SIN FIDENZA: DA EMERGENZA AMBIENTALE A OPPORTUNITA' DI SVILUPPO
La bonifica dell'area inquinata (Sin) di Fidenza (Parma)
“è un passaggio dal secolo scorso, quando i territori sono cresciuti tanto e l'industrializzazione ha creato ricchezza, all'oggi, con la necessità di ripristinare e riconvertire. I padri costituenti non hanno citato l’ambiente e la sua tutela nella Costituzione della Repubblica italiana perché in quel momento storico questo tema non era ancora un’emergenza. Ci son voluti degli anni affinché si arrivasse a prevedere in Costituzione la tutela dell’ambiente nell’interesse delle generazioni future. Finalmente ci siamo arrivati ed è una vittoria di tutti. È un successo collettivo la consapevolezza ormai diffusa che ogni azione, anche singola, vada svolta con profonda attenzione nei confronti della tutela dell’ambiente. È quello che sta avvenendo oggi a Fidenza grazie al lavoro comune da parte dello Stato, della regione e delle amministrazioni locali”.
Lo ha detto il Ministro dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto Fratin nel corso della visita nell'area ex Cip-Carbochimica in via Marconi a Fidenza.
Un momento istituzionale organizzato a poche settimane dagli accordi raggiunti tra Presidenza del Consiglio dei Ministri e Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica che hanno confermato il Sin Fidenza al centro dei finanziamenti europei Fsc.
Un passo di fondamentale importanza verso la rigenerazione ambientale di una ferita inferta al tessuto di Fidenza e alla sua comunità da impianti produttivi fortemente inquinanti. Un luogo altamente contaminato a ridosso del centro urbano sarà restituito alla città per un riuso sociale, economico e produttivo improntato alla sostenibilità.
E ha detto ancora il ministro:
"C'è un lunghissimo elenco di Sin che riguardano la regione. Sono numerosi perché questi sono territori cresciuti tanto. Ma oggi è cambiata la coscienza, soprattutto da parte dei giovani. Ci si rende conto che bisogna stare attenti nelle proprie azioni. Noi del pubblico dovremmo essere i primi ad essere capaci di intervenire, a indirizzare i ripristini e le messe in sicurezza. Purtroppo abbiamo ancora problemi di tempo, più che di soldi. Bisogna spingere e fare quello che si può".
A fronte di un panorama nazionale composto da numerosi contesti fermi ai primi passi, mossi dopo che lo Stato aveva avviato la perimetrazione dei Siti di Interesse Nazionale, l’attribuzione di 19,3 milioni di euro al Sin Fidenza corrisponde alla quasi totalità delle risorse richieste dal Comune.
Divengono quindi operativi, tra gli altri, i finanziamenti europei per le bonifiche ambientali che oltre alle aree ex Cip ed ex Carbochimica, coinvolgono l'area dell'ex inceneritore di San Nicomede di proprietà dei Comuni di Fidenza e Salsomaggiore Terme.
Le nuove risorse si vanno ad aggiungere ai 28,1 milioni fin qui investiti, di cui oltre 26,8 milioni già rendicontati, con i quali si potranno compiere passi decisivi nelle opere di bonifica dei circa 140 mila metri quadrati di veleni che letteralmente assediavano la città e il suo territorio. I rimanenti 1,3 milioni di euro, già cantierizzati, riguardano principalmente il potenziamento della barriera idraulica posta a guardia del sito ex Carbochimica.
Uno scenario articolato, gestito operativamente dal settore Tecnico del Comune di Fidenza, che ha richiesto il necessario aggiornamento dei progetti siglati dal Ministero e la progressiva approvazione degli interventi individuati. Il livello della contaminazione è stato continuamente revisionato, in considerazione delle modificazioni alle quali per sua natura è soggetto e sulla base degli approfondimenti e dei monitoraggi eseguiti.
Così il sindaco Davide Malvisi:
“Dopo 25 anni possiamo avviarci alla fase conclusiva di un percorso lungo e complesso. Si tratta di un risultato straordinario che premia il lavoro di una numerosa schiera di amministratori locali, capaci di dare continuità alla illuminata iniziativa che, nel 2001, portò all’acquisizione dell’area ex Cip dalla curatela fallimentare, cui seguì analoga scelta nel 2005 con l'ex Carbochimica. Un lavoro istituzionale e amministrativo svolto in collaborazione con Ministero, Regione e le strutture tecniche nazionali e regionali. Oggi, grazie ai finanziamenti ricevuti, alla competenza delle strutture comunali che hanno saputo tradurre i progetti in realtà e alle imprese coinvolte nei lavori, possiamo parlare concretamente della fase finale dei lavori di bonifica che apre la strada alla rigenerazione urbana, a nuovi usi e ad una relazione finalmente sanata tra la città e una parte del suo territorio che per troppo tempo è stata sinonimo di rischio e preoccupazione".
