martedì 9 maggio 2017

Grande mostra del Collettivo Jamais Vu

DAL 2010 FIDENZA VIENE PUNTUALMENTE INVESTITA DALL’URTO CREATIVO, TANTO ORIGINALE QUANTO ALLA LUNGA CONTAGIOSO, DEL GIOVANE COLLETTIVO JAMAIS VU COME IN OCCASIONE DELL’ANNUALE MOSTRA D’ARTE CONTEMPORANEA PRESSO IL PALAZZO EX ORSOLINE.




Anni addietro, il mese di maggio fu sempre segnato da tentativi di innesco di una portata aggregativa estiva del centro storico fidentino (Giostra di Maggio, OF4), quest'anno invece qualcosa è mancato e allora a farsene carico saranno i ragazzi e le ragazze di Jamais Vu, con un dono alla città consistente nel recupero di un'area da tempo abbandonata, citata solo dalle recenti esposizioni della Bormioli Rocco in occasione del Santo Patrono e poi nulla di più.

Abituata ad associare l'evento annuale della sigla al Palazzo ex Orsoline, ora la cittadinanza potrà valutare, a due passi sia da piazza Garibaldi che dal teatro Magnani, le potenzialità di una situazione ben più di ampia di una semplice catalogazione artistica, a maggior ragione se è risaputa l'allergia che Jamais Vu ha sempre palesato verso le gabbie svilenti e desuete della prevedibilità.
E proprio per questo, dal 13 al 21 maggio la scelta cadrà sulla rievocazione avveniristica del battesimo della taverna Santopalato, storica rottura di argini culinari primonovecenteschi che le spalle larghe dell'Associazione potranno elaborare senza quei freni inibitori che tanto piacciono ai matusa da chiusura di giornata.

Quest’anno la sigla ha voluto stupire tutti “donando” alla città una nuova veste dei locali dell’ex palazzo Littorio (più recentemente ex liceo classico e scientifico Gabriele D’Annunzio) di piazza Matteotti, da tempo in stato di abbandono, proponendo una manifestazione artistico-visiva di 9 giorni, dal 13 al 21 maggio, rievocativa della storica cucina futurista della Taverna Santopalato di Torino, inaugurata l’8 marzo 1931.

Alla mostra ivi allestita contribuiranno le opere di collagisti di calibro non solo nazionale, cui è stato chiesto di interpretare le ricette delle portate servite all’epoca.
Gli artisti provengono dalla scena di due importanti collettivi; Gli informali e Oltre Collage.
Nello specifico sono Walter Paganuzzi, Alison Kurke, Teatro Balocco, Raffaello Pacini, Paolo Cabrini, Franz Samsa, Sasha Itchi, Fred Free, Emidio Bernardone.collage
Lo spettro della proposta non si esaurirà qui, ma in occasione dei weekend interverranno live concertistici e da consolle di stampo jazz (Burrito Jazz Quartet, Fabio Frambati Quintet, Rumba Pesa e dj Giampaolo Dall’Asta), nonché stand associativi e punto bar a cura del Caffè Nuovo.


Nessun commento:

Posta un commento

Ädèssa a vüätar . Adesso a voi