“Nel lavatoio di Piazza Grandi nemmeno i rospi hanno un futuro”. Per questa mia testimonianza, a me molto cara, parto da lontano: da un post di Ambrogio Ponzi del 5 marzo 2021. Piazza Grandi, un tempo non poi così lontano, era un ameno giardino che rallegrava la vista e lo spirito.
Dalla tarda
primavera al primo autunno, quando la temperatura e la stagione lo
permettevano, ovviamente, le panchine erano occupate dalle borghigiane che vi
abitavano accanto: chi sferruzzava la lana o lavorava all’uncinetto tra tante
chiacchiere e conversazioni che intrattenevano anche i passanti, insomma, un
brioso angolo della nostra città.
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| Foto del 1960 (dalla preziosa Collezione di Mario Anselmi) |
“Regine” del luogo erano Mafalda e Iole Cocchi. Mafalda per lunghi anni bidella presso la Scuola Media ed attiva “vedova di guerra”, sia lei che la sorella Iole possiamo definirle “donne di una volta” a cui erano sacri i valori della famiglia, dell’amicizia, degli affetti e della disponibilità. Poi ricordiamo, tra le tante frequentatrici assidue, la Bice e la Linda äd Zävarón, Cloe Bosi, Iva Marocchi (la moglie di Domenico Toscani).
