
C'è chi lo vede un anticlericale di razza, e probabilmente ha ragione. Ne fanno fede le seguenti inequivocabili segnalazioni:
Il 29 luglio 1868 Garibaldi scrive agli amici di Bologna:
"Che diavolo di libertà vuole un popolo che tutti i giorni va a prostrarsi a' piedi d'un prete, piedistallo di tutte le tirannidi e soldato del più atroce de' tiranni d'Italia?
Io crederò che il nostro popolo vuol essere libero quando lo vedrò cambiar la bottega di S. Petronio in un asilo di indigenti; quando sulla chierica del negromante buffone, lo vedrò infrangere il fiasco di S. Gennaro."