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sabato 14 luglio 2018

Piccole le piazze di Borgo ma cariche di Storia. In un saggio Mirella Capretti ci restituisce un passato che interroga sul presente. Siamo ancora noi?

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Leggo Marisa, che ogni tanto ci prende per mano e ci accompagna per le vie e le piazze di Fidenza, raccontando la storia dei personaggi cui sono dedicate e delle architetture che le delimitano, e dico grazie.
Grazie perché mi dà occasione di riandare ai luoghi e agli avvenimenti di un tempo e di ricordare l’abate Pietro Zani.


La chiesa di San Pietro, ad esempio, il più conosciuto riferimento di Piazza Gioberti, era frequentata dall’Abate, secondo quanto scritto dall’allora vescovo Luigi Sanvitale. Il Prelato ebbe modo di conoscere di persona e di apprezzare il Nostro, sia come prete, sia come studioso, per cui quando viene trasferito a Piacenza, porta con sé un suo ritratto - inciso da Denon a Parigi mentre scopre la prima stampa italiana di Maso Finiguerra - lo incornicia e lo appende nello studio. Poi, “con un piè nella fossa”, lo restituisce al Seminario di Borgo insieme a una lettera con notizie biografiche (conservata nell’Archivio di Stato di Parma), dove, in una nota, così lo descrive:
“Preciso negli ecclesiastici officcii, gli esercitava con viva fede. […] io ne loderò sempre lo Zani, il quale dopo il lungo travaglio del giorno trasferitasi a sera nella Chiesa di S. Pietro di Borgo S. Donnino, e colà ginocchioni a terra adorava prima il SS.o Sacramento, indi recavasi al maggior altare, alzavane le tovaglie e baciava la sacra pietra, che rinserrava le reliquie de’Martiri, e, continuando il giro, lo stesso faceva sopra gli altri sei altari di quella Chiesa”.

venerdì 29 giugno 2018

Fidenza: piazze e piazzette ... tra storia e toponomastica

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Fidenza: piazze e piazzette ...

La via, la strada, sollecitano il passo, l'andare oltre, la scoperta del dopo, il raggiungimento di una meta, una piazza, invece,  invita alla sosta, lo sguardo si ferma e stimola il pensiero a riflettere, a capire.
Fidenza, sia per la sua antica origine, sia per le vicende storiche che ne hanno  modificato ed alterato la conformazione, offre spesso spazi più o meno regolari, piccole scoperte in fondo ad una via, formati senza un progetto preciso, semplicemente per una casa demolita, un vecchio tracciato delle mura... Solo recentemente le variazioni sono studiate e pianificate a tavolino, talvolta purtroppo in modo discutibile.
Le piazze, gli antichi fori, immancabili luoghi di raccolta delle comunità, dovrebbero continuare ad essere punti di aggregazione, ma vi arrivano soprattutto ansiosi automobilisti alla ricerca di un parcheggio, incuranti di saperne altro.


Piazza della Repubblica rappresenta un doveroso atto civico verso una tappa fondamentale del nostro Paese. Negli ultimi tempi la denominazione è stata spostata a quella che era conosciuta semplicemente come Piazza della Stazione. Era consuetudine infatti riferire i luoghi prendendo semplicemente un elemento fisico che tutti potevano comprendere, meglio di nomi di personaggi spesso sconosciuti.

lunedì 4 marzo 2013

La via dell'eretico porta al Duomo

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Via Frate Gherardo, a sinistra le case dei terragli a sera, a destra si intravede l'ex convento San Bernardo

Come dice lo stesso nome Gerardo (o Gherardo) da Borgo San Donnino era originario di Borgo San Donnino (l'attuale Fidenza), non è nota la sua data di nascita. 
Le principali notizie su di lui, tutte antecedenti al 1254, ci sono pervenute attraverso gli scritti di Salimbene de Adam che ebbe modo di conoscerlo personalmente e ne apprezzò le qualità umane e intellettuali. 
Il cronista parmense ci descrive infatti Gerardo come "giovane morigerato, onesto e mite", tanto da mettere in dubbio la sua borghigianità.