martedì 28 luglio 2020

Alla ricerca di ciò che resta di un tempo andato...Enrichetta d'Este


Chi entra nella Chiesa di San Francesco a Fidenza può stupirsi di un monumento che chiaramente appare compresso in uno spazio ristretto, che non rende merito all'opera e neppure all'artista che l'ha creata. Nel sarcofago di marmo nero sono raccolti i resti mortali di Enrichetta d'Este e del secondo coniuge, il Langravio Leopoldo d'Assia- Darmstadt; l'insieme marmoreo è dello scultore Giovan Battista Boudard (1715-1773).


Enrichetta Anna d'Este era nata a Modena il 27 maggio 1702, terza figlia del Duca Rinaldo ( 1655-1737) e di Carlotta di Brunswich- Luneburg (1671-1710).

L'Europa del 1700 era ancora un insieme di Stati la cui importanza si misurava dal valore strategico delle relazioni stabilite sia con le alleanze che con i matrimoni. Rinaldo d' Este non era stato destinato a diventare duca, spettava al nipote Francesco, aveva cercato quindi altre vie di carriera, ma con poca fortuna,  restava quella ecclesiastica, buona opportunità di comodo, infatti il 2 settembre 1686 era stato  ordinato Cardinale Diacono.
Il 6 settembre 1694, però, con la morte del Duca Francesco II , si presentò il problema della successione. È facile pensare all'impegno dei vari dignitari per compiere rigorosamente secondo i canoni le varie procedure atte a consentire a Rinaldo di insediarsi a Modena come Duca. Una dispensa papale sciolse il vincolo ecclesiastico, una delegazione si recò a Vienna per ottenere da parte dell'Imperatore Leopoldo I d'Asburgo l'investitura al Ducato di Modena e Reggio ed infine a completare il tutto vi fu il matrimonio con Carlotta per assicurare una discendenza.
Il Ducato confinava con quello di Parma e Piacenza su cui governavano i Farnese. Strana origine aveva questo Ducato, sorto nel '500 da accordi tra l'Imperatore Carlo V e il Papa Paolo III Farnese che desiderava garantire un dominio  alla sua discendenza . (Lo storico incontro dei due massimi poteri il 21 giugno 1543 a Busseto è colà ricordato da una lapide marmorea sulla facciata della Collegiata).
All'inizio del '700 a Parma era insediato il Duca Francesco (1678-1727)  sposato a Sofia Dorotea di Neuburg, cognata in quanto vedova del fratello Odoardo (1666-1693) morto prematuramente lasciando un'unica figlia , Elisabetta (1692-1766).
Quando nel 1727 morì Francesco, senza eredi, rimaneva l'ultimo fratello, Antonio ( 1679- 1731), grasso e gaudente nel cui sangue erano ormai spente  le capacità guerriere e politiche della stirpe.
Per assicurare una discendenza alla dinastia fu costretto a sposarsi e la scelta cadde sulla “vicina di casa”Enrichetta d'Este.
Il matrimonio fu celebrato il 5 febbraio 1728 , ma ebbe vita breve e triste.
Il duca Antonio, infatti, morì improvvisamente il 20 gennaio 1731 e cominciò una “farsa “a spese della povera Enrichetta, o meglio, ritenendosi di primaria importanza per gli  equilibri europei la successione al Ducato , prevalsero gli interessi politici  su quelli morali ed umani e alla vedova fu attribuita una falsa gravidanza...con conseguente  “teatrino”.
Il Papa avanzava le pretese della Chiesa, il diritto di investitura spettava a Vienna, gli Asburgo infatti  tenevano lo scettro imperiale, unica erede Farnese era Elisabetta sposata a Filippo V di Spagna, il quale  nel 1720  aveva provveduto con opportuna previdenza  a garantire  ai loro discendenti  maschi, non destinati al trono spagnolo, la successione in alcuni stati italiani tra cui Parma e Piacenza. Di diritto divenne Duca il Principe Carlo di Borbone in cui scorreva il sangue farnesiano della madre. La nonna materna Dorotea , in attesa del suo arrivo, fece il suo ingresso a Parma.
Le cronache parlano delle feste solenni e grandiose che la Città dispose per l'arrivo del nuovo Duca il 9 settembre 1732.
Enrichetta?
Finalmente “liberata dai raggiri di palazzo”, si era allontanata da Parma, dovette tuttavia farvi ritorno per restituire a Carlo tutti i beni del Ducato, compresi gioielli, quadri , arredamenti …, mentre la Casa d'Este e la Corte di Parma si accordavano per la sua buonuscita. S.A.R Don Carlo  concedeva un vitalizio annuo di “tremila doppie* d'Italia”, la residenza negli Stati,  il godimento del Palazzo “detto di Madama” di Piacenza, per la villeggiatura era destinata la Rocca di Borgo San Donnino e in seguito avrebbe ottenuto palazzi  a Cortemaggiore, Polesine e Sissa. (da A. Leandri- Momenti di Festa a Borgo S. Donnino...- 2005)
La storia del Ducato prendeva altre strade e il sogno farnesiano si frantumava.
Enrichetta cresciuta alla Corte di Modena aveva imparato ad apprezzare e a condividere le occasioni di svago che, pur nell'ambiente austero di Corte, davano onore e lustro ai Signori. Apprezzava gli intrattenimenti, la musica, le recitazioni, era consapevole  del  ruolo protettivo e munifico verso i sudditi e praticante della pietà cristiana. Continuò a vivere nel Ducato, alternando i suoi soggiorni nelle varie dimore.
Dalle Cronache si apprende che alla fine di dicembre 1732  andò ad abitare a Piacenza nel palazzo ducale. Era stata a Borgo quattro mesi “spassandosi con vari festini in Case particolari e molte opere e Comedie sì nel Seminario che nella propria Rocca, adesso Reale ( proprietà del Principe Carlo) “.( A Leandri-pag 29)
Non era un tempo di pace,  ciò nonostante la nobiltà rispettava la vita per la quale era stata preparata. Da parte sua la Chiesa non era da meno con riti che duravano giorni, con allestimenti spettacolari di processioni da una chiesa all'altra con stendardi , “torze”, candele, catafalchi.
Enrichetta accettò, “per suo decoro e quiete”, la richiesta  di matrimonio del Principe Leopoldo, Langravio* d'Assia Darmstadt; si sposarono a Piacenza il 31 dicembre 1738 e la notizia fu divulgata solo dopo tre mesi.
I Principi condividevano gusti  raffinati ed eleganti,  passione per il teatro,  piacere dell'accoglienza e dell'ospitalità come riportato dall'abate Pietro Zani: “La sua piccola corte era l'ospizio di quanti cavalieri e letterati passavano di qui”. Egli stesso,  di umili origini, ne sperimentò la generosità.
Sempre dalle cronache si apprende la stretta vicinanza con i P.P. Cappuccini che in più occasioni ebbero a ricevere doni e sostegno per la loro chiesa da entrambi i coniugi:  calici, tabernacolo con lo stemma congiunto di Enrichetta e Leopoldo, un prezioso crocifisso appartenuto a Paolo III...( Bergamaschi).


