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sabato 21 marzo 2026

Personale a Bologna dell'artista Simone Ponzi

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Oggi, 21 marzo, alle 17, l'inaugurazione della personale dell'artista Simone Ponzi alla galleria L'ARIETE ARTECONTEMPORANEA di Bologna. L'esposizione è corredata da catalogo monografico con testi di Pasquale Fameli e Chiara Cardini. Curatore Pasquale Fameli.
In mostra troviamo l’ultima serie di opere a tecnica mista realizzate nel 2025 e dedicate al tema del paesaggio, costante oggetto della ricerca dell’artista.


Informazioni Evento

giovedì 27 novembre 2025

Venerdì 28 novembre, presso il Palazzo Comunale, esposizione dell'opera d'arte di Marilena Sassi "RED FIRE"

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Venerdì 28 novembre alle ore18.00
Palazzo municipale
DONAZIONE ED ESPOSIZIONE DI
RED FIRE
Opera d'arte di Marilena Sassi

E' il volto di una vittima, di una donna, segnato e rigato da colature rosse che scendono dall’alto dello sfondo.
La violenza subita viene assunta dall’artista che raccoglie tutto il dolore ricevuto dalle vittime . L’identità individuale si trasforma in collettiva.
Ognuno di noi può essere vittima sembra ricordarci Marilena Sassi.
MP  
Marilena Sassi.
Marilena Sassi ha già, più volte, esposto opere a Fidenza nell'ambito delle iniziative culturali poste in essere da Comune di Fidenza. Nel 2020, nello spazio espositivo di Casa Cremonini, ha allestito la mostra personale "Foglie di Carne" che abbiamo commentato alla pagina "La mostra personale "Foglie di Carne" dell'artista Marilena Sassi a Casa Cremonini".

Nata a Parma, ha frequentato l’Accademia Internazionale d’Arte di Salisburgo con il Prof. Mario De Luigi e l’Accademia d’Arte di Venezia con il Prof. Emilio Vedova.

lunedì 24 novembre 2025

sabato 17 febbraio 2024

Nella Chiesa Parrocchiale di Santa Margherita una tela da riscoprire

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NELLA  CHIESA DI S.MARGHERITA (PR) UNA TELA DA RISCOPRIRE:

“S.ANTONIO E LE ANIME PURGANTI “ DI GRISANTE CASANA

L’autore (1738-1782) è stato a lungo confuso in passato con il padre Luca , che fu allievo e collaboratore di G.B.Tagliasacchi.

       Di lontana origine medievale la chiesa parrocchiale di Santa Margherita di Fidenza (PR) raccoglie al suo interno alcune opere di notevole importanza per la conoscenza del Settecento fidentino.

G. Casana, 1762.”Sant’Antonio e le Anime Purganti”.
Chiesa Parrocchiale di Santa Margherita, Fidenza (PR). Foto di I. Cogato

sabato 1 luglio 2023

Pop art a Fidenza: tre tappe, tre cavalli ed altro ancora

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                                     Foto di Roberta Taccagni

Alla inaugurazione dell’installazione, in piazza Grandi, sono intervenuti il Sindaco Andrea Massari e il curatore dell'iniziativa Luca Bravo. Ed ora sappiamo, non solo che i tre coloratissimi cavalli pop, posizionati proprio sul prolungamento novecentesco dell’antico decumano, a pochi metri dal Duomo, sono opera dell'artista Marco Lodola, ma anche che sono lì ad annunciare il grande evento di arte contemporanea «Art icons» che avrà luogo a partire dal 23 settembre.

giovedì 29 giugno 2023

L'installazione di Piazza Grandi "illuminerà l'estate della città!"

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Foto di Roberta Taccagni


Non ci eravamo sbagliati. L'installazione di Piazza Grandi, una volta completata, è risultata essere proprio un monumento equestre, effimero ma pur sempre equestre.

venerdì 23 giugno 2023

L'installazione in Piazza Grandi fa discutere

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 Installazione in Piazza Grandi 

Con provetta abilità logistica alcuni massi di pietra, squadrati e pesanti ognuno varie tonnellate, sono stati depositati in piazza Grandi suscitando l'ammirazione ma anche la sorpresa dei residenti e di chi si trovava nel tardo pomeriggio da quelle parti. 

