giovedì 26 gennaio 2012

Stirone un fiume tra passato e futuro



In altre pagine avevamo espresso alcune perplessità circa il nuovo assetto che le aree protette della regione venivano ad assumere in forza della nuova legge regionale in materia. Ora riprendiamo questo argomento con una nota di Amedeo Tosi, Consigliere provinciale della provincia di Parma, in pubblicazione questa settimana sul settimanale "Il Risveglio". Nota che propende ad una visione  positiva del cambiamento evidenziando anche alcune potenzialità che la nuova legge può consentire.

“Stirone un fiume tra passato e futuro”, da pochi giorni non è solo il titolo della più bella pubblicazione sul Parco (vedi nota), ma anche lo slogan che si potrebbe tranquillamente utilizzare per il futuro dell’area protetta dello Stirone dopo che l’Assemblea Legislativa dell’Emilia Romagna ha approvato la legge di riforma dei Parchi Regionali.
In generale un momento di svolta “storica” per i Parchi della Nostra Regione, che per quello dello Stirone diventa “epocale” visto che la nuova legge regionale lo ha unito alla Riserva del Piacenziano in un'unica nuova area protetta con forte vocazione paleontologica.
Torniamo alla bella pubblicazione che abbiamo citato prima (del 1987), per ricostruire molto brevemente la storia di questa straordinaria realtà che, senza essere smentiti, possiamo affermare che ha cambiato senza dubbi in positivo la storia ambientale e culturale del nostro territorio.
Scrive il dott. Italo Comelli allora segretario del Consorzio: “va indubbiamente ascritto all’Associazione volontaria “Gruppo Paleontofili fidentini” il merito di aver suscitato l’interesse delle comunità locali verso le problematiche connesse al torrente Stirone ed in particolare alle sue caratteristiche paleontologiche, nonché il merito di aver maturato l’idea di un parco fluviale”.


Risale al 1976 il primo progetto di massima, elaborato dalla Provincia di Parma di creazione del Parco Fluviale che interessava aree poste nei Comuni di Fidenza, Salsomaggiore Terme, Alseno, Pellegrino, Bore e Vernasca”.
Progetto che venne poi attuato, in larga misura, circa dieci anni dopo nel 1988 attraverso la apposita Legge Regionale n° 11.
Da allora tanta strada è stata fatta nel recupero ambientale dell’area e nella valorizzazione del territorio in esso contenuto, compresi aspetti storici, culturali e scientifici come lo studio e la valorizzazione delle emergenze paleontologiche anche attraverso la realizzazione dei musei di Fidenza e Salsomaggiore Terme sicuramente tra i più interessanti d’Europa in questo campo, dimostrando nei fatti come la scelta di istituire un area protetta fu senza dubbio giusta e per certi aspetti storica. .
Ora, 20 anni dopo, la Regione Emilia Romagna promuove l’aggregazione con la Riserva del Piacenziano, simile per caratteristiche ambientali e paleontologiche, creando una sola area protette che risponderà non più a due singole gestioni diretta ma all’Ente di Gestione per i Parchi e la Biodiversità dell’Emilia Occidentale che sostituisce l’attuale Consorzio in tutte le sue funzioni.


“Parco Regionale Stirone e Piacenziano” è il nome della nuova area protetta dal primo gennaio 2012.
Oltre al nostro Parco, la nuova macroarea (Emilia Occidentale), comprende il Parco Fluviale Regionale Trebbia, il Parco Fluviale Regionale Taro, il Parco Regionale Cento Laghi e il Parco Regionale Boschi di Carrega. Sarà amministrata da un organismo denominato “Comunità del Parco” , formato dai Sindaci dei comuni il cui territorio rientra nel Parco, che nomineranno il Comitato Esecutivo e il Presidente.
Il nuovo Parco Regionale dello Stirone e del Piacenziano interessa i Comuni di Fidenza e Salsomaggiore Terme in Provincia di Parma e i Comuni di Alseno, Carpaneto Piacentino, Castell’Arquato, Gropparello, Lugagnano Val d’Arda e Vernasca in Provincia di Piacenza.
La nuova legge regolamenta dettagliatamente le nuove finalità del Parco che possono essere riassunte nella tutela degli habitat, della flora e della fauna, il ripristino degli ecosistemi, la conservazione dei paesaggi naturali e seminaturali, la salvaguardia della biodiversità e dei suoi valori ecologici, scientifici, educativi, culturali, ricreativi, estetici, economico e sociali. Evidenzia inoltre come sia obiettivo primario la valorizzazione delle emergenze geo-paleontologiche del Parco, che sono alla base della peculiarità dell’Area Protetta a livello regionale e che costituiscono fonte di interesse scientifico a livello internazionale.
Importanti anche gli aspetti culturali come la promozione, la conoscenza e la fruizione responsabile dei beni naturali, ambientali e paesaggistici nell’ottica di sviluppare presso le comunità locali un comune senso di appartenenza e una consapevolezza in grado di determinare scelte condivise di gestione sostenibile delle emergenze territoriali.
Concludono le finalità quelle economiche come il recupero delle identità storico culturali locali e delle buone pratiche di gestione territoriale secondo la tradizione, che hanno fino ad oggi consentito di ottenere prodotti tipici di qualità in un ottica i sviluppo delle attività socio – economiche compatibili.
Una nuova strada per il nostro amato torrente Stirone, “tra passato e futuro”, sperando che i prossimi 20 anni siano vincenti almeno come quelli che li hanno preceduti.
Amedeo Tosi


Nota: Il riferimento è relativo al libro di Del Soldato G., "Stirone, un fiume tra passato e futuro", volume pubblicato dal Consorzio per la tutela del Parco Fluviale dello Stirone, 1987.

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