lunedì 7 novembre 2016

Emilio Cassi, il borghigiano di Theodore Roosevelt, che fece grande l'America


Emilio Cassi, virtuoso del violino a Parigi, soldato
 in Africa, Rough Rider a Cuba, attivista politico con Roosevelt, borghigiano di estrazione

L'avventurosa vita di questo “borghigiano”, che alla fine scelse gli Stati Uniti come sua nuova patria, ebbe il suo momento di gloria nel 1898 nella battaglia della collina di Ban Juan a Cuba durante il conflitto che oppose la Spagna agli Stati Uniti e che spianò a quest'ultimo paese la supremazia nel continente delle americhe. 
Il suo nome è Cassi Emilio Demetrio, conosciuto come “il trombettiere di Roosevelt”, ma, nel suo caso, questa definizione, anche se corretta, è riduttiva. 


La testimonianza di Theodore Roosevelt
A parlarci di lui è Theodore Roosevelt stesso che, diventato Presidente degli US, concesse una intervista ad Ugo Ojetti allora corrispondente negli Stati Uniti per il Corriere della Sera, giornale del quale diventerà vent'anni dopo direttore. 
Siamo nel 1904 e l'intervista avvenne alla Casa Bianca a Washington. 
Così il Gazzettino di Bergamo del 12 novembre 1904, riprendendo il Corriere della Sera di poche settimane prima, riportava la notizia:
“Roosevelt ricordava l'episodio del trombettiere italiano che, mentre lo seguiva suonando la carica, avendogli una palla spezzato due dita della mano che reggeva la tromba, trasse di tasca il fazzoletto e avvolte le dita sanguinanti, riprese a suonare ed a correre". 
Aggiungeva poi il quotidiano bergamasco che il capo trombettiere italiano si chiamava Cassi Emilio Demetrio di Borgo San Donnino, provincia di Parma concludendo che 
“Egli, per atti di eroismo singolare compiuti durante quella carica, che fu detta di Saint Juan ed è senza fallo il più brillante fatto d'armi della guerra di Cuba, venne fregiato della medaglia d'oro al valore e dal Governo americano nominato a guerra finita, capitano della prima milizia costituita per la sicurezza interna dell'isola.” 
I riscontri confermano la sostanza di questi fatti ed hanno permesso di sapere molto di più sulla vita di questo nostro compaesano che fu soldato in Algeria, Rough Rider a Cuba, attivista politico con Roosevelt e romanticamente sposato ad una ragazza di origine cubana, crocerossina ai tempi della spedizione statunitense a Cuba. 

L'intervista dell’Herald
Ad un giornalista dell’Herald Cassi, prima di ritirarsi a vita privata a New York, così si racconta: “musico per vocazione, soldato di ventura per necessità”, scopriremo infatti che la musica lo seguì tutta la vita e che il suo rimpianto per la ferita ricevuta a Saint Juan era quello di non poter più suonare il violino. 
Seguiamolo ora nel suo racconto: 
“Oh! Ma alla fine non fate di me uno spavaldo. Io nacqui a Montecarlo magari la mia irrequietezza deriva da questo. Come sapete tutto è così mutevole a Monaco, come in un caleidoscopio. La musica era il mio talento. Io andai a Parigi a studiare. Come virtuoso del violino fui fortunato. Poi mi arruolai nella Legione Straniera e per due anni prestai servizi tra i negri in Dahomey. Era un lavoro duro. Eccitante? Oh! Si. Ma quando è troppo, ti chiedi il perché.” 
Da notare l'indicazione “nacqui a Montecarlo”, quindi probabilmente questo è l’effettivo luogo di nascita e le sue radici borghigiane vengono dalla famiglia ivi emigrata. 
La tappa successiva fu Parigi dove ebbe successo come virtuoso violinista.
Fu sempre a Parigi dove ebbe l’occasione di conoscere quella che poi sarà la compagna della sua vita, una giovanissima ragazza cubana alloggiata nello stesso albergo. L’episodio verrà poi raccontato molti anni dopo dalla ragazza ormai diventata sua moglie. Non ci è dato di conoscere i motivi del suo successivo arruolamento nella Legione Straniera che lo portò a combattere nel Dahomey e probabilmente anche nel Tonchino. 



