lunedì 5 gennaio 2026

La centralità storica dell'Epifania nel Vangelo di Matteo

Artemisia Gentileschi, Adorazione dei Magi, 1636-1637,
olio su tela, cm 311 x 206, Basilica cattedrale di San Procolo, Pozzuoli


I magi lontani, con altra cultura, con altra mentalità, sono chiamati e vanno, obbediscono a questa chiamata e trovano la promessa realizzata anche se in apparenza è piccola, è racchiusa in un bambino insignificante. 

La stella della fede, sia pure in una forma non raffinata, è sincera, è leale. Loro colgono il segno e vanno.

Quante volte noi siamo chiamati e non andiamo, non ci mettiamo in cammino! Eppure la vita mostra la sua bellezza nell’accogliere i segni, nel seguirli, anche se piccoli come esito.

Don Lino Cassi

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Credit: NASA, ESA, J. DePasquale and E. Wheatley (STScI) and Z. Levay


Percorrendo i bordi della Mezzaluna Fertile, dalla Caldea, attraverso le terre di Babilonia e quelle dell'Assiria, sino a Gerusalemme, il cammino dei Magi era scritto nel cielo stellato che la sapienza antica aveva scrutato ed interpretato.
1800 anni prima Abramo aveva percorso lo stesso cammino alla ricerca di una nuova terra ed ora la sua discendenza aveva una nuova capitale e una nuova sapienza, lo capirono i Magi e deposero ai piedi del Figlio dell'Uomo il compimento dell'antica.
Da quel momento non più nel cielo è riposto il divenire della storia, ma nell'uomo stesso, in ogni uomo. Matteo nel suo Vangelo ci narra la portata epifanica dello storico evento, forse intendendo solo introdurre dei testimoni involontari e obiettivi della nascita del Messia.
A. P.

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