mercoledì 17 dicembre 2008

Palazzo Bellotti: malurbanismo in Piazza Duomo

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Quanto dura la pazienza dell'asino fidentino? I nostri amministratori lo sanno molto bene, vediamo la cronistoria di Palazzo Bellotti:
23 novembre 2001 - benestare dell'Ufficio Tecnico Comunale alla richiesta di "parere preventivo per la istrutturazione del Palazzo Bellotti" in piazzaDuomo 8 dopo 21 giorni di calendario dalla richiesta. Nessun dubbio tecnico amministrativo per una operazione che azzerava oltre a Palazzo Bellotti (Piazza Duomo) altre costruzioni per un fronte di circa cento metri su via Romagnosi.
03 marzo 2003 - rilascio di concessione edilizia per la "ristrutturazione di palazzo Bellotti" in Piazza Duomo 14 e conseguenti demolizioni. Da via Romagnosi il Duomo si svela in tutta la sua imponenza, come nel 1945 dopo i bombardamenti.
Cemento ed acciaio al posto del mattone pieno, orribili mezzi-archi in cemento al posto di archi ottocenteschi di fronte al Duomo, autorimessi interarte tra ossa e reperti, ma la storia non è ancora finita.
06 luglio 2005 - presentata denuncia d'inizio attività per "ristrutturazione in variante" in Piazza Duomo 7-8.
L'evento che ha provocato il fermo dei lavori è noto, ma che il fermo duri tre anni e nel frattempo non venga effettuato il minimo intervento per rendere decoroso il quartiere non è ammissibile. 
Sulle volute imprecisioni di indirizzi ed autorizzazioni l'Ufficio Tecnico Comunale avrà senz'altro una spiegazione trasparente. 

martedì 16 dicembre 2008

Palazzo Arzaghi: 1992 Il provvedimento ministeriale del 25 agosto 1992

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LA RELAZIONE STORICO - ARTISTICA ALLEGATA AL DECRETO

Palazzo Arzaghi , cosiddetto dal nome dell'antica e nobile famiglia fidentina che lo abitò per più di 300 anni - dalla sua fondazione nel sec. XVI fino all'800 – costituisce una delle ultime sopravvivenze di edilizia storico-monumentale della città di Fidenza (come noto, gravemente danneggiata dai bombardamenti dell’ultima guerra),' e sicuramente uno dei più rari esempi anche in umbito parmense di architettura cinquecentesca, tutt'ora conservato nell’integrità della sua struttura originaria sebbene sia disabitato da molto tempo.

Il palazzo sorge all'inizio di Via Frate Gherardo, nel punto in cui la stretta strada sbocca su Piazza del Duomo e quindi a pochi passi dall'eccezionale monumento romanico-antelamico, e ai sviluppa per tutta la larghezza dell'isolato nel quale è inserito, prospettando con il suo fronte posteriore su Via Romagnosi, ovvero su quella direttrice viaria che oggi corrisponde alla linea degli antichi "terragli", le fortificazioni medioevali di Borgo San Donnino (antica denominazione di Fidenza) costituita da mura e terrapieni, le quali perdurarono fino al 1575, quando i Farnese  dotarono la città di un nuovo e più ampio sistema difensivo.

L' impianto plani-volumetrico del Palazzo Arzaqhi riflette i caratteri tipici dell’edilizia civile del sec. XVI. La pianta, compatta, ha forma pressoché quadrata; ad essa, sul fronte posteriore è aggregata una torretta angolare coronata da robuste mensole in cotto, la quale pare costituire la rielaborazione di una più antica torre appartenente alle fortificazioni medioevali. Inoltre, il palazzo si sviluppa su due piani fuori terra, oltre il sottotetto e lo scantinato, il quale occupa tutta l'area dell'edificio e che parrebbe essere stato ricavato scavando nel massiccio basamento delle mura urbane medioevali, a testimonianza anche di un magistero costruttivo tipico dell'epoca rinascimentale.

La facciata principale su Via Frate Gherardo, oggi in mattoni faccia-vista, ma fino a non molto  tempo fa intonacata, come mostrano i lacerti di intonaco ancora visibili, si presenta come una sobria quinta continua appena interrotta dalla bucature delle finestre rettangolari, disposte su  quattro assi, e dal portone d’ingresso, centinato. Nessuna decorazione particolare, ad
eccezione delle due terminazioni a bugnato che "chiudono" da un lato e dall'altro la facciata,e  di una cornice che corre sopra i finestrini del sottotetto.

