giovedì 4 febbraio 2016

Scorciatoia per la salvezza o psicosetta? I neocatecumenali a Fidenza.




Faccio notare subito che i Testimoni di Geova, nel volantino, vengono equiparati ai truffatori ed ai venditori di fuffa, porta a porta. Sono tetri e scocciatori, ma non lestofanti.
Il Cammino Neocatecumenale, invece, avrebbe introdotto modifiche alla prassi liturgica non rispettando il Magistero, come per le risonanze, le monizioni dei laici, l'uso di una mensa addobbata, posta al centro della chiesa, invece dell'altare dedicato in presbiterio.

I neocatecumenali sono stati criticati per una serie di consuetudini ambigue, come le sessioni di scrutinio, durante gli scrutini, durante le quali i catechisti interrogano, a turno, ogni membro della comunità, mentre costui è seduto su una sedia, al centro della sala, separato dal resto degli altri membri. 

Secondo molti psichiatri, che si occupano di plagio psicologico, questa modalità è uguale alla tecnica degli Auditing di Scientology, per rendere la persona psicologicamente fragile e vulnerabile all'influenza della congrega cui appartiene. Sotto la pressione dei catechisti e della comunità, l'adepto è spinto a rivelare particolari intimi della propria vita, regolarmente registrati, ritrovandosi in uno stato di prostrazione e di soggezione totale.
Un'altra critica ricorrente è che, nel Cammino Neocatecumenale, dopo il secondo passaggio, ciascun membro è tenuto a versare, ogni mese, alla comunità, il 10% dei propri guadagni.

Il contenuto delle catechesi, riservato alle équipes di catechisti, è ancora secretato e  la durata effettiva del Cammino è eccessiva, addirittura ventennale; inoltre, l'importanza attribuita ai catechisti laici è maggiore di quella assegnata ai sacerdoti.
Già nel 1983 Papa G. II, in un discorso ai neocatecumenali, aveva raccomandato: Non chiudetevi in voi stessi, isolandovi dalla vita della Comunità parrocchiale o diocesana.
La presenza nelle parrocchie sarebbe distruttiva e provocatrice, come denunciato in Giappone e a Boston.  Alcuni vescovi hanno sospeso le attività del Cammino, in Nepal, nel 2011, e nelle Filippine, nel 2010.
Il teologo mons. Pier Carlo Landucci scrisse che, nel Cammino neocatecumenale le posizioni dottrinali  e le pratiche cattoliche sono gravemente deformate, in un ostentato atteggiamento di supponenza e di impegno elitario.
Padre Enrico Zoffoli  sostiene che la loro dottrina sia gravemente compromessa da errori, che riguardano i dogmi fondamentali del Cristianesimo. Egli riteneva inoltre che il Cammino fosse eccessivamente influenzato dalla filosofia di Sartre.

Tra le comunità neocatecumenali sono rilevabili anche
- una visione pessimistica dell'uomo, un clima di soggezione psicologica ed un'atmosfera di esclusivismo,
- il discredito per la religiosità degli altri,
- l'eccessiva dipendenza  dal Cammino da parte dei sacerdoti neocatecumenali e la loro disattenzione ai richiami del Vescovo. Alcuni sacerdoti hanno  come punto di riferimento i capi delle loro comunità, anziché il proprio Pastore.

1° febbraio 2014: Kiko fondatore del Cammino Neocatecumenale
 
mentre protesta lamentandosi col Papa che ancora non esiste
in tutte le parrocchie l'iniziazione neocatecumenale
I neocatecumenali denotano rigidità e chiusure, possono portare a tensioni molto acute nelle parrocchie dove sono presenti, per cui sono stati spesso invitati ad interrogarsi sul proprio comportamento, superando la convinzione di credersi migliore degli altri.
Inoltre, sulla base delle testimonianze, date da alcuni ex-neocatecumenali, e sulle risposte fornite da appartenenti al movimento, il CESAP (Centro Studi Abusi Psicologici), ha classificato il Cammino Neocatecumenale come psicosetta.
Non mancano le testimonianze di ex aderenti al movimento, o di familiari o amici di persone del Cammino, che denunciano la natura gnostica del Cammino.
Chi poi abbandona il Cammino, come per Scientology e per i Testimoni di Geova, viene considerato un Giuda, da isolare assolutamente dalla società.
Franco Bifani


9 commenti:

  1. Fesseria, si documenti con fonti migliori

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    1. Già il fatto che risponde come anonimo e non entri nel merito della questione, la dice tutta. Dica Lei, piuttosto: 1) Perché i Testimoni di Geova sono trattati alla stregua dei truffatori (non ha alcun senso menzionarli nel volantino, in quanto "fuori tema") 2) Dia Lei indicazioni in merito siano le argomentazioni di cui sopra FESSERIE, invece di nascondersi dietro quest'ultimo vocabolo, definibile "da bar".
      La imito e la irriterò sicuramente firmandomi anonimo. Saluti.

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  2. Non frequentando i neocatecumenali, non ho elementi di giudizio quindi, su di loro, mi taccio; invece, avendo parecchi amici tra i Testimoni di Geova, posso dire che ho molto rispetto di loro come persone e come cristiani e male ha fatto Don Remo a metterli in fila dopo i truffatori se pure preceduti da un "né".
    Avessi, io, la profonda fede dei Testimoni di Geova.

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  3. Inserire i testimoni di Geova tra i cristiani, credo sia una bestemmia per gli uni e per gli altri....

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    1. E che sarebbero mai, buddisti, sikh, animisti, taoisti, confuciani, satanisti? A me non piacciono per niente, li evito, come dei fastidiosi calabroni, ma si rifanno pur sempre ai Libri sacri del cristianesimo, così come i calvinisti e i protestanti. Lasciamoli cuocere nel loro triste brodo da fine del mondo, l'unico cupo pensiero cui sono attaccati, come le cozze agli scogli; ma sono sempre dei cristiani. Meglio loro dei talebani della Luce di Cristo, della Militia Christi, dell'Opus Dei, di CL, dei Legionari di Cristo. Ma con tutte questi richiami a Cristo, qualcuno non si accorge che sta nominando il nome di Dio invano?

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  4. Cabassa Andrea7 febbraio 2016 12:55

    che gran casino, molto meglio ateo.......

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  5. Cabassa, non esistono gli atei duri e puri; ogni ateo sostituisce all'Essere Supremo, in cui dice di non credere, una divinità sui generis: successo, denaro, cibo, alcool, droga, sesso, auto di lusso, abbigliamento griffato. Basta dare una scorsa ad un riassuntino della Divina Commedia, per avere esempi illustri di gente che ha scarificato la vita ad un suo Personal Jesus.

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  6. Cabassa Andrea7 febbraio 2016 22:04

    ma, non saprei, quando ci penso credo solo in me perchè quello che ho me lo sono sudato senza chiedere nulla a nessuno.
    da piccolo ho fatto pure il chierichetto ma quando si perde il padre a 10 anni e poi cominci a dover superare le avversità della vita apri gli occhi e capisci che solo con l'impegno tiri avanti.
    il lavoro che mi aveva trovato il parroco appena finita la scuola era in una ditta di un famoso, per fidenza, sfruttatore di ragazzi "bisognosi" di lavorare.
    mollato quello e dopo la solita campagna dei pomodori ho iniziato per caso con una ditta termoidraulica.

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  7. Ora et labora, diceva S. Benedetto, cioè prega e lavora. Due cose, il lavoro e la fede, che non si escludono affatto, a vicenda, anzi si possono integrare ottimamente.

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Ädèssa a vüätar . Adesso a voi