sabato 21 dicembre 2013

Palazzo Arzaghi: vandalismi

I resti della copertura della cinta muraria crollata sono sul marciapiede di Via Romagnosi. Atto di vandalismo? Parrebbe di si, visto lo stato dei reperti alcuni dei quali anche dall'altro lato della strada. Il crollo potrebbe essere conseguente al tentativo d'intrusione nell'edificio abbandonato ed in cattivo stato. I riflettori  su Palazzo Arzaghi, un caso di edilizia civile del XVI, si erano sollevati tre anni fa su nostra iniziativa.
Restano sempre più lontane le prospettive di un suo recupero alla città.









2 commenti:

  1. Germano Meletti21 dicembre 2013 14:13

    Caro Ambrogio, tu sei che ad affrontare questi argomenti con me sfondi una porta aperta. Credo che per sottolineare ciò che tu dici è sufficiente un detto famoso: "Quel popolo che distrugge le proprie radici è un popolo senza futuro". Anche in tempi di crisi edilizia possibile che non ci sia nessuno disposto ad un resturo conservativo e conseguente locazione degli appartamenti che ne usciranno. Oppure (pazza idea, ma già lo aveva detto Patty Pravo), perchè non allestire qui un museo delle opere di Oreste Emanuelli (firma sui quadri Oelli): oggi si trovano sparse alla rinfusa negli uffici comunali ed in biblioteca, tanto per farli vedere. Non sarebbe meglio proporli più elegantemente? E' come regalare mezzo chilo di cioccolatini in una semplice busta di carte oppure prendere lo stesso quantitativo ed incartarlo e confezionarlo, con fiocchi e controfiocchi: credo che ci sia una enorme differenza.

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  2. Che fare, nel nostro piccolo, per sensibilizzare politici e opinione pubblica?. Per es.: se qualcuno andasse a recuperare i mattoni a terra e li conservasse nella propria cantina affinchè non andassero perduti? Oppure se qualche muratore si offrisse per rimetterli al loro posto almeno temporaneamente. Capisco che oggigiorno non si può più muovere un dito senza correre il rischio di incappare in qualche veto o qualche legge che dal lato della ragione ti fa passare subito a quello del torto, ma potremmo informarci.

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