Il fronte posteriore, invece, appare più ricco e articolato, sebbene le originarie caratteristiche architettoniche siano state in parte mdificate nelle epoche successive. Nella sua primogenia  configurazione, infatti, esso presentava per tutta la sua lunghezza al piano terra un portico ad archi a tutto sesto e copeerto con una serie di volte a crociera su pianta pressochè quadrata, e,  al primo piano, un loggiato, anch’esso ad archi a pieno centro sorretti da pilastri in mattoni. Sia la loggia che il portico (ad eccezione delle ultime due campate) risultano oggi tamponati con muri, al centro dei quali si aprono semplici finestre o porte, ma di entrambi sono ancora perfettamente leggibili la struttura e gli elementi formali.
Infine, completano la parte posteriore la già citata torre d'angolo, che al suo interno contiene la scala a due rampe del palazzo, e una piccola area verde, oggi incolta ma un tempo certo un grazioso giardino, la quale è separata dalla Via Romqnosi da un alto muro in mattoni interrotto da una cancellata affiancata da pilastrini.

L'interno del palazzo, organizzato distributivamente sull'asse del lungo corridoio che dal portone d'ingresso conduce al portico posteriore, conserva ambienti di grande interesse, ancora sufficientemente integri. Secondo la classica disposizione costruttivo-tipologica dell'edilizia civile dei sec. XVI-XVII, le sale al piano terreno si presentano prevalentemente coperte con le tipiche volte a crociera o a padiglione unghiato dalla forma assai armoniosa, mentre al piano primlo si riscontrano sale con soffitti lignei a cassettoni con travi, travetti e assito, la cui tipologia e i cui modi costruttivi si apparentano strettamente ad analoghi esempi in alcuni palazzi di Parma caratterizzati da  decorazioni dipinte di grandissimo pregio (Palazzo Tirelli di Borco San Vitale, Palazzo Borri in Borgo delle Colonne) .

E’ da notare che nelle attuali sue condizioni il palazzo non mostra apparati ornamentali visibili; tuttavia, proprio per la sua sostanziale integrità e le caratteristiche formali e tipologiche può  fare legittimamente sospettare la presenza di decorazioni dipinte su pareti, volya e soffitti. Ne una conferma il ritrovamento casuale, avvenuto in tempi recenti, di un tondo ad affresco al centro di una volta, forse raffigurante un angelo o un putto, ma ancora di incompleta decifrazione, perchè tuttora non pulito né restaurato, già attribuibile, tuttavia, alla cultura tardo-rlnascimentale.

Per i suoi caratteri storici e architettonici, dunque, e per la necessità di tutelarne al meglio l'integrità, il Palazzo Arzaghi viene sottoposto alla Legge 1/6/1939. n. 1089. 

Dott. Arch. Maria Alberta Zuffanelli
Ministero per i Beni Culturali e Ambintali
25 agosto 1992

sabato 13 dicembre 2008

Palazzo Arzaghi: aggiornamento

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Sulla base di nuova documentazione in nostro possesso siamo in grado di ricostruire le vicissitudini che hanno portato all'attuale situazione di abbandono in cui si trova il Palazzo Arzaghi. Gli eventi, riportati cronologicamente, si riferiscono agli ultimi trenta anni, ma solo in minima parte hanno comportato interventi effettivi di tutela ed tantomeno di restauro o recupero. Alcune parti dell'edificio si presentano totalmente degradate; dei decori interni, che già apparivano di improbabile recupero nel 1996, rimangono poche tracce.
In occasione della demolizione di palazzo Bellotti è scomparso un arco che fungeva da ingresso ad un vicolo cieco tra i palazzi Arzaghi e Bellotti.
L'attenzione che comune e Sopraintendenza hanno riservato e riservano a Palazzo Arzaghi non deve ulteriormente limitarsi ad evitare interventi di "ammodernamento". 

lunedì 1 dicembre 2008

Urbanpromo: Fidenza premiata

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Solo oggi la Gazzetta di Parma da notizia del prestigioso riconoscimento conferito al comune di Fidenza nell'ambito di  Urbanpromo, evento di marketing urbano e territoriale promosso dall'Istituto Nazionale di Urbanistica, e organizzato da Urbit, Urbanistica Italiana srl.  A Venezia, nella splendida cornice di Palazzo Franchetti, si è svolta la cerimonia di premiazione alla quale hanno partecipato il vice sindaco e assessore all'Urbanistica, Paolo Antonini, il dirigente del Servizio Assetto del territorio, architetto Alberto Gilioli, e l'architetto Giovanni Del Boca.


