venerdì 30 novembre 2018

Palazzo ex Licei e Piazza Svelata - Percorso di Progettazione Partecipata

 Giovedì 6 dicembre alle 18,30
presso la "Sala Incontri"
del Palazzo "OF" Orsoline Fidenza.

Nuovo appuntamento, giovedì 6 dicembre alle 18,30 presso il Museo del Risorgimento nella "Sala Incontri" nel Palazzo "OF" Orsoline Fidenza, dell'iniziativa dedicata a dare consistenza urbanistica, architettonica e funzionale al Palazzo Ex Licei e al retrostante spazio.  
"Scriviamo il nostro Manifesto!" è l'argomento di quest'incontro che vuol essere un’occasione per ragionare su quali valori si vorrebbero portare dentro questo luogo di condivisione.

Nell'incontro precedente di sabato 23 novembre i partecipanti hanno condiviso, con architetti e tecnici, idee progettuali per il recupero degli spazi nell'intento di dare maggior concretezza alle tante idee maturate da giugno ad oggi sul futuro dell'ambito Ex Licei e Piazza Svelata
Gli elaborati dei tre gruppi di lavoro (tavoli) verranno presto resi disponibili, possiamo tuttavia dare alcune anticipazioni circa gli esiti e gli spunti emersi nei tre tavoli. 
                        

TAVOLO DI LAVORO MARTINA RUINI
Martina Ruini, dello Studio MCA Mario Cucinella Architects, ha guidato uno dei tavoli di lavoro sul progetto partecipativo Ex Licei e Piazza Svelata, e qui racconta gli esiti delle riflessioni del suo gruppo.
1. Inquadrare il tema a scala urbana, tenendo conto che chi proviene dal parco percepisce l’edificio come barriera;
2. Valorizzare la permeabilità dei piani terra, ad esempio permeabilità centrale tra parco e “giardino segreto” della Piazza Svelata;
3. Capire meglio i percorsi che riguardano l’ambito riprogettato;
4. Trovare una vocazione per lo spazio della nuova piazza;
5. Verde come elemento di composizione;
6. Possibilità di un sistema di copertura almeno parziale della Piazza Svelata;
7. Possibilità di un nuovo blocco servizi che si metta in relazione con il contesto;
8. Attenzione ai reperti “industriali” (muro esterno dell’ex liceo sulla Piazza Svelata);
9. Spazio per Murales e altri elementi di creatività;
10. Spazio verde e accogliente, anche di sperimentazione di usi diversi, verso Piazza Pontida;

                               

TAVOLO DI LAVORO LUCA ASTORRI E MATTEO POLI
Luca Astorri, partner dello studio milanese di architettura AOUMM, coadiuvato da Matteo Poli dello stesso studio, illustra i lavori del terzo tavolo di co-progettazione.
1. Impostazione in termini di piano strategico e di timeline;
2. Quindi, attivare spazi esterni e interni già “domani”, per usi temporanei che potrebbero durare anche 2/3 anni, mentre si strutturano e si mettono in campo gli investimenti più importanti;
3. Spazio presidiato dalle attività e dalle persone, come avvio di un programma più complesso;
4. Piano terra interno ed esterno come spazio privilegiato dei cittadini, molto “trasparente”;
5. Copertura leggera della Piazza Svelata, eventualmente anche tessile, che lasci filtrare la luce;
6. Completamento della Piazza Svelata, a chiudere verso l’ex carcere, con quinte, palco o strutture temporanee sino alla realizzazione di uno spazio più strutturato in secondo momento;
7. Osmosi e sinergie tra interni ed esterni;
8. Piazza come piattaforma di accoglienza di molteplici attività;
9. Portineria di quartiere per raccogliere e organizzare le sperimentazioni;
10. Attenzione all'associazionismo, in una logica di turn over e usi temporanei.

TAVOLO DI LAVORO VALENTINA MANCIN E ELENA LONGO
Il tavolo guidato da Valentina Mancin e Elena Longo, dell'omonimo studio di Fidenza, coadiuvate dallo "storytelling" di Lorenzo Sartori.
1. Valorizzazione del sistema circolare dei portici esistenti, del nuovo passaggio dalla parte di Piazza Pontida e della Piazza Svelata;
2. Locale caffetteria e servizi per il piano terra, per fornire un punto di incontro tra le funzioni e i flussi;
3. Parte cafeteria nel piano terra verso Piazza Verdi, parte spazio associazioni piano terra verso Piazza Pontida;
4. Costruzione di un volume ulteriore esterno, con una filosofia di leggerezza (vetro e altri materiali idonei) verso l’ex carcere (sala prove e registrazione per gruppi musicali?);
5. Terrazzo vivibile sul volume esterno per favorire una vista inusuale sul sistema delle piazze;
6. Copertura della piazza svelata, per allungare la stagionalità di uso;
7. Eventuale spazio cucina ad uso delle attività gravitanti;
8. Spazio incontri da connettere al locale caffetteria;
9. “Quinta” che richiami il tema dei portici verso Piazza Pontida, per costituire lo sfondo opportunamente illuminato di attività della piazza ed eventualmente una barriera temporanea per circoscrivere un particolare evento;
10. Permeabilità.


