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mercoledì 30 maggio 2012

A due fidentini una medaglia per la loro fedeltà alla patria

1 commento:

Nell'ambito delle manifestazioni in occasione del 2 di giugno, Festa della Repubblica, verrà conferita la medaglia d'onore a due fidentini internati militari (IMI) in Germania durante l'ultimo conflitto mondiale. 

mercoledì 25 gennaio 2012

La testimonianza esemplare di Vascelli Renzo, internato militare.

8 commenti:

Semplice, essenziale e completa questa nota di Renzo Vascelli, internato militare durante l'ultimo conflitto mondiale, che ci racconta la sua esperienza non di eroe, che tale non si riconosce, ma di italiano che non ha mai cessato di considerarsi tale. Racconta lo smarrimento iniziale, il viaggio, la fame, il lavoro coatto, la fedeltà alla Patria.  Renzo verrà insignito, insieme ad altri tre fidentini, della Medaglia d'Onore; la cerimonia avverrà in Prefettura a Parma il 27 gennaio prossimo.


Semplice geniere al II reggimento telegrafisti, la compagnia a cui ero in forza nell'agosto 1943 viene trasferita in Sardegna, io fui esente dal trasferimento perché fratello di un caduto (fratello Ennio classe 1913). Quale specializzato telescriventista vengo inviato a Roma in servizio al Ministero della Guerra.
Per i noti fatti dell'8 settembre 1943 la caserma e gli edifici circostanti furono colpiti da cannonate e vari proiettili di provenienza sconosciuta. Smarrimento totale e nessun ordine militare costrinse la truppa a cercare una difesa pur essendo ignota la provenienza dell'offesa.
Senza ordini ufficiali formammo gruppi organizzandoci sotto le mura della costruenda Stazione Termini, finché fummo costretti ad arrenderci alle truppe tedesche il 10.9.43.
Impacchettati come sardine, forzatamente stipati in treni, su carri bestiame viaggiammo per tre giorni e due notti senza acqua e cibo, arrivammo in Germania nei pressi di KUSTRIN e concentrati nel lager III C, dove trovai la compagnia di altri 10-15.000 soldati italiani. Fui targato col n° 43673.
La vita bestiale in quel campo affollatissimo consisteva solamente di mettersi in fila da mane a sera per aspettare un mestolo di zuppa di rape, veramente schifosa. Si dormiva all'aperto in quel campo freddissimo.
In quelle condizioni di dieta forzata i tedeschi iniziarono una campagna di propaganda per reclutare volontari alla loro causa facendoci sfilare davanti a tavole imbandite di ogni tipo di cibo e di bibite. Incredibilmente in quella moltitudine solamente una trentina ha ceduto a quelle lusinghe.
In questi momenti in cui non mi manca niente come potrei giudicare quella pesante rinuncia?
In seguito mi trasferirono a EBERSWALDE situata a un palmo da Berlino, ospitato in una baracca in legno alla periferia. Proprio in quella zona per due volte al giorno passavano i bombardieri che salutavano la capitale.
Diventai operaio in una grossa fabbrica (ARDELT WERK) dove svolgevo un lavoro manuale pesantissimo per 12 ore consecutive al giorno o la notte (6-18-6). Cibo pochissimo, ancora zuppa di rape e un pane mattone diviso in 8-10 e margarina. Il mio peso corporeo ben presto da 80 scese a 55 Kg.
Il 29 aprile 45 il paese fu conquistato dalle truppe russe, che accolsi con grande sollievo: la guerra era finita!
Mi portarono a soggiornare in un paese chiamato BUKOV, e quando strade e ferrovie furono un po' ripristinate partii per rientrare a casa, dove arrivai il 10 settembre 1945.
Certamente non ho fatto nessun gesto eroico, ho semplicemente seguito la voce Patria che mi incitava a a resistere. Sono orgoglioso, italianamente.
Vascelli Renzo

La città di Kustrin ed il fiume Oder-Neisse
Stalag III-C Alt-Drewitz era un campo di internamento tedesco della seconda guerra mondiale per prigionieri di guerra. Si trovava in una pianura vicino al villaggio di Alt-Drewitz (Kustrin) nel Brandeburgo, a circa 60 chilometri (37 miglia) ad est di Berlino.Il campo fungeva da luogo di internamento di diverse migliaia di soldati e sottufficiali provenienti da Polonia, Francia, Gran Bretagna, Jugoslavia e Belgio. Dal 1943 si registra la presenza di un certo numero di prigionieri di guerra italiani. Massiccio il numero di prigionieri sovietici (fino a 12.000) che, in questo campo furono uccisi o morirono di fame. La maggior parte dei prigionieri alleati o italiani di rango inferiore venivano mandati al Arbeitskommando a lavorare nell'industria o nelle aziende agricole del Brandeburgo. L'amministrazione rimase necampo principaleLa città alla fine della guerra venne divisa secondo gli accordi siglati nella Conferenza di Potsdam con il passaggio alla Polonia dei territori tedeschi ad est della linea Oder-Neiße. L'allora Küstrin diventò una città polacca, cambiando nome.

