domenica 25 gennaio 2015

Lo Schema Di Vittorio



L'elaborato evidenzia gli stretti rapporti tra Cooperativa Di Vittorio ed Amministrazione cittadina, rapporti che hanno caratterizzato la politica fidentina da decenni. Non si tratta di una denuncia ma di una descrizione, non si parla di voto di scambio, non si parla di condizionamenti, di tangenti o di altri fatti perseguibili. Le cose sono andate così e probabilmente sarebbero proseguite senza intoppi se non fosse intervenuto il fallimento della cooperativa il cui epitaffio il Sindaco ha avuto fretta di scrivere «La ‎Di‬ Vittorio merita un posto speciale nel capitale sociale della nostra comunità». 
Oggi sappiamo qualcosa di più dalla relazione Capretti che ha affossato il piano concordatario, voluto dalle banche, frutto di un accordo tra queste, gli organi amministrativi della cooperativa ed il partito di riferimento PD che prevedeva il sacrificio dei prestatori buttati a mare. Piano concordatario sulla cui credibilità il Sindaco di Fidenza ha messo in campo tutto il suo peso politico abbandonandosi anche in dichiarazioni allarmistiche senza fondamento.
Tornando allo schema ancora due annotazioni: la massa elettorale prodotta è stimabile attorno a tre mila voti. Nel mutare poi della composizione del Consiglio Comunale nel tempo lo schema ha sempre trovato la sua stabilità nella permanenza dei dirigenti.


8 commenti:

  1. Ho sentito il Sindaco Massari smentire decisamente di essere mai stato un socio prestatore e di non aver lavorato per la cooperativa.
    potete chiedergli da parte di un comune cittadino che cerca di togliersi il prosciutto dagli occhi come mai allora firmava queste sollecitazioni al risparmio nella stessa coop? Cioè lui non si fidava e non investiva ma curava il bollettino dedicato ai soci prestatori ed addirittura ne è stato rappresentante per tre anni? Signor Ponzi lei crede che tutti credano che il signore è morto dal freddo perché ce lo dice Massari? Riesce a porre questa semplice domanda all attenzione generale lei che è seguito da tanti fidentini?non ho il coraggio di firmarmi sono un codardo come tanti altri...

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    1. " Non ho mai lavorato come tecnico per la Di Vittorio, né io né alcun mio famigliare hanno dato soldi alla Di Vittorio come prestito sociale, non ho mai invitato alcuno a portare o ritirare i propri risparmi dalla Di Vittorio”. Credo che tale affermazione sia smentita dall'opuscolo pubblicato. Se un membro-consigliere del CDA , non "crede" nell'Azienda che rappresenta, come minimo non doveva accettare tale carica. Facendo anche pubblicità, questa è quanto meno "ingannevole". Invece la miglior arma di difesa è l'attacco.

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  2. Smentire sè stessi con i fatti ultimamente va di moda, come il segretario che afferma che il PD non c'entra nulla con la Di Vittorio. Ad ogni modo è il massimo dire di non aver mai lavorato per la Di Vittorio e poi venire a sapere che invece fino al 2008 era nel comitato redazionale che si doveva occupare di informare i soci con la pubblicazione del bollettino che veniva spedito a casa

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  3. Io invece preferisco fare un'altra riflessione.
    Sembrerebbe che gli anni decisivi che hanno amplificato i problemi di oggi e che erano esistenti anche da prima, siano stati il 2005 e il 2006. In quel periodo sono state decise e poi eseguite alcune operazioni urbanistiche molto importanti, inoltre si sono realizzate ad altre operazioni molto singolari di pura finanza creativa da parte di Polis, peraltro ben evidenziate dal Dott. Capretti nella sua relazione, di cui alcune hanno avuto anche l'avallo ufficiale dell'amministrazione comunale con atti formali di approvazione sia di giunta che di consiglio. Ora, dato che Massari fino al Maggio/Giugno 2006 è stato contemporaneamente assessore del comune di Fidenza e membro del CdA della Di Vittorio e fino al 2008 nel comitato di redazione della cooperativa, si tratta solo di capire se in quel periodo nelle riunioni di giunta, dove il comune ha eventualmente trattato delibere che riguardavano la Di Vittorio, Massari era presente e le ha votate in palese conflitto di interesse oppure era assente come invece sarebbe stato opportuno fare.

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  4. cabassa andrea26 gennaio 2015 13:37

    secondo me cambiava poco se era presente e votante oppure no, formalmente ha valore ma tanto le delibere le votava il pd e quindi alla fine cambiava poco.
    come dire che l'altra sera in consiglio l'intervento letto fosse del consigliere Rastelli e non scritto o "revisionato" dal pd.

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  5. Ambrogio una domanda, per "alcun mio famigliare" cosa si intende?? Cioè a parte il proprio nucleo famigliare eventuali zii, cugini o parenti vari sono o non sono da considerarsi famigliari? Giusto una curiosità

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  6. MI pare importante evidenziare le attività con documenti, come state svolgendo.
    Altrettanto importante è mettere a conoscenza di quali interlocutori privati facevano affari e /o erano direttamente coinvolti in società partecipate.
    Di quali professionisti, ad esempio revisori dei conti, che erano prima al servizio delle amministrazioni pubbliche o società partecipate e poi negli organi di controllo della cooperativa.

    Senza mai rilevare alcunchè di irregolare.

    Così come è necessario pubblicare i nomi di quei soci privilegiati a cui hanno restituito i risparmi poco prima e durante la fase concordataria.

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  7. Con una battuta...un perfetto schema Ponzi...Ambrogio!!

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