Ma che è Urbanopromo?  Per il prof. Stefano Stanghellini, ordinario dell'Università IUAV di Venezia e presidente di Urbit: "Urbanpromo è un luogo dove si pensano le città e gli edifici; è un luogo in cui si prefigurano visioni di mondi migliori, condividendo con tutti gli attori che partecipano alle trasformazioni del territorio, teorie, strategie e buone pratiche attraverso le quali si aspira a raggiungere livelli apprezzabili di risparmio energetico, di rispetto per le risorse ambientali, di efficienza dei sistemi infrastrutturali, di equità sociale, insomma di qualità dell'abitare, per consentire un uso saggio del territorio, come auspica Aaron Betsky".
Insomma una manifestazione con premi per tutti con la quale gli architetti si pubblicizzano coinvolgendo sullo stesso obiettivo di immagine gli amministratori pubblici. Quote di partecipazione, spese di soggiorno ed accessori a carico del bilancio amministrazioni partecipanti ed alla fine dei contribuenti. 

mercoledì 26 novembre 2008

I lavori a Palazzo Arzaghi

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Sono durati due giorni i lavori della ditta Grandedil srl di Nonantola (MO) presso il Palazzo Arzaghi.  L'intervento non ha comunque riguardato le coperture dell'edificio, che versano tuttora in pessimo stato, e le protezioni alle luci di finestre ed ingressi. 

giovedì 20 novembre 2008

Palazzo Arzaghi: lavori in corso

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Alcuni muratori o manovali della ditta Grandedil srl di Nonantola (MO) hanno iniziato a lavori di pulizia e di puntellaggio di zone compromesse. Non  sono esposti cartelli o avvisi e tantomeno indicazioni circa il committente, l'impresa ed il tecnico incaricati, il personale utilizzato e la natura dell'intervento.Sino al 1998 l'edificio risultava di proprietà della società SISTEMA S.C.A.R.L. di Campogalliano (MO) che dopo tale data è stata incorporata dalla COOPERATIVA DI COSTRUZIONI di Modena controllata dalla LEGACOOP di Modena.

mercoledì 19 novembre 2008

sabato 15 novembre 2008

Palazzo Arzaghi

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Il documento di denuncia dello stato di degrado ripreso in data odierna dalla "Gazzetta di Parma"
La denuncia di Italia Nostra non deve essere lasciata cadere per questo monumento che i fidentini non vogliono perdere. Si sollecita pertanto la Soprintendenza ai beni artistici ed ambientali ad uscire allo scoperto prima che il palazzo, a rischio di crollo, sia fagocitato dalla speculazione creando un nuovo caso Panini.

martedì 11 novembre 2008

L’Ausl ha venduto l’ex ospedale

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Nel 2007 era stato tolto il vincolo sulla struttura della Soprintenza e pertanto verranno costruiti anche appartamenti

Il comunicato stampa

Fidenza: l'ex ospedale ha un nuovo proprietario

Il 5 novembre si è concluso l'iter dell'alienazione con la firma del rogito. La Pacchiosi drill spa è il nuovo proprietario 7 milioni e 911 mila euro il costo dell'operazione

L’iter per l’alienazione dell’ex ospedale di Fidenza dell’AUSL si è concluso.

Maria Lazzarato, direttore generale dell’azienda sanitaria e Vanna Bini, con procura dell’amministratore unico della Pacchiosi drill spa di Sissa, hanno firmato il rogito il 5 novembre, davanti al notaio Bernardo Borri di Parma.

Valore della transazione: 7 milioni e 911 mila euro.

“Un’operazione impegnativa – commenta Maria Lazzarato – ma che dimostra come anche per le alienazioni di un bene pubblico, caratterizzate da numerose regole, a garanzia di trasparenza dell’azione amministrativa e tempi lunghi, rispetto a quelli previsti  per le trattative private, si possano raggiungere risultati importanti. Fondamentale – continua la Lazzarato – la sinergia con il Comune di Fidenza e la continua attenzione al problema che hanno fatto si che l’alienazione si concludesse, anche con un prezzo superiore al livello di base d’asta. I fondi acquisiti con la vendita – conclude il direttore generale - vanno a copertura parziale dei costi sostenuti per la costruzione del nuovo ospedale di Vaio”.