Bucky O'Neil
Successivamente emigrò negli Stati Uniti e, a San Francisco, Cassi diventò il leader di una orchestra di 24 elementi in uno dei teatri della città dova incontrò “Bucky” O'Neil, un incontro che cambiò ancora una volta la sua vita. “Bucky” diventò più di un amico e di lui Cassi ebbe modo di dire “egli era il mio punto fermo, egli sarebbe passato nel fuoco e nell'acqua per un amico. C'era un splendido cuore troppo grande per il suo corpo. Nessuno provò tanto dolore come me quando fu ucciso a San Juan!”
Bucky O'Neil infatti nel corso di una azione audace fu colpito, insieme agli altri caduti ebbe sepoltura solenne. In quell'occasione Emilio Cassi onorò i caduti con la sua tromba. Abbiamo fortunosamente reperito la registrazione di quel momento incisa col titolo Bugle Call. La troviamo in calce a questo articolo.
Fu Bucky O'Neil a portarlo in Arizona, dove divenne un uomo delle praterie, e che fece di lui un americano. Visse quattro anni in Arizona, ottenne il documento di cittadinanza e giurò fedeltà alla “bandiera a stelle e strisce. Bucky era molto patriottico, lo convinse che dovevamo andare a Cuba a “pulire dagli spagnoli la faccia della terra”. 



Cassi coi Rough Riders a San Juan
Cassi, che allora aveva 27 anni ed un passato movimentato alle spalle, avrebbe dovuto essere leader di una banda che i cow-boys che desideravano entrare nella cavalleria dei Rough Riders. 
Ma gli eventi precipitarono, non c'era tempo di esercitarsi per cui dovettero raggiungere San Antonio in fretta dove il Colonnello Wood ed il luogotenente colonnello Roosevelt stavano reclutando truppe per i loro reggimenti. Cassi fu il terzo ad essere arruolato “alle calcagna di Bucky”. 
Nominato trombettiere ebbe l'opportunità di andare al fronte a Las Quasimas e a San Juan. 
Qui, racconta lui stesso, “una pallottola andò a sbattere contro il mio polso il 2 luglio 1898, e mi mise fuori gioco. Il peggio di questo fu che io non posso più suonare il violino. Dopo Santiago tornai con il colonnello Roosevelt. Quando fu candidato a governatore io feci molti viaggi elettorali con lui. Si, io ero a Bowery con lui.” 