E subito sono iniziate le congetture sui motivi di tal opera ciclopica tripartita.

sabato 11 marzo 2023

La mostra "Belle arti e bella Musica" nello spazio espositivo di via Costa a Fidenza.

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L’associazione artistica culturale Azione Arte ha allestito la mostra "Belle arti e bella Musica" inaugurata oggi, 11 marzo, nello spazio espositivo comunale di via Costa a Fidenza.
Nelle tre sale hanno trovato spazio le opere degli artisti Brindani Elisa, Calestani Elisabetta, Caselli Narì, Castellucci Tiziana, Fainardi Marina, Reverberi Gian, Sacchetti Annalisa, Savi Annalisa, Tedoldi Claudio, Torri Annalisa, Tripodi Carmen, Vescovini Paolo e Violo Massimo.

giovedì 13 ottobre 2022

Arte: 'Terre sospese', in mostra le opere di Simone Ponzi

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A Bologna fino al 26 ottobre, alla ricerca del paesaggio


(ANSA) - BOLOGNA, 12 OTT - E' una mostra che va al cuore dell'antico rapporto tra uomo e natura quella che l'artista Simone Ponzi, originario di Fidenza, in provincia di Parma, presenta nelle sale della galleria 'L'Ariete artecontemporanea' di Bologna fino al 26 ottobre.

sabato 5 maggio 2018

Tre Mostre d'Arte Contemporanea colorano il Maggio Fidentino 2018

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L'Assessore alla Cultura, Maria Pia Bariggi con Barbara Usberti, responsabile dell'Ufficio Cultura, e Roberta Castellani , curatrice delle mostre. 
Nella sala del Consiglio Comunale del Municipio la dott.ssa Maria Pia Bariggi, assessore alla cultura del Comune di Fidenza, ha presentato le due Mostre d'Arte Contemporanea inserite nel vasto programma culturale del Maggio Fidentino 2018. Ha ricordato Maria Pia Bariggi, che a queste due mostre se ne aggiunge una terza, quella dell'Unitre (Università della Terza Età) "Non Solo Per Passione". Ricordiamo che Maria Pia tra l'altro ricopre l'incarico di Direttrice dei Corsi Unitre.

sabato 19 dicembre 2015

Arte a Fidenza. Un percorso pittorico tra i due poli della città.

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Nel nuovo spazio espositivo OF del Palazzo delle Orsoline, si accede da Via Costa 9, sabato 19 dicembre è stata  inaugurata  l'importante mostra “Maurizio Bottarelli: opere. I lenti ricercari della pittura”
Un evento importante reso possibile dalla collaborazione tra l’Assessorato alla Cultura del Comune e Diocesi di Fidenza. Si tratta infatti di una antologica di un protagonista della pittura italiana dagli anni Sessanta a oggi, Maurizio Bottarelli.

venerdì 5 settembre 2014

Arte nel Parco dei Cento Laghi con Lella Bussandri

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Lunedì 21 Aprile 2014 a Corniglio, presso i locali limitrofi alla sede del Parco dei Cento Laghi si era tenuta l’inaugurazione della collezione pubblica permanente dell’artista Elena Samperi. 
L'orazione ufficiale è spettata alla nostra Lella Bussandri, noi ne riportiamo la trascrizione la cui la lettura ci aiuterà a capire il percorso d'arte e di vita della pittrice che aveva un legame con Corniglio o meglio, con Mossale Superiore,  frazione di Corniglio. 

venerdì 25 aprile 2014

Geometria del Duomo di Fidenza di Guglielmo Ponzi e Amos Aimi

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Premessa
Il titolo originale dello studio, pubblicato nel lontano 1973 sulla rivista "Proposta" della sezione fidentina di Italia Nostra, era "Simbologia e geometria del Duomo di Fidenza". Gli autori, Amos Aimi e Guglielmo Ponzi, sono due studiosi di Fidenza particolarmente attenti alla storia della città ed alle sue testimonianze artistiche. Quello che proponiamo è solo la parte dello studio stesso che introduce ad una lettura della cattedrale e della sua facciata secondo uno schema geometrico, lo stesso schema usato dai costruttori di questa ed altre cattedrali nel dodicesimo e tredicesimo secolo, l'era del Romanico.