Questi gli aspetti salienti dell’iter della vendita.

Dicembre 2003: la Provincia approva il piano particolareggiato, per la trasformazione dell’ex complesso ospedaliero in uffici, attività commerciali e residenze.

Marzo 2004: Prima asta per la vendita al pubblico incanto bandita dall’AUSL: asta deserta.

Aprile 2005: Seconda asta per la vendita al pubblico incanto bandita dall’AUSL: asta deserta

Dicembre 2006: l’AUSL, a seguito di manifestazioni d’interesse all’acquisto da parte di privati, avvia, come previsto dal Regolamento per l’alienazione del patrimonio aziendale, una trattativa finalizzata alla vendita del complesso.

Settembre 2007: la trattativa non si conclude positivamente e si  chiude, anche alla luce del fatto che, nel contempo, il Consiglio di Stato ha accolto l’appello avanzato dall’Azienda contro la sentenza emessa dal TAR – Sezione di Parma – relativamente all’edificio denominato “Collegio dell’Angelo” posto all’interno dell’ex complesso ospedaliero. L’edificio, infatti, era stato assoggettato al vincolo previsto dal Decreto Legislativo 29.10.1999, n. 490 e pertanto la Soprintendenza Regionale per i Beni e le Attività Culturali dell’Emilia Romagna ne aveva autorizzato la vendita, subordinando la stessa a prescrizioni inerenti non solo i caratteri architettonici, ma anche le destinazioni d’uso realizzabili all’interno dell’edificio stesso, nel quale erano consentite solo strutture ricettive di tipo socio – assistenziale, sanitario, residenziale speciale (alloggi protetti, assistiti e per anziani) o funzioni direzionali di pertinenza di soggetti pubblici. Limitatamente alle prescrizioni inerenti le destinazioni d’uso autorizzabili, l’Azienda aveva avanzato ricorso al TAR, che aveva parzialmente accolto l’istanza consentendo la realizzazione nell’edificio di attività direzionali private. L’Azienda ha quindi presentato ricorso al Consiglio di Stato, che ha disposto l’annullamento dell’atto prescrittivo emesso dalla Soprintendenza Regionale per i Beni e le Attività Culturali ed ha permesso così la realizzazione nel fabbricato anche di residenze private, prima non consentite.

Settembre 2007: a fronte delle nuove destinazioni d’uso realizzabili nell’edificio “Collegio dell’Angelo”, l’Azienda ha determinato il nuovo valore di vendita dell’ex complesso Ospedaliero in € 7.896.000,00, ridefinendo nel contempo le modalità di pagamento del corrispettivo, che potrà essere versato in modo rateizzato in 24 mesi dalla data di stipula del rogito definitivo di compravendita.

Ottobre 2007: approvato il bando per l’esperimento dell’asta per la vendita dell’ex complesso ospedaliero.

Novembre 2007: l’asta viene aggiudicata alla Ditta Pacchiosi drill spa di Sissa.

Luglio 2008: stipula del primo rogito, sottoposto a condizione sospensiva e invio alla Soprintendenza.

Novembre 2008: stipula del rogito definitivo.

domenica 19 ottobre 2008

Fidenza - Palazzo Porcellini

9 commenti:


Il Palazzo Porcellini fu edificato alla fine degli anni cinquanta in piazza Garibaldi di fronte al palazzo municipale. Oltre al senatore Adolfo Porcellini la sua costruzione ebbe il sostegno di altre personalità fidentine come il perito Luigi Bormioli che sognava una Fidenza tutta nuova. 

venerdì 17 ottobre 2008

Cinema addio?

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L'area dell'ex-cinema Centrale

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Dal settimanale diocesano "il Risveglio"

Le cifre fornite dall'Anec, la principale associazione degli esercenti, parlano chiaro: negli ultimi cinque anni hanno chiuso i battenti 316 cinema di tipo tradizionale. E a pagare lo scotto maggiore sono soprattutto le sale nelle principali città: lO in meno a Firenze, 9 a Milano, Napoli, Bologna e Roma, 6 in meno a Torino, 5 a Palermo. Tra le regioni più colpite dalle chiusure l'Emilia Romagna con 82 cinema monosala persi, seguita dalla Toscana (44) e dalla Lombardia (41). E a dimostrazione che il primo responsabile della loro scomparsa è l'avvento del multiplex, sono proprio queste le regioni italiane che hanno fatto registrare il maggior numero di nuovi cinema multisala: 195 schermi in più in Lombardia negli ultimi cinque anni, 81 sia in Toscana che in Emilia-Romagna.

