domenica 28 dicembre 2014

La rapida agonia dell'Unione Terre Verdiane

Nomine movimentate, dimissioni strumentali, arrivo del commissario hanno portato in pochi mesi allo sbando un ente l'Unione Terre Verdiane che avrebbe potuto rappresentare la razionalizzazione amministrativa di una vasta zona territoriale altrimenti chiamata Bassa Ovest e comprendente una decina di comuni al di qua del Taro.
Ma oltre alle multe, attivo il servizio specifico di Polizia Municipale del Corpo Unico dell’Unione Terre Verdiane, non si è andati; d'altra parte questa attività bastava a tenere in piedi il vero interesse dei "poltronieri" della politica. 
In questi giorni sono iniziati gli sfilamenti, ieri la stampa riportava la notizia che i comuni di Fontanellato, Busseto, Polesine, Roccabianca, Soragna e Zibello costituivano una centrale unica di committenza per gli acquisti snobbando le Terre Verdiane ritenute prive di una struttura amministrativa adeguata.  Persi Verdi ed il culatello oggi la notizia che anche Salsomaggiore e Fidenza, per lo stesso motivo, creano una propria centrale unica di committenza.
Sempre oggi scendono in campo i sindacati che interrompono le relazioni sindacali definendo l'Unione Terre Verdiane, un ente allo sbando. "A nulla ci interessano i giochini politici di cui questi sindaci sembrano essere maestri." così il comunicato definisce la situazione che sottosta alla situazione creatasi dopo le elezioni di giugno in alcuni comuni dell'Unione tra cui Fidenza.

Ecco il comunicato dei sindacati di oggi


Posted by Redazione on 28/12/2014 in Lettere al giornale.

Possiamo oggi affermare di essere stati facili profeti, ma non era necessario avere la sfera di cristallo per capire ciò che sarebbe successo. Quando Cgil e Cisl hanno deciso di interrompere le relazioni sindacali lo hanno fatto a ragion veduta e chi pensava che tale atteggiamento fosse mirato solo ad un ragionamento economico è stato smentito dai fatti. Già da tempo le OO.SS. hanno denunciato lo stallo organizzativo dell’Ente ai cui vertici più volte è stato richiesto un tavolo ove affrontare i veri problemi dell’Unione intesa come ente che eroga servizi e non un sistema per trovare “collocazioni“ derivanti da strategie di accordi politici, che non ci appartengono ma in cui forse qualcuno si ritiene maestro, fatti a spese dei cittadini – utenti.

Fino ad ora, pur avendo lanciato una sfida in cui sia i lavoratori che le loro rappresentanze erano disponibili a mettersi in gioco, abbiamo ricevuto risposte elusive ed evasive, proclami “a spot” e grandi conferenze stampa annunciando questo o quel provvedimento che avrebbero aumentato e migliorato i servizi ai cittadini… e invece solo tagli alle risorse e agli organici.

E così i problemi ristagnano, non certo per responsabilità di coloro che giornalmente, anche senza avere un progetto complessivo, hanno garantito la funzionalità dei servizi e lavorato sempre al massimo delle proprie capacità organizzative.

Spesso abbiamo chiesto strumenti per realizzare più sicurezza nei territori, per dare responsabilità certe e stabilità ai rapporti di lavoro. Invece oggi, a causa del fallimento dei tentati “accordi politici“, L’Unione Terre Verdiane si ritrova non solo senza vertici istituzionali a decidere ma, dal prossimo primo gennaio, anche senza l’apparato tecnico di responsabilità che dovrebbe garantire il funzionamento della macchina amministrativa.

A nulla ci interessano i giochini politici di cui questi sindaci sembrano essere maestri.

Ci interessa la continuità istituzionale di questo ente messa a rischio da chi non si è preoccupato di adottare gli atti necessari al funzionamento dell’ente prima di dimettersi e da tutti quei sindaci che da mesi giocano con il lavoro di novanta persone che ogni giorno erogano servizi a più di 100.000 cittadini.

Se c’è un augurio che vogliamo fare a tutti coloro che hanno incarichi di responsabilità in questo Distretto è quello di avere coscienza delle funzioni che svolgono e di procedere sin da subito a ripristinare il funzionamento ordinario dell’unione che loro stessi hanno voluto costituire ormai da diversi anni.

Noi, diversamente da altri, non abbiamo mai abdicato al nostro ruolo. Abbiamo prestato servizio nonostante ogni problema, ogni tensione e ogni taglio fatto sulla nostra testa perché abbiamo sempre creduto nel nostro lavoro. I Sindaci devono fare altrettanto.

In caso contrario non saremo più disponibili ad un’ora di straordinario, alla garanzia del funzionamento degli accordi con la Prefettura, alla regolarità dei servizi d’ordine ed ad ogni altra attività non ordinaria che abbiamo sempre garantito. Non esiteremo infine ad indire ogni iniziativa sindacale per poter far sentire la nostra voce mentre i Sindaci distruggono quel che rimane di un ente pubblico che loro stessi hanno voluto.
FP CGIL e CISL FP

3 commenti:

  1. Questo è lo spessore, la visione politica di Massari e Frittelli, che di questo ente inutile ne intendo fare un carrozzone di potere.
    Del resto "i giochini politici" che denunciano CGIL e CISL per questa squallida vicenda che vede, tra l'altro, un Sindaco, quello di Roccabianca, mobbizzato dal Sindaco di Fidenza perchè doveva mollare la "poltrona" a lui, si esprimono in maniera spietata nella vicenda ASP.

    I protagonisti sono sempre loro: Massari e Frittelli.

    Per privatizzare l'efficente servizio ASP ricorrono a far dimettere il CDA usando dipendenti pubblici complici, che insediati nel CDA si dimettono automaticamente.

    Lorena Grolla di Salsomaggiore ed Ettore Manno di Fidenza, entrando nel CDA e dimettendosi immediatamente non sono complici del reato di " Falso ideologico", Falso ideologico ordito da Massari e Frittelli che li hanno nominati con l'incarico di distruggere il CDA di una azienda pubblica?
    E quali altri reati si prefigurano?

    Non possiamo attendere; agire in tutte le sedi per ripristinare lo stato di diritto, sostenere una azienda pubblica efficiente ed i suoi splendidi dipendenti che sono al servizio degli anziani del nostro territorio.

    Informare e coinvolgere tutti i cittadini.

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  2. Quando un SIndaco di FIdenza è incapace di svolgere il ruolo di perno del territorio Bassa Ovest manca di visione e capacità politica.

    Quando non si è in grado di analizzare i flussi economici, il flusso pendolare interno in ingresso ed uscita dalla città; quando non si è in grado di capire, ad esempio,che i comuni di Fontanellato, Soragna, Busseto hanno un PIL nettamente superiore a Salsomaggiore Terme; che le strutture di Fidenza svolgono un ruolo baricentrico di servizi alle persone e di flussi economici per tutto il territorio, non significa solamente non comprendere la storia, ma sopratutto la realtà, il futuro e dove vi sono le spinte più dinamiche.

    Vedo il buon Giorgio Artusi, con il suo consueto stile, scuotere ripetutamente il capo.
    Il gesto è inequivocabile:

    BOCCIATO!

    La considerazione è:

    Avanti un altro! non c'è tempo da perdere in una società dinamica che ha bisogno di approccio territoriale,risposte certe, di sguardo in avanti.

    E' ora che si faccia avanti " davvero" chi pensa a Fidenza come perno propulsore di un territorio vasto.

    Non " dabon" ma "DAVVERO".

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