  



6 commenti:

  1. La cosa più incredibile di tutta questa (a mio avviso) farsa, è che in tutti i resoconti/racconti/articoli finora scritti su questo progetto non ho mai letto quale sia il budget a disposizione di questo intervento. Come se la progettazione del riuso di un ambiente come quello possa essere avulsa dall'aspetto economico. I supermoderatori dell'iniziativa mi risponderanno che prima servono le idee, i contenuti e poi si trovano i fondi... Il buon padre di famiglia, invece, prima fa i conti, guarda quanto può permettersi di spendere...e poi decide come fare le vacanze... Chi ha orecchi per intendere....

    RispondiElimina
    Risposte
    1. In un post precedente era già stato svelato l'ammontare della spesa, il totale dovrebbe aggirarsi intorno alla modica cifra di 3 milioni di euro, di cui 1 milione lo "dovrebbe" dare la regione, i restanti 2 milioni e passa saranno carico al comune.
      Io resto dell'idea che siano soldi, tanti soldi, buttati al vento, sulla scia delle vecchie amministrazioni, sempre di sinistra, che hanno voluto a tutti costi le torri, il pinguino eccetera.

      Elimina
  2. Marisa Guidorzi1 dicembre 2018 10:27

    Mi permetto di parlare non da cittadina, anche se lo sono a pieno titolo, ma da persona esterna che solo in minima parte fruisce della città in cui vive, che tuttavia ha occhi per vedere e sensibilità emotiva. Quella che, con una espressione volutamente poetica viene definita "piazza svelata",in realtà è uno squarcio nell'insieme degli edifici che lo circondano in cui il palazzo ex licei trovava inserimento senza essere un problema così complicato come appare oggi.
    Mi sembra che in tutti i tavoli di lavoro tenuti fino ad ora vi sia una ricerca affannosa di giustificare uno spazio che, invece di essere un'opportunità, pare essere diventato un grosso grattacapo.
    In quella parte di città si narra molto della storia di Fidenza fino ai tempi recenti, e ciò è da non trascurare, inoltre credo che il problema sia da considerare nel contesto delle opportunità che già la città offre ampiamente.
    La presenza di persone competenti e qualificate nei gruppi di lavoro non manca, ma vorrei che si tenesse conto anche del buon senso, della lungimiranza e del cuore degli abitanti perchè non vedano alla fine una realizzazione a loro estranea.
    Infine condivido pienamente le perplessità dell'Anonimo.

    RispondiElimina
  3. Non si potrebbe intanto vedere di allargare un tantino l’ingresso-uscita da piazza Verdi, che nell’angolo con quel mostro di granito dell’ex Liceo diventa un collo d’imbuto pericolosissimo? Ogni volta, tra chi entra e chi esce, si sfiora uno scontro! Ma ci vuole tanto a tagliare di un paio di metri sul lato opposto?

    RispondiElimina
  4. Lascerei la piazza così com'è, in modo che ci si possano mettere cose rimuovibili, diverse a seconda dello scopo, e in modo da non buttare i soldi pubblici in strutture fisse o in strutture inutili e costose. Quel tavolo di lavoro è bene che si occupi di altre cose.

    RispondiElimina
  5. Come di consueto non rispondo all'intrepido "Anonimo" Cuor di Leone, ma alla gentile Signora Guidorzi. Nell'articolo precedente di questo blog, datato 15 novembre, con il massimo agio si trova che "Il progetto presentato alla regione prevede l'impiego di risorse per un valore di tre milioni di Euro". Il problema non è "complicato" e non è un "grattacapo": si trattava, come ho già avuto modo di raccontare in questi spazi, di immaginare e realizzare un percorso articolato di approfondimento su un ambito urbano così importante nella storia e nell'immaginario fidentino, o borghigiano che dir si voglia. Il percorso si è sviluppato da giugno ad oggi coinvolgendo circa 120 cittadini in oltre 300 presenze, ognuno dei quali ha avuto l'occasione di esprimere i suoi desideri e valutazioni confrontandosi con gli altri residenti e con i tecnici. Questi sono i metodi della democrazia partecipata, che non sono e non possono essere nè troppo veloci nè troppo prolungati. Per questo ci vogliono degli specialisti. Per questo, a mio parere, i metodi in questione possono essere un fondamentale contributo a curare i mali della democrazia rappresentativa. Lei può immaginare, Signora Guidorzi, come nel corso di questi mesi le oltre 100 persone che hanno partecipato abbiano potuto considerare con cura opportunità e criticità. Vorrei anche segnalarle che la presenza di persone competenti e qualificate, insieme alla massiccia presenza di cittadini, punta a garantire proprio una buona misura di quel buon senso e quella lungimiranza che lei auspica. Se poi sono gli stessi cittadini a lavorarci, la realizzazione ipso facto non potrà in nessun caso essere "a loro estranea". Lei potrà dire, naturalmente, che 120 cittadini su 27mila sono pochi. Ma le porte sono state aperte a tutti da giugno, non si richiedeva nessuna particolare competenza se non quella di conoscere i luoghi e frequentarli. Io stesso l'ho invitata personalmente in un paio di occasioni, aldilà delle informative generali. Tuttavia, mi pare che alla Signora Guidorzi sfugga il punto centrale della questione; lo dirò con le parole dello slogan di una delle tante associazioni che hanno partecipato ai lavori di questi mesi, l'associazione "Ortogiardino". Il loro slogan è "coltiviamo relazioni". Prima ancora che ortaggi, nel loro caso, e nuove piazze, nel nostro, le iniziative intendono dare un contributo nuovo alla costruzione (o ricostruzione) di comunità. Un compito arduo ma fondamentale, al quale purtroppo gli "anonimi" non vogliono evidentemente contribuire.

    RispondiElimina