mercoledì 6 maggio 2026

13 maggio 1944 "...una esasperante uniformità di rovine" - 13 maggio 2026 "82° anniversario..."

L'Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra e l'Associazione Nazionale Combattenti e Reduci richiamano la vostra attenzione su questa ricorrenza. La partecipazione non è, oggi, puramente commemorativa, le immagini delle macerie di Fidenza non sono diverse da quelle di oggi in altri luoghi così come la nostre, spesso dimenticate, sofferenze.

Ricordiamo:
13 maggio 1944 
"...una esasperante uniformità di rovine" 

Dal periodico "il Risveglio" di venerdì 13 maggio 1949:
"In pochi istanti fummo ridotti così nel terribile pomeriggio del 13 Maggio 1944. Perché ci abbiano tanto duramente colpito non lo abbiamo ancora saputo: forse non lo sapremo mai! Ci dovemmo convincere soltanto dopo la furia dal cielo della nostra tragica insospettata importanza. 
Solo il Duomo ci lasciarono quasi intatto, in mezzo ad una esasperante uniformità di rovine. Il gigante, che ha sfidato i secoli, non si è piegato sotto il rullo devastante del bombardamento. È rimasto, isolato, a vegliare le macerie ed i morti, ad attendere attorno a sé la rinascita, ad alimentare la fiamma sacra della speranza: simbolo di questa nostra cara città infranta ma non piegata. che sta meravigliosamente risorgendo. (foto Raccagni)."

13 maggio 1956 
"... la memoria viva del bombardamento" 

Mons. Paolo Rota, Vescovo della diocesi di Fidenza, presiede la cerimonia nella cappella della chiesa della Gran Madre di Dio, ora Chiesa parrocchiale di S. Michele Arcangelo. È il 13 maggio 1956 e, per la prima volta, l’annuale commemorazione delle vittime di tutti i bombardamenti subiti da Fidenza viene fatta davanti al dipinto eseguito dal pittore parmigiano Latino Barilli che tuttora ci ricorda quei bombardamenti.


Dopo il 1950, quando la Chiesa della Gran Madre di Dio viene intitolata a San Michele Arcangelo e adibita a parrocchiale, una signora fidentina, Luigina Corbellini, che nel primo raid aereo del 2 maggio perse il fratello Angelo e la madre Irene Gamberini, d’accordo col parroco decide di commissionare al pittore Latino Barilli una pala per un altare laterale.
Come ci racconta Mirella Capretti nel suo scritto del 7 maggio 2015:



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