Cinismo, volgarità
e fetido decadentismo, ecco ciò che abbonda nel film “La grande bellezza” di
Paolo Sorrentino, un grido di dolore per la generale assuefazione etica e
l'indifferenza morale. In esso la finzione è spesso superata dalla
corrispondente realtà sociale e topografica. Questo è il brodo di coltura in cui
galleggiano i personaggi del film, perfetti interpreti di gran parte della
società italica attuale.
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lunedì 3 giugno 2013
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