Sottolinea il presidente della Regione Emilia-Romagna Michele de Pascale:
"Il Sin di Fidenza rappresenta una delle criticità ambientali più rilevanti del territorio che, grazie all’impegno del Comune e alla collaborazione tra istituzioni, sta finalmente entrando nella fase conclusiva del suo risanamento, con l’obiettivo di restituire alla comunità un luogo di rigenerazione e sviluppo sostenibile. Bonificare i siti contaminati è una priorità e una responsabilità pubblica che riguarda la tutela della salute delle persone, la qualità dell’ambiente, ed è un impegno che, come Regione, stiamo portando avanti su tutto il territorio emiliano-romagnolo. L’avvio della fase conclusiva degli interventi di bonifica rappresenta un passaggio fondamentale per consolidare un percorso avviato negli anni, riportando progressivamente sicurezza e qualità ambientale in un’area per troppo tempo segnata da una presenza industriale altamente impattante. Intervenire su questi siti non significa solo sanare le conseguenze del passato, ma creare le condizioni per un futuro diverso, in cui spazi compromessi possano tornare pienamente integrati nel tessuto urbano e contribuire a nuove opportunità di crescita per il territorio”.
Alessandro Fadda, presidente della Provincia di Parma a sua volta dichiara:
“Il percorso che ha portato a questo grande risultato per tutta la comunità fidentina è iniziato diversi anni fa ed è il frutto di un’attività attenta e lungimirante da parte di sindaci ed amministratori. La giornata di oggi è l’esito degli sforzi congiunti di Comune, Provincia, Regione, Ministero ed Unione Europea. Da presidente della Provincia, e ancor prima da sindaco, sono felice per questa grande opportunità di rinascita offerta al territorio fidentino. Un’opportunità che è figlia di scelte importanti, non scontate, che furono compiute in passato e che è figlia, soprattutto, di una gestione pubblica di questioni delicate per il bene di tutto il territorio”.
Ed infine Andrea Massari, consigliere regionale ricorda:
"La bonifica del Sin Fidenza è allo stesso tempo la ferita più profonda e l’orgoglio più grande che ci portiamo addosso, la prova della nostra determinazione. Fidenza non si è mai tirata indietro e sta affrontato un’impresa monumentale. Oggi arriva un altro grande contributo dallo Stato e il riconoscimento da parte di Governo e Regione del lavoro in corso. Fidenza unico SIN in Emilia Romagna sarà primo sito in Italia a completare il risanamento di un’area così complessa."
SIN FIDENZA: DAL PASSATO INDUSTRIALE ALLA BONIFICA
Il sito oggi conosciuto come ex Carbochimica nasce come Distilleria di catrame nel 1888. Dal 1929 diviene Cledca, Conservazione Legno e Distillazione Catrame e, dal 1972 fino al 2004, Carbochimica. L'inquinamento nell'area ex Carbochimica è aggravato dalle pesanti distruzioni belliche intervenute durante il secondo conflitto mondiale in considerazione dell'importanza del nodo feroviario e del polo chimico esistente.
Dopo un pauroso incidente scoppiato nel giugno 2004, la ditta Carbochimica dichiara fallimento.
Nell’area ex Cip operava, dal 1908, la Campanini Tito & C., fabbrica di acido solforico e concimi fosfatici nel 1928 assorbita dalla Montecatini. Dal 1950 e fino al 1970, anno del suo fallimento, nella stessa area si insediò la Cip, Compagnia Italiana Petroli, per la produzione del piombo tetraetile che veniva utilizzato come additivo antidetonante delle benzine. Il piombo tetraetile è un liquido incolore che va in ebollizione a 200°C. Nei motori a scoppio, durante la combustione, si genera gas corrosivi. Il piombo tetraetile veniva impiegato in miscela con bromuro e cloruro di etile per ovviare al problema della corrosione. La fabbrica viene chiusa all'inizio degli anni Settanta per la gravità degli effetti denunciati sui lavoratori delle produzioni in atto. A seguire interviene il fallimento della società.
