giovedì 31 gennaio 2019

Per le vittime di Tito non servivano "colpe" - Giorno del Ricordo 2019

Come ben sappiamo, non erano necessarie colpe per essere eliminati dalla polizia comunista di Tito a guerra finita. In tempo ormai di pace, nelle Foibe, nei campi di concentramento, nelle fosse comuni sparirono migliaia di italiani (e non solo), apolitici o fascisti o antifascisti che fossero. Non sapremo mai chi fu gettato in quella fossa, ma a decenni dai regimi fascisti e comunisti importa tenere in vita gli anticorpi contro la barbarie, condannando senza se e senza ma epurazioni e processi sommari di qualsiasi matrice essi siano.
La celebrazione solenne al Sacrario di Udine
Dopo 73 anni sette uomini hanno un nome ed una tomba. Recuperati a luglio a Castua, nella fossa comune indicata dai testimoni dell'epoca, erano stati assassinati il 4 maggio del'45 dalla polizia segreta comunista. 
Sette uomini. In comune non avevano niente, se non la sventura di passare per la stessa strada di Fiume lo stesso giorno, il 4 maggio del 1945. A guerra finita, la polizia jugoslava di Tito scatenava il terrore e quella sera, tra le centinaia di altri italiani che spariranno nel nulla, trascinò via da casa il senatore Riccardo Gigante. Gli altri sei li rastrellò sulla via mentre lo trasferivano a Castua, a 12 chilometri da Fiume, e poco dopo i loro corpi giacevano insieme in una fossa comune rimasta sconosciuta fino a oggi: invano i loro cari hanno supplicato, per oltre 70 anni nessuno ha più saputo nulla di loro, desaparecidos come altri 650 fiumani, trucidati in tempo di pace dalla repressione comunista e privati anche di una tomba. 
Orologi, pettini, gemelli tra i poveri resti di Castua
Una croce, due orologi, il filo elettrico ai polsi
«I resti umani, sepolti a due metri di profondità proprio nel punto indicato al prete, erano scomposti, lo stato di conservazione non consentiva di contare il numero dei corpi e solo gli anatomopatologi hanno potuto individuare sette persone. Sorprendentemente abbiamo trovato anche effetti personali di pregio, due orologi, una croce, un gemello da camicia, una protesi con denti d’oro... oggetti che di solito venivano sottratti». C’erano anche i famigerati fili elettrici con cui le vittime venivano legate l’una all’altra, ai polsi o al collo, per essere condotte sull’orlo delle Foibe.
Migliaia di altri morti attendono... 

Veduta aerea delle ricerche a Castua nel bosco di Loza
Lucia Bellaspiga sabato 20 ottobre 2018

3 commenti:

  1. Quello che hanno perpetrato i titani, per odio politico ed etnico, è esecrabile. Ma gli italiani, occupanti i territori sloveni, ne combinarono di peggio, massacrando i locali, che fossero poi partigiani o civili. Anche dei bambini, lanciati per aria, come al tirassegno. Italiani e locali si odiavano e disprezzavano da secoli, fin dai tempi del dominio della Serenissima. .

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  2. Se Un certo capo di stato italiano non avesse deciso che l'Italia facesse la guerra, alleata con i nazisti, secondo voi, ci sarebbero stati questi morti?

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    1. Marisa Guidorzi6 febbraio 2019 11:06

      Qualsiasi Governo, compresa la Dittatura, prende delle decisioni con il sostegno e la condivisione di una parte di popolazione che per convinzione o per opportunismo lo segue.La Storia è andata in un certo modo: poteva andare meglio, sarebbe andata peggio? Non lo sapremo mai, ma essa si offre a noi non tanto per essere criticata, quanto per stimolare la nostra riflessione sui comportamenti e gli egoismi umani che condizionano le nostre scelte.

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