Geometria del Duomo di Fidenza

Nel sec. XII era iniziato tutto un giovanile ed audace movimento intellettuale. “Il simbolo più luminoso è Chartres, la sua scuola cattedrale con i suoi grandi maestri. Quella scuola esercitò ben oltre il dodicesimo secolo una grande influenza spirituale ispiratrice, che già in questo periodo si irradia dall'Inghilterra fino alla Sicilia e forse anche nell'emisfero islamico.

venerdì 28 marzo 2014

Vincenzo Campi (1536-1591) a Busseto

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Tra le rare raffigurazioni dedicate al Risorto, esistenti in Diocesi, abbiamo scelto questo piccolo ma denso dipinto attribuito a Vincenzo Campi (1536-1591, facente parte della serie dei Misteri incastonati nell'ancona ottocentesca dell'altare della Madonna del Rosario, nell'omonima cappella, anticamente dedicata a sant'Omobono, che si apre sulla destra del presbiterio della quattrocentesca Chiesa Collegiata di San Bartolomeo a Busseto.


I quindici tondi erano assegnati fino a qualche anno fa al pontremolese, ma piacentino di adozione, Giovanbattista Natali (1698-1768): recenti ricerche hanno tuttavia rivoluzionato il dato tradizionale, anticipando di ben due secoli la loro datazione, fino a far emergere, attraverso i confronti stilistici con le sue opere maggiori, il nome prestigioso di Vincenzo Campi. Al grande pittore cremonese rimanda in particolare il primo della serie che richiama, come osserverà Giovanni Godi, la splendida Annunciazione, firmata e datata 1581, esposta sull'altare dell'omonima chiesetta bussetana.
L'evento della resurrezione è colto nel momento in cui Gesù si eleva dal sarcofago, come un'apparizione luminosa che rischiara le tenebre notturne, simbolo del peccato; con gesto vittorioso egli impugna nella mano destra il vessillo segnato dalla croce. Vero uomo e vero Dio, la sua figura vigorosa e scattante è in palese contrasto con gli occhi chiusi e i corpi afflosciati dei soldati, che hanno abbandonato le loro inutili armi davanti al sepolcro: "... Questa è la notte in cui Cristo, spezzando i vincoli della morte, risorge vincitore dal sepolcro.. . Davvero era necessario il peccato di Adamo che è stato distrutto con la morte del Cristo. Felice colpa, che meritò di avere un così grande Redentore".

M.P.     (Dal settimanale diocesano  il Risveglio 2 aprile 2010)

mercoledì 25 dicembre 2013

La Natività presso il museo del Duomo

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L'imminenza del Natale ci porta a guardare con grande interesse questa inedita Natività in deposito presso il Museo del Duomo. Di essa sappiamo ben poco, e ignota è pure la sua ubicazione originaria, che ben difficilmente potrebbe essere la chiesa di Sant'Antonio, ove l'opera è ricordata insieme ad altre tele di diversa provenienza, in seguito trasferite nei matronei della Cattedrale.

mercoledì 18 dicembre 2013

Visitazione, tela di Francesco Lucchi nella chiesa della Gran Madre di Dio

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Foto di Ircano Cogato


Alla fine di maggio, mese mariano per eccellenza, torniamo nella settecentesca chiesa-santuario della Gran Madre di Dio per ammirare un' antica tela dedicata al tema della Visitazione. Il soggetto, che nel corso dei secoli non ha subito grandi variazioni, è facilmente riconoscibile all'altare della seconda cappella di sinistra.

domenica 20 ottobre 2013

La fontanella fascista di Fidenza

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Fontanella fascista con gatto (anch'esso autentico)

"In effetti in questo angolo di giardino del cortile si erge una fontanella per acqua potabile, in ghisa, dove si legge alla base, la scritta: Fratelli Costa - Fidenza - ma sulla parte davanti, in rilievo, si vede uno stemma fascista, quello che era in voga durante i fatti della Marcia su Roma.". 

