lunedì 7 gennaio 2019

L’Anonimo di Borgo e la cannabis light

Pubblichiamo questo commento che l'Anonimo di Borgo, vecchia nostra conoscenza, che interviene sulla nota questione della vendita legale della cannabis light argomento già oggetto dell'articolo "Facciamoci una cannabis"


Sono stimolato ad intervenire dalle argomentazioni  dell’anonimo del 6 gennaio ore 14,57. Mi permetto di intervenire con un primo suggerimento: l’argomento è troppo importante per affrontarlo con un semplice invito a documentarsi, che andrebbe fatto da tutti e non liquidare l’importante tema con battute o interventi ironici.

La legge 742 del 2016 autorizza la produzione e la commercializzazione della cannabis light contenente fino allo 0,6% di THC  ai soli MAGGIORENNI.
Il Consiglio Superiore della Sanità nella seduta del 12  aprile 2018:  RITIENE la pericolosità dei prodotti contenenti  o costituiti da infiorescenza di canapa che  inalati o assunti  possono penetrare e accumularsi in alcuni tessuti, tra cui il cervello e grasso, ben oltre le concentrazioni plasmatiche misurabili. 
Tale consumo avviene al di fuori di ogni possibilità di monitoraggio e controllo della quantità effettivamente assunta e quindi degli effetti psicotropi che questa possa produrre, sia a breve sia a lungo termine. 
RACCOMANDA che siano attivate, nell’interesse della salute individuale e pubblica e in applicazione del principio di precauzione, misure  atte a non consentire la libera vendita dei suddetti prodotti.  A supporto di tale pronunciamento allega  la bibliografia di ben sette  ricercatori e studiosi internazionali.
Il primo dovere di ogni genitore, educatore o amministratore è quello di difendere i più deboli in questo caso i nostri figli.
Attraverso il Consiglio Comunale possiamo regolamentare il commercio in modo particolare dove consentire i liberi punti vendita, stabilire l’orario, la distanza dai punti sensibili,( 500 metri come le macchinette mangia soldi) frequentati dei nostri figli quali scuole, biblioteche,attività parascolastiche, oratori, attività sportive e quant’altro. Esigere dall’autorità preposte al controllo. la massima intransigenza. Se si vuole si  può stabilire che a Fidenza non c’è posto per tali punti vendita.
Chiedere la collaborazione degli educatori per una corretta informazione sulle cause prodotte  da tale assunzioni di sostanze contenenti infiorescenza di canapa.
Ho visitato tale distributore automatico dal quale si ritira il prodotto con l’utilizzo del tesserino sanitario come controllo di essere maggiorenni …. non siamo ingenui ,quanti ragazzi minorenni vediamo in giro a fumare sigarette e bere alcolici.
L’Anonimo di Borgo                                              

2 commenti:

  1. Anonimo di Borgo, sono d'accordo con quanto lei scrive. Dovremmo tutti, al giorno d'oggi, documentarci! Ringrazio Ambrogio per avere dato la possibilità di iniziare un confronto che potrebbe anche proseguire con incontri ad hoc, senza cavalcare idee e proclami politici. Grazie. Anonimo del 6 gennaio.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Potrei anche partecipare a qualche incontro, purché non ci sia l’obbligo, per i convenuti, di assaggiare una canna. Scusate, ho scritto un’altra battutina, sono fatto così...

      Elimina

Ädèssa a vüätar . Adesso a voi