Un inchiesta del quotidiano "La Repubblica" pubblicata il 1O ottobre u.s. fa suonare il campanello d'allarme. E gli addetti ai lavori confermano la tendenza in atto. "L'esercizio italiano si è sviluppato frazionalmente" osserva Paolo Protti, presidente dell'Anec, "è utile che si costruiscano nuove strutture ma bisognerebbe garantire la sopravvivenza di quelle già esistenti, perchè quando una sala chiude non tutti i suoi frequentatori sono disposti a trasferirsi nei multiplex. Per non parlare poi del mancato stanziamento per il fondo in favore degli esercenti: il debito pregresso dello Stato è di circa lO milioni di euro. È vergognoso, dal punto di vista etico e morale, che non si rispettino le leggi esistenti. Per sostenere il settore servirebbero tra i 16 e i 18 milioni di euro l'anno ".

Interessante il caso di Bologna, la prima città italiana che, preoccupata "per le chiusure, ha deciso di correre ai ripari con la firma di un protocollo tra Comune e Anec, il primo di questo tipo in Italia, per tutelare e promuovere i cinema monosala sia nel centro storico sia in periferia. Tra le norme previste ci sono misure di agevolazione fiscale in favore dei gestori e vantaggi per il pubblico in termini di mobilità gli spettatori potranno entrare nella zona a traffico limitato e avranno tariffe speciali per la sosta e in alcuni parcheggi.

"È un iniziativa che mi piace" osserva Giuseppe Tornatore "e spero che altre città seguano l'esempio di Bologna mettendo in piedi altre misure. È certo, però, che per contrastare lo strapotere dei multiplex le sale tradizionali devono anche migliorare la qualità del suono e dell'immagine, perchè il pubblico oggi è più esigente. La difesa del cinema tradizionale è un tema che per me è sempre stato importante: la chiusura del cinema di Bagheria, il luogo della mia infanzia e adolescenza, fu la scintilla che mi convinse a fare "Nuovo cinema Paradiso". E anche il cinema Cristallo, unico locale sopravvissuto a Fidenza, rischia di chiudere i battenti. L'anno prossimo infatti sarà pronta la nuova multisala nella zona dell'outlet: faremo di tutto per salvare la qualità del cinema d'autore e la sua memoria storica, ma nello stesso tempo lanciamo un appello perchè cittadini e istituzioni ci aiutino in questa difficile impresa.

(m.f.)

mercoledì 15 ottobre 2008

Palazzo Arzaghi - Il momento di agire

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L'immagine mostra il palazzo Arzaghi e la struttura posticcia che ne altera pesantemente il fronte di via Romagnosi. Ritengo che il palazzo necessiti urgentemente lavori di consolidamento e il rifacimento della copertura.    

lunedì 13 ottobre 2008

Il complesso dell'ex-forno comunale e degli altri immobili tra le piazze Verdi e Pontida ed il Parco Matteotti

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Lo stato attuale del complesso urbano chiuso tra Piazza Verdi e Piazza Pontida è di degrado. Gli edifici hanno da tempo perso ogni funzione, dalla parte di Piazza Verdi abbiamo una costruzione dei primi anni  cinquanta, dalla parte di piazza Pontida abbiamo invece il fabbricato abbandonato dell'ex-forno comunale. Tra i due, all'interno, la parte rimasta dei porticati del convento. 
Il palazzo (ex-Littorio, ex-casa del popolo, ex liceo, ex uffici comunali) costruito negli anni '30 al posto dell'antico palazzo dei SS. Giovanni salda ad est le due piazze e guarda su piazza Matteotti ed i giardini comunali." 

venerdì 10 ottobre 2008

Il futuro dell'area ex Caffé Balilla

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Il futuro dell'aerea ex-Caffé Balilla in un articolo firmato Alberto Gilioli e Nino Manno e pubblicato sulla rivista "Regione Emilia-Romagna trimestrale di informazioni per la Riqualificazione Urbana Metropolitana n°15 Febbraio 2003". 

mercoledì 1 ottobre 2008

Fidenza - Sistemazione delle piazze Verdi e Pontida

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Piazza G. Verdi all'inizio del secolo scorso
Lo stato attuale degli edifici centrali del complesso compreso tra piazza Verdi e piazza Pontida ed il progetto di riqualificazione urbana in un video

venerdì 26 settembre 2008

Il ponte romano

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FIDENZA Necessari restauro e protezione
Distacco delle pietre: Ponte romano a rischio