Contrassegnato col numero 2 il nostro Emilio Cassi
La moglie “Cocola” Castillo
In una intervista all’Herald parla anche della moglie di origine cubana “Cocola” Castillo, conosciuta a Parigi, e lo fa in questi termini 
“Ella è di New York ed io sono cittadino americano, di questo siamo ambedue fieri. Lei si è diplomata all'accademia del Sacro Cuore. Suo fratello era un banchiere, tuttavia quando scoppiò la guerra essa si ricordò la sua origine cubana e si arruolò nella Croce Rossa e fu così che ci incontrammo”. 
La moglie era una cugina del Generale Castillo, un nome famoso negli annali della rivoluzione cubana che, in quel momento, si appoggiava gli Stati Uniti per affrancarsi dalla Spagna. 
Cocola era nata esule a New York dove la famiglia aveva riparato per questioni politiche. Ci racconta Cassi che, tornata a Cuba come ausiliaria, 
badava agli ammalati e confortava i morenti, come una donna, una brava donna, sa far bene. Io mi ritrovai con il cuore colpito, e noi diventammo compagni di tenda per la vita.”
Il matrimonio fu celebrato all'Avana nel periodo durante il quale Cassi era in carcere per l'episodio dell'uccisione di un tenente cubano. Doveva scontare infatti tre anni nelle prigioni cubane. Cassi, che era entrato nel corpo di polizia dell'Avana, per proteggere un uomo disarmato, sparò ad un tenente cubano davanti all'Hotel Inglaterra nella città di Avana, ma così si conquistò l’ostilità dei militari cubani ed il giudice decise di condannarlo.
Anche riguardo al suo matrimonio sorsero difficoltà a motivo dell'uccisione e nessun prete accettò di sposarlo. A toglierlo da questa situazione ci pensò un prete Cattolico che conosceva Cassi da quando i Rough Riders erano a San Antonio e che subito accettò. 
E qui entra in scena in prima persona la moglie Cocola che si mise immediatamente in movimento per la sua liberazione anticipata. Spese una fortuna cercando di ottenere il rilascio del marito, supplicò il governatore Wood, il Governatore Roosevelt, il presidente McKinley e le autorità militari locali. 
Niente la scoraggiò. Ma fu la sua denuncia di un complotto che permise a Coccola su ottenere il suo e Cassi poté lasciare segretamente all'Avana per andare subito negli Stati Uniti con la moglie.
In questi termini tempo dopo Cassi riassumerà l’episodio:
“Io feci il mio dovere come meglio ritenevo, mi comportai come ogni cittadino americano dovrebbe fare. Avvocati e spese varie per la mia difesa consumarono tutti i miei soldi ed io decisi di tornare a NY, lavorare diventare un uomo d'affari, come ogni americano dovrebbe”.
Conclusioni 
Questa è la storia movimentata dei primi trent'anni di Cassi Emilio Demetrio, borghigiano nato "ufficialmente" a Monaco il 13 Agosto 1873, il padre è Antonio Cassi mentre non si hanno riferimenti per la madre.
Resta da dire che le fonti giornalistiche utilizzate non danno molte indicazioni per costruire una cronologia precisa di una vita molto intensa, dal suo ruolino militare sappiamo invece che aveva una lieve carenza visiva all'occhio sinistro. Attivissimo nella campagna elettorale che portò all'elezione di Theodore Roosevelt alla presidenza degli Stati Uniti diventò per gli americani un mito da rispolverare nelle celebrazioni della storica battaglia che lo vide protagonista.
Il suo soggiorno a Monaco o Montecarlo come la migrazione negli Stati Uniti non hanno infatti date precise, i restanti episodi possono invece essere datati per i precisi riferimenti storici dei fatti narrati. Cassi probabilmente non tornò più a Borgo, ma chiaramente non lo dimenticò, il fatto stesso che ai compagni di avventura ed a Roosevelt avesse indicato Borgo San Donnino come sua terra d’origine è molto significativo. 
Ma, come mi piace personalmente sempre dire, i “lavori sono in corso” e qualcosa d’altro ci sarà dato di sapere e raccontare. 
Ambrogio Ponzi



Notizie utili

I Rough Riders Il 6 maggio 1898, Roosevelt si offrì di dirigere una unità di cavalleria che avrebbe combattuto a Cuba contro la Spagna nella guerra ispano-americana del 1898. Questa unità di cavalleria è conosciuta come "Rough Riders di Roosevelt" composta da volontari provenieti da Arizona, Nuovo Messico, Oklahoma, e Territorio Indiano e comprendeva cowboy, giocatori d'azzardo, cacciatori, cercatori, Buffalo Soldiers, ragazzi del college e nativi americani.
L'espressione "Rough Riders" è di Buffalo Bill che l'usò in uno spettacolo popolare.
La divisa ufficiale era un cappello floscio con una camicia blu di flanella, pantaloni marroni e leggings, stivali, e fazzoletti a pois.
The Rough Riders (1060 soldati e 1258 cavalli e muli) partirono San Antonio il 29 maggio 1898, e sbarcarono a Cuba il 22 giugno, combatterono valorosamente nella la Battaglia di San Juan Heights, perdendo 5 ufficiali e 95 uomini di truppa. L'unità è stata sciolta il 15 settembre 1898.

Theodore Roosevelt, detto Teddy, tornato in patria si rimette in politica, vincendo le elezioni come governatore di New York poi si candiderà come vicepresidente degli Stati Uniti, dando un incredibile vigore alla campagna del candidato repubblicano (e presidente uscente) William McKinley. L’uccisione del presidente McKinley (1901) porta Roosevelt alla casa Bianca come 26º presidente degli Stati Uniti fino alle elezioni del 1904 che lo confermano nella carica.