THE STALAG III C CEMETERY IN ALT DREWITZ  
EBERSWALDE sede di industrie di materiale bellico in cui fu utilizzato in modo massiccio il lavoro coatto. 

martedì 18 ottobre 2011

Medaglia d'Onore ad internati nei campi di concentramento

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Inverno 1944-1945 nel Campo di Wietzendorf
Alla lista dei fidentini che hanno richiesto ed ottenuto la Medaglia d'Onore in quanto internati, civili o militari (IMI), nei campi di concentramento nazisti, si aggiungono ora altri quattro ex-internati militari.

La data della cerimonia di conferimento non è stata ancora comunicata dalla prefettura, ma potrebbe coincidere con la data del 4 novembre, anniversario della Vittoria della Grande Guerra. 

Ecco brevemente il loro profilo:

Adorni Remo, militare classe 1914 conferimento alla memoria
Catturato a Bolzano il 9 settembre 1943 ed internato a Enzesfeld dal settembre 1943 all'aprile 1945. Arruolato il 4 giugno 1940 Adorni nel 36° C.A. di stanza a Vicenza, militò prima in Jugoslavia poi in Romania ed infine in Russia sul fronte del Don. Adorni fu decorato di Croce di Guerra per la Campagna di Russia dell'armata C.S.I.R (Corpo Spedizione Italiano in Russia). Dopo la ritirata rientrò in patria e, come già abbiamo detto, catturato a Bolzano.

Aimi Renzo, militare classe 1913 conferimento alla memoria
Catturato ad Atene l'8 settembre 1943 ed internato nel campo di lavoro di Morchenstern, dal febbraio 1944 all'agosto 1944 rimase nello Stalag IVB  ed infine, dall'agosto 1944 al maggio 1945 fu obbligato al lavoro coatto nel Campo di lavoro di Ausweis

Vascelli Renzo, militare classe 1913 vivente
Catturato il 10 settembre 1943 ed internato nello Stammalger IIIC di Kustrin, per essere subito assegnato al lavoro a Ebersvalde sino all'aprile 1945.
Dopo la presa del campo da parte dell'esercito russo fu trattenuto sino al settembre 1945 per poi ritornare in patria.

Giavarini Ermete, militare classe 1922 vivente
Catturato a Marsiglia il 10 settembre 1943 fu avviato al campo di lavoro a Coblenza Stalag XIIA dove rimase sino all'agosto 1945.



lunedì 11 luglio 2011

Medaglia d'Onore ad ex-internati (IMI) nei campi di concentramento

1 commento:

Oltre ad Ettore Ponzi sono più di cinque i fidentini che hanno richiesto ed ottenuto la Medaglia d'Onore tra il 2010 ed il 2011. Molti mancano all'appello, si invitano pertanto gli ex-internati o, per essi, i loro familiari ad attivare la procedura, peraltro molto semplice, rivolgendosi alla locale sezione dell'associazione Combattenti e Reduci che ha sede attualmente nell'ex Convento dei Gesuiti.

giovedì 27 gennaio 2011

Medaglia d'Onore a quattro fidentini reduci dai lager nazisti

2 commenti:

Gli Internati Militare Italiani godevano di minori garanzie rispetto ai militari di altri paesi belligeranti che condividevano con loro i campi. Parliamo dei prigionieri di nazionalità inglese, francese, belga, americana e di altri paesi a questi alleati mentre particolare durezza era riservata ai prigionieri russi per il fatto della mancata adesione del loro paese alla Convenzione di Ginevra. Anche agli italiani non veniva applicata la citata convenzione in quanto non erano riconosciuti come prigionieri di guerra, per essi era stata creata una categoria speciale quella degli Internati Militari Italiani (IMI) che prevedeva il lavoro coatto o la trasformazione in lavoratori civili con qualche beneficio di cibo e movimento. Il passaggio inverso da lavoratore civile ad internato era comunque discrezionale e spesso punitivo. I lavori cui erano poi sottoposti i lavoratori erano spesso peggiori della prigionia stessa nei campi.