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giovedì 16 gennaio 2025

Quando don Felice andava a canestro nel "Palazzetto" Don Bosco di Fidenza

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Prima di passare la parola a Paolo Gandolfi, Germano Nencini, Silvano Minotti e Angelo Stecconi, per un "amarcord" rendiamo omaggio a quest'altro "veterano" del Palazzetto "Don Bosco" di via Berzieri, l'allora trent'enne Don Felice Castellani.
Fin dall'inizio a lui era stata affidata dal Vescovo Mario Zanchin la cura della importante struttura e l'assistenza spirituale dei frequentatori, atleti o non atleti. E furono anni "felici". 
Come Felice sia arrivato a canestro non lo sappiamo, ma il canestro era, senz'ombra di dubbio, da tre punti. 
L'immagine che ho scelto per questa introduzione risale al dicembre 1965  e val più di una foto, l'indimenticato Don Lino Cassi ne è l'autore. 
(Ambrogio Ponzi)

martedì 12 marzo 2024

Memorie di un passato non troppo lontano: i Salesiani a Fidenza

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Percorrevo un giorno via Benedetto Bacchini e alzando gli occhi fui colpita da finestre che mi suggerivano una chiesa, di cui non conoscevo l'esistenza. L'amica che mi accompagnava, dopo un attimo di riflessione, mi disse che poteva trattarsi della chiesa del vecchio “Oratorio Don Bosco”...

sabato 13 ottobre 2018

"Quante poesie sono passate tra le nostre mani ...."

2 commenti:

Nino Secchi con il componimento in versi "Una lacrima nel Nilo" ottiene il riconoscimento del Premio di Poesia intitolato a Mons. Mario Zanchin per la sezione “Adulti”. Gli altri riconoscimenti sono andati a Ivano Chisté con una poesia in dialetto trentino dal titolo "A scondiléver", a Carla Maradini con la poesia in dialetto borghigiano "I pît a scòla". Emma Gatti è stata premiata nel settore "Giovani" con la poesia "Sogno". Emma è una giovanissima poetessa di Poviglio, dove frequenta la scuola media. 

martedì 23 febbraio 2016

Il destino della nostra Diocesi

1 commento:
Mons Carlo Mazza con Papa Francesco. Il tentativo di Mons. Carlo
di rivalutazione della Diocesi ha toccato vari aspetti di sostanza e di immagine. Il suo amore per la Cattedrale si è tradotto un atti concreti,
ma la sua missione è stata anche quella di seminare questo amore
nel terreno della nostra indifferenza.
"Verso la riduzione delle diocesi italiane" è il titolo di un articolo del settimanale "Famiglia Cristiana" che ci riguarda.
Dell'argomento si parla da decenni ma recentemente Papa Francesco ha espresso più volte la convinzione della necessità di una riduzione in Italia dove ci sono 226 diocesi, "un’anomalia assoluta confrontando con il resto del mondo". La lettura dell'articolo può darvi maggiori dettagli, noi ci limitiamo ad alcune considerazioni aiutati da altrettante immagini tra presente, passato e futuro.

L'aspetto storico e quello geografico della nostra  giovane Diocesi, istituita nel 1601, potranno eventualmente essere occasione di altre e più argute trattazioni.


sabato 25 luglio 2015

1985, la visita di Dom Hélder Câmara

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La visita di Dom Hélder Câmara, il vescovo brasiliano amico dei poveri, avvenne del 1985 esattamente 30 anni fa, quale speranza portò a questa città?
Potrebbero dircelo quei ragazzi, oggi ormai adulti, che, come si vede nella foto, lo accompagnano in Duomo insieme al Vescovo Mario Zanchin. 

1985, la mostra antologica di Ettore Ponzi

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Superando le difficoltà contingenti, che non erano di poco conto, Ettore e la sua Famiglia realizzarono questa mostra antologica. Inizialmente fu impostata congiuntamente con la Diocesi che poi, per i fatti connessi alla demolizione dell'altare secentesco, uscì dall'impresa. 
Nella foto sopra vediamo i saluti dell'amministrazione comunale con il Sindaco Giovanni Mora, Massimo Galli e il futuro sindaco Claudio Rossi. Come erano neri i nostri capelli!

venerdì 24 luglio 2015

1985, l'anno in cui Fidenza rinnegò l'antico altare

4 commenti:


In una Fidenza tutta presa dalla polemica ingenerata dall'abbattimento dell'altare secentesco della cattedrale e dai cambiamenti nella cripta, s'inserì la visita di Dom Hélder Câmara, il vescovo brasiliano amico dei poveri. Nello stesso anno Ettore Ponzi onorava la città con la sua ultima importante mostra. La Madonna dell'Antelami restaurata tornava nel frattempo a casa