domenica 27 gennaio 2019

..... il grigio della neve

Il Giorno della Memoria è una ricorrenza internazionale celebrata il 27 gennaio di ogni anno come giornata per commemorare le vittime dell'Olocausto. Fidenza ha previsto tre iniziative, il programma completo è alla pagina "Il Comune di Fidenza in occasione dell'anniversario del Giorno della Memoria".




Il primo appuntamento cittadino, fissato per sabato 26 gennaio al Ridotto Teatro G. Magnani, “Dietro il filo spinato. Deportazione, Shoah, Memoria”, ha visto gli interventi di Teresa Malice e Marco Minardi, dell'Istituto Storico della Resistenza Parma, e la proiezione di testimonianze di Liliana Segre, senatrice a vita, superstite dell'Olocausto e testimone dei campi di concentramento nazisti.
Teresa Malice, dell'Istituto Storico della Resistenza Parma, ha guidato i presenti all'ascolto di alcune parti della video dell'intervista di Liliana Segre.

Intervista che se vogliamo è tutta racchiusa in queste poche parole di Liliana Segre stessa:
"Sono stata una bambina espulsa dalla scuola, sono stata una clandestina con i documenti falsi, sono stata una richiedente asilo poi respinta dalla Svizzera. Poi sono stata carcerata, ho conosciuto la deportazione e nella deportazione sono stata operaia-schiava, poi ho conosciuto di nuovo la libertà. Sono una testimone che incontra la gioventù, che è la speranza del nostro futuro."

I momenti scelti con cura da Teresa Malice ci dicono qualcosa in più e, dove, per forza di cose, non si dispone di immagini proiettate valgono le parole stesse di Liliana Segre a crearle. E così "vediamo" l'immagine del fumo che esce dal camino e del fuoco "comprendiamo" la titubanza di Liliana a "credere" nell'orrore che il camino rappresenta, titubanza che vien meno quando le viene indicato "il grigio che ricopre la neve". 


La scaletta degli interventi è stata ricca ed ha visto l'impegno, una serie di letture di brani, “Pagine di memoria”, da parte degli di studenti delle scuole di Fidenza, media Zani e superiori, Paciolo d'Annunzio, Romagnosi e Solari accompagnati dalle insegnanti Prof.sse Marilisa Antifora, Nicoletta Fanzini, Mara Dallospedale e Rossella Cappucciati




Come declinare oggi il giorno della Memoria?, ha posto questa domanda la Prof.ssa Maria Pia Bariggi, Assessore alla Cultura ed alla Scuola,  in apertura dell'incontro di sabato mattina dedicato al Giorno della Memoria 2019. "Conoscenza, riflessione, capacità di mettersi in gioco" la risposta suggerita.
Ricordando poi, rivolta agli studenti che costituivano la massima parte delle persone presenti, che "senza studio ed impegno non si matura conoscenza, mettersi in gioco è anche andare nei luoghi, vedere e capire. Altrimenti non c'è fine all'orrore".
Il Dott. Amedeo Tosi, Presidente del Consiglio Comunale di Fidenza, ha ricordato come "l'eclisse dell'uomo, il buio della notte" possa essere presente anche oggi, in Europa, vicino a noi.  
Nel suo intervento il Sindaco di Fidenza Andrea Massari si è soffermato sui segni che nel nostro territorio ricordano quei momenti che altrimenti siamo tentati di relegare in un "lontano da noi" che non ci tocca.
Marco Minardi, dell'Istituto Storico della Resistenza Parma, ha sviluppato in tre momenti il suo intervento di relatore principale. Il contesto storico di quegli anni terribili della guerra e della guerra civile, l'indifferenza che copriva l'orrore, la forza della testimonianza di pochi. Ha parlato principalmente di "deportazione" spiegando come questa parola significhi: non solo allontanamento dai luoghi consueti ma sradicamento della identità comunitaria e personale. Ha spiegato che "deportazione" nel novecento era parte della guerra stessa, non un !effetto collaterale".

Ha quindi ripreso episodi, "pietre d'inciampo", legati alla Parma di quegli anni: Giorgio Nullo Foà, Primo Polizzi. 








“Pagine di memoria”
Alcune immagini


1 commento:

  1. Marisa Guidorzi27 gennaio 2019 10:02

    "Deportazione": non è forse la parola sottintesa ai movimenti migratori di oggi nel loro significato non solo di allontanamento dai luoghi consueti, ma sradicamento della identità comunitaria e personale?
    Lezioni di ieri e di oggi che troppo spesso muovono i sentimenti ad una facile emozione che non scava nel profondo dell'anima, non la cambia, ma sta solamente in attesa della successiva "opera buona" da compiere per tacitare la propria coscienza.

    RispondiElimina