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sabato 15 febbraio 2025

LUTERO NELLA CITTA’ DI BUSSETO

3 commenti:

Nuova ipotesi di lettura per un sonetto cinquecentesco

di fra Giovanni Antonio Majavacca.


The intolerable wrestle with words and meanings : così, nei Four Quartets, Thomas S. Eliot evoca «l’insopportabile lotta» che il poeta deve affrontare «con parole e significati»[1], una lotta che si trasforma in una lunga guerra, talora anche irrisolta, per filologi ed esegeti o semplici lettori che intendono interpretare un testo, soprattutto se è saltata l’identità di codice tra emittente e destinatario. Se poi si tratta di scritti polemici dove, volentieri, si rincorre l’epiteto ingiurioso ad effetto, è facile che l’autore, per potenziare l’impatto comunicativo, ecceda in esuberanza immaginifica tanto da risolvere la densità allusiva in un parlare astruso, talora anche bizzarro, impervio ad una decodifica sicura e condivisa. 

Anzi, il più delle volte, capita  che il lettore riesca a percepire con certezza soltanto il senso complessivo del testo, senza arrivare, però, a decifrare appieno il significato dell’ambiguità espressiva ricercata da chi scrive ; a ciò si deve, inoltre, aggiungere la nequitia temporum che, spesso, travolge la possibilità d’un’adeguata analisi comparativa e diacronica sia con la produzione dell’autore sia con le testimonianze esterne.

  E’ proprio il caso di questo sonetto contro Lutero, unico superstite testo letterario dell’intera opera, prevalentemente omiletico-devozionale, di fra Giovanni Antonio Majavacca da Busseto, pure essa sostanzialmente deperdita[2].