mercoledì 13 febbraio 2013

Natività nella chiesa-santuario della Gran Madre di Dio

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Attribuzione invece più certa per questa seconda inedita tela (purtroppo malamente restaurata negli anni '70) esposta nell'abside della chiesa-santuario della Gran Madre di Dio. Si tratta infatti di uno dei pochi dipinti rimasti dopo l'allontanamento dei Padri Gesuiti e la conseguente dispersione degli arredi originari. 

lunedì 4 febbraio 2013

Una tela di Antonio Campi a Busseto

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Nell'ex convento dei Minori di Busseto (oggi dei Missionari Identes) si possono ammirare splendide tele. Tra queste una delle più belle attribuite ad Antonio Campi (Cremona 1524-1587). Il prezioso dipinto, collocato nell'oratorio interno al convento, proviene dall'altare della cappella del ss. Sacramento della contigua chiesa te di Santa Maria degli Angeli, ove è rimasto fino agli inizi di del secolo scorso.

martedì 15 gennaio 2013

Giovanni Battista Tagliasacchi

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Eraclio portacroce - disegno del XVIII secolo attribuito a 
G. B. Tagliasacchi
Biblioteca Ambrosiana (Milano)
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Questa composizione (vedi foto in basso), sapientemente delineata a penna e acquerello, rappresenta una vera e propria primizia pasquale. Si tratta infatti di un disegno inedito di Giovan Battista Tagliasacchi (Borgo San Donnino 1969-Castelbosco Piacentino 1737), destinato a integrare significativamente il corpus grafico del "nostro" pittore, finora limitato a pochi studi parziali di carattere anatomico.

