giovedì 29 gennaio 2026

Fidenza è Memoria: la deposizione delle “Pietre d’inciampo”

Venerdì 30 gennaio 2026 alle ore 11.00,  di fronte all’ingresso del palazzo comunale avrà luogo la deposizione di due nuove pietre d’inciampo a cura dell’Istituto Storico della Resistenza e dell’Età Contemporanea di Parma.

Le due pietre saranno dedicate alla memoria di due Internati Militari Italiani, Catullo Testi caduto nell’eccidio di Hildesheim e Ettore Ponzi che, arresosi per sfinimento fisico ad Elbasan il 1 gennaio 1944, fu internato prima a Semlin (Belgrado), poi nello Stammlager XVIIA  nella vicinanze di Vienna ed infine nell'Oflager 83 di Wietzendorf in Germania. 
Il periodo più difficile e drammatico di Ettore iniziò tuttavia subito dopo l'8 di settembre del 1943. Fu tra quelli che non accettarono la resa ai tedeschi e visse tra le montagne dell'Albania inquadrato nella formazione delle "Truppe alla Montagna". Per questo gli verrà riconosciuta la qualifica di Partigiano Italiano all'Estero. 
Si ricongiungerà alla famiglia nell'agosto 1945 ma troverà la sua casa di via Cornini Malpeli distrutta dai bombardamenti. Sarà membro attivo della Sezione fidentina dell'Associazione Nazionale Combattenti e Reduci ricoprendo la carica di consigliere.

Epilogo ancor più drammatico riservò il destino a Catullo Testi. 
Il 26 marzo 1945, lunedì delle Palme, Catullo Testi ed un centinaio di altri militari italiani internati a Barienrode vengono prelevati e destinati ad operazioni di recupero nel magazzino militare della Wehrmacht dove gli incendi innescati dai bombardamenti stavano distruggendo grosse quantità di viveri. In un primo momento i poliziotti tedeschi addetti alla sorveglianza autorizzarono connazionali e stranieri a prelevare qualcosa ai fini personali.

Poco dopo gli italiani vengono circondati da reparti delle SS e radunati nei pressi della stazione ferroviaria, insieme ad altri altri piccoli gruppi, perquisiti ed infine condotti, scortati da agenti della Gestapo e delle SS, nel carcere ausiliario della città, dove sono già state rinchiuse un centinaio di persone: russi, polacchi, francesi, austriaci, uomini e donne.

Nella piazza del mercato di Hildesheim una folla eccitata e plaudente assistette alle impiccagioni che avvennero con modalità raccapriccianti. Gli ultimi cadaveri vennero lasciati penzolare dalla forca, con un cartello in cui era scritto: «Chi saccheggia muore». 
Le esecuzioni pubbliche proseguirono in quel luogo e altrove fino al 5 e 6 aprile. In totale, i feroci dittatori nazionalsocialisti assassinarono 209 persone e gettarono poi i corpi in una fossa comune.
A. P.



Pietre d'inciampo
L’ iniziativa, che è iniziata a Colonia per la prima volta nel 1992, è frutto di un’idea dell’artista tedesco Gunter Demnig al fine di depositare nel tessuto urbano e sociale delle città europee, una memoria diffusa dei cittadini deportati nei campi di sterminio nazisti.
Una pietra d’inciampo, in tedesco Stolperstein, è una piccola targa di ottone che ha la dimensione di un sampietrino posta nel terreno davanti alla porta della casa in cui abitò una vittima del nazismo o nel luogo in cui fu fatta prigioniera; su questa pietra sono incisi il nome della persona, la data di nascita, il luogo di deportazione e, se conosciuta, la data di morte.
Le prime collocazioni delle pietre d’inciampo in Italia sono avvenute nel gennaio 2010 a Roma.
Per quanto riguarda il comune di Fidenza la prima deposizione è avvenuta il giorno 11 gennaio 2020, mentre l’ultima il 23 gennaio 2021. Al momento sono state deposte sei pietre d’inciampo
. (MP)


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