Dal 1585 i Cappuccini avevano Chiesa e Convento a sud del borgo nuovo verso la collina (attuale parco delle Rimembranze) e alla morte di Leopoldo per vaiolo il 27  ottobre 1764, in quella chiesa Enrichetta disporrà la sepoltura del marito dando commissione allo scultore Boudard per un mausoleo che raccogliesse i resti di entrambi.
Enrichetta morì il 30 gennaio 1777 in Borgo,”La sua Corte era stata un centro fulgido  di cultura, di arte e di umanità sullo squallido panorama che offriva Borgo a quel tempo...” ( Aimi-Copelli, pag.232).
Di lì a poco l'Europa sarebbe stata sconvolta dalle nuove idee, dal crollo dell'assolutismo, dal passaggio di Napoleone. Gli ordini religiosi furono in gran parte soppressi , i loro beni passarono al Demanio. I Cappuccini subirono varie peripezie e dopo un breve ritorno nel loro convento tra il 1872 e il 1875 decisero di lasciarlo per costruirne uno nuovo, con l'assenso della Santa Sede e delle autorità civili, comprando un piccolo Beneficio in località Crocetta ( convento attuale).
L'11 dicembre 1883 finalmente in Comune si votò per il trasferimento del Mausoleo nella nuova chiesa e si compiva la volontà chiara della Principessa: “il sito della sepoltura sia per quanto mai si può vicino agli occhi dei Cappuccini, affinché non siano mai dimentichi di suffragare l'anima sua”( Bergamaschi pag 30).
Marisa Guidorzi



 Bibliografia: 

L.A. Muratori   - Annali d'Italia- Vol. XII Dal 1701 dell'Era Volgare fino all'anno 1749 
L. Alfieri           - Gigli azzurri- Storia di casa Farnese- Silva Editore- Parma 1995 
A. Leandri        - Momenti di festa a Borgo S. Donnino nel Settecento – 2005 
A Bergamaschi - L'arte nella chiesa e nel convento dei Cappuccini di Fidenza - 1984

 Annotazioni
  • Doppia: moneta del sec. XVI, equivalente a due scudi d'oro
  • Sacro Romano Impero: ebbe inizio con Carlo Magno investito del suo potere dal Papa la notte di Natale dell'8oo. L'ultimo imperatore fu Francesco II d'Asburgo che depose il titolo nel 1806.
  • Langravio: conte territoriale  (land-gravo= territorio- conte)


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