Il ponte romano di piazza Grandi continua a cadere a pezzi, consumato dai secoli, dalle intemperie e dall'incuria. A lanciare l’allarme sono i cittadini preoccupati dal progressivo distacco di pietre dalla struttura, timori rilanciati anche da alcuni siti particolarmente attenti alle condizioni del patrimonio storico e urbanistico del territorio. 
Una situazione che sembra peggiorare di mese in mese, con un’accelerazione che suggerirebbe interventi immediati per la messa in sicurezza di una delle testimonianze storiche più pregiate di Borgo San Donnino. Si riscontra in particolare il distacco di parti in pietra dalla parte superiore del ponte romano venuto alla luce nel 1874, proprio sotto la porta medioevale della città. 
Negli ultimi mesi sono anche state effettuate alcune manutenzioni nella zona, ma queste non hanno interessato minimamente la struttura che è certamente di competenza della Soprintendenza ai Beni culturali. 
Gli ultimi interventi sul ponte romano risalgono ormai a quasi vent'anni fa, quando è stata decisa l’eliminazione del piano stradale che per secoli ha protetto il ponte romano.  Una scelta certamente mirata a valorizzare quella testimonianza di un passato importante per Fidenza, ma che in realtà si sarebbe poi tramutata in un grave rischio per l’esistenza stessa del ponte romano peraltro rimasto comunque non visibile nella sua interezza. 
Da più parti si chiedono quindi interventi immediati per salvare quel manufatto in pietra, cominciando dal risanamento conservativo della parte sottostante la campata.

giovedì 25 settembre 2008

Fidenza Il ponte romano

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Continua il distacco di parti in pietra sulla parte superiore del ponte. 
A sinistra sono confrontate due situazioni ed i particolari mancanti evidenziati. 
Nel periodo intercorrente tra le due date/marzo ed Agosto 2008) sono stati fatti interventi manutentivi che non hanno interessato il ponte romano vero e proprio ma solo i manufatti esterni.

domenica 21 settembre 2008

Delitto prossimo venturo

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Palazzo Arzaghi in una fotografia del 1976. Successivamente si è intervenuti alleggerendo gli archi dai muri di di riempimento e rimuovendo i serramenti , porte interne e persiane. Tutto questo ha accelerato il degrado della struttura. Risulta la concessione edilizia per "restauro e risanamento palazzo Arzaghi riferimento a fascicolo (num 18/94)".

mercoledì 17 settembre 2008

Fidenza - Palazzo Arzaghi

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La pianta dell'edificio ha forma irregolare ed asimmetrica e da questo si presume che il palazzo cinquecentesco probabilmente sia il risultato dell'accorpamento di tre costruzioni medioevali (forse trecentesche).
Tutto il palazzo, di proprietà privata, è da tempo in totale abbandono e, malgrado sia oggetto vincoli di tutela, presenta rischi concreti di conservazione. E' quindi necessario trovare una soluzione pubblica, privata o mista che assicuri alla città la conservazione di questo palazzo, uno dei pochissimi edifici residenziali veramente antichi.

lunedì 15 settembre 2008

Palazzo Panini Articolo del settimanale diocesano

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Un articolo propositivo di Amedeo Tosi apparso sul settimanale cattolico "Il Risveglio" venerdì 12 settembre 2008