La guerra ispano-americana fu combattuta nel 1898 tra gli Stati Uniti e la Spagna in merito alla questione cubana. L'allora presidente McKinley, inizialmente titubante, venne convinto dal suo gabinetto, tra i cui componenti vi era anche il futuro Presidente USA Theodore Roosevelt, a muovere guerra alla Spagna. Nel frattempo la tensione tra i due paesi era aumentata, e il 23 aprile 1898 la Spagna dichiarò guerra agli Stati Uniti, che a loro volta la dichiararono il 25 aprile. Gli americani vinsero in tempi molto brevi e con perdite relativamente basse. Il 12 agosto venne firmato l'armistizio, e gli Stati Uniti ottennero: il riconoscimento dell'indipendenza di Cuba che divenne una specie di protettorato americano, la cessione agli USA di Porto Rico e dell'isola di Guam e l'accettazione dell'occupazione di Manila nelle Filippine.

Ugo Ojetti La sua attività giornalistica decollò presto. Dal 1898 iniziarono le collaborazioni con alcuni fra i maggiori quotidiani italiani, soprattutto con corrispondenze, rubriche e interventi di argomento artistico. Fu incaricato dal Corriere della sera di coprire dagli Stati Uniti le vicende della guerra ispano-americana. Diventò poi una firma di prestigio e il riferimento artistico-culturale più prestigioso nel Ventennio. Collaborò come critico d'arte al Corriere della Sera di cui fu direttore nel 1926-27.

10 commenti:

  1. grazie mille per questa pagina di storia borghigiana.

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  2. Molto interessante, come è sempre la ricerca dei tasselli del passato che spesso riposano trascurati. Una vita avventurosa in cui direi non è mancato niente:azione e sentimenti, politica ed ideali, sangue e musica...Se confrontiamo con certi personaggi di oggi che credono di essere padroni della scena, chi vince?

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  3. Ambrogio, ti sei sobbarcato un immane lavoro di ricerca e Fidenza deve esserti molto grata. Grazie.

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    1. Un niente di fronte al tuo.

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    2. Forse proveniva da questi personaggi l'orgoglio di essere "Burg'zan"!
      Grazie per tutto.

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  4. Ambrogio, ho letto un articolo, in inglese, del 24-2-1900, del Los Angeles Herald, dove si scrive che Cassi era stato arrestato e rinchiuso a L'Avana, per una sparatoria all'Inglaterra Hotel de L'Avana, quando lui era comandante di polizia, in cui aveva colpito ed ucciso il luogotenente Martinez dell'esercito cubano, mentre venivano distribuiti ben 3 milioni di dollari tra i veterani cubani. Era stato a stento salvato dal linciaggio. Una ricca signora cubana, tale Castillo, si era innamorata di Cassi, e lo aveva sposato in carcere. Era riuscita poi, dopo innumerevoli vani tentativi, a farlo liberare in gran segreto, informando il governo USA di un attentato terroristico, per il 4 luglio, al Teatro Tacon ed altri edifici militari USA, a Santa Clara. Cassi e la moglie erano velocemente riparati negli Stati Uniti, temendo la vendetta degli insorti cubani.

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    1. L'articolo citato è tra le fonti consultate. La storia della signora cubana come l'hai sintetizzata è un po' fuorviante, in realtà la giovane aveva avuto un vita avventurosa. La sua famiglia ebbe parte attiva di primo piano nella rivolta cubana, visse in esilio etc etc.

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  5. Era il fratello maggiore di mio nonno Achille Cassi.Arrivò negli Stati Uniti da Le Havre - c'è il suo nome negli archivi di Ellis Island. Mantenne i contatti con la famiglia - il padre era morto presto - la madre era Adele Papini. Aiutò un poco i fratelli - almeno mio nonno- che lo visitò a NY - da archivi di Ellis Island. Quando morì mio nonno , dopo la guerra , mia nonna gli scrisse una lettera a Cuba - lettera che tornò al mittente. Felice di conoscere i particolari della vita di questo prozio che sapevo avventurosa.

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    1. Mi fa piacere che l'articolo sia stato di suo gradimento. Mi permetto di chiederle l'indirizzo email in modo che possa formularle alcune domande ed eventualmente inviarle la documentazione utilizzata. Il mio indirizzo è ambrogioponzi@gmail.com ed il mio indirizzo, se mai le servisse, è Ambrogio Ponzi Piazza Grandi 6 Fidenza. La storia di suo zio è molto interessante, merita tutta l'attenzione che vi ho dedicato. Un saluto

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