Nel decennale della scomparsa, Parma ricorda Pier Luigi Ferrari, figura di spicco della scena politica parmense, sindaco del comune di Borgo Val di Taro dal 1989 al 2001 e vicepresidente della Provincia dal 2004 al 2015.
Il suo legame con e la capacità di abbracciare tutto il territorio sono l'essenza del libro, curato da Luca Ponzi e intitolato "Pier Luigi Ferrari, uno sguardo oltre le montagne". L'opera, edita da MUP è realizzata con il sostegno di Fondazione Monteparma su richiesta dell'Associazione culturale Amici di Pier Luigi Ferrari.
Una doppia presentazione attende il volume:
venerdì 19 giugno alle 17, all’Ape Parma museo, l’autore dialogherà con Claudio Rinaldi, direttore della Gazzetta di Parma, con interventi di Enrico Borghi e Paola De Micheli.
Sabato 20 giugno a Borgotaro, dopo l’omaggio alla tomba di Ferrari (alle 8,30) e la celebrazione della messa nella chiesa di Sant’Antonino Martire (alle 9), seguirà alle 10, nella sala conferenze dell’Unione dei comuni Taro e Ceno, la presentazione del libro con interventi dell’autore, in dialogo con Serena Biondini, inviata speciale Rai, e del senatore Giorgio Pagliari.
Queste le dichiarazioni riprese nel servizio che l'agenzia ANSA ha dedicato all'evento:
"Ero amico di Pier Luigi, il volume porta con sé la magia di lavorare per Borgotaro, entrare in un mondo particolare: la Val Taro, una sorta di enclave della nostra provincia", spiega Luca Ponzi, "al centro dell'azione di Ferrari non c'erano in realtà la montagna o l'agricoltura, ma ciò che dalla salvaguardia di queste terre, dove noi affondiamo le nostre radici, poteva portare a migliorare l'esistenza delle persone, al centro dei suoi interessi c'era la persona".
"Pier Luigi ha dato tanto al parmense" aggiunge Alessandro Fadda, presidente della Provincia "tanti progetti si legano al suo nome: la valorizzazione dell'Appennino, la crescita del mondo artigianale e produttivo al fianco dei settori del pomodoro da industria, foresta-legno e del fungo di Borgotaro".
Secondo Marco Moglia, sindaco di Borgotaro: "Ferrari era un Ulisse montanaro del nostro tempo: dalla montagna traeva linfa per varcare nuovi orizzonti".

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