Villino Panini e il ruolo della Soprintendenza: quel filo interrotto che avrebbe evitato le macerie
"Ad un mese di distanza dal giorno del suo abbattimento (4 agosto scorso) quel che resta di Villino Panini è ancora lì all'angolo tra via Gramsci e viale Vittoria in attesa di essere rimosso. La demolizione della palazzina in stile Liberty ha suscitato accese polemiche e prese di posizione da parte di associazioni e istituzioni che hanno coinvolto la popolazione come da tempo non accadeva nella nostra città.
Non vogliamo entrare nel merito della regolarità o meno dell'operazione di tutela e di valorizzazione del nostro patrimonio storico e culturale. In questa direzione il nostro settimanale ha sempre cercato di offrire elementi di conoscenza sia per quanto riguarda Fidenza che per gli altri paesi della Diocesi. Riteniamo che le testimonianze storiche presenti sul territorio siano portatrici di valori preziosi ai fini della costruzione del nostro avvenire. In definitiva palazzo Panini era un tassello, poco appariscente ma importante, di questo contesto che è necessario oggi riconsiderare e rivalutare, anche alla luce del cambio di identità che la nostra città sta vivendo. Al di là delle richieste della Soprintendenza ai Beni storici e paesaggistici circa una mappatura completa delle testimonianze storiche presenti e della conseguente variazione della strumentazione urbanistica, auspichiamo la creazione di una commissione storica consultiva in grado di suggerire alla pubblica amministrazione sia interventi di tutela che proposte di valorizzazione dei luoghi delle aree e dei paesaggi che ancor oggi rappresentano un patrimonio unico (per esempio, la straordinaria situazione del podere Crocetta a Chiusa Ferranda con l'ultimo esempio di piantata emiliana rimasta, i fontanili di Bastelli, la bellezza e unicità della Val Parola, etc.).
Infine una riflessione breve, ma speriamo chiara. Siamo così sicuri che lo sviluppo del nostro territorio, che oggi passa quasi esclusivamente attraverso l'edilizia e la grande distribuzione commerciale, sia vincente anche per il futuro? Perchè, oltre alla ripresa della presenza dell'industria manifatturiera, non puntare anche sulla valorizzazione di tutti quei luoghi che fanno di Fidenza e del suo territorio un elemento sia turistico che agricolo ancora da scoprire nel contesto nazionale? Perchè non innestare tutto questo nel grande progetto della Via Francigena? La conferenza territoriale che si era svolta alcuni anni fa al Ridotto del teatro Magnani aveva sottolineato in modo forte questi aspetti così come il Forum di Agenda 21 e il conseguente piano di azione approvato dal Consiglio Comunale. Perchè non riprenderli e approfondirli con la dovuta attenzione e la necessaria serenità?"

sabato 6 settembre 2008

Palazzo Panini e Rifondazione Comunista

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Rifondazione Comunista si domanda e si risponde


Perché Rifondazione Comunista si occupa di “ Italia Nostra “ e della demolizione di Casa Panini?

In questo momento di acuta crisi economica, di regressione politica e di crescente disagio sociale, cosa c’entra Casa Panini con i compiti e le priorità di Rifondazione e della sinistra in generale?

C’entra, eccome , e vediamo di capire perché .

giovedì 28 agosto 2008

Malurbanismi

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Via Gramizzi Via IV novembre Ex-Esso

Questo edificio di 7 piani che altera significativamente l'assetto urbano di via IV novembre caratterizzato in questa parte da villette a due piani con antistante area verde o cortilizia è reso possibile a seguito della  DELIBERAZIONE DEL CONSIGLIO COMUNALE del 15/09/2005 (Delibera N.: 74 avente per oggetto:"PRG. MODIFICA DI ASSETTI FISICO MORFOLOGICI DELLA SCHEDA 2.6 "EX DISTRIBUTORE ESSO" (ART. 23.6 N.T.A.).")
Punti qualificanti della variante al Prg: 

"La modifica riguarda sostanzialmente il carattere urbano ed edilizio da conferire al fabbricato passando da una soluzione più compatta ma di minor altezza ad un fabbricato maggiormente sagomato e che riduce progressivamente la propria pianta ma raggiunge quote di maggior altezza (la parte più alta prevede di arrivare fino a 7 piani)."
"La soluzione definitiva che viene oggi sottoposta al Consiglio Comunale prevede, inoltre una limitata occupazione di suolo pubblico (13,80 mq) da parte della costruzione su via IV Novembre; di tale superficie è necessario prevedere la cessione contestualmente alla sottoscrizione della convenzione urbanistica e l'istituzione di uso pubblico in quanto la stessa al piano terra è destinata alla formazione del porticato che caratterizza il fronte di via IV Novembre."
"Allo stesso modo la modifica oggetto di approvazione prevede l'istituzione di servitù di sottosuolo per autorimesse a favore del complesso su una superficie di 67,37 mq destinata a rimanere invece di proprietà pubblica."



domenica 24 agosto 2008

Aggiornamento Palazzo Panini

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Lettera aperta dell'architetto Gabrielli al sindaco di Fidenza, alla giunta comunale, al consiglio comunale, al Soprintendente per i beni architettonici della Provincia di Parma Luciano Serchia e a tutti i fidentini.