Il foglio, che appartiene alla raccolta della Biblioteca Ambrosiana di Milano dove è stato puntualmente inventariato dal pro! R.R. Coleman, ci offre un 'immagine complessa, di ampio respiro, certamente il bozzetto per una pala d'altare. Di questa originale "invenzione" non esiste memoria alcuna e neppure si conoscono nei repertori del Tagliasacchi opere in qualche modo ad essa collegabili come soggetto.
La qualità del disegno e la firma apposta nel margine inferiore (C.B. Tagliasacchi fidentino) non lasciano tuttavia adito a dubbi. Soprattutto nel tratto essenziale, nell'intelligente lumeggiatura e nel coinvolgente intreccio di figure che animano la scena introdotta da una sobria architettura classicheggiante, trova conferma la forte personalità dell'artista fidentino. All' indubbia capacità inventiva si associa infatti una straordinaria disinvoltura, degna di un grande artista. Nonostante sia vissuto solo quarantun anni, Tagliasacchi "per brio di colore e per movimento di disegno" può infatti considerarsi, come scrive il Ricci, "l'artista migliore di scuola parmense che fiorisse nel primo terzo del sec. XVI/l".
Quanto all'iconografia, l'insolita rappresentazione ci mostra un misterioso personaggio avanti in età procedere tra la folla reggendo una croce, mentre con la mano sinistra porge un pane a una donna. Tra la folla, che si assiepa attorno a lui, altre figure sono colte nell'atto di sfamarsi con il pane: in particolare, il bambino in primo piano e una donna che sta alle spalle dell'ignoto personaggio. Sul lato sinistro, la figura virile che stende la mano ha tutte le caratteristiche di un giovane pellegrino, mentre resta problematica l'identificazione dell'uomo chinato accanto al cesto con i pani.
Il vecchio, che procede con la croce sulle spalle, guarda verso l'alto dove, accanto a un angelo a tutta figura, compare tra il chiarore delle nubi la Madonna con il Bambino. Egli è scalzo e indossa una corta veste, stretta ai fianchi da una cintura. Si potrebbe pensare di primo acchito a un eremita o a un penitente, ma un particolare del sobrio abbigliamento rivela la diversa natura dell'abito e quindi la sua condizione. L'ampia scollatura e un accenno all'allacciatura rimandano infatti ad un indumento decisamente più curato per cui il personaggio si è evidentemente svestito dei suoi abiti. Tenendo conto anche dell'ambientazione, non è da escludere che il pittore abbia voluto rievocare l'episodio di Eraclio che riporta la croce di Cristo a Gerusalemme, con l'imperatore bizantino che, ammonito dall'angelo, dopo aver gettato la corona e gl abiti, procede umilmente vestito solo della propria camicia. Della vicenda narrata dalla "Legenda Aurea" di lacopo da Varagine si conoscono varie versioni. Allo stesso modo il soggetto decisamente inconsueto è sviluppato in maniera diversa: così Piero della Francesca ad Arezzo, lacopo Palma il Giovane a Venezia e lo Scarsellino a Ferrara. Del tutto inedito appare invece il particolare della distribuzione del pane, che forse allude alla liberazione di Gerusalemme dalla tirannia dei Persiani, ma non può non sfuggire un possibile legame di natura teologica tra la croce di Cristo e il simbolo del pane. Un dato sicuro è comunque rappresentato dal fatto che l'episodio illustrato nel disegno appare sostanzialmente coerente con i testi letterari che hanno ispirato l'iconografia della Santa Croce.
A questa antichissima devozione la Chiesa dedica tuttora nel corso dell'anno liturgico due distinte celebrazioni: l'Invenzione, cioè il ritrovamento della croce da parte dell'imperatrice Elena, il3 maggio e l'Esaltazione il 14 settembre, in ricordo del trionfo del pio imperatore Eraclio che nel 630 riportò a Gerusalemme la croce di Cristo, sottratta undici anni prima al re persiano Cosroe. Narra la leggenda che, mentre Eraclio si apprestava ad entrare trionfalmente in Gerusalemme portando la sacra reliquia, accadde un prodigio: la porta di accesso si chiuse davanti all'imperatore e un angelo gli impose di umiliarsi. Solo quando l'imperatore, sceso da cavallo, si levò gli abiti regali, caricandosi sulle spalle la croce, la porta della Città santa si aprì ed Eraclio, assunto veste e atteggiamento penitenziale, entrò in città a piedi.
Sull' origine del disegno, e quindi sulla sua possibile datazione, si può avanzare l'ipotesi di un incarico assegnato al Tagliasacchi dagli agostiniani di Milano per i quali il pittore aveva lavorato negli ultimi tempi della sua breve esistenza. Un quadro, rimasto nel suo studio nel 1737 al momento della sua scomparsa, rivela infatti l'interesse di questi religiosi al tema della Croce: esemplare l'immagine della Vergine che addita il Crocifisso a s. Agostino. Da notare inoltre che il profilo affilato di Agostino coincide perfettamente con quello del presunto Eraclio.
Non va infine dimenticata l'antica tradizione fidentina di celebrare con particolare solennità le ricorrenze liturgiche del 3 maggio e del 14 settembre. In una Cattedrale sfarzosamente addobbata e gremita di popolo, veniva esposta l'insigne reliquia costituita da un frammento della croce, che da tempo immemorabile appartiene alla nostra chiesa e che è custodita in un reliquiario d'argento. Probabilmente il prezioso legno fu donato alla chiesa di san Donnino in seguito alla quarta crociata, nel corso della quale si distinse per valore e temerarietà un esponente della famiglia dei conti Baffoli, membri della più tipica aristocrazia borghigiana.

Guglielmo Ponzi            (Dal settimanale diocesano  il Risveglio)


Giovanni Battista Tagliasacchi
Borgo san Donnino, 26 agosto 1696 – Campremoldo Sopra, 3 dicembre 1737

A quindici anni è a Parma , allievo di Giacomo Giovannini e quindi si sposta Bologna dove, con il maestro Giuseppe Dal Sole, studia le opere del Correggio e del Parmigianino
Attratto dal manierismo incorpora nelle sue opere significati alchemici. Nel 1721, sollecitato dal duca Francesco Farnese, è a Roma.
Sposta il suo laboratorio a Piacenza dopo aver donato i suoi quadri al convento dei frati cappuccini di Borgo San Donnino. Alcuni suoi dipinti sono conservati nell'oratorio di San Giuseppe a Cortemaggiore.
I suoi grandi committenti sono Enrichetta d'Este e la contessa Sanvitale.
Muore il 3 dicembre 1737 nel borgo di Campremoldo Sopra, nel piacentino in modo misterioso forse vittima di omicidio o dei suoi esperimenti alchemici.