lunedì 28 gennaio 2013

Medaglie d'Onore a due fidentini internati militari



Due storie diverse raccontano i due fidentini che martedì prossimo 29 gennaio riceveranno dal prefetto la Medaglia d'Onore della Presidenza della Repubblica, medaglia conferita ai deportati militari o civili nei campi di concentramento nazisti. Questo sito e quelli ad esso correlati hanno dato sempre puntuale resoconto dei conferimenti a concittadini, in calce rimandiamo ad alcuni dei post precedenti.

Arnaldo Vascelli: "Cantavo e i tedeschi mi davano del cibo"


Verrà conferita martedì, alle 11, durante la cerimonia in Prefettura, a Parma, la medaglia d’onore come riconoscimento al sacrificio, anche al fidentino Arnaldo Vascelli in quanto deportato in un campo di lavoro in Germania. Arnaldo Vascelli, «Aldo», 97 anni, che nonostante l’età avanzata è ancora molto presente, ha voluto raccontate la sua esperienza.
«Quando è iniziata la guerra nel 1940, il 10 maggio, sono stato richiamato e inviato a Piacenza al IV Artiglieria Pesante. L’otto settembre del 1943 sono stato preso prigioniero dai Tedeschi e sono stato deportato in Germania il 18 settembre del 1943. E quindi sono stato portato in un campo di lavoro: mi hanno cambiato destinazione tre volte. I primi quaranta giorni sono stato a raccogliere patate in un’isola del Mar Baltico, forse Sanit. Quindi ci hanno trasferito nel bacino della Rhur. La città in cui eravamo si chiamava Mannheim. Tutte le notti c’erano bombardamenti, perché in quel posto sorgevano le fabbriche di armi della Krupp. Noi eravamo ai forni e facevamo le molle per i cannoni. Era un lavoro molto faticoso e se uno si addormentava  o rallentava il ritmo del lavoro veniva punito duramente.  Poco lontano da lì sapevamo che uccidevano gli ebrei». 

Bruno Ramenzoni: "Io, prigioniero nel lager tedesco e mai risarcito"

Martedì prossimo, «Giorno della memoria» riceverà dalle mani del prefetto di Parma una medaglia d'onore. Un piccolo gesto per non dimenticare l'immane tragedia dell'Olocausto che coinvolse milioni di persone, anche italiane. Ma sarà lo stesso prefetto a ricevere dalle mani del premiato una lettera di denuncia affinché faccia emergere quella che viene definita «un'ingiustizia».
Il fidentino Bruno Ramenzoni, 93 anni e qualche problema di salute, non ne aveva mai parlato con nessuno. Ora, prima che se ne perda la memoria e affinché «venga restituita dignità a noi italiani» ha deciso - nonostante il profondo dolore che ancora gli provoca evocare quella terribile esperienza - di mettere nero su bianco quello che avvenne in quei tragici mesi di prigionia in terra tedesca e soprattutto a denunciare quello che a suo dire la Germania vuole negare: l'esistenza del lager dove fu rinchiuso (e dove morirono migliaia di persone) e il fatto di aversi visto negato un risarcimento per esser stato rinchiuso e «trattato come una bestia da soma, da uccidere quando inutile al lavoro in condizioni di schiavitù» dai tedeschi.
Tutti i dettagli ulla Gazzetta di Parma

28 Ott 2012 
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23 Ott 2012 
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27 Gen 2012 
Alla lista dei fidentini che hanno ottenuto la Medaglia d'Onore in quanto internati, civili o militari (IMI), nei campi di concentramento nazisti, si aggiungono oggi altri quattro ex-internati militari ecco i loro nomi: Adorni Remo ...
27 Gen 2011 
Tre fidentini, ex internati, oggi hanno ricevuto la Medaglia d'Onore. In Prefettura a Parma la consegna delle medaglie d'onore a 23 deportati nei campi di concentramento tedeschi durante la Seconda guerra mondiale.

01 Feb 2011 
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29 Ott 2012 
Di questo "clima" parla Renato Frati nella sua introduzione all'incontro di sabato scorso: "Internati Militari e Politici in Germania 1945 – 45. Ettore Ponzi, una storia borghigiana" a Fidenza. Nel video ne diamo il passaggio più ...
30 Mag 2012 
Nell'ambito delle manifestazioni in occasione del 2 di giugno, Festa della Repubblica, verrà conferita la medaglia d'onore a due fidentini internati militari (IMI) in Germania durante l'ultimo conflitto mondiale. ...
01 Gen 2013 
In chiusura il Presidente dell'associazione reduci Cav. Gino Narseti ha informato che il prossimo 27 gennaio verrà conferita a due ex-internati militari fidentini la Medaglia d'Onore per il periodo di prigionia durante l'ultimo ...

18 ott 2011 ... Alla lista dei fidentini che hanno richiesto ed ottenuto la Medaglia d'Onore in quantointernati, civili o militari (IMI), nei campi di concentramento ...
lucecolore.blogspot.com

1 commento:

  1. Giuseppe Cavacece@libero.it15 febbraio 2013 19:09

    Mi associo senza ombra di dubbio all'Eroe ex IMI Sig.Bruno Ramenzon.Il risarcimento è sacrosanto e la Germania deve pagare, mentre lo Stato Italiano non deve essere connivente con la Germania.Dare o non dare l'indennizzo è diventata una melina nel tempo, in attesa che gli ex IMI scompaiano tutti.Io spero che i figli ed i nipoti coninuino nella battaglia in difesa dei sacrifici, dei loro padri e dei loro nonni. Così faro io figlio del Soldato Cavacece Carlo classe 1913 deceduto in un lager AEL d'Austria. Lo Stato italiano era a conoscenza della morte di mio padre sin dal 27 gennaio 1945 in seguito a dichiarazione dell'Ambasciata Italiana di Berlino, che pero' lo cataloga come lavoratore italiano all'estero, e non come un Soldato chiamato a difesa della Patria, e ne dichiara il decesso, avvenuto presso “l'impresa Arbeitserziehungslager” Dionisen di Bruck (an der Mur, Austria), il 14 novembre 1944; morte avvenuta per TBC polmonare.

    Questo documento e' stato tenuto negli archivi di Stato per 68 anni e mai comunicato alla mia famiglia: per dimenticanza, negligenza, o volontà' da parte del Ministero della Difesa.

    Con questo documento, ingenuamente, ho fatto richiesta danni all'OIM e nei motivi del rigetto, si giustificano che la morte di mio padre è avvenuta prima dell'anno 1999. conlusione è colpa di mio padre che è morto nel lager, non dei tedeshi che lo hanno condannato ai lavori forzati, con morte certa.Inoltre la domanda d'indennizzo è tardiva (l'anno 2001 è la datta ultima per le istanze).Anche nel secondo motivo di rigetto è mia responsabilità della domanda tardiva, non dello Stato Italiano che ha tenuto nel cassetto la lettera di decesso di mio padre per 68 anni.

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