la traduzione in italiano, per questo motivo ho  ritardato alcuni giorni. Per curiosità vi dico che l'articolo è una "scoperta" al pubblico in Albania,  Ettore Ponzi e le sue opere meritano di più. Continuerò a svolgere questo compito.
Un saluto
Faik Skopeci


**********************
Faik SKOPECI vive a Tirana in Albania ed è un ufficiale delle Forze Armate di Albania. La pittura è hobby e passione ed ha iniziato a dipingere ad olio nel 1997.

L'ispirazione per la pittura proviene direttamente dalla natura albanese con montagne, fiumi e valli interessanti.
Nel settembre 2000, la sua prima personale mostra a Laç (Albania),  nello stesso mese
presenta 30 opere nel Centro Culturale delle Forze Armate a Tirana. 

Nel maggio 2001 la seconda mostra personale presso la Scuola di Gennio a  Izmir
 Turchia.
Alcune sue opere sono visibili all'indirizzo: http://www.ioarte.org/artisti/Pitura/


**********************
Le opere di Ettore Ponzi in terra albanese e macedone sono visibili alla pagina:

sabato 4 giugno 2011

La mostra di Lucio Brugliera

Nessun commento:



Nella cornice dell'ex-chiesa di San Giorgio a Fidenza è stata inaugurata la mostra del pittore Lucio Brugliera. L'evento è stato presentato dal critico d'arte prof. Giovanni Godi e dal Vescovo di Fidenza S. Ecc.za Mons. Carlo Mazza. 

Il pittore, da poco residente nella nostra città, è nato a Milano nel 1937, si è diplomato all'Istituto d'Arte "P. Toschi di Parma. Allievo di Bruno Zoni, ha svolto sino agli anni settanta una ricerca pittorica ancorata all'arte figurativa per approdare più tardi all'informale. Le opere presentate consistono in quattro ritratti di Vescovi, i lavori preparatori di una Via Crucis, un "Cristo Benedicente" proveniente dalla chiesa parrocchiale di san Francesco, e due altri lavori titolati rispettivamente "Il Crocefisso" e "Messa da requiem".

Una menzione particolare merita la piccola collezione dei ritratti dei vescovi per l'espressività dei volti e la raffinatezza pittorica dell'insieme. Uno dei dipinti ritrae il nostro Vescovo Carlo Mazza mentre i tre restanti sono dedicati ad altrettanti vescovi della diocesi fidentina del secolo scorso. 
S. Ecc.za Mons. Carlo Mazza, Vescovo di Fidenza
Dell'opera del pittore Lucio Brugliera avevamo già riportato un profilo critico alla pagina:

martedì 25 gennaio 2011

Nell'inferno di Auschwitz c'è un bambino che disegna

Nessun commento:

L'infanzia nel lager di Thomas Geve in 79 tavole realizzate nel 1945 ora sono diventate un libro

Un tredicenne che si trova gettato nella bocca dell'inferno, solo e senza istruzioni. È un tema adatto a uno scrittore dell'orrore dalla fantasia perversa. Ma è esattamente la sorte toccata a Thomas Geve, un bambino ebreo di Stettino deportato ad Auschwitz nel 1943. Thomas era vissuto con la mamma e i nonni, esercitando gli unici mestieri possibili per un ebreo come lui, il giardiniere e il becchino. Il padre, espatriato a Londra, faceva vani tentativi per richiamare a sé i suoi cari. Ad Auschwitz, Thomas fu deportato con la madre, che resistette pochi mesi al lavoro forzato. In base alle norme vigenti nel Lager, tutti i bambini inferiori ai quattordici anni (e tutti i vecchi) venivano mandati direttamente alle camere a gas. Thomas, sottratto al forno crematorio perché giudicato robusto, costituì dunque un'eccezione. E a quest'eccezione allude il terribile titolo dell'opera di Thomas Geve: Qui non ci sono bambini.