Dall’estate del 1991 si sviluppano una serie di studi per definire l’estensione dell’inquinamento da piombo nell’area occupata dallo stabilimento Cip. Durante queste verifiche svolte di concerto fra Azienda Usl, Regione e Comune di Fidenza, si definsce progressivamente una massiccia presenza di inquinanti che erano indiscutibilmente da attribuirsi al ciclo di produzione.
Lo studio di approfondimento evidenziò come l’inquinamento fosse caratterizzato, oltre che da piomb, da idrocarburi policiclici aromatici, provenienti dalla vicina Carbochimica, da solventi come benzene, toluene e fenoli.
Il Comune di Fidenza decide così di procedere all’acquisizione, nel 2001, dalla curatela fallimentare dell’area ex Cip e nel 2005, in procedura espropriativa, dell’area ex Carbochimica a titolo gratuito, con l’obiettivo di gestire direttamente la bonifica e programmare il successivo riuso economico-produttivo dell'area.
Il decreto ministeriale n. 468 del 18 settembre 2001 ha inserito Fidenza fra i Siti d’interesse nazionale (Sin) e la successiva perimetrazione conteneva le aree da sottoporre a interventi di messa in sicurezza e ripristino ambientale. Oltre all’ex Cip e Carbochimica, il Sin comprende infatti anche le aree site in località Vallicella, Fornio, sedi di discariche dismesse di rifiuti urbani e speciali in aree golenali del torrente Stirone, aree nelle quali gli interventi sono ultimati, ed infine l’area di San Nicomede, contaminata dalle ceneri dell’impianto di incenerimento dismesso, anch’essa posizionata in un’area esondabile dello Stirone e all'interno del Parco regionale fluviale dello Stirone e Riserva del Piacenziano.
SIN FIDENZA: I NUMERI DELLA BONIFICA
BARRIERA IDRAULICA
Costituita oggi da 13 pozzi posti lungo il confine nord delle aree ex Cip ed ex Carbochimica e 7 pozzi tra le due aree; in corso di realizzazione l'ampliamento della rete di pozzi al termine dei lavori saranno presenti 24 pozzi sul fronte nord (14 profondi a circa 25-30 m – 10 profondi a circa 10 m), oltre ai 7 già sopra menzionati.
Acque trattate a partire dall'anno 2013: 618.072 metri cubi
AREA EX CIP
Nell'intervento complessivo dell'area ex Cip, ad oggi sono stati rimossi, sanati e gestiti oltre 178.000 tonnellate di terreni: è come aver formato dal nulla una grande montagna alta 40 metri collocata ad occupare integralmente l'area libera della principale piazza cittadina intitolata a Garibaldi.
AREA EX CARBOCHIMICA
Nel solo primo stralcio di lavori (decomissioning) sono stati rimossi complessivamente oltre 100 serbatoi fuori terra, circa 25.800 metri di tubazioni e smaltiti 1.088 tonnellate di rifiuti vari (amianto e altri materiali isolanti, rifiuti liquidi contenenti sostanze pericolose, imballaggi, ferro e acciaio, materiali inorganici contenenti sostanze pericolose).
Nel lotto 2 del secondo stralcio di lavori (bonifica serbatoio 600, che era il “serbatoio spazzatura” della fabbrica) sono stati smaltiti 510 tonnellate di rifiuti vari (tra sostanze oleose, fondami, rottami metallici contaminati e fibre isolanti anche contenenti amianto)
Durante la messa in sicurezza in emergenza sono stati smaltiti oltre 10.304 ton. di rifiuti
AREA EX INCENERITORE DI SAN NICOMEDE
Nel solo primo stralcio di lavori (decomissioning) sono stati smaltiti circa 1.000 mq di materiali di copertura (contenenti amianto vetroresina e lane minerali) e 5.883 tonnellate di rifiuti costituite da terre contaminate da PCB, diossine, metalli pesanti.
Nella messa in sicurezza di emergenza sono stati smaltiti 6.851 tonnellate di rifiuti costituite da terre contaminate da PCB, diossine, metalli pesanti.
Aziende impegnate attualmente nella bonifica
Raggruppamento temporaneo di imprese composto da Furia Srl del gruppo Séché e Bonifiche Servizi Ambientali Srl del Gruppo Iren Group spa.



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