lunedì 19 novembre 2018

L'Altare del 1985 se ne va, al suo posto il Sarcofago millenario di San Donnino

Primo pomeriggio del 20 novembre 2018


Mattino del 20 novembre 2018







19 novembre 2018

I potenti mezzi che oggi hanno occupato il sagrato della Cattedrale chiudono un capitolo e ne aprono un altro nella millenaria storia della Chiesa di Borgo San Donnino, oggi Fidenza.
Più avanti ripercorriamo la cronaca dell'anno terribile, il 1985, in cui si cambiò altare e la croce del Cristo fu appesa al soffitto senza più affondare nella terra, segno di Redenzione e Misericordia.
Oggi sarà il sarcofago di San Donnino Martire a essere collocato come altare maggiore nella Cattedrale, mentre l'urna del santo, ora conservata in uno spazio artificiale della cripta, verrà collocata in maggior evidenza e decoro.





1985 l'anno del sussulto barbarico
  
Il 1985 fu un anno che mostrò una vitalità particolare di personaggi ormai avviati a passare il testimone, ma ancora presenti in prima linea. A farne le spese l'altare settecentesco del duomo che fu smembrato emesso in soffitta per la lasciar posto alle quattro tonnellate di pietra grezza in stile "lego".


Il nuovo desco sacro, incolpevole pietra


L' "affaire" dell'altare fu l'evento che più divise la città in due fazioni, voluto fermamente dal potere curiale in un sussulto di "pseudo guelfismo curiale" trovò la decisa opposizione di Ettore Ponzi e della Sezione fidentina di Italia Nostra,
Fu aspra tenzone pur tra forze impari essendo gli "pseudo ghibellini" latitanti più che spettatori. Nessun vincitore se si pensa al risultato al quale oggi 19 novembre 2018 si cerca di rimediare.

Forze prevalentemente guelfe con sostegni esterni
si danno aspra battaglia nell'anno del Signore 1985.
I ghibellini arroccati nel Palazzo comunale
pregano (o bestemmiano) augurandosi il peggio.
Il Vescovo Mario Zanchin in segno di riconciliazione,
misfatto avvenuto, visita la mostra di Ettore Ponzi.
L'arte non ha parte.


Come vediamo dalle due foto sopra l'altare, ormai ridotto a pezzi, viene trasportato con idonei macchinari e stipato alla rinfusa nella Chiesa di San Giorgio, allora magazzino di nota impresa edile. La parte mobile dell'altare (vescovi mitrati e candelieri) faranno poi mostra di sé nel museo, l'incenso non allieta più le sensibili narici.

1 commento:

  1. Sig.Ambrogio,il ricordo di questi spostami alquanto discutibili è visibile nel pavimento della cattedrale DANNEGGIATO,pavimento e mattonelle sfondate (navata centrale e zona cappella della ferrata),un bel lavoro a "regola d'arte",chi di dovere dovrebbe prendere una posizione a riguardo, perché è un danno irriparabile

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