venerdì 3 febbraio 2017

Il dialetto dall'inconscio alla tavola.


"Dialetto in Tavola" è una originale iniziativa promossa dagli assessori alla Cultura, Maria Pia Bariggi, e alle Attività Produttive, Fabio Bonatti, ed inserita nel programma del Mese del Dialetto, anzi ne costituisce il piatto forte.
La rassegna ha come sottotitolo "L'ha mägnè e bvì tânt, ca'l va a la löja" con evidente riferimento ai tempi passati quando la fame si combatteva con una dieta molto ricca di loglio, cereale che "provoca un effetto di stordimento, vertigine, avvelenamento avendo, questa sorta di zizzania, proprietà, velenose", come ci spiega Claretta Ferrarini nel DEB. 
Insomma i borghigiani erano la versione ottocentesca dei mitici lotofagi di Odisseo.
Non c'è tuttavia pericolo che, malgrado il sottotitolo, il loglio entri nei menû che sono stati concordati dall'enogastronomo Ermanno Ghiozzi con i ristoranti aderenti all'iniziativa. 
Il calendario del programma, che è ripreso nel manifesto, è stato illustrato in una conferenza stampa.

L'elogio del dialetto lo troviamo nella conferenza stampa stessa con queste parole, che a leggere la Gazzetta, sono state esternate all'unisono dai due assessori: "Il dialetto è la lingua del nostro inconscio perché senza parlarla, fingendo di averla dimenticata, conferisce concretezza al nostro pensiero. E' una memoria straordinaria che accoglie un'infinità di sensazioni che, senza dialetto, non avrebbero espressione", a questo punto "tutti a tavola" direbbe Saussure. 


Ricordiamo che, come dice Claretta, "I vernacolisti, non fungeranno da giullari, ma arricchiranno la serata, con confronti sui termini culinari, con espressioni e modi di dire che riguardano il cibo, il lavoro in cucina e le usanze".

2 commenti:

  1. Grazie e, spero che qualcuno della Redazione, possa partecipare alla 1ª serata, presso il Ristorante SANA FOLLIA di Via Bacchini. Von parché ägh sum me; dü parché gh'é la vèccia cul cävâl e la pulenta.

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  2. Ecco il posto giusto per diversi e conosciuti politici e ex : a tavola!

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Ädèssa a vüätar . Adesso a voi