domenica 20 gennaio 2013

“La condizione giovanile nel territorio di Fidenza”


La presentazione dei risultati della ricerca sulla condizione giovanile nel nostro territorio si è articolata in due momenti. Il primo sabato 12 gennaio al cinema Cristallo di Fidenza dove sono stati presentati i risultati della “Ricerca sulla condizione giovanile nel territorio della Diocesi di Fidenza”, raccolti poi nella pubblicazione dal titolo “Generazione Facebook”, a questo momento diamo ampio spazio riportando l'articolo firmato da Amedeo Tosi e pubblicato nell'ultimo numero del settimanale "il Risveglio".
Il secondo momento è quello di sabato 19 gennaio, presso il Ridotto del Teatro Magnani di Fidenza dove, oltre a riprendere i dati significativi del rapporto sono state tentate delle conclusioni, qui sotto Amedeo Tosi ci anticipa la bozza del suo articolo che sta preparando per la pubblicazione sul prossimo numero del settimanale "il Risveglio" . 

Non possiamo non riconoscere ad Amedeo tutta la gratitudine per averci permesso, con tempestività e completezza, di conoscere i risultati di una ricerca fondamentale per entrare nel futuro di questa nostra città che vedrà questi giovani protagonisti. 

Ma principalmente bisogna dare il merito a Mons. Carlo Mazza di aver messo i giovani al centro del dibattito in modo scientificamente serio e strutturato, sono anni che si parla di giovani con tanto di assessorati vari ma questa ricerca (interessantissima) è il primo atto concreto ed utile e non sarà l'ultimo. 

L'annuncio da parte del Vescovo del convegno giovanile diocesano che presumibilmente verrà nei fatti effettuato nel 2014 (un anno almeno  di preparazione serve) già rivela l'intenzione di dare continuità a questa iniziativa. 


Molti dati qualitativi espressi anche in percentuali interrogano fin d'ora il mondo degli adulti e quello della politica, spesso troppo autoreferenziale, cito solo un passaggio "I ragazzi di Fidenza tutto sommato si dichiarano molto o abbastanza soddisfatti della loro vita presente, mentre è evidente un problema di sollecitazioni del mondo adulto da sviluppare per poterli aiutare a guardare il futuro.".
“La condizione giovanile nel territorio di Fidenza”
Sabato 19 gennaio 2013 - Ridotto del Teatro Magnani a Fidenza