"Ho appreso dell'ampio dibattito che si è sviluppato in ordine alla demolizione del fabbricato denominato "Panini", prevista fra gli interventi ammissibili dalle norme del Prg del comune di Fidenza, da me redatto nei primi anni '90 e adottato dal consiglio comunale nel marzo 1995. Sento perciò di dover dare un contributo per provare ad imprimere una linea di corretta valutazione. Chi oggi grida allo scandalo di una demolizione annunciata è bene che consideri in primo luogo i fatti e le circostanze che l'hanno resa possibile. Noto nel dibattito in corso la consueta sceneggiatura cui molti contribuiscono in modo inconsapevole delle condizioni reali in cui agisce una pubblica amministrazione e la ricerca, ad ogni costo, del colpevole". "Dato che il fatto è dovuto a una norma del Prg di cui sono autore, me ne assumo la responsabilità. Si cerca il colpevole? Eccomi, sono io. Ma insieme a me la responsabilità ricade su tutti i soggetti in indirizzo, nessuno escluso, presenti nella fase di formazione del piano nel 1995 e nelle fasi che hanno condotto alla definitiva approvazione. Perché nel 1995 fu adottato il Prg, che è atto complesso, che chiama in causa tutti i predetti soggetti, in quanto ognuno di essi, in diversi modi, aveva facoltà di intervenire sulle scelte di Prg, così come la legge urbanistica dispone. Se dunque nessuno intervenne per la tutela di palazzo Panini, vuol dire che il giudizio di valore che la comunità fidentina e gli organi di tutela gli attribuirono allora non era tale da promuoverne la tutela. Se oggi, viceversa, il giudizio di valore è mutato, spettava in primis agli organi di tutela agli altri organi provvedere. E' desolante assistere a tante prese di posizione tardive che hanno ignorato sino ad oggi lo stato giuridico del bene. Perchè le di stato giuridico si tratta e appare la assai disinvolta la posizione di chi il vuole ignorare tale circostanza"
"Si dirà ecco cosa fare. Variare il piano per meglio identificare gli oggetti della tutela in tempo utile. In primo luogo vorrei affermare, e non temo di essere smentito, che il Prg non solo fu redatto con la pena consapevolezza, già allora, della tutela, ma anche forzando la mano in tale direzione e così anticipando una tutela del patrimonio che non riscuoteva allora un così ampio consenso. L'indagine sul ' patrimonio architettonico fu svolta ad ampio raggio, e senza preclusioni di sorta. Riguardò in sostanza ogni epoca di costruzione compresa quella moderna e diede luogo ad una apposizione di vincoli ben più numerosi di quelli posti in essere dalla Soprintendenza allora e oggi"."Se dunque l'edificio Panini fu escluso, mentre nel contesto urbano, di cui fa parte, sono numerosi gli edifici sottoposti a tutela con il Prg, è perchè il giudizio di valore ad esso attribuito dall'èquipe tecnica che elaborava il Prg, non ebbe smentite da parte di chicchessia e neanche della Soprintendenza, cui il Prg fu sottoposto per parere. Non converrebbe allora rivolgere l'attenzione al futuro prossimo immediato? Va esclusa intanto la ricostruzione dell'edificio come era e dove era. Non si può ridicolizzare l'architettura fino a fame un clone, che a differenza di quelli prodotti scientificamente, non potrà più essere uguale all'originale, perdendone irrimediabilmente ogni qualità. Non aggiungiamo quindi ad un sospetto supposto inesistente delitto, un delitto certo.."



sabato 23 agosto 2008

Aggiornamento Palazzo Panini

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23 agosto 2008 - Luciano Serchia, soprintendente beni culturali Parma e Piacenza, sulla Gazzetta di Parma alla rubrica Argomenti a pag. 45

martedì 5 agosto 2008

La demolizione di Palazzo Panini

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"Si tratta di una palazzina di inizio Novecento pregevole esempio di architettura signorile dell'epoca, inserita in un contesto caratterizzato dalla presenza di altre costruzioni analoghe, significative, di questo periodo storico e la cui ben definita identità architettonica e urbanistica. va assolutamente garantita. Questa villa, insieme alle altre cui si è accennato, e al cosiddetto "casermone" (edificio di edilizia popolare risalente al 1911) è parte integrante di un ben equilibrato sistema di verde, pubblico e privato,incentrato attorno al parco delle Rimembranze inaugurato nel 1925 dal Re Vittorio Emanuele III. Temiamo che il ventilato intervento si aggiunga alla lunga serie di manomissioni che ha talvolta,più o meno gravemente, alterato la fisionomia dell'intero comparto, con ristrutturazioni in contrasto con le architetture originali
Comunicato Italia Nostra