sabato 9 aprile 2011

Fidenza: nuove e vecchie mura farnesiane

Fortificazione Reale fatta attorno a Borgo dai Ser.mi Ottavio & Alessandro Farnesi secondo l'uso di Fiandra in quei tempi, e poscia dal Ser.mo Ranuccio I atterrate.

Costruzioni fatte a Borgo, ora Fidenza, dalla Santa Alleanza tra Amministrazione Comunale, costruttori locali e cooperative edilizie e non ancora atterrate.
Gli effetti dell'arroganza del potere si è abbattuta due volte su questa nostra città. La prima volta nel 1575 con la costruzione delle mura farnesiane, poi atterrate nel 1603 per ordine di Filippo III re di Spagna. La costruzione delle mura ed anche il successivo abbattimento privilegiavano la funzione militare dei centri abitati. Circa quattrocento anni dopo, tra il 2000 ed il 2008, si costruirono i Nuovi Terragli, costruzioni aliene nello scenario urbanistico fidentino, per l'avidità di costruttori privati o associati in forme cooperative con l'interessata acquiescenza, anzi attiva partecipazione, di chi in quel momento, aveva la responsabilità di amministrare il Comune di Fidenza. 
Gli edifici oggi sono utilizzati in parte dal comune o da aziende partecipate del comune, da uffici di società cooperative dalla sede del sindacato e ... basta. Il 75% è inutilizzato.  
La nota politica, che riprendiamo e riportiamo sotto integralmente, ci può aiutare a comprendere i meccanismi perversi che sottendono i piani urbanistici delle nostre città.




GRASSO CHE COLA
In un momento in cui, in vista delle prossime elezioni comunali che si terranno in 8 comuni del Parmense (il 15 e 16 maggio andranno al voto: San Secondo, Sala Baganza, Neviano, Busseto, Fontanellato, Borgotaro, Traversetolo e Salsomaggiore) l'alleanza tra Lega e Pdl induce a pensare che, probabilmente, il centro-destra verrà chiamato ad assumere la gestione di Comuni come Salsomaggiore e San Secondo, sembra veramente urgente, anche in base all'esperienza di due anni di governo del centro-destra-civici a Fidenza, una considerazione sulle caratteristiche delle amministrazioni comunali che, oltre ad una presenza più direttamente politica, hanno una struttura portante basata su una complessa e potente articolazione burocratica che troppo spesso decide tempi e modi a prescindere dalla stessa volontà politica e amministrativa di un sindaco e di un Consiglio comunale eletto dai cittadini.
Nota a margine; in generale in questi ultimi 20/30 anni fattori interni ed esterni hanno determinato un sempre più percepito degrado del tessuto economico e politico che sembra non solo immutato e immutabile, ma anche incapace di rispondere alle sfide che la modernità e la globalizzazione comportano.
Per tornare alla realtà fidentina- nulla nasce dal caso - i pochi e immutati protagonisti della vita economica-industriale-urbanistica di questa città, sono saldamente legati al mondo politico, e, mentre pubblicamente occupano posizioni politiche diverse, si sono trovati spesso uniti nello spartirsi il territorio e incamerarne i profitti. Legittimo, ci mancherebbe... anche se i torti più grossi al nostro patrimonio paesaggistico e urbanistico, le speculazioni più ricche, sono state perpetrate sotto l'ombrello di un'apparente legalità... però.... dov'è il mercato? E la concorrenza?
Infatti, gruppi economici-finanziari-politici, a prescindere dall'appartenenza partitica o ideologica, per anni hanno fatto blocco, in altre parole monopolio, condizionando lo sviluppo della città alle loro convenienze a prezzo di sempre nuove "povertà" sociali e culturali, per non parlare del degrado del centro storico dove, non bastassero le ferite di Villa Panini o Palazzo Arzaghi, ecco quelle dell'ex Ospedale e del Forno Comunale con annesso ex Palazzo del Fascio, e poi ancora, antichi palazzi lasciati marcire dal'egoismo di proprietari che evidentemente se lo possono permettere. Lasciato il centro storico, notiamo interi nuovi quartieri senza servizi, senza parcheggi, strade strette, alla prima pioggia cantine allagate, e poi ancora, decine di cantieri aperti da anni e mai conclusi, una viabilità che non trova compimento; per non parlare dei quartieri artigianali...abbandonati a se stessi, addirittura alcuni mai accatastati e dunque per gli uffici comunali, inesistenti...
Potremmo continuare, diciamo soltanto che il Consiglio comunale per lunghi anni (governavano i nipoti del vecchio PCI) era un luogo di mera registrazione di volontà e dinamiche esterne legate al mondo della cooperazione modenese e a quello, parmigianissimo, di via Ponte Caprazzucca.
Per finire, a Fidenza, nel vero significato del "voltare pagina per una Fidenza di tutti", crediamo occorra saper ricomporre e organizzare il possibile, cioè ridisegnare l'intero arco delle relazioni tra la pubblica amministrazione e i cittadini, singoli o organizzati.
Tutto il resto è grasso che cola. Ne riparleremo.


blog fidentino - cronache marziane: GRASSO CHE COLA


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