“Questa ricerca è stata pensata anche in funzione del Sinodo dei giovani di cui rappresenta il primo passo per costruire quell'evento. I giovani sono molto meglio di come li conosciamo, ed hanno bisogno di noi non solo dal punto di vista materiale, ma soprattutto vogliono essere coinvolti e noi abbiamo in dovere di ascoltarli e di far rincontrare le generazioni”.
Con queste parole il Vescovo di Fidenza mons. Carlo Mazza ha chiuso l’interessantissimo seminario sulla ricerca “La condizione giovanile nel territorio di Fidenza”, che si è svolto sabato 19 gennaio, presso il Ridotto del Teatro Magnani di Fidenza alla presenza del Presidente della Provincia di Parma Vincenzo Bernazzoli, di Piacenza Massimo Trespidi, del Consigliere Regionale Gabriele Ferrari, dell’assessore alle politiche sociali del comune di Fidenza Marilena Pinazzini, del dirigente scolastico dell’Istituto Itis Berenini Rita Montesissa, della Presidente di Enac Suor Luisa Merlin, del Parroco della Cattedrale e Presidente di “Progetto Link” don Stefano Bianchi, del Parroco di San Giuseppe Lavoratore don Felice Castellani, dell’Assistente Ecclesiastico Scout don Robert Lokossou e di tantissimi altre autorità, insegnanti, educatori, rappresentanti di scuole ed associazioni oltre a tanti cittadini.
Una mattina intensa che ha visto come protagonisti i “nostri” giovani con la loro vita, le loro aspettative, i loro disagi e la loro grande voglia di futuro, che ha colto l’obiettivo di portare tutti ad una riflessione organica e strutturata sul mondo giovanile come non accadeva da anni nel contesto pubblico fidentino.
Massimiliano Franzoni Presidente di Azione Cattolica e Vice Presidente di “Progetto Link” ha aperto i lavori spiegando come la ricerca, presentata la settimana scorsa al Cinema Cristallo di Fidenza, sia nata da una intuizione di Mons. Carlo Mazza con lo scopo di conoscere il mondo dei giovani per poter ambire ad un obiettivo alto: quello della loro felicità.
L’assessore Marilena Pinazzini ha ringraziato il Vescovo, “Progetto Link” e l’Università Cattolica per l’importantissimo lavoro svolto sottolineando la grande importanza che lo studio riveste per poter impostare politiche giovanili che “sono fondamentali per costruire la nostra società del futuro”.
Ha quindi preso la parola il Consigliere Regionale Gabriele Ferrari che ha ringraziato il Vescovo e la Diocesi per aver saputo pensare in grande “ed ora tocca agli Enti locali e alla politica dare delle risposte ai bisogni dei nostri giovani e mi impegno fin da ora a fare la mia parte”.
Il Presidente della Provincia di Parma Vincenzo Bernazzoli ha sottolineato come la sua amministrazione abbia sempre cercato di essere vicino al territorio. “Siamo partiti dal progetto oratori – ha continuato Bernazzoli – primi in regione a dimostrazione di come questo territorio sappia esprimere una visione straordinaria e lungimirante. I giovani di oggi vivono e si muovono in un contesto difficile e ci chiamano tutti all’impegno per garantire loro un futuro. Siamo grati alla Diocesi di Fidenza e a mons. Carlo Mazza per tutto quello che fa per la nostra comunità”.
“Come amministratori dobbiamo fare al meglio il nostro lavoro – ha detto il Presidente della Provincia di Piacenza Massimo Trespidi – in quanto la buona politica deve consentire ai giovani di potersi esprimere secondo la loro personalità e creatività. Per questo la ricerca è molto importante anche come strumento di confronto tra territori diversi”.
Don Alfredo Bianchi consigliere della Fondazione Cariparma ha sottolineato come la Fondazione, seppur in presenza di un momento difficile, continuerà a sostenere le iniziative a favore dei giovani.
