Chi ha avuto la fortuna di aver tra le mani il catalogo della mostra "L'Isola del Vescovo di Fidenza nelle opere di Ettore Ponzi", edito nel 2010 dal Museo diocesano di Fidenza, avrà certamente ammirato scorci del vecchio Borgo che poco riscontro oggi hanno nelle immagini fotografiche o di stampa che si sono conservate e, tanto meno, nella toponomastica attuale e in quella ricordata.
Il tentativo di individuarne tracce nell'odierno tessuto urbano pone al ricercatore notevoli difficoltà, i piano regolatori dal 1927 ad oggi hanno modificato il preesistente ancor più delle distruzioni belliche conseguenti ai bombardamenti del 1944.
E' questo il caso dell'Isola del Vescovo, a Nord era delimitata dal Via Ponte Romano che metteva in diretta comunicazione le attuali piazzette di Largo Cremonini e Pezzana. Partendo da quest'ultima a metà circa del percorso incontravamo Via Croce Rossa, proprio dove oggi un insieme di edifici vecchi o quasi nuovi ha cancellato ogni traccia di passato. La stessa via Croce Rossa non c'è più, o, meglio, è stata trasferita al di là della ferrovia.
Il limite est del complesso vescovile è stato parimenti modificato, topograficamente corrisponde oggi a Via Don Minzoni anche se alterato dai raddrizzamenti e dalle variazioni conseguenti, prima, alla creazione durante il Ventennio di Via Corsica poi alle modifiche introdotte nel periodo della ricostruzione postbellica.
E proprio di Borgo del Vescovo vogliamo parlare, sollecitati da un reperto fotografico che, non son come, mi è venuto tra le mani, questo:
La foto è stata scattata qualche giorno dopo il massiccio bombardamento del 13 maggio 1944. Le distruzioni sono chiaramente visibili e faticosamente si è provveduto a rispristinare un minino di viabilità accatastando le macerie ai lati delle vie o invadendo spazi liberi come quello alla base della torre campanaria.
In primo piano l'edificio, del tutto distrutto, posizionato allora all'angolo di Via Cavour e Borgo del Vescovo, oggi diremmo Via Micheli e Via don Minzoni. Si vedono due strutture non completamente abbattute: sulla destra un arco, più a sinistra, in, prospettiva due pilastri di un altro arco, quello di testa a sud. Si tratta di quanto rimasto dei portici che caratterizzavano questa parte di Borgo del Vescovo.
Come possiamo vedere da questo acquarello su carta, che riprende la via nella sua quasi interezza, sul lato sinistro, dove tra l'altro c'era l'ingresso all'antica osteria "della Giuseppa" (porta in primo piano senza insegna), vediamo l'ingresso ad arco di Borgo Storto, nel tempo chiamato anche Vicolo Zanesi o Borgo del Consorzio, e, poco più avanti, i portici che insistono su parte della via. Oggi l'ingresso di Borgo Storto, non più ad arco, rimane, ma porta ai garages condominiali sottostanti costruiti negli anni sessanta.
Dell'Isola del Vescovo non rimane null'altro se non il Duomo e qualcosa di manomesso attorno. Pure rimangono questi disegni, carboncini, e, magari, la memoria di chi ha calcato le macerie, eventualmente con scarpe spaiate.
Ambrogio Ponzi

Favoloso! Per il testo e per le immagini ! Grazie è una vera immersione nella realtà storica di Fidenza-Borgo San Donnino.
RispondiEliminaF.P.