sabato 26 agosto 2017

Borgo Croce Rossa dalle molte vite

Questo portico caratterizzava Borgo Croce Rossa 

A quei tempi noi eravamo ancora dispettosi angioletti ma c'era chi ci stava preparando il teatrino che ci avrebbe accolto. 
Borgo Croce Rossa era lì nel 1930 quando cominciò lo sventramento dell'Oriola primo atto della Fidenza in camicia nera. Sfortunatamente si trovava sulla direttrice che da Piazza Garibaldi portava verso Via Zani-Piacenza.
Il borgo da Vicolo Storto rapidamente confluiva in Via Ponte Romano e, proseguendo, dopo breve tratto, unico spezzone tuttora esistente, in Strada Mentana. 





Proseguiva poi verso la Circonvallazione di Via Andrea Costa, oggi Via Mazzini. Sfiorato il Macello Comunale e mantenendo la direzione diventava un tratto semi-urbano, quello che oggi si chiama Via Mascagni. 
La ferrovia era un ostacolo regolato da passaggio a livello, superato il quale si arrivava all'attuale Via Croce Rossa che nei prossimi anni perderà ogni sua caratteristica e diventerà quartiere. 
Nel tempo abbiamo virtualmente preso Borgo Croce Rossa e l'abbiamo portato oltre la ferrovia dove ora si trova. 
 
Questo è quello che oggi si ammira ponendosi nello stesso punto di vista del disegno all'inizio.

I pregi architettonici delle costruzioni attuali risaltano in questa foto.


L'edificio giallo, oggi sopraelevato di due piani, ha un po' di storia.
Ospitava infatti l'osteria "ed Carùsa", posto quieto frequentato da
persone mature che badavano ai fatti loro, ci spiega Nino Denti

Superata Via Andrea Costa, oggi Via Mazzini, si trova questo bel
manufatto. E' vecchio e si è salvato dalle bombe del 44.

Dall'altra parte della strada il macello comunale segna l'inizio di Via Mascagni. La strada verrà modificata per la costruzione del nuovo sottopasso ferroviario.  

Del destino dell'attuale Via Croce Rossa abbiamo già parlato in abbondanza, segnalo solo queste due pagine:

fidenza-luoghi.blogspot.it/2010/10/fidenza-il-cemento-in-di-via-croce

fidenza-luoghi.blogspot.it/2017/08/lo-storico-mulino-chierici-verra



7 commenti:

  1. Allora sconvolgevano dentro, adesso "creano"sconvolgenti fenomeni fuori...non so cosa si debba ritenere migliore. Sempre memoria che se ne va.

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  2. Il blog adesso è in versione "estiva".... non si parla molto di fatti e problemi di fidenza.

    Anonimo1

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    1. Giusta osservazione. Ho notato tuttavia che su fatti e problemi c'è poca attenzione in generale, Fidenza è la bella (o brutta) addormentata. Nemmeno il PSC modificato ha riscosso attenzione, solo scontate polemiche non documentate.

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  3. Bellissimo il pastello con il porticato di Via Croce Rossa, sembra di esserci...si sente il silenzio, la neve dà risalto ai colori di povere case che avevano una storia, non c'è gente in giro.
    L'artista si ferma, incantato, e mette sulla carta quello che poteva sembrare uno scorcio banale di paese, e che ora, a distanza di anni diventa un importante documento storico, riconoscibile per chi c'era in quegli anni, straordinario per chi non c'era e vorrebbe voltarsi indietro per cercare un passato di armonia tra le attuali costruzioni di cemento...
    Nel libro su Pietro Zani, le foto dei disegni e dei dipinti anteguerra di Ettore Ponzi, gentilmente concessime da Ambrogio, mi sono state preziose per aiutare il lettore ad immaginare la Borgo San Donnino che vedeva l'Abate.
    A pag. 181 ritroviamo ancora I portici di Via Croce Rossa, in un carboncino su carta, visti dall'interno e dall'altro lato, con i pilastri e gli archi dai muri a vista e le travature in legno che diventano ricovero di un barroccio con le stanghe all'aria.
    Grazie Ambrogio, l'emozione continua...
    Un caro saluto
    Mirella

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  4. Un grandissimo grazie anche al Prof. Ettore Ponzi, che con i suoi dipinti è riuscito a salvare miracolosamente la storia di Fidenza, quando ancora era una cittadina dove tutti si conoscevano, si ritrovavano in quei luoghi per raccontare, innamorarsi, litigare e condividere.

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  6. Marisa Guidorzi28 dicembre 2017 18:25

    Strano lo spostamento dell' intitolazione di via A. Costa per dedicare la stessa a Mazzini.

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