Per Giuseppe Aimi della Banca Popolare dell’Emilia Romagna “è un lavoro molto ben fatto che mi rende orgoglioso di far parte di questa comunità. Siamo chiamati tutti a favorire nei giovani serenità ed equilibrio”.
Marina Morelli Presidente della cooperativa Aurora Domus ha sottolineato come lo studio sia stato svolto con risorse interamente del territorio. “Noi come Cooperativa – ha continuata la Morelli – puntiamo sulla crescita delle nuove generazioni, ed in un mercato del lavoro che nel complesso si chiude l’esperienza della cooperazione può essere molto importante”.
Dopo la proiezione del bel video realizzato da Manuela Borselli di TV Parma è passata la parola al prof. Pierpaolo Triani dell’Università Cattolica di Piacenza che ha dettagliatamente illustrato i vari passaggi della ricerca (presentata nel precedente numero del nostro settimanale n.d.r.) e le conclusioni finali: “una generazione di connessi ove la rete rappresenta l’ambiente preferito dove i giovani si ritrovano e dove costruiscono i loro percorsi. I ragazzi di Fidenza tutto sommato si dichiarano molto o abbastanza soddisfatti della loro vita presente, mentre è evidente un problema di sollecitazioni del mondo adulto da sviluppare per poterli aiutare a guardare il futuro. Dalla ricerca emerge in modo chiaro che quei ragazzi che si mettono in gioco nel mondo del volontariato, o della parrocchia o dello sport, siano quelli che vivono all’interno di una rete di relazioni” .
Profonda coinvolgente la lettura della ricerca da parte del prof. Ivo Lizzola preside della Facoltà di Scienze dell’Informazione dell’Università degli Studi di Bergamo.
“Non sprecate questa ricerca – ha iniziato Lizzola – approfonditela, studiatela e fate in modo che sia conosciuta in più ambienti. Quanto emerso ci interroga fortemente. I giovani di Fidenza guardano in modo positivo alla vita ma non è chiaro che questo si concretizza nell’incontro con l’altro. Non sentono su di loro l’attesa e devono sentirsi provocati per assumersi una responsabilità. I presupposti ci sono per guardare al futuro verso il bene, ritengo che servono dei “cantieri” dove il giovane possa costruire un proprio percorso per raggiungere la sua vocazione nella società. Occorre un alleanza fortissima tra scuola e territorio in modo che nessuno vada perso. I giovani di Fidenza non vivono male nella loro città ma vogliono uscire. Trovate il modo che possano fare esperienze in ambienti, città e nazioni diverse per poi tornare e raccontare la loro esperienza anche gli altri”.
Il prof. Lizzola ha concluso il suo intervento parlando della situazione che vive oggi la nostra nazione richiamando l’esodo biblico degli Ebrei “siamo nel tempo dell’attraversata del deserto e l’approdo alla terra promessa, che corrisponde ad un nuovo modello di società, è molto lontano. Per poter affrontare questa “attraversata” del nostro tempo occorre, assolutamente avere, un riferimento spirituale e questa ricerca è una grandissima occasione per noi adulti , in quanto ci richiama e ci da la strada per prepararli alla prova difficile della vita: come i buoni “passatori” dobbiamo formarli, accompagnarli e poi lasciarli andare”.
Spazio quindi alle tante domande e riflessioni da parte del pubblico e alle conclusioni finali da parte del Vescovo di Fidenza mons. Carlo Mazza, visibilmente soddisfatto del lavoro svolto che ha il grande pregio di far emergere il forte grido che i giovani lanciano agli adulti di cui tutti, nessuno escluso, possono chiamarsi fuori, confermando più che mai come la missione, di guardare al mondo dei giovani con metodo e rinnovato amore, lanciata da mons. Mazza fin dal suo ingresso in Diocesi cinque anni fa, fosse quanto mai lungimirante e profetica.
Amedeo Tosi




Ricerca sulla condizione giovanile nel territorio
Sabato 12 gennaio 2013 - Sala del Cinema Cristallo a Fidenza
Presentata la ricerca sulla condizione giovanile nel territorio
 della diocesi che ha visto coinvolti 600 giovani dai 13 ai 19 anni



Sabato 12 gennaio al cinema Cristallo di Fidenza sono stati presentati i risultati della “Ricerca sulla condizione giovanile nel territorio della Diocesi di Fidenza”, raccolti poi nella pubblicazione dal titolo “Generazione Facebook”, che ha visto coinvolti circa 600 giovani di età compresa tra 13 – 19 anni (il 10% del totale della popolazione giovanile), oltre a 7 focus group che hanno visto il coinvolgimento di circa 50 giovani. Alla base dell’indagine un questionario di 31 domande che è stato possibile somministrare grazie alla collaborazione delle scuole secondarie di I grado “Ungaretti” di Castelvetro Piacentino, “Barezzi” di Busseto,
“Carrozza” e “Sant’Agostino” di Salsomaggiore Terme e “mons. Vianello” e “Zani” di Fidenza. Il Centro di formazione professionale “Enac”, gli istituti “Solari”, “Paciolo” e “Berenini”, ed i licei “D’Annunzio” e “Canossa” di Fidenza oltre all’istituto “Magnaghi” di Salsomaggiore Terme, completano il quadro di riferimento delle scuole coinvolte a dimostrazione dell’interesse suscitato dall’iniziativa fortemente voluta dal Vescovo di Fidenza mons. Carlo Mazza, e realizzata, sotto la guida scientifica dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza che si è avvalsa del coordinamento operativo di “Progetto Link” della Diocesi di Fidenza. Dopo i saluti di Massimiliano Nuti, coordinatore dell’indagine per Progetto Link, l’atteso intervento del Vescovo di Fidenza mons. Carlo Mazza, che dal primo giorno del suo ingresso in diocesi ha messo i giovani al centro dell’attenzione della Chiesa di Fidenza. “ Alla Chiesa stanno molto a cuore i giovani – ha
dichiarato mons. Mazza - li ama e li rispetta profondamente. Vogliamo che voi siate felici e che puntiate ad un progetto di vita forte che speriamo si possa realizzare. Proprio perché abbiamo a cuore il vostro futuro abbiamo promosso questa ricerca ”. Percorso che è stato possibile realizzare grazie alla collaborazione dell’assemblea legislativa dell’Emilia Romagna, della Provincia di Parma, della Provincia di Piacenza, dell’Ufficio di Piano del Distretto di Fidenza, del Gruppo cooperativo Colser, dalla Fondazione Cariparma e della Banca Popolare dell’Emilia Romagna. 
E’ stato quindi proiettato un video molto bello, che ha saputo coinvolgere pienamente i giovani presenti in sala, realizzato da TV Parma con la giornalista Manuela Boselli che ha intervistato i giovani delle scuole, ripercorrendo con loro gli ambiti oggetto dell’indagine. La parola  è quindi passata al prof. Pierpaolo Triani, responsabile scientifico del progetto che ha spiegato quanto emerso dallo studio, illustrando gli ambiti indagati: “tempo libero e partecipazione”; “rapporti con la famiglia e con i coetanei”; “esperienza scolastica”; “comportamenti a rischio” ed infine “valori e atteggiamenti verso la vita”. 
E’ emerso che l’83% dei giovani è iscritto ad un social network, definiti dal prof. Triani come una “generazione connessa in collegamento continuo”. Dalla ricerca emerge poi con chiarezza che dentro le incertezze dell’attuale contesto sociale i ragazzi mantengono due punti di riferimento: la propria famiglia e la
scuola che, seppur attraversate da debolezze interne, sono per gli adolescenti fonte di sostegno e di crescita, contesti in cui la dinamica del “diventare grandi” può ancora prendere forma in modo significativo. Interessanti i dati: il 53% trova “sereno” il suo rapporto con genitori, il 35% “equilibrato”, l’8% “conflittuale” e il 4% “molto problematico”.

Dati confortanti anche nel rapporto con la scuola e gli insegnanti che vedono normalmente per tutte le fasce di età e per tutte le scuole ampiamente positive le percentuali di qualità delle relazioni con gli insegnanti, con
il dirigente scolastico e sul fatto di non sentirsi mai trascurati dai docenti. L’attenzione necessaria alle figure adulte porta però con sè il rischio di favorire da parte degli adulti un atteggiamento di controllo rispetto a quello della responsabilizzazione e del coinvolgimento attivo. Ne esce il profilo di un adolescente attento
a sé e timoroso di mettersi in gioco nel sociale. In parte per poco interesse, ma in parte perché teme la logica dell’impegno definitivo che spesso gli viene presentato dagli adulti: il 40 % ha sempre assistito alle iniziative che si svolgono nel territori senza contribuire allo loro organizzazione; il 41% ha collaborato con altri per la loro organizzazione ma senza responsabilità e solo il 19% ha avuto ruoli di responsabilità nella loro organizzazione.
Il prof. Triani ha poi spiegato come i ragazzi “abitano” il territorio in rapporto a ciò che esso può offrire. Interessante il dato della domanda relativa ai luoghi frequentati con gli amici: 32% bar o pub; 26% case private; 24% strutture o gruppi sportivi; 10% discoteche o locali notturni; 7% parrocchie o oratorio e l’l% le organizzazioni di volontariato.
Punto sicuramente preoccupante che deve far riflettere, l’indagine sul rischio, che evidenzia come nel territorio indagato vi siano adolescenti che mettono in atto pratiche che possono compromettere seriamente la loro salute. L’indagine sul tipo di bevanda assunta fuori dai pasti lo conferma: il 41% non beve bevande alcoliche fuori dai pasti; il 25 % beve cocktail; il 19% birra; l’8% vino e il 7% superalcolici. Così come quella
sulla frequenza con la quale si pratica sesso non protetto: nei 18enni il 61,4% mai; il 23,8 % qualche volta; il 7,9% abbastanza di frequente e il 6,9 % molto di frequente. 
Molto interessate e per certi aspetti dura la parte dell’indagine che coinvolge la religione. Su questo punto il
prof. Triani scrive nelle conclusioni della pubblicazione questa considerazione: “I dati ci dicono come vi sia in atto una trasformazione profonda dell’appartenenza religiosa e del vissuto del credere. Si tratta di un cambiamento che richiede alle realtà formative di carattere religioso, in primis la Chiesa Cattolica, di interrogarsi sia sulla propria capacità di intercettare realmente, con i propri linguaggi e le proprie proposte, le domande fondamentali in ordine Ricerca sulla condizione giovanile nel territorio della diocesi al senso del vivere, che continuano ad abitare nell’animo dei ragazzi, sia sulla propria capacità di promuovere nelle nuove
generazioni una comprensione non pregiudiziale ma intelligente dell’esperienza religiosa”. La domanda sulla frequenza della preghiera, escludendo la messa, lo conferma: il 30% prega solo in occasioni particolari; il 22% prega a volte ma senza continuità; il 18% prega tutti i giorni; il 29% non prega mai e l’1% non risponde. Infine le considerazioni sul futuro. Le ragazze e i ragazzi di Fidenza amano vivere intensamente il presente, ma
diversi di loro fanno fatica ad immaginare il proprio futuro, rispecchiando la dinamica sociale in atto che fa fatica a ragionare “in grande”. Comunque il 27% dei giovani si ritiene “molto soddisfatto” della propria vita;
il 56% “abbastanza soddisfatto”; il 14% “poco soddisfatto” e il 3 % “per niente soddisfatto”.
Spazio quindi al dibattito condotto dalla sociologa di strada prof.ssa Graziella Giovannini. 
Ha quindi concluso la mattinata l’incitamento del parroco della Cattedrale don Stefano Bianchi che rivolto ai giovani ha detto: “Volate alto, i sogni sono dentro di voi e, come abbiamo visto di recente, le stelle non sono poi così lontane. Basta crederci!”.
Amedeo Tosi



Presentazione della ricerca sui giovani nel territorio della Diocesi di Fidenza 

Seicento questionari distribuiti, più di cento tra giovani, rappresentanti delle istituzioni, della scuola e dell'associazionismo coinvolti nei focus group e tre anni di lavoro intenso da parte dell'equipe coordinata dall'Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza, sono questi i numeri davvero rilevanti della "Ricerca sui giovani nel territorio della Diocesi di Fidenza".

Si tratta della più importante foto della realtà dei giovani della nostra diocesi (dai 13 ai 18 anni) mai scattata prima. La ricerca è stata fortemente voluta dal Vescovo di Fidenza Mons. Carlo Mazza per permettere di avviare un percorso di conoscenza ed incontro con i ragazzi del nostro territorio, che avrà il suo culmine nel Sinodo dei Giovani.

Durante il percorso di realizzazione sono state toccate le scuole medie inferiori e superiori e gli oratori dei comuni di Salsomaggiore, Fidenza, Busseto e Castelvetro Piacentino. Oltre alla distribuzione dei 600 questionari sono stati organizzati focus group, nei diversi vicariati della nostra Diocesi, all'interno dei quali giovani, insegnanti, educatori, operatori dei servizi sociali e rappresentanti delle diversi realtà ecclesiali si sono confrontati sui dati numerici scaturiti dai questionari.

Il lavoro è stato coordinato dal Prof. Pierpaolo Triani, uno dei principali pedagogisti italiani autori di moltissimi testi tra cui la guida agli orientamenti pastorali della Chiesa italiana per questo decennio "Educare alla vita buona del Vangelo", e dal Prof. Valerio Corradi docente di sociologia sempre presso l’Università Cattolica di Piacenza.

Gli esiti della ricerca sono stati raccolti nel volume "Generazione facebook" distribuito a livello nazionale dalla casa editrice fidentina Mattioli 1885.





Nessun commento:

Posta un commento

Ädèssa